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Il Manchester City è stato escluso dalla Champions League per le prossime due stagioni per violazione del fair play finanziario. La decisione è della Uefa, che ha anche multato la società britannica per 25 milioni di sterline (circa 30 milioni di euro). 

Il City è stato ritenuto colpevole dal Club Financial Control Body, la commissione di controllo finanziario della Uefa, di aver gonfiato le entrate delle sue sponsorizzazioni.

La commissione ha considerato autentiche quindi le mail pubblicate dallo Spiegel nel novembre 2018. Il carteggio raccontava che il proprietario del City, lo sceicco Mansour bin Zayed Al Nahyan, era in realtà anche il principale finanziatore del mega sponsor da 67,5 milioni di sterline di Etihad. In una delle email risultava che solo 8 milioni di sterline di quella sponsorizzazione arrivano direttamente dalla compagnia aerea, mentre il resto proveniva dal veicolo aziendale che lo sceicco Mansour ha usato per comprare il City, il gruppo Abu Dhabi United.

Il Manchester City ha sempre negato l’autenticità di quelle email. Lo Spiegel in un primo momento ha coperto l’identità della sua fonte, che poi si è scoperto essere un cittadino portoghese, Cui Pinto, ora accusato in Portogallo di 147 casi legati a pirateria informatica.

La nota ufficiale della Uefa

“La Camera Giudicante dell’Uefa Club Financial Control Body (Cfbc), dopo aver esaminato tutte le prove, ha riscontrato che il Manchester City Football Club ha commesso gravi violazioni del regolamento sulle licenze e sul fair play finanziario del club UEFA sopravvalutando le entrate della sua sponsorizzazione nei suoi conti e nelle informazioni di pareggio presentate alla UEFA tra il 2012 e 2016”, si legge nella nota ufficiale della Uefa.

L’organismo di controllo finanziario ha inoltre “imposto misure disciplinari al Manchester City Football Club stabilendo che sarà escluso dalla partecipazione alle competizioni UEFA per club nelle prossime due stagioni (vale a dire le stagioni 2020/21 e 2021/22) e che pagherà una multa di 30 milioni di euro”.

La Uefa ha fatto inoltre sapere che la società ha diritto a presentare il ricorso al tribunale dello sport.