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Il Viagra non avrebbe mai visto la luce, e con lui milioni di uomini, se un’infermiera zelante non avesse fatto scrupolosamente il suo lavoro. Come racconta Quartz in un articolo sulla nascita ‘casuale’ della miracolosa pillola blu, il principio attivo della più famosa medicina per la disfunzione erettile mai messa in commercio, il Sildenafil, in origine era impiegato nel trattamento dei problemi cardiovascolari. 

Una scoperta casuale

In particolare, all’inizio degli anni ’90 i ricercatori stavano lavorando sulla possibilità che questo dilatasse i vasi sanguigni del cuore bloccando una particolare proteina di nome Pde-5. Dopo il discreto successo dei test sugli animali, era arrivato il momento di passare alla sperimentazione umana. E qui accadde il ‘miracolo’: tra le infermiere che controllavano le reazione dei pazienti, una “molto coscienziosa” si accorse che “parecchi di loro stavano sdraiati a pancia in giù”. Annotò la cosa, sottolineando che “gli uomini erano imbarazzati perché avevano erezioni”. Sembrava quindi che il sildenafil funzionasse, ma nella zona del corpo sbagliata: i vasi sanguigni si dilatavano ma non nel cuore, bensì nel pene.

La scoperta portò la Pfizer, che stava sperimentando il medicinale, a lanciare qualche tempo dopo il Viagra. Il medicinale per la disfunzione erettile venne approvata dalla Fda – la Food and Drug Administration americana – nel 1998. Da allora, nel giro di vent’anni, si è diffuso su scala mondiale: sono 62 milioni gli uomini che l’hanno comprata ai quattro angoli della Terra, le forze armate statunitensi vi spendono 41,6 milioni di dollari all’anno e dal 2012 a oggi, Usa, Messico e Canada hanno speso annualmente circa 1,4 miliardi di dollari. Un giro d’affari colossale che si presumerà calerà una volta che il brevetto della Pfizer terminerà nel 2020.

Secondo questa ricerca della Coop il consumo di Viagra in Italia è diminuito.

Altri usi terapeutici della pillola blu

Non solo. Spesso si scopre che le medicine, una volta lanciate in commercio su larga scala, sono utili per curare anche altre patologie. E il Viagra non fa eccezioni. Circa un decennio dopo il suo arrivo nelle farmacie, i ricercatori sono tornati a interrogarsi se potesse essere utile anche per problemi cardiaci, come originariamente previsto. Nel 2005 l’Fda ha approvato l’uso della stesso composto per l’ipertensione arteriosa polmonare, che colpisce sia uomini che donne, in commercio con il nome di Revatio.  

Un percorso niente affatto sorprendente in medicina. L’uso di un farmaco da parte di un gran numero di pazienti favorisce infatti la scoperta di effetti collaterali che possono indicare un uso alternativo degli stessi principi attivi per curare altre patologie. Lo stesso è avvenuto con il canakinumab, usato dalla Novartis per trattare una forma di artrite, che si è scoperto funzionare bene anche per il trattamento dei problemi cardiaci.

Ugualmente, dal 2008 il bimatoprost, presente nel medicinale Lumagen prodotto dall’Allergan per l’alta pressione oculare, ha un secondo utilizzo per aumentare la crescita delle ciglie sotto il nome di Latisse. Così il finasteride, inizialmente usato nel Proscar della Merck per problemi alla prostata, oggi è utile anche per chi ha problemi di calvizie. Tutto grazie all’attenzione con cui i pazienti riferiscono gli effetti collaterali: questo può accendere una ‘lampadina’ nella mente degli scienziati e dare il via a nuove sperimentazioni.

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