Newsletter
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone

Gli 8 milioni al Teatro Eliseo di Luca Barbareschi sono “una regalia faraonica a un privato” mentre “il mondo del teatro è allo stremo” e “centinaia di sale bellissime in tutta Italia restano chiuse per mancanza di fondi.E' uno schiaffo veramente insultante che toglie fiducia nei confronti delle istituzioni”. Non usa mezzi termini Benedetta Buccellato, attrice di teatro e segretario generale dell’associazione per il Teatro Italiano, commentando la notizia del finanziamento assegnato per gli anni 2017 e 2018 all’Eliseo di Roma. “Soldi extra-Fus” come sottolinea, facendo riferimento al Fondo unico per lo spettacolo che eroga gli aiuti di Stato ai soggetti del mondo del teatro, danza, musica e cinema in base a una serie di parametri. 

Le tappe, dal Milleproroghe alla manovra correttiva di bilancio

Continua Buccellato: "Questa regalìa era stata introdotta nella cosiddetta manovrina di primavera all’interno di un articolo in cui inopinatamente si parlava del Teatro Eliseo, e non di altri, al quale venivano concessi 2 milioni di euro al di fuori dal Fus presi dal Fondo per il cinema. Senza una regola”. Il contributo venne poi ritirato dal decreto Milleproroghe per essere ripresentato in commissione Bilancio da due deputati, Giancarlo Giorgetti di Forza Italia e Sergio Boccadutri del Pd, con addirittura il raddoppio della cifra, passata a 4 milioni di euro per ciascun anno, per un totale di 8 milioni. E approvato – nonostante il parere negativo del ministero dell’Economia (ribadito ancora ieri sera dal ministro Padoan in persona – è finito nella manovra correttiva di bilancio. In attesa di sapere se la manovra che passerà alle Camere manterrà l'emendamento sull'Eliseo, il mondo dello spettacolo è in subbuglio.

La protesta del mondo dello spettacolo: “Intervento iniquo”

Sulla questione, il mondo dello spettacolo si è immediatamente mobilitato con una lettera aperta di 40 teatri italiani indirizzata al ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, con dieci domande. Eccole:

  1. Perché il “contributo al teatro Eliseo” bocciato dal Ministro competente, cioè il titolare della Cultura, Dario Franceschini, presentato e poi ritirato dal decreto Milleproroghe, è presente invece nella manovra correttiva di bilancio?
  2. Visto che “le motivazioni e le modalità di ogni sostegno pubblico devono essere chiare, trasparenti e soggette a controllo e verifica”, è possibile sapere quali ragioni effettive siano alla base dello stanziamento dei 2 milioni a favore di un singolo teatro privato?
  3. I 2 milioni di euro sono elargiti senza che sia stato disposto alcun vincolo particolare. Chi garantisce che tale denaro pubblico non venga sperperato?
  4. Secondo Lei, cultore del libero mercato, il denaro pubblico elargito con procedure straordinarie ad una società privata – quindi al di fuori delle norme ordinarie stabilite dal Ministero della Cultura che tutelano lo spettacolo dal vivo – non crea un caso evidente di concorrenza sleale frutto di una legislazione speciale “ad aziendam”?
  5. È stato chiesto il parere dell’Antitrust?
  6. Nell’articolo 8 in questione si parla del “teatro Eliseo”: a quale soggetto giuridico ci si sta riferendo? Al Teatro in sé o alla società che lo gestisce, che fa riferimento a Luca Barbareschi?
  7. E’ al corrente che la società che gestisce l’Eliseo ha già ricevuto larghissime concessioni dal Ministero dei Beni Culturali, attraverso il Fus ma anche attraverso fondi integrativi direttamente gestiti dal Ministro Franceschini? Le cifre elargite nell’anno 2016 per la Casanova srl risultano essere le seguenti: 514.831 euro circa dal FUS; 250.000 euro dal fondo integrativo per i progetti speciali gestito dal Ministro Franceschini; 300.000 euro dalla Regione Lazio e 100.000 dal Comune.
  8. Perché lo Stato investe fondi pubblici per uno spazio privato che in soli due anni presenta una perdita tale da minacciare la chiusura, nonostante il ricevimento di finanziamenti così ingenti?
  9. E’ stata verificata la sostenibilità di una stagione annuale che oggi il gestore del Teatro Luca Barbareschi dice costare 4 milioni l’anno?
  10. Perché Parlamento e Governo dedicano tanta attenzione (oltre che risorse) ad un unico soggetto privato davanti ad un mercato teatrale che, nella sua interezza, presenta una serie di criticità economiche note a tutti e da tempo?

Anche l’Agis, l’Associazione generale italiana dello spettacolo, e Federvivo si sono schierate, chiedendo ai vertici istituzionali di “porre rimedio a un intervento iniquo”  Leggi qui il documento dell'Agis

Buccellato: “Il teatro è allo stremo, centinaia di ‘gioielli’ chiusi per mancanza di fondi”

Non ci sono solo gli otto milioni di euro: questi si vanno a sommare al contributo percepito dal teatro Eliseo tramite il Fus. “Il mondo del teatro lo trova scandaloso, c’è una sproporzione di cifra”, considerando anche, aggiunge Buccellato, che “con il Fus nessun teatro riesce a campare. Guardando all’Italia ci sono centinaia di teatri storici bellissimi, dei gioielli di proprietà comunale, chiusi perché non ci sono i fondi per tenerli aperti. Parlando solo di Roma, c’è il Teatro Valle, il più antico della città, chiuso in attesa di restauri che chissà quando arriveranno”.

Una legge tanto attesa (e mai arrivata per mancanza di fondi)

E’ “un settore al collasso”, prosegue l’attrice, ricordando la battaglia che va avanti da venti, trent’anni anni per avere “una legge che regoli il funzionamento dello spettacolo dal vivo e l’intervento dello Stato. Non è mai passata perché non c’era mai la copertura finanziaria”. Da qui l’indignazione per “una regalia faraonica” percepita come un affronto: “dopo tutte queste battaglie, questo schiaffo da 8 milioni a un teatro privato è veramente insultante”. “Siamo felicissimi che possa averli, allora anche tutti gli altri”, chiosa il segretario generale dell’Associazione per il teatro Italiano, parlando anche da “privata cittadina: trovo che sia un vulnus democratico, lo Stato non può darsi delle regole e poi contraddirsi”. La Buccellato si augura “che succeda qualcosa nel passaggio alle Camere”, anche se l’indignazione è un sentimento fugace, “c’è sempre qualcosa di nuovo per cui protestare, che fa dimenticare il motivo precedente”. 

Barbareschi si difende: "Tanto rumore per nulla"

Luca Barbareschi, attore e direttore artistico dello storico teatro romano si difende e contrattacca: "Tanto rumore per nulla – dice in un'intervista al Corriere della Sera – Ho ingaggiato una lotta per salvare un palcoscenico glorioso come l’Eliseo, più antico del Piccolo di Milano, da morte certa. Se una nave sta affondando e io trovo le scialuppe di salvataggio, perché c’è gente che cerca di affondare pure le scialuppe? Come ho già più volte detto, i fondi destinati a noi da un atto parlamentare, che va da destra a sinistra, non impoveriscono il Fus e, anzi, possono rappresentare un precedente importante per risolvere anche altre situazioni di crisi". Leggi l'intervista integrale al Corriere

Flag Counter