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​Tra pochi giorni si alzerà il sipario sul Mondiale di calcio in Russia, la prima – dopo sessant’anni – senza l’Italia. Arbitri a parte, non ci sarà nessun rappresentante italiano in campo e nemmeno in panchina: nessuna delle 32 selezioni è infatti guidata da un allenatore italiano. L’unico modo per trovare un po’ di Italia ai Mondiali, quindi, è osservare i giocatori che militano del nostro campionato. Quanta Serie A ci sarà quindi nelle rose delle 32 nazioni finaliste?

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Stando alle convocazioni diramate ieri, saranno 59 i calciatori attualmente tesserati in squadre di A che prenderanno parte alla rassegna iridata di Russia. La nazione più ricca di giocatori di A è la Polonia, con 7 uomini. Sei gli “italiani” per la Croazia, mentre seguono a 5 Argentina, Uruguay e Svizzera.

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Il club più rappresentato di A sarà la Juventus, che nonostante l’assenza degli italiani avrà ben 11 calciatori nelle liste dei ct delle 32 finaliste. Seguono Sampdoria e Napoli a quota 6. Fino a pochi giorni fa c’era nella lista anche un giocatore che milita nella nostra Serie B, ovvero il polacco Pawel Dawidowicz del Palermo (in prestito dal Benfica), che però è stato escluso dall'ultimissima selezione compiuta dal ct polacco Adam Nawalka.

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Il grafico sopra ci mostra che iI Mondiale che non vedrà ai nastri di partenza l’Italia sarà un torneo con numerosi giocatori provenienti dalla Serie A. In assoluto, delle ultime sei edizioni a 32 squadre, Russia 2018 è il torneo con più “italiani” se si eccettua il 2014. L’assenza dell’Italia fa sì che il Mondiale 2018 sia quello degli ultimi 6 con meno calciatori di Serie A, ma per soli due calciatori di differenza rispetto a Germania 2006, dove – italiani di Lippi inclusi – i militanti in A erano 61, cioè due in più di Russia 2018 senza Italia. Per cui soltanto 35 componenti delle restanti 31 nazioni di Germania 2006 militavano in A. Fra loro però c’erano diversi campioni. Solo per citare i più celebri: Shevchenko, Nedved, Kakà, Adriano, Ibrahimovic, e la lista potrebbe continuare.

La Serie A a confronto con i campionati esteri

Ma come si colloca la Serie A nel panorama internazionale? Da quando i Mondiali ospitano 32 squadre finaliste (1998) i campionati più rappresentati nella rassegna iridata sono stati Inghilterra, Spagna, Germania, Francia e Italia. Con una piccola eccezione: nel 1998 in Francia la J League giapponese contava 30 giocatori contro i 29 del campionato francese, ma nelle edizioni successive il trend si è consolidato, con i cinque campionati a trainare tutti gli altri.

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I numeri indicano in modo inequivocabile che la Premier League è il campionato con più convocati. Sin dal 1998 almeno 100 giocatori sono tesserati in squadre d’Oltremanica. Il 2018 segna il nuovo record, con ben 129 calciatori provenienti dalla Premier (e dalla Championship, la Serie B inglese). L’Italia è sempre stata seconda o terza federazione per tesserati convocati ai Mondiali. Quest’anno la clamorosa mancata qualificazione dell’Italia la fa scivolare al quarto posto, davanti solo alla Ligue 1 francese.

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Inoltre, queste cifre ci dicono che nel corso degli anni la presenza al Mondiale di calciatori stranieri militanti in Serie A è aumentata. Possiamo leggere questo dato come un segnale incoraggiante sulla qualità del nostro torneo? Difficile dirlo. Se pensiamo alle finali scorse, notiamo come la Serie A fosse più presente e anche più decisiva. Limitandosi ai Mondiali di cui abbiamo parlato nella nostra analisi, nella finale Francia-Brasile 3-0 del 1998 erano in campo 10 giocatori di A su 27, e due dei tre gol dei transalpini gol li segnò lo juventino Zinedine Zidane, e un altro juventino, Didier Deschamps, sollevò la Coppa allo Stade de France in qualità di capitano della Francia. Allo stesso tempo la grande stella del Brasile giunto secondo era l’interista Ronaldo, che fu uno dei protagonisti assoluti del torneo. Nel 2002 il romanista Cafù sollevò la Coppa a Yokohama e sempre Ronaldo, che era ancora dell’Inter, segnò la doppietta decisiva che consegnò il quinto alloro mondiale al Brasile. Nella finale del 2006 17 calciatori su 28 impiegati erano militanti in A: oltre ai 14 italiani c’erano anche tre francesi (gli juventini Thuram, Trezeguet e Vieira).

