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Chi non conosce Tex, Zagor, Comandante Mark, Mister No, Martin Mystere, Nathan Never, Ken Parker, Dampyr, Dylan Dog fino agli ultimi arrivati Morgan Lost e Mercurio Loi? Cos'hanno in comune questi personaggi che hanno fatto e fanno tuttora la storia del fumetto italiano (e non solo)? I Bonelli. Una famiglia che da 77 anni nel nostro Paese è sinonimo di fumetti, di albi per ragazzi: dal 18 gennaio 1941 a oggi ha pubblicato migliaia di giornaletti editando oltre 200 testate. Ora, per la prima volta, la storia di questa famiglia di grandi italiani viene raccontata in un gigantesco libro di Gianni Bono, corredato da moltissime foto di ritagli di giornale, tavole inedite e documenti di ogni genere, 'I Bonelli' pubblicato da Sergio Bonelli Editore (447 pagine – 59 euro).

Come tutto iniziò

Tutto ebbe inizio grazie alla generosità di una mamma. Anzi, di una suocera. Era il 1941 e in Europa, in Italia, la guerra era dovunque. Un uomo bello come un attore, un atleta amante del pugilato che di professione faceva lo scrittore di storie per fumetti, decise di fare come molti eroi di cui aveva scritto e iniziare un'avventura meravigliosa: diventare editore. Era il 1941 e quell'uomo si chiamava Gianluigi Bonelli. Contro il parere della moglie Tea che temeva un salto nel buio e con il finanziamento determinante della suocera, che prestò ai coniugi 7.000 lire, rilevò la testata Audace e nacque la prima incarnazione della Casa editrice che, con la sua attività da 77 anni scrive la storia del Fumetto in Italia. È la storia di un'impresa editoriale, ma è anche la storia di una famiglia. Il percorso inaugurato da Gianluigi, il patriarca del fumetto italiano, è proseguito con tenacia e determinazione dalla signora Tea e, per oltre cinquant'anni, rinnovato e consolidato con sensibilità e intuito dal figlio Sergio. Oggi, alla terza generazione, tocca a Davide, nel rispetto della tradizione, condurre la casa editrice verso un ulteriore sviluppo.

Nel suo libro Gianni Bono racconta come uno scrittore di ottonari a corredo delle vignette di tavole statunitensi al 'Corriere dei piccoli', Giovanni Luigi Bonelli detto Gianluigi, acquista sempre più dimestichezza con i fumetti di cui inizia a scrivere le storie, oltre a racconti brevi, per l'editore Lotario Vecchi. Un lavoro che diventa passione e spinge il ragazzo a compiere un passo temerario, in piena guerra, rischiando tutto: acquistare una  testata con cui ha collaborato per due anni all'inizio della carriera, nel 1936 e 1937, e di cui solo lui capisce le potenzialità e partire alla conquista dell'editoria dei fumetti. 

La storia di Gianluigi Bonelli e di Tea Bertasi è la storia dell'Italia, dove il fascismo e la guerra prima rappresentano un ostacolo per gli imprenditori e la ricostruzione dopo il conflitto viene vissuta come un'impresa eroica. Una storia che ha due protagonisti: Gianluigi Bonelli e la moglie Tea. Il primo è lo sceneggiatore di storie a fumetti (e non) per ragazzi, collaboratore dell'Audace e del Vittorioso (di proprietà dell'Azione cattolica), sognatore e grande imprenditore che ha il coraggio di prendere una testata, l'Audace, e con un manipolo di collaboratori farla uscire in edicola in un momento in cui la guerra era in corso, il fascismo stava stringendo sempre più la cinghia della censura e i soldi erano pochi. Queste erano le tre battaglie di Bonelli, combattute sempre avendo al fianco la moglie Tea, un gruppo di disegnatori e artisti come Carlo e Vittorio Cossio, Franco Donatelli, Mario Faustinelli, Raffaele Paparella.

Contro la censura del MinCulPop, Bonelli riesce ad evitare le 'attenzioni' troppo pressanti registrando l'Audace con "giornale per ragazzi" e non albo a fumetti, dicitura che avrebbe obbligato la pubblicazione a passare a un'attenta visione da parte dei censori in camicia nera. In un momento in cui gli italiani erano in difficoltà economica, inoltre, l'impegno di Bonelli era di combattere la concorrenza di altri editori di fumetti e lo faceva inventando concorsi a premi per i lettori, un modo per fidelizzare i ragazzi molto moderno. Risale poi al 15 aprile 1943 la nascita della nuova società a nome collettivo "L'Audace di Bonelli & Bertasi" che permetterà alla moglie di Gianluigi di continuare le pubblicazioni anche dopo l'8 settembre, quando il marito fugge in Svizzera. Una navigazione spesso difficile che comunque traghetta l'Audace e tutti i titoli (molti dei quali ripubblicati) nel dopoguerra. Al termine del conflitto Bonelli si separa dalla moglie e, per garantire un sostentamento a lei e al figlio Sergio, le cede la sua Edizioni Audace, rimanendone come collaboratore della stessa. Comincia presto però a collaborare con la casa editrice della sua ormai ex moglie.

Sono gli anni della ricostruzione e gli italiani hanno tanta voglia di ricominciare e la casa editrice fondata da Bonelli regala loro molti eroi per sognare e, nel 1948, un cow boy nato quasi per caso dalla matita di Aurelio Galleppini, un disegnatore chiamato a collaborare da Tea che firma le sue tavole con lo pseudonimo di Galep: Tex Willer.

