Newsletter
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone

Sorpresa? Miracolo. I Giochi invernali XXIII partono con la conferma che l’essere umano si emoziona per i sentimenti più semplici e puri. Le prime medaglie d’oro premiano i 5 bambini della cerimonia d’apertura dell’Olimpiade che simboleggiano i 5 cerchi olimpici, i 5 continenti della terra e i 5 elementi naturali (acqua, aria, terra, fuoco e metallo). Con grazia e naturalezza, quegli scriccioli volano una vicenda politica delicatissima e la concludono nel modo ideale. Tanto che, come ha puntualizzato Paolo Mieli in diretta Rai, “potrebbe anche entrare nei prossimi libri di storia dei nostri figli o dei nostri nipoti”.

Dopo una guerra (mai chiusa dalla pace ufficiale), dopo l’ultima minaccia del dittatore della Corea del Nord, Kim Jong-un (che ancora giovedì ha beffeggiato il mondo con una parata militare), dopo lo sguardo diplomatico dei dirigenti Yankees (hanno disertato giovedì l’incontro fra le due Coree), succede il miracolo. Il paese, diviso dal 38° parallelo in Nord e Sud da un confine molto labile, eppure così unito dalla stessa lingua, si ritrova all'improvviso insieme, sotto la stessa bandiera, con il bobbista del Sud, Won Yun-jong e l’hockeista del Nord, Hwang Chung-gum a portare in tandem il vessillo allo stadio. Così come due hockeyste della prima, insperata, nazionale unica coreana, accompagnano l’ultimo fuoco olimpico su per la scala di ghiaccio. Insieme. Meglio, molto meglio di simboli comunque toccanti della mitica “Imagine” di John Lennon e della colomba della pace inscenata da centinaia di comparse danzanti. Mentre la sorella del dittatore nordcoreano – la faccia buona della famiglia – e il presidente sudcoreano Moon Jae-in si stringono la mano.

Messaggio

Dopo due bocciature, l’orgogliosa, laboriosa e tenace a Corea del Sud riporta l’Olimpiade a casa sua, trent’anni dopo l’edizione estiva del 1988 a Seul. Il n. 1 dello sport mondiale saluta per primi i migliaia di volontari che non hanno nomi, facce e medaglie.

Cose da atleti: “Ora tocca a voi, questa sarà la gara della vostra vita, per i prossimi giorni il mondo vi vedrà come ispirazione. Ispirerete tutti noi a vivere insieme in pace e armonia a dispetto delle nostre differenze. Ispirerete noi a gareggiare per l’onore più alto nello spirito olimpico di eccellenza, rispetto e fair play. Potete solo godervi le vostre prove olimpiche se rispetterete le regole e sarete puliti”. I messaggi dello sport sono belli e semplici come i 5 bambini che hanno aperto i Giochi nel nome della pace, augurandosi e augurandoci che i loro sogni di possano realizzare. “Potete dimostrare che nello sport siamo tutti uguali. Potete dimostrare il potere unico del sport di unire la gente. Un grande esempio di questo potere unificante è la marcia comune stasera delle due squadre di Repubblica di Corea e Repubblica Democratica Popolare di Corea. Siamo tutti toccati da questo gesto meraviglioso. Ci uniamo tutti al vostro messaggio di pace. Uniti nelle nostre diversità siamo già forti di tutte le forze che vogliono dividerci”. 

Paure infondate?

“A Pyeongchang fa troppo freddo. Come faranno gli atleti a resistere tante ore all’aperto per la cerimonia d’apertura nello stadio senza tetto? Almeno durante le gare possono muoversi e scaldarsi, anche se sicuramente le condizioni influiranno sui risultati. La città è 700 metri sopra il livello del mare, le temperature potrebbero battere il primo record olimpico: gli 11 gradi sotto lo zero di Lillehammer, in Norvegia, nel 1994. Dove, per la cronaca, gli italiani fecero il record di medaglie: 7 ori, 5 argenti e 8 bronzi. Quante volte alla vigilia dei Giochi, abbiamo sentito ripetere questo ritornello sul freddo glaciale di Pyeongchang? Al via, invece dei temuti -20, con troppa umidità, c’era un più modesto -10. E Pita Tautatofua, così come a Rio, ha portato la bandiera di Tonga ancora a torso nudo. Impavido. 

Tecnologia

La Cerimonia d’apertura dei Giochi è tanto luci, colori, scenografia, ma soprattutto tantissima tecnologia, a fotografare la realtà di una Corea del Sud leader del mondo e minaccia fortissima del tradizionale nemico Giappone e della gigantesca Cina. Partner commerciali, non a caso, della Corea del Nord, straricca invece di minerali e materie prime, mentre a Sud sono alleati degli Stati Uniti.