Nel 2018, a livello numerico la Serie A è quasi doppiata dalla Premier League inglese e come dicevamo solo la Ligue 1 è meno rappresentata ai prossimi Mondiali del nostro principale torneo. Allo stesso tempo, il contingente della Serie A soffre l’assenza di almeno una ventina di azzurri che hanno mancato la qualificazione, altrimenti il distacco sarebbe stato paragonabile a quello che divide campionato inglese e Liga spagnola.

Quanto valgono i campionati

La quantità dei giocatori presenti al Mondiale è solo un modo di mettere a confronto i vari tornei nazionali. Un altro modo per paragonarli è anche andare a vedere le valutazioni economiche delle squadre e dei calciatori che militano nei vari campionati. Pochi giorni fa il CIES Football Observatory ha pubblicato uno studio nel quale sono elencati i 100 giocatori più “costosi” al mondo. Il valore ottenuto non deve essere ritenuto quello di vendita di un calciatore sul calciomercato: il CIES ha soltanto stabilito il presunto valore economico dei giocatori cercando di fissarlo con un algoritmo capace di tener conto di alcuni parametri quali età, statistiche sportive e dati economici. Questi 100 giocatori militano tutti tra i cinque campionati di cui stiamo parlando, ovvero Premier, Liga, Serie A, Ligue 1 e Bundesliga. Di questi 100 atleti 46 giocano in Inghilterra, 21 in Spagna, 17 in Italia, 9 in Francia e 7 in Germania.

Il giocatore che vale di più, stando al CIES, è l’inglese Harry Kane, il cui valore va oltre i 200 milioni. Se poi di ogni campionato stiliamo l’elenco dei cinque giocatori che valgono di più in ogni singolo torneo e ne sommiamo il valore di mercato otteniamo il grafico sottostante.

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La top five della Premier (Kane, Salah, Dele Alli, De Bruyne, Lukaku) vale in totale 874,10 milioni di euro contro la top five della Liga (Messi, Griezmann, Coutinho, Suarez, Umtiti: fra loro manca Cristiano Ronaldo, ma l’algoritmo lo penalizza per via dell’età) che ne vale 735,20. Terzo posto per la Ligue 1 francese trascinata da Neymar, che con Mbappé, Thauvin, Cavani e Depay vale secondo CIES quasi 616 milioni. Quarto posto per la Serie A: Dybala, Higuain, Insigne, Icardi e Immobile arrivano a valere 555,40 milioni. Ultimo posto per la Bundesliga, il cui quintetto (Lewandowski, Werner, Kimmich, Upamecano e Sule) vale 382,50 milioni.

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Allargando lo sguardo a tutti i calciatori dei cinque campionati (e lo vediamo dal grafico sopra) notiamo che la Premier si conferma il campionato le cui rose, sommate, valgono di più. Il grafico non si limita a fornire la situazione attuale, ma si spinge indietro fino al 2006 grazie ai dati storici offerti in questo caso dal sito specializzato Transfermarkt. Secondo questa fonte, se teniamo conto di tutti i calciatori tesserati e non solo dei big, la Premier è anche qui ampiamente – e da almeno dodici anni – il campionato con i giocatori che valgono di più. La Liga è ormai stabile al secondo posto, mentre la Serie A è al terzo posto ma è insidiata dalla Bundesliga (che inoltre è un campionato a 18 squadre contro le 20 del nostro torneo), mentre la Ligue 1 in questa classifica è ultima. Tuttavia il torneo francese appare in crescita, trainato dai grandi investimenti degli emiri del Paris Saint-Germain.

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