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(AGI) – Roma, 16 mag. – La missione Ue contro i trafficanti di disperati che partono dalla Libia non prevede “bombardamenti da aerei o da navi in mare e non ci sara’ alcun intervento di occupazione con forze militari sul terreno” ma ci sara’ “un enorme lavoro di intelligence teso a individuare i trafficanti, le operazioni navali di sequestro e confisca in mare dei mezzi una volta salvati i migranti e incursioni mirate sulle coste”. Cosi’ il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, in un’intervista al Corriere della Sera, sgombra il campo da ogni possibile equivoco sull’effettiva portata della missione Ue in Libia. Gentiloni non si nasconde le difficolta’ pratiche ma anche quelle solo procedurali per riuscire a far partire la missione, su cui sta giocando un ruolo da protagonista, il capo della diplomazie Ue e suo predecessore alla Farnesina, Federica Mogherini. Il ministro ricorda che “e’ essenziale avere una risoluzione Onu: lo richiedono anche solo il sequestro e la confisca al largo o l’eliminazione a riva dei mezzi”. I piani su cui lavorare sono due: a Bruxelles e al Palazzo di vetro. “Entro il mese ? spiega il ministro degli Esteri ? capiremo se la risoluzione del Consiglio di sicurezza va a buon fine. I due snodi essenziali sono: rassicurare i membri permanenti che il riferimento al Capitolo 7, cioe’ il ricorso all’uso della forza, non prelude a interventi militari in Libia (come avvenne nel 2011 per abbattere il regime di Muammar Gheddafi, ndr), motivo di forte preoccupazione per Mosca e Pechino. Noi sappiamo bene di non avere intenzioni del genere. Ma Lavrov a Mosca mi ha sottolineato la necessita’ che la risoluzione sia molto chiara su questo punto. Secondo snodo, l’ingaggio delle autorita’ libiche a questo tipo di intervento, a partire dal Parlamento di Tobruk. Sapendo che in Libia non c’e’ un solo governo e quindi nulla e’ semplice su questo piano”. Sui tempi Gentiloni ricorda che “il progetto verra’ sottoposto ai ministri degli Esteri e della Difesa lunedi’. L’Italia e’ tra i Paesi che si augurano la sua immediata approvazione Ci siamo candidati a guidarla, offrendo anche Roma come sede del comando. Penso che il passo finale sara’ quello del Consiglio europeo di fine giugno”. Il titolare della Farnesina non si illude che anche dopo l’avvio della missione Ue questa da sola potra’ fermare lo tsunami di migranti che dalle coste nordafricane si riversa verso l’Italia: “Nessuna singola misura puo’ risolvere una volta per tutte il problema dei migranti. Sara’ permanente nei prossimi decenni, basta guardare i divari di reddito e demografici tra Europa e Africa, le crisi e le guerre. Non illudiamoci di poterlo cancellare, possiamo solo lavorare per regolarlo”. “L’unica cosa – ha concluso il ministro – che l’Italia non puo’ fare, checche’ ne dicano alcuni nel dibattito interno, e’ pensare di affondare i migranti con tutti i barconi, o lasciarci al largo a morire, come avviene in questi giorni tra Myanmar e Thailandaa. Questa roba in Europa non puo’ esistere”. (AGI) .