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A Wimbledon sono tornate le formiche volanti. Già un anno fa le pagine dei giornali avevano dato ampio spazio agli insetti che, tra un volo e l’altro, piombavano silenziose sui giocatori. E a distanza di un’edizione la situazione non sembra migliorata. Le partite del più famoso torneo di tennis del mondo sono ancora caratterizzate dalla presenza di questi animaletti alati che sciamano senza sosta scintillando alla luce del sole di Londra.

Come riflessi argentei che, ad uno sguardo vicino, mostrano la loro fastidiosa natura. Caroline Wozniacki, numero 2 del tabellone femminile, ha sottolineato come la sua inaspettata sconfitta contro la russa Ekaterina Makarova, non sia stata determinata dalle formiche ma che esse, in qualche modo, hanno contribuito a distrarla. Tanto che durante il match si è rivolta direttamente all’arbitro e ai responsabili: “Sono nella mia bocca, nei miei capelli e ovunque. Dobbiamo fare qualcosa. C'è uno spray? Voglio concentrarmi sul gioco, non mangiare insetti”. Dodici mesi fa, fu la numero uno del tennis britannico, Johanna Konta, ad ammettere di “non sapere quanti ne ho ingoiato mentre giocavo”.

Madison Brangle, sul campo 17, ha deciso invece di usare le racchette per difendersi. Ma gli insetti sono piccoli e colpirli diventa assai difficile. Si rischia solo di  innervosirsi, di distrarsi. E la sua avversaria, la nostra Camila Giorgi, ha dimostrato di essere molto più concentrata portando infine a casa la vittoria. Dimenticarsi degli insetti, che non pungono né ronzano, diventa quindi un altro elemento basilare per poter avanzare in un torneo già di suo particolarmente complicato.

Perché si comportano così?

Un portavoce del torneo ha sottolineato come quello delle formiche sia un comportamento “nuziale”, una sorta di danza anticipatrice dell’accoppiamento che la specie compie solitamente alla fine di luglio. Lo Zoological Society di Londra ha confermato che da alcuni anni questi insetti hanno anticipato un modo di agire per nulla insolito. Impossibile, per ora, dire se questo mutamento sia dovuto ai cambiamenti climatici o ad altri fattori non riconducibili all’uomo. Certo è che, in questo senso, non ha certamente aiutato la decisione dell’organizzazione di Wimbledon di posticipare di una settimana l’inizio delle ostilità. In attesa di una soluzione, c’è chi parla di una disinfestazione durante la domenica di riposo tra le due settimane di gioco, resta solo la possibilità per il pubblico di difendersi con ventagli e cappelli, e per i giocatori di armarsi di grande pazienza. E forse di un po’ di spray.