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AGI – Scoperto in una collezione privata che lo custodiva da oltre 100 anni, un disegno di Vincent Van Gogh è esposto per la prima volta al museo omonimo di Amsterdam. Il piccolo studio a matita, datato novembre 1882, ritrae un uomo anziano, stanco e triste.

“È la prima volta che questo disegno esce alla luce del sole. Non era mai stato esposto da nessuna parte” ha riferito Teio Meedendorp, un esperto del museo. La famiglia di nazionalità olandese, che ha preferito rimanere anonima, è in suo possesso da oltre 100 anni e non lo aveva mai prestato; sarà restituito dopo la fine delle mostra, il 2 gennaio.

Acquisito nel 1910, dopo oltre un secolo i suoi attuali proprietari hanno risposto all’appello lanciato dal museo Van Gogh ai collezionisti privati per arricchire la banca dati in suo possesso, chiedendo a loro volta l’autenticazione del disegno. È particolarmente interessante in quanto documenta il periodo olandese, quello del debutto del celebre pittore e maggiormente sconosciuto: per questo suscita crescente interesse. 

Lo studio raffigura un vecchio contadino seduto su una sedia di legno, schiena curva, che si tiene la testa con due mani. Il museo Van Gogh era già in possesso di un altro disegno simile, intitolato ‘Contadino stanco’ (‘Worn Out’), del resto un tema a lui molto caro, trattato di frequente nella sua arte. “Siamo fieri di condividere con i visitatori questo disegno dei suoi inizi e la sua storia” ha dichiarato la direttrice del museo, Emilie Gordenker, che ha definito il ritrovamento un evento “piuttosto raro”. Grazie alla lettere inviate da Van Gogh all’amato fratello Theo, gli esperti avevano intuito che esistesse una seconda versione del ‘Contadino stanco’.

“Scoprirlo è stata una totale sorpresa, un colpo di fortuna” ha sottolineato Meedendorp. I due disegni, ricongiunti il tempo di una mostra, fanno parte di una serie di centinaia e centinaia di schizzi realizzati da Van Gogh negli anni in cui viveva all’Aja: all’epoca il 29enne si stava formando come mercante d’arte e cercava di disegnare. Autenticarlo non è stato molto difficile per la qualità della carta, il tipo di matita utilizzata e le tracce tipiche del modo in cui l’artista fissava la carta sul suo tavolo da disegno. La famiglia, che lo acquistò da un collezionista famoso, Henk Bremmer, lo ha sempre conservato, trasmettendolo di generazione in generazione.