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Giorgio Chiellini e Dries Mertens, Lorenzo De Silvestri e Angelo Ogbonna, Yuto Nagatomo e Robert Lewandowski: ad accomunare questi campioni non sono caratteristiche tecniche o trofei vinti, ma un grande successo conseguito fuori dal campo e poco sbandierato sui media.

Sono infatti tutti laureati, hanno scelto cioè di sottrarre centinaia di ore al loro tempo libero tra una partita e un allenamento, per chinarsi sui libri e sostenere esami di economia o di giurisprudenza. Mentre i loro compagni si rilassavano alla play station o si scatenavano in discoteca, loro hanno deciso che il futuro non passava solo dai piedi ma anche dalla testa, soprattutto quando gli scarpini finiranno attaccati ad un chiodo.

In Italia in cattedra comanda la difesa

Tra i ‘dottori’ del calcio italiano spiccano tre difensori che hanno vestito l’azzurro: Giorgio Chiellini, Lorenzo De Silvestri e Angelo Ogbonna. Per il colosso della Juventus un bel 110 con lode in Business Administration all’Università di Torino, grazie ad un lavoro basato sul “modello di business della Juventus in un benchmark internazionale”.

Una sorta di riconoscenza sportiva nei confronti della squadra in cui milita ormai da quasi 15 anni, ma anche un modo di spiegare la crescita esponenziale del brand bianconero in tutto il mondo. Curiosità vuole che, qualche giorno dopo aver conseguito la laurea, Chiellini vada a segno nel 3-0 rifilato al Barcellona nel quarto di finale d’andata di Champions League. Una bella e significativa coincidenza.

Senza cambiare città ma semplicemente colore di maglia e passando così al granata, è un gran traguardo quello raggiunto dal terzino del Torino De Silvestri con la laurea in Economia e Management dello Sport. Dottorato in Giurisprudenza, invece, per Angelo Ogbonna, dal 2015 in forza al West Ham. Stesso titolo di studio conseguito dall’ex difensore di Lazio e Atalanta, Guglielmo Stendardo, diventato successivamente avvocato nel 2014 superando l’esame presso la Corte d’Appello di Salerno, dopo un primo tentativo fallito nel 2013.

Spagnoli campioni anche nello studio

Campioni di Spagna, campioni d’Europa, campioni del Mondo e campioni di studio. Nella nazionale delle Furie Rosse ci sono dottori che sono riusciti ad alternare il calcio, peraltro giocato a livelli internazionali e di fronte a palcoscenici prestigiosi, ad una buona dose di studio. Andres Iniesta, Gerard Piqué, Cesc Fabregas, Xabi Alonso, Juan Mata: fenomeni laureati in campo. Tutti compagni in nazionale (qualcuno ha lasciato), con i primi tre che hanno condiviso gli innumerevoli successi anche con la maglia del Barcellona.

Don Andres è riuscito a fare magie pure in Scienze Motorie, scherzando un po’ su quei corsi di anatomia affrontati a suo dire abbastanza facilmente a causa di alcuni infortuni subiti nel corso della carriera; il difensore blaugrana ha conseguito un master in Business, Media, Sports and Entertainment ad Harvard, mentre l’attuale centrocampista del Monaco ha scelto Economia e Commercio, la stessa strada per cui ha optato Xabi Alonso. Due titoli addirittura, invece, per Mata: Scienze dello Sport e Marketing. Dries Mertens, Robert Lewandowski, Yuto Nagatomo, Nigel de Jong e Glen Johnson, sono invece le altre nostre conoscenze straniere che hanno conseguito la laurea.

Scienze Motorie per il folletto del Napoli che qualche anno fa rivelò che se non avesse studiato avrebbe potuto scordarsi il pallone, alloro accademico polacco in Educazione Fisica per il bomber del Bayern Monaco con una tesi dal titolo “RL9, il cammino verso la gloria”. Un discorso autoreferenziale, in cui il polacco ha raccontato la sua carriera da bambino fino ai giorni d’oggi. Gli è stato assegnato il massimo dei voti dalla commissione, che ha presenziato alla discussione con la maglietta della Polonia per festeggiare la qualificazione ai Mondiali di Russia. A sfondi economici, invece, i titoli di studio per Nagatomo e de Jong, mentre l’inglese Johnson ha scelto matematica.

Un tuffo nel passato e sulle panchine

Se negli ultimi tempi la lista dei calciatori laureati si è allungata sempre di più, in passato forse bastavano le dita di una mano per contarli. Uno dei primi casi più famosi fu quello di Lamberto Boranga, portiere che ha giocato in squadre come Fiorentina, Parma, Cesena, Perugia e Reggiana. Il classe 1942 (ultima apparizione su un campo da calcio di Terza Categoria nel 2018), oltre ad essere campione del mondo di salto in alto nella categoria over 70, ha conseguito ben due lauree in Biologia e Medicina.

Altro medico, molto più famoso come calciatore, fu il brasiliano Socrates, ex Fiorentina e rivale degli Azzurri ai Mondiali del 1982 che però non esercitò mai la professione. Come non segnalare tra i campioni laureati del passato Oliver Bierhoff e Lionello Manfredonia: l’indimenticato bomber di Udinese e Milan si è laureato in Economia e Commercio, mentre l’ex di Lazio, Roma e Juventus in Giurisprudenza.

Una delle imprese più difficili in termini di conciliazione calcio e studio, è stata forse quella di Jean-Alain Boumsong, transitato anche nella Juventus postcalciopoli, che è riuscito a laurearsi con lode in Matematica. E poi Erjon Bogdani (Economia e Commercio), Edwin Van der Sar (Sport Management), e Adrian Mutu (Giurisprudenza) sono alcuni degli altri dottori del passato.

Anche tra gli allenatori qualcuno ha deciso di intraprendere, insieme al calcio, la strada dello studio. Nomi illustri come quelli di Arsene Wenger e Manuel Pellegrini annoverano la laurea in ingegneria. In particolare, il francese ex storico dell’Arsenal, vanta la conoscenza di sei lingue e una consulenza diretta per la costruzione dell’Emirates, lo stadio dei Gunners. Tra gli italiani, invece, figurano i nomi degli ex calciatori ed ora allenatori Massimo Oddo, che ha scelto Scienze Giuridiche e Manageriali applicate allo Sport, e Fabio Pecchia, laureato in Legge.