Tecnologia vuol dire anche eccessi e quindi internet-jungdogja, “dipendente da” o “drogato di”, cioè adolescenti e non che vivono di internet al punto da dimenticarsi di qualsiasi altra cosa. Persino di mangiare. Perché? Magari proprio per esularsi dalla realtà e dalla paura di un’aggressione dei sempre più minacciosi fratelli del nord. Il Paese è iperconnesso al web, la capitale, Seul è la città più wired del pianeta (col 94% di connessioni in banda larga), i video game on line sono facilitati al massimo al punto di salire al rango di e-sports, con tanto di gare, un giro d’affari e di pubblico eccezionali. Pyeongchang sarà il primo grande banco di prova delle reti di quinta generazione, con velocità di download 100 volte superiori rispetto al 4G e ritardi di trasmissione del millisecondo.

Droni, telecamere, robot si allenano per i prossimi Giochi Cibernetici, magari più imminenti di quanto pensiamo. 

Tv italiana

I Giochi italiani perdono invece Sky e quindi il digitale prima ancora del via. All’ultimo momento la piattaforma di Murdoch non ha trovato l’intesa per acquistare i diritti detenuti da Discovery che sono condivisi da Mediaset Premium e Rai. Come seguire l’Olimpiade coreana se non sulla televisione nazionale?

La app di Eurosport Player e, nella telefonia, Tim Vision. Perché Eurosport, che si è aggiudicata i diritti dell’Olimpiade fino a Parigi 2024, trasmette da due piattaforme: Sky e Mediaset Premium, non gratuitamente, ma extra rispetto al contratto in essere. Sky non ha raggiunto l’accordo, Mediaset sì (per gli abbonati di Mediaset Premium), la tv di Stato trasmetterà 110 ore gratis (notturne su Rai2, dalle 11 alle 15 su Raisport). Sky dedicherà all’Olimpiade di Pyeongchang una copertura quotidiana su Sky Sport24, con aggiornamenti e notizie in tempo reale nelle edizioni del tg e con la rubrica Pyeongchang Express che offrirà tutti i giorni approfondimenti, risultati e news sulla competizione coreana. “Ricordiamo – rilanciano per una volta alla concorrente Rai dall’emittente della galassia Murdoch – che i momenti più significativi dell’Olimpiade invernale sono visibili sul servizio pubblico e i canali Rai sono aperti a tutti”.

Regine

La portabandiera azzurra dei Giochi estivi di Rio 2016, Federica Pellegrini, saluta la portabandiera azzurra dei Giochi invernali 2018, Atrianna Fontana, speranza dello short-track: “Sarà incredibile sfilare con il tricolore nello stadio. Goditi ogni istante, lo ricorderai per tutta la vita”. Infatti, all’uscita dallo stadio, Ary ha confessato: “Ero emozionatissima, è stata un’esperienza incredibile, indimenticabile. Ho anche incitato iu ragazzi attorno a me, dandogli la carica per una grande Olimpiade. Io ho provato un’emozione grandissima, mi rendo conto ancor di più che quello che sto facendo è bellissimo. Con questa bandiera tra le mani non ho davvero paura di nulla".

Poi Federica ha mandato un msg web a tutta la squadra: “In bocca al lupo a tutti!!!! Spaccateeeeee…”. Con Gianluigi Buffon in scia su twitter: “In bocca al lupo ragazzi e in bocca al lupo alla nostra portabandiera @AryFonta. Fateci sognare! Portateci con voi sulle piste, negli stadi, sui vostri podi che vogliamo, attraverso il nostro tifo, sentire un po' anche nostri”. 

Fuoco sul ghiaccio

Prime gare ai Giochi. Alla Gangneung Ice Arena, nella prova a squadre, gli azzurri del pattinaggio di figura sono al sesto posto come Cina e Germania, a una lunghezza da Israele; in vetta il Canada, davanti a Usa, Giappone e OAR (la rappresentanza russa). Brilla il 19enne Matteo Rizzo, nel corto maschile, quinto con 77.77 punti. Nelle coppie di artistico, Nicole Della Monica e Matteo Guarise sono settimi, lontani dalle medaglie; domenica, seconda giornata con il corto femminile e il libero coppie di artistico.

Bravissimo Christof Innerhofer, primo con 1’18″97 nella seconda prova cronometrata di libera (sci alpino) a Jangseong. Malgrado la partenza ribassata e un ritardo di mezz’ora per il vento. A un centesimo il norvegese Jansrud, terzo lo svizzero Feuz a +0”44; solo quinto uno dei favoriti, il norvegese Svindal. Fuori dai “top ten” gli altri azzurri. 

Domani

Tutti qualificati gli azzurri nella prima gara del salto dal trampolino con Alex Insam, Sebastian Colloredo, Davide Bresadola e Federico Cecon oltre il trentesimo posto. Domani è già ora di finali.

Lo slittino apre col singolo dei cugini Fischnaller che sognano “quattro manches perfette” dopo le corroboranti prove di venerdì. Con Kevin quarto con un’ottima fiammata (47"918, ad 0”017 dal primatista Loch) e Dominik che vola nell’ultima run col secondo tempo, 48″136, a 182 centesimi dal migliore. Dominick, l’anno scorso sulla stessa pista s’è imposto in coppa del Mondo, ma è stato fermo dieci giorni per la schiena. “Rispetto ad allora è tutto un po’ più difficile: il ghiaccio è più duro e le temperature si sono abbassate, ma queste condizioni le traduciamo bene”.

