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A Parigi 130 anni fa, il 15 maggio 1889, la Tour Eiffel apriva al pubblico, nel giorno dell’inaugurazione dell’Esposizione universale di cui era la principale attrazione. In base al progetto la torre più alta al mondo per l’epoca avrebbe dovuto essere smontata al massimo dopo due decenni, ma 130 anni dopo e molti interventi di restauro, la ‘Dame de fer’, monumento iconico della capitale francese diventato un simbolo universale, troneggia orgogliosa sul lungo Senna, tra il Campo di Marte e il Trocadero.

La sua nascita è strettamente collegata all’Expo universale del 1889 per celebrare il centenario della Rivoluzione francese. Qualche anno prima un concorso venne indetto in vista della costruzione di un’opera che avrebbe dovuto dimostrare al mondo intero l’ottimo stato di salute economica della Francia, la sua ‘grandeur‘.

Decine di progetti furono consegnati, ma quello vincitore, datato 1884, era a firma di Emile Nouguier e Maurice Koechlin, due ingegneri dello studio ‘Eiffel & Compagnie‘. Il suo titolare, Gustave Eiffel, anche lui ingegnere e imprenditore specializzato nelle opere metalliche e le strutture in legname, ricomprò il brevetto ai due impiegati.

Per l’epoca si trattò di un progetto folle, un miracolo dell’ingegno umano: nella versione iniziale, la torre non superava gli 80 metri, ma alla fine raggiunse quota 300. La sua architettura ed estetica furono perfezionate anche grazie all’intervento dell’architetto Stephen Sauvestre che collaborò con Eiffel e gli organizzatori dell’Expo.

Dopo tre anni di studio la costruzione ebbe inizio nel 1887 e fu portata a termine da 300 operai in un tempo record di 2 anni, 2 mesi e 5 giorni. E per giunta senza alcun incidente mortale, ad eccezione di quello di un operaio che nel suo giorno di riposo domenicale si mise a scalare la torre in costruzione per impressionare la fidanzata ma morì cadendo.

Ci vollero 5 mesi solo per realizzare le fondamenta della Torre Eiffel, sul Lungosenna, mentre gli elementi che la compongono sono stati costruiti nella fabbrica di Eiffel a Levallois-Perret, alle porte di Parigi, trasportati e assemblati in loco. Per procurarsi 8 mila tonnellate di ferro realizzato con la tecnica del ‘puddellaggio’ – un materiale moderno, molto resistente, simbolo del progresso tecnico e dell’era industriale – Eiffel si rivolse a Auguste Dupont, fondatore delle acciaierie Fould-Dupont con sede nella cittadina di Pompey, che a sua volta si rifornì nelle due miniere algerine di Zaccar e Rouina.

All’epoca la torre di 300 metri – 312 successivamente con le antenne radio e 324 oggi – ottenne il record mondiale di altezza e ha conservato il primato per 40 anni, fino alla costruzione nel 1929 del Chrysler Building di New York, alto 319 metri.

Ma questa costruzione gigante in ferro saldato – inizialmente di colore rosso – nel cuore di Parigi suscitò l’avversione di numerosi artisti ed intellettuali famosi che si costituirono in un collettivo per cercare di ostacolarne la costruzione con ogni mezzo, a cominciare dalla stampa. Tra i tanti ‘j’accuse’ pubblicati sui giornali è passata alla storia la lettera a firma, tra gli altri, di Emile Zola e Guy de Maupassant, indirizzata all’ingegnere Jean-Charles Adolphe Alphan, direttore dei lavori della Tour Eiffel, uno dei principali protagonisti del riassetto urbanistico di Parigi voluto dal barone Haussmann.

‘Carcassa’, ‘giraffa’, ‘prostituta che apre le gambe’, ‘lampadario tragico’, ‘supposta bucata’, ‘fallo gigante’ sono alcuni dei soprannomi sferzanti dei detrattori della Tour Eiffel, autoproclamati difensori dell’eleganza e del buon gusto nella Parigi delle Belle Epoque. La costruzione venne conclusa domenica 31 marzo 1889 e lo stesso giorno, alle 13.30, fu inaugurata mentre gli operai erano ancora al lavoro: Eiffel innalzò un tricolore in cima alla torre, alla presenza di alcune personalità del governo, del Comune di Parigi e dei vertici dell’Esposizione universale.

La celebrazione proseguì ai piedi della torre, con un vibrante omaggio di Eiffel a tutti i lavoratori. “Ho provato grande soddisfazione nell’aver visto sventolare la nostra bandiera nazionale sull’edificio più alto mai costruito dall’uomo” ha detto l’ingegnere francese, tra i più famosi della storia dell’edilizia moderna. Il 15 maggio 1889 l’Expo universale venne inaugurata e la torre aprì al pubblico, ma senza ascensore funzionante. Fu un successo immediato: solo la prima settimana 300 mila visitatori salirono i 1.710 gradini fino al vertice. Gli ascensori entrarono in servizio il 26 maggio. Alla luce dell’importante successo di pubblico – con 2 milioni di visitatori nei sei mesi dell’esposizione, conclusa il 6 novembre – le polemiche si placarono.

Da allora la Torre Eiffel, salvata dalla chiusura dal suo stesso fondatore, non ha mai smesso di rinnovarsi, illuminandosi col tricolore francese in alcune occasione, scintillante con luci bianche come diamanti in altre, o di rosa nella giornata di lotta contro il tumore al seno. Per celebrarla, 130 anni dopo, il comune di Parigi ha in agenda numerosi eventi lanciati lo scorso 30 marzo e che si protrarranno per diversi mesi: concerti, spettacoli, mostre, visite guidate, laboratori per bambini. Tra gli omaggi più vibranti alla ‘Dame de fer’ un ‘adventure game’ chiamato ‘Il dossier segreto della Torre Eiffel’ e uno spettacolo al Teatro dei Mathurins, ‘La Torre di 300 metri’, che ripercorre la storia della sua costruzione con personaggi storici e di finzione.