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Manca poco più di una settimana al calcio d’inizio della Supercoppa italiana tra Juventus e Milan allo stadio King Abdullah Sports City di Jeddah, in Arabia Saudita. E le polemiche sono già divampate a seguito di un particolare, per nulla piccolo in verità, presente all’interno del comunicato stampa pubblicato dalla Lega Serie A sulla vendita dei biglietti. La querelle gira su due parole che andrebbero a definire l’accesso a determinati settori della struttura: Singles and Families.

Una distinzione “inaccettabile”

Nel comunicato vengono spiegate le procedure per l’acquisto dei tagliandi. Primo passo: registrazione sulla piattaforma dedicata (sharek.sa) e fin qui tutto bene. Secondo passo: selezione della categoria desiderata: singles (riservati agli uomini) o families (uomini + donne), e qui è scattata l’indignazione di molti che hanno giustamente sottolineato come questa discriminazione sessuale non possa essere tollerata all’interno di un contesto sportivo tutto italiano, anche se ospite di un paese straniero. E poco importa se si andrà verso il “tutto esaurito” come sbandierato sui social.

Le donne e lo sport in Arabia Saudita

La possibilità per le donne di accedere allo stadio è una concessione, ancora assai limitata, che è entrata in vigore solo di recente in Arabia Saudita. Come avevamo raccontato qui, le saudite possono partecipare a eventi che si svolgono in appena tre stadi del Paese, quelli di Riad, Jeddah e Damman. E solo in determinati settori. Una regola che sembra essere stata mantenuta anche per tutte quelle tifose italiane che hanno deciso di prendere un volo per assistere a una partita che mette in palio un trofeo “occidentale” molto importante. Ma cosa succederebbe se si presentassero non accompagnate da un membro maschile della famiglia ai cancelli dello stadio? “Sarebbe davvero un paradosso” scrive il Corriere della Sera. Oltre che una brutta, bruttissima, figura.