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La Federazione gioco calcio decide di intervenire contro gli episodi di razzismo: il Consiglio federale ha deciso di modificare la procedura di sospensione temporanea delle partite.

In caso di cori razzisti, quindi, al primo episodio le squadre andranno al centro del campo, mentre se si verificherà un secondo episodio le squadre si recheranno negli spogliatoi.

Per quanto riguarda la sospensione del match, invece, l’autorità competente sarà sempre il responsabile per l’ordine pubblico. Questa decisione viene accolta con scetticismo dal ministro dell’Interno che, interrogato dai cronisti in Transatlantico, liquida la cosa così: “Facciamo la scala Richter dei ‘buu’, dai non facciamo ridere…”.

Diverso il parere del presidente della Federcalcio: “In questo modo abbiamo semplificato le procedure togliendo responsabilità ad arbitro e quarto uomo” ha spiegato Gravina “individuando nel delegato alla sicurezza e all’ispettore della Procura Federale il compito di segnalare eventuali cori razzisti. Abbiamo inoltre reintrodotto una serie di esimenti”.

Il presidente della Figc ha poi voluto spiegare che “l’ipotesi della sospensione è un danno di immagine per il calcio italiano e un danno per i tifosi per bene” e che “le responsabilità devono essere singole e non collettive”, ma al tempo stesso ha voluto ribadire che “va fatto qualcosa affinché il calcio per bene possa vincere, dobbiamo sovrastare quegli episodi con il tifo sano”.

Altra decisione importante presa dal Consiglio federale è sul prossimo campionato di Serie B. Il Consiglio Federale dà il via alla tanto attesa riforma dei campionati professionistici, attraverso la modifica degli art.49 e 50 delle NOIF con il quale dalla stagione 2019-2020 si fissa il numero minimo delle squadre partecipanti ai campionati di Serie A, B e C in 18, 18 e 40 e con una norma transitoria che per la prossima stagione prevede che il campionato di serie B sia articolato in un girone unico da 20 squadre, con una quinta promozione dal campionato di Lega Pro rispetto alle 4 già previste.