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Il 2-3 con il quale si è conclusa Inter-Juventus​ lo scorso 28 aprile è stato uno dei risultati più decisivi di quest'ultima fase di campionato, rendendo lo scudetto ancora più a portata di mano per i bianconeri e allontanando dai nerazzurri la Champions League. Non solo uno dei più decisivi ma anche dei più contestati, per le discusse decisioni dell'arbitro Daniele Orsato, dall'espulsione di Vecino al fallo su Rafinha di Pjanic, che, secondo molti, sarebbe stata meritevole di cartellino rosso. Nel frattempo la polemica non solo non si è placata ma si è fatta ancora più virulenta, tanto da finire in Procura. Quella di Milano, dove l'avvocato cassazionista Michele Marra ha presentato un esposto per frode sportiva, mosso forse – più che da desiderio di giustizia – dall'amore per la maglia. L'avvocato Marra è infatti di Castel Morrone, nel casertano, ed è presumibilmente uno dei tanti tifosi del Napoli amareggiati da una vittoria che ha riportato a +4 lo scarto tra la capolista e gli azzurri. 

Marra è intervenuto prima a 'La Zanzara', dove la sua iniziativa è stata accolta con scetticismo, nonché con il consueto sarcasmo, dai conduttori Giuseppe Cruciani e David Parenzo. Poi è stato contattato da Tpi, che lo ha intervistato per domandargli su quali basi sia stato depositato l'esposto e se ci siano chance concrete che venga accolto. 

Violato il protocollo VAR?

"Ho presentato l’esposto per chiedere alla Procura competente, in questo caso quella di Milano, di accertare se alcune persone che non si riescono a qualificare abbiano inciso sull’esito della partita Inter-Juventus dall’esterno", spiega il legale che – oltre ai due episodi succitati – punta il dito sul "rapporto che sembra amichevole o fraterno tra Allegri e l’arbitro Paolo Tagliavento (all’uscita degli spogliatoi lo chiama semplicemente “Taglia”)". L'espulsione di Vecino, prosegue Marra, violerebbe inoltre il protocollo VAR (pur definito "un po' ambiguo") in quanto" si riferisce ad alcune ma non a tutte le azioni in campo, come rigore, fuorigioco, e falli che non sono stati visti: in questo caso, invece, l’arbitro ha visto quel fallo, lo ha anche valutato e determinato".

"Ma quali effetti può sortire l'esposto?", domanda Tpi. Già, perché Marra non è nuovo a iniziative del genere, tutte tese a riparare presunti torti subiti dal Napoli. Dalla famosa “Partita di Pechino”, tra Napoli e Juventus, arbitrata da Paolo Mazzoleni, alla Napoli-Juventus di tre anni fa, quando Tagliavento assegnò un goal in fuorigioco ai bianconeri che costò il campionato ai partenopei, per finire al rigore "inesistente" su Higuain assegnato dall'arbitro Pasta in Benevento-Juventus. Finora, nessuno di questi esposti ha avuto conseguenze. In particolare, il primo, dopo cinque anni, sarà bello che archiviato. Ma allora perché insistere?  "Mi è stato riferito che c’è comunque stata un’attenzione maggiore da quel momento in poi sul mondo del calcio e degli errori arbitrali", conclude, "mentre cinque anni fa probabilmente sono stato l’unico a denunciare questa cosa, nel tempo molti altri colleghi, tifosi e gruppi hanno iniziato a farlo".