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AGI – L’Atalanta sfiora l’impresa ma in semifinale di Champions League ci va il Psg che vince 2-1, in rimonta, segnando due gol allo scadere dei tempi regolamentari. Al vantaggio di Pasalic al minuto 26, rispondono Marquinos al minuto 90 e Choupo-Moting al minuto 92. La squadra di Gasperini esce a testa alta, sconfitta dall’inesperienza e dalla stanchezza dopo una partita di grande sacrificio e applicazione. I parigini ora attendono la vincente della sfida tra Atletico Madrid e Lipsia.

A Lisbona non c’è il pubblico sugli spalti, è vero, ma è impossibile annoiarsi quando scende in campo la squadra di Gasperini. Che si tratti di una partita di campionato o della partita più importante della sua storia, un quarto di finale di Champions League contro il Psg, l’Atalanta resta fedele a se stessa.

Nella prima frazione non snatura il suo gioco e non rinuncia a quegli uno contro uno, soprattutto a centrocampo, che per lunghi tratti di stagione le hanno permesso di confondere, e poi travolgere, gli avversari. Gomez spaventa subito i francesi ma il suo tiro, appena dopo un minuto dal fischio d’inizio, è debole e centrale. Hateboer, di testa, dieci minuti dopo, chiama Navas a un intervento molto più difficile.

Il Psg, privo di Verratti, fatica a costruire trame di gioco lineari, obnubilato dal pressing orobico, ma colpisce in contropiede. Il punto debole della strategia della Dea e ben noto: se il pallone oltrepassa la prima linea poi si aprono le praterie. E Neymar, l’asso brasiliano a cui si affida Tuchel, quegli ampi spazi li sa attaccare.

Ma a mancargli è la cattiveria sottoporta: Sportiello ringrazia per ben tre volte mentre vede i palloni sparacchiati fuori dallo specchio della porta. Il gol dei bergamaschi che spezza l’equilibrio arriva al minuto 26. Ed è frutto della caparbietà di Zapata che sbuffa, lotta, sgomita per difendere palloni e creare opportunità. Ma è un rimpallo, alla fine, a regalare un assist perfetto a Pasalic. Il croato, senza stoppare la palla, infila la palla sul secondo palo con un preciso tiro a giro. Di prima intenzione, aprendo il piattone. Con forza calcolata ed estrema precisione. I particolari sono tanti ma il risultato, per fortuna, è solo uno: è gol dell’1-0. Il primo tempo, perlomeno, è nerazzurro.

Nel secondo tempo, sul prato dello stadio del Benfica, arriva il nervosismo. Fioccano i cartellini gialli, soprattutto per gli atalantini che sanno di dover stringere le maglie difensive e rinunciare alla spinta offensiva. E qui le cose cambiano. L’arbitro fischia e spezzetta il gioco che si fa più sporco e ruvido. In palio c’è qualcosa di grosso, la bellezza resta negli spogliatoi. Le occasioni sono poche e arrivano da punizioni e calci d’angolo.

Al sessantesimo entra Mbappé, altro spartiacque del match. Il Psg, ancora indietro di un gol non può più permettersi di aspettare, e inizia il suo assedio. L’attaccante esterno della Nazionale francese si fa subito sentire: i suoi scatti mettono in difficoltà i difensori di Gasperini, i suoi affondi liberano spazi per i compagni, le sue giocate creano apprensione e rianimano anche Neymar. Sportiello però è attento e neutralizza le prime conclusioni avversarie, sempre poco incisive.

Serata difficile invece per Icardi che mai spaventa Caldara e Toloi, capaci di imbrigliarlo e neutralizzarlo. L’argentino esce a dieci minuti dalla fine, scuotendo la testa. Al suo posto, però, entra  Choupo-Moting. La panchina parigina è lunga e Tuchel indovina chi e quando cambiare. 

Al minuto 81, Palomino spaventa tifosi e compagni prima di vanificare con uno scatto poderoso la corsa solitaria di Mbappé verso la porta atalantina. La sofferenza però è troppa, la paura cresce. Il Psg si riversa in avanti e nella confusione Marquinos è bravo a pareggiare al 90esimo. Una doccia fredda, ghiacciata. 

Si spalanca l’ipotesi supplementari. Ma i ragazzi di Gasperini sono storditi e la stanchezza appesantisce gambe e pensieri. Neymar ne approfitta e serve un assist al bacio per l’attaccante camerunense che, con un tocco sotto porta, piega le ultime velleità italiane di passaggio del turno. Il secondo tempo, di sicuro, è parigino. La corsa incredibile dell’Atalanta finisce così. Con tanti applausi e tanto rammarico di aver giocato da Atalanta solo per metà.