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Regalo di compleanno amaro per l’ex first lady Michelle Obama da parte dell’amministrazione di Donald Trump. La Casa Bianca, nel giorno in cui Michelle ha compiuto 56 anni, ha annunciato l’intenzione di eliminare tutti gli standard minimi di frutta e verdura nei pasti scolastici voluti dall’ex first lady in prima linea nella lotta contro l’obesità.

Il Washington Post ha ricordato la volontà del vice segretario dell’United States Department of Agriculture (USDA)​ Brandon Lipps di proporre nuove regole per il servizio scolastico che consentirebbe agli istituti di ridurre la quantità di frutta e verdura richiesta a pranzo e colazione, e dando la possibilità di inserire alimenti più “tradizionali” pizza, hamburger e patatine. L’agenzia è responsabile della gestione dei programmi nutrizionali che coinvolgono quasi 30 milioni di studenti in 99 mila scuole americane.

Lipps non si è schierato apertamente contro la riforma voluta dall’ex First Lady ma ha voluto introdurre dei cambiamenti per aiutare a risolvere quelle che ha descritto come “conseguenze non intenzionali delle normative messe in atto durante l’amministrazione Obama”.  Effetti collaterali non previsti intenzionalmente, insomma, dovuti alle norme troppo restrittive. Norme che avrebbero, inoltre, fatto aumentare la quantità di cibo sprecato e non consumato.  

Le nuove regole danno così alle scuole una maggiore flessibilità “perché loro conoscono meglio i loro studenti”, spiega in una nota il ministero dell’Agricoltura. “I distretti scolastici continuano a segnalare che c’è troppo spreco di cibo e che serve maggior buon senso per fornire agli studenti pasti nutrienti e appetibili. Abbiamo ascoltato le loro richieste e ora ci siamo messi al lavoro”, ha dichiarato il ministro Sonny Perdue

Il Washington Post riporta anche alcune voci contrarie a quello che molti ritengono un passo indietro nella lotta contro l’obesità che affligge molti adolescenti statunitensi. Colin Schwartz, vicedirettore degli affari legislativi del Center for Science in the Public Interest, ha sottolineato come le regole proposte, se dovessero diventare legge, “creerebbero un enorme cambiamento nelle linee guida sull’alimentazione scolastica, dando ai bambini la chance di optare per cibi come pizza, hamburger e patatine fritte”. Pietanze ricche di calorie e grassi saturi al posto di pasti scolastici equilibrati. Davanti alla scelta tra un piatto di verdure e uno di patatine è difficile che i ragazzi optino per il primo.

Schwartz ha poi puntato il dito sulla “lobby delle patate” che “ha spinto per questo cambiamento”. Rapida è arrivata la risposta di Kam Quarles, amministratore delegato del National Potato Council che ha ricordato il valore nutrizionale delle patate “che contengono più potassio di una banana e il 30 percento del fabbisogno giornaliero di vitamina C” e forniscono “proteine, fibre e carboidrati che i bambini delle scuole devono ingerire per dare il meglio durante le ore scolastiche”.

Nancy Roman, presidente di Partnership for a Healthier America, ha sottolineato come questa nuova proposta di Trump “sembra un passo nella direzione sbagliata” poiché “la scienza degli ultimi anni suggerisce che abbiamo bisogno di ancora più frutta e verdura ad ogni pasto”. Tenendo conto anche di come vengono cucinate queste pietanze. “Tutto ciò non riguarda solo ciò che viene servito nel piatto, ma anche come è stato preparato”. Questo discorso, in particolare, vale per i bambini che hanno bisogno di ingerire frutta e verdura non particolarmente trattata e per quanto si possa, servita nel modo più naturale possibile.

Le misure introdotte da Michelle Obama

L’Healthy, Hunger-Free Kids Act del 2010 è stata un’iniziativa voluta da Michelle Obama all’interno di quella che riteneva una missione fondamentale della Casa Bianca nella lotta contro l’obesità infantile. Per questo aveva fatto sì che le mense aumentassero la loro offerte di frutta e verdura, servissero solo latte scremato o magro e tagliassero drasticamente i grassi e il sodio dal menu per gli studenti.  

Il provvedimento, costruito seguendo le raccomandazioni di un gruppo di esperti, medici e nutrizionisti, mirava anche a incoraggiare comportamenti virtuosi all’interno delle abitazioni per spingere intere famiglie a mangiare meglio, limitando le qualità di cibo ingerito e preferendo cibi sani per combattere l’aumento di peso.