"La Lollo”

“Per la mia gara sono pronta a cambiare di nuovo colore ai capelli. Ho tante tinte diverse, devo solo decidere quale”. Con quel cognome Lollobrigida, la pronipote della effervescente “Lollo”, Francesca, ha lo spettacolo nel sangue. E anche tanto coraggio per buttarsi a capofitto, stavolta forte dei suoi capelli viola, nei 3000 metri della Mass start di velocità al Gangneung Oval. “E’ una nuova gara, imprevedibile, posso cercare di realizzare il mio sogno”.

La skater azzurra, campionessa europea in carica e prima nella classifica di specialità di coppa del Mondo ma sulla distanza più breve dei 1500. La ragazza è un vulcano, ha messo i pattini ai piedi già a 14 mesi (!) ed ha ereditato la passione per il pattinaggio – inizialmente a rotelle, aggiudicandosi 9 titoli mondiali – da papà Maurizio, che ha stabilito più di 50 record ed è tuttora il suo riferimento tecnico. Fulminata dai Giochi Olimpici di Torino 2006, è passata al ghiaccio e s’è trasferita in full immersione sei mesi l’anno in Olanda, a Heerenveen. Corre anche in bici e studiava biotecnologie. “A Roma ho cominciato con le rotelle alle Tre Fontane, poi mi allenavo dietro le macchine per strada, ma dovevo essere concentrata: quando pattini a 60-70 all’ora tra gente che ti suona il clacson… Mi sono successe cose straordinarie. Una sera un vigile ci ferma, a me e a papà che guidava la macchina, e ci fa: “Aho, ma voi siete matti?”. Papà rispose. “Guardi che è la campionessa del Mondo”. Un’altra volta ho preso una multa per eccesso di velocità: il limite era a 30 all’ora e io andavo a 50! Sembrava che fosse tutto finito quando ho preso la mononucleosi, fortuna che c’era mamma…”.

Bella e impossibile

“Ci imbottiamo, ci metteremo anche doppi guanti, ma certo noi biathleti dobbiamo anche mantenere la sensibilità per il tiro, e questo freddo non ci aiuta di certo. O meglio, aiuta le nordiche nordiche”, suggerisce Dorothea Wierer, una delle speranze di medaglia azzurra che domani si cimenta nella 7.5 km sprint. “Doro” è la stella cometa del biathlon che ha portato a un successo strepitoso, con 120 mila follower solo su Instagram. Perché è sicuramente brava, ha vinto anche la coppa del mondo individuale, ma è anche bella e provocante con le sue tute attillate, col trucco sempre perfetto. E’ femminile, ha sempre pronti i suoi tacchi 12, mascara e smalto, ma è anche sposatissima col tecnico del fondo, Stefano Corradini, e agguerritissima, all’inseguimento delle medaglie dello sport che pratica dai 10 anni dietro in fratelli nel paradiso di Anterselva. ”Mi ha conquistato la doppia sfida, fondo e tiro, ho dovuto migliorare tanto nel primo, mentre nel secondo sono sempre andata bene. Che poi è fondamentale nel mio sport dove tante vengono dal fondo”.

Traduzioni…

Gli atleti norvegesi sono tanti, 109, con tante ambizioni di medaglie, infatti detengono il maggior numero di medaglie di Giochi invernali: 329, dal via del 1924. E saranno ancora fra i protagonisti, soprattutto senza la Russia, esclusa per doping di stato. Hanno quindi tante energie da immagazzinare, ma anche così non avrebbero potuto mai smaltire le 15mila uova che sono state recapitate ai cuochi di Casa Norvegia. La difficoltà della lingua ci ha messo sicuramente del suo e così, come da traduzione, 1500 è diventato facilmente 15000.

I coreani hanno capito l’errore e si sono ripresi le 13.500 uova in più.

Prime medaglie

Il medagliere di Pyeongchang si aprirà oggi con il fondo e probabilmente con un’altra soddisfazione nella 7,5 km classica + 7.5 a tecnica libera per Marit Bjorgen, la “Signora di ferro”, già capace di 6 ori olimpici. Lo short track fa festa per l’assenza forzata del mitico sudcoreano naturalizzato russo Viktor Ahi, fermato come tutti i suoi dallo scandalo doping. Chi succederà al campione dei 1500 metri? Preannunciata battaglia fra Sin Da-woon e Seo Yi-ra. Mentre nei 300 metri Ireen Wust, già campionessa a Torino 2006 e Sochi 2014, che s’è appena assicurata la coppa del mondo di specialità numero 12, punta al primato dio più decorata di sempre del suo sport all’Olimpiade. Sempre che la russa Natalya Voronina non le faccia lo scherzetto.

Eppoi ci sarà Corea-Svizzera di hockey ghiaccio donne, una partita storica, con la prima squadra unificata delle due Coree.

Curiosità

Il pattinaggio artistico e l’hockey originariamente facevano parte del programma dell’Olimpiade estiva: c’erano ai Giochi di Londra 1908 e ci sono tornati ad Anversa 1920. Ma dal 1924 sono passati ai Giochi invernali.
 

Flag Counter