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La natura si è “rotta”, e il mondo sta subendo le conseguenze di un eccessivo sfruttamento da parte dell’uomo, avviandosi verso un futuro pericolosamente incerto. Il riscaldamento del pianeta è motivo di preoccupazione soprattutto per i giovani, che infatti a voce sempre più alta chiedono che la questione del cambiamento climatico sia affrontata a tutti i livelli.

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Ecco perché il tema della Ventiduesima Triennale di Milano, la prima guidata dal presidente Stefano Boeri, è Broken Nature: Design Takes on Human Survival (Natura spezzata: il Design si occupa della sopravvivenza umana). Curata alla direttrice del Dipartimento di Ricerca e Sviluppo del Moma di New York Paola Antonelli, la mostra viene inaugurata ufficialmente il 28 febbraio alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e sarà aperta al pubblico per sei mesi. Main partner è Eni: la collaborazione riflette l’impegno strategico del gruppo per un futuro di energia sempre più sostenibile, che si concretizza anche nell’applicazione dei principi dell’economia circolare alle proprie attività. 

“Torniamo ad affrontare i temi del futuro”

“La Triennale torna ad essere un luogo in cui si affrontano i temi del futuro – ha spiegato Boeri – come è stato nella sua tradizione a partire dal 1947, momento importantissimo per il dibattito sulla ricostruzione del paese dopo la guerra. La cultura del progetto ha un ruolo importante nell’affrontare i grandi temi, e grazie all’allestimento di Paola Antonelli lo fa non solo con il design e l’architettura ma anche con gli aspetti della tecnologia, della scienza e dell’arte”.

Broken Nature consiste in una mostra tematica e in 22 partecipazioni nazionali, nell’installazione The Great Animal Orchestra e nella mostra speciale La Nazione delle piante curata da Stefano Mancuso.

I giovani che protestano non pagano il biglietto

Il tema dell’ambiente in pericolo, di un riscaldamento del pianeta così attuale ed evidente in questi giorni di caldo anomalo e soprattutto sentito dalle giovani generazioni, ha spinto gli organizzatori a dedicare una giornata proprio a loro. Il 15 marzo, quando in tutta Europa sono in programma manifestazioni per la difesa del Pianeta, gli studenti sono invitati a trasferire la loro protesta alla Triennale.

Offriamo l’ingresso gratuito alla mostra e uno spazio per discutere“, ha detto il sindaco Beppe Sala, che ha collegato Broken Nature al tema affrontato dell’Expo 2015: “Dopo la questione alimentare, si parla ancora di sostenibilità e cultura: anche con il design si può contribuire a ricucire il rapporto con la natura. La Triennale ha un ruolo internazionale che si inserisce i quello spirito milanese caratteristico di questo momento storico”.

Ogni uomo può spostare una petroliera

La curatrice Paola Antonelli, milanese di studi ma ormai newyorkese di adozione, ha citato l’architetto americano Richard Buckminster Fuller: “Come disse alla fine degli anni ’60 – ha ricordato – ogni individuo è un piccolo timone, se manovrato nel modo giusto può spostare una petroliera”. In altre parole, ha spiegato, “ovviamente se ne deve occupare la politica, ma i cittadini sono il motore più potente per avviare il cambiamento”.

Stefano Mancuso, scienziato alla guida del laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale, ha invece sottolineato l’importanza delle piante per combattere l’inquinamento urbano: “L’unico modo di catturare l’anidride carbonica è riempire le nostre città, dove se ne produce il 70%, di piante. La nostra felicità e la nostra salute sono legate alla presenza delle piante, organismi intelligenti e capaci di risolvere problemi. Rappresentano l’85% di tutti gli esseri viventi; noi, assieme a tutti gli altri animali, appena lo 0,03%”.

La Ventiduesima Triennale sarà aperta al pubblico negli spazi dello storico edificio di Giovanni Muzio fino al primo settembre.