Il 30 settembre 1948 arriva nelle edicole la prima striscia della Collana del Tex e, nelle intenzioni di Bonelli, che scrive tutte le storie, dovrebbe durare alcune puntate (come tutti i personaggi degli altri albi). In realtà sono esattamente 70 anni che quello che veniva pubblicizzato come "il più intrepido ranger del Texas" arriva puntualmente in edicola sotto diverse testate di Bonelli per la gioia di grandi e piccini. Con Tex inizia la cavalcata trionfale della casa editrice, che riesce a saltare anche l'ostacolo inatteso della censura preventiva della legge Federici del 1952 che vorrebbe bloccare la pubblicazione dei fumetti ritenuti diseducativi. Una proposta di legge dibattuta a lungo che viene approvata a fine legislatura alla Camera e che, per fortuna, non fa in tempo ad essere approvata anche in Senato.

Sergio segue le orme del padre e nasce Zagor

Con Tex i fumetti di Casa Bonelli valicano i confini dell'Italia e arrivano nei mercati di tutto il mondo, dall'Europa al Sudamerica. Ma non è solo Tex: ci sono anche tanti altri albi oggi dimenticati come Giubba rossa, il Piccolo Ranger, un ragazzo del Far-West, Kociss, Hondo. In un mono editoriale in cui, grazie anche alla visione internazionale di Enrico Mattei, fondatore dell'Eni, che nel 1956 acquisì 'Il Giorno', il fumetto fa la sua comparsa anche sui quotidiani (inserto settimanale 'Il Giorno dei Ragazzi') acquistando una sua dignità definitiva. Intanto la casa editrice guidata da Tea Bertasi vede l'ascesa del figlio Sergio che inizia anche una carriera di sceneggiatore che lo porterà, nel 1960, a realizzare un sodalizio analogo a quello del padre con Galep per Tex, con un altro genio del fumetto, Gallieno Ferri, con cui darà vita al personaggio di Zagor.

La casa editrice non si chiama più Audace ma Edizioni Araldo e Zagor diventa la testata di punta insieme a Tex, sopravvivendo con fortuna pressoché costante dal 15 giugno 1961, quando fa la sua comparsa nella collana Lampo, ad oggi. Con Sergio Bonelli alla guida le Edizioni Araldo pubblicano molti fumetti nelle collane Araldo, Audace, Lampo, Tex, Tex Gigante, Zenit e negli Albi del cow boy, inoltre fanno la comparsa nuovi e vecchi fumetti: torna Furio (con papà Gianluigi che riprende il suo eroe creato nel 1941), il Ribelle, Lobo Kid, Gun Flint, Red Buck. Quindi arrivano personaggi dei fumetti che resistono nel tempo: Comandante Mark (nel settembre 1966 dagli autori di un noto fumetto pubblicato da EsseGesse, 'Il Grande Blek'), Mister No (1975), Ken Parker (1977), Martin Mystére (1982). 

Il fenomeno Dylan Dog

Nel 1986 la svolta epocale: lo scrittore Tiziano Sclavi, già sceneggiatore per Bonelli, inventa una serie horror il cui protagonista è ispirato nelle fattezze all'emergente attore britannico Rupert Everett e nel nome al poeta, romanziere e drammaturgo gallese Dylan Thomas e al romanzo di Mickey Spillane "Erection Set", pubblicato in Italia da Garzanti con il titolo di "Dog figlio di…". Il fumetto diventato in breve tempo un vero e proprio oggetto di culto è Dylan Dog. Sergio Bonelli comprende che, dopo anni di crisi del settore, ci sono schiere di giovani lettori potenzialmente interessati al fumetto; bisogna solo saper dialogare con loro. E così arrivano le nuove proposte insieme alla decisione di unire tutte le pubblicazioni sotto uno stesso marchio: nel 1988 nasce la Sergio Bonelli Editore.

I nuovi personaggi sono Nick Raider (serie poliziesca del 1988), Nathan Never (serie di fantascienza ispirata a 'Blade Runner'), Legs Weaver (albo che debutta nel 1995 e la cui protagonista, già spalla di Nathan Never, è ispirata a Sigourney Weaver protagonista di 'Alien'), Brendon (del 1998 con un cavaliere di ventura in un mondo post apocalittico creato da Claudio Chiaverotti, già collaboratore di Tiziano Scalvi in 'Dylan Dog'), Dampyr (serie su un cacciatore di vampiri figlio di un'umana e un vampiro che esordisce ad aprile 2000).

Il futuro comincia con Morgan Lost

Quando il 26 settembre 2011 muore Sergio Bonelli, alla guida della casa editrice arriva il figlio Davide. Un passaggio di consegne dagli esiti niente affatto scontati. Se fino a Sergio c'era stata continuità di padre (e madre) in figlio, con Davide le cose sono diverse. Il ragazzo è sempre stato lontano dalle decisioni artistiche della casa editrice e si è occupato soprattutto di marketing senza entrare mai nella fase progettuale. Ciononostante Davide dimostra di avere il fumetto nel dna e continua la via del padre e dei nonni, con una visione più moderna: accanto ai nuovi albi ('Orfani', 'Morgan Lost', 'Mercurio Loi') viene creata la nuova divisione sviluppo che vuole valorizzare i prodotti editoriali.

Come spiega Vincenzo Sarno che la guida, "ha come missione di far diventare i fumetti serie tv, cinema, videogiochi". Con lui la casa editrice entra nel terzo millennio, si espande (ora i collaboratori sono oltre 400) e il futuro appare quanto mai roseo, a partire dall'accordo appena firmato con la Lucky Red per realizzare la prima serie da un fumetto di Casa Bonelli.