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“Dopo la Stella d'oro al merito sportivo ottenuta nel 1968, ricevere anche il Collare d'Oro è un onore. Si tratta di un riconoscimento importante che va ad un circolo che è stato l’alfiere dell’attività golfistica in tutta Italia”. Così il presidente del Circolo del Golf di Roma Acquasanta, Silvio Plazzotta, ha commentato l’assegnazione da parte del Coni del “Collare d’Oro”, massima onorificenza dello sport italiano.

A conferire i Collari d’Oro sono stati il Presidente del Consiglio dei Ministri, Paolo Gentiloni e il Ministro dello Sport, Luca Lotti, alla presenza del Presidente del CONI, Giovanni Malagò, e del Presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Luca Pancalli. Tra le Società premiate, oltre al Circolo dell’Acquasanta, anche alcune società storiche quali il Bologna Football Club, Il Moto Club Pavia, la Rari Nantes Torino e la Società Ginnastica Etruria Prato.

Immerso nel parco dell’Appia Antica, con l’Acquedotto Claudio a fare da sfondo, il mausoleo di Cecilia Metella a pochi km di distanza, e la cupola di San Pietro all’orizzonte, il Circolo Golf di Roma Acquasanta è il più antico d’Italia. Risale al gennaio del 1903 il primo verbale disponibile dell’Assemblea dei Soci di quello che originariamente era “The Rome Golf Club”. Erano gli anni in cui i golfisti erano prevalentemente diplomatici inglesi ed americani, che si adattavano a giocare sui prati di Villa Doria Pamphili e Villa Borghese. Quando venne chiesto a Mr. Arthur Flach di individuare dei campi adatti ad ospitare un campo da golf, la scelta cadde subito sui terreni della Tenuta dell’Acqua Santa, di proprietà dei Principi Torlonia.

“Nato come campo naturale, non disegnato dagli architetti ma dalla natura spettacolare della campagna romana immersa nel parco naturale dell’Appia Antica”, come spiega Silvio Plazzotta, la storia del Circolo Golf di Roma Acquasanta è quella dei nomi dei presidenti che si sono succeduti – dal primo, il Marchese Vanni ai principi Doria e Eugenio Ruspoli, ai Conti Alfredo di Carpegna e Angelo Tommasi di Vignano –  e dell’elenco dei soci nel quale sono registrati i nomi di buona parte della nobiltà italiana, dai Borghese ai Pacelli, dai Colonna ai Pecci ai Barberini e dell’imprenditoria, uno tra tutti Gianni Agnelli. “La storia ci racconta che qui hanno giocato gli inglesi, i gerarchi fascisti, gli americani durante lo sbarco – prosegue Plazzotta – È qualcosa che fa parte della storia di Roma e della sua evoluzione”.

Amato in particolar modo da Galeazzo Ciano che, da Ministro degli Esteri, aveva non solo trovato i finanziamenti per le migliorie da apportare al campo, ma aveva adottato l’Acquasanta come una dépendance del suo ministero. Durante la Seconda Guerra Mondiale, quando la Wehrmacht nel 1944 occupò il Circolo ed il forte dell’Acquasanta, i tedeschi rispettarono i green e non recarono danni alla club house. E quando venne chiesto ai piloti degli Spitfire e dei P-48 degli Alleati perché avessero risparmiato dai bombardamenti quel campo, risposero: “Saremmo stati matti a distruggere l’unico campo da golf di 18 buche a sud di Firenze!”.

Nel Dopoguerra l’Acquasanta divenne il punto di riferimento per i golfisti provenienti da ogni parte del mondo, per lo più Gran Bretagna e Stati Uniti. E furono i campioni provenienti dall’Acquasanta a riempire l’albo d’oro del golf dilettantistico italiano, tra tutti Franco Bevione e Isa Goldschmid. È anche per questo, per le vittorie dei suoi soci, che nel 1968 il Circolo ricevette la più grande onorificenza nazionale: la Stella al merito nazionale. Ad oggi, sono 147 i titoli nazionali vinti in 114 anni di storia dal Circolo, dove si sono distinti eccellenze del golf come Pietrino Manca, "il maestro dei maestri"- che ha creato la sua scuola diventata pietra miliare per l'insegnamento e per la diffusione del golf in tutta Italia tramite nomi illustri quali Grappasonni, Croce, Angelini – e la presenza di campioni quali Roberto Bernardini e Massimo Mannelli, che proprio all'Acquasanta vinse l'Open d'Italia.

“Nomi storici che hanno dato lustro al golf – conclude Plazzotta – C’è chi pensa che siamo un circolo esclusivo e lo siamo certamente per il posto, la storia, la tradizione. Ma la nostra esclusività non ci impedisce di aprirci al mondo dei giovani: abbiamo un’Academy nutrita e tutto l’interesse a far sì che i ragazzi crescano e proseguano con questo sport. Anche perché abbiamo una meta importante, che è la Ryder Cup che si terrà nel 2022 proprio a Roma: un’opportunità per tutti, dove sarà importante fare squadra, accogliere i golfisti di ogni Paese d’ Europa e far conoscere loro la storia e le meraviglie dei nostri posti”.

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