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AGI – Matteo Renzi prova a prendersi il centro dello scacchiere. E in questo caso lo scacchiere è quello su cui si gioca la partita del Quirinale. Stando a quanto riferiscono all’AGI fonti parlamentari di Coraggio Italia, l’ex presidente del Consiglio starebbe lavorando a una intesa i gruppi d’Italia viva e quelli di CI per tornare a “dare le carte” nella partita per l’elezione del Capo dello Stato.

Fonti di Italia viva, tuttavia, spiegano che si tratta semplicemente di un “dialogo tra soggetti politici che vogliono rafforzare il governo nella persona del presidente Mario Draghi. Un confronto tra chi vede in Draghi il migliore presidente del consiglio possibile e non semplicemente un accadimento politico da accettare”.

Insomma, “il grande centro non c’entra, in questo caso. Non è all’ordine del giorno“. Contattato dall’AGI, il senatore di Coraggio Italia, Gaetano Quagliariello, spiega che “ci sono molte forze politiche al centro, che hanno obiettivi comuni, sia nel breve che nel lungo periodo”. Nel breve: “C’è la necessita’ di trovare una soluzione per il Quirinale“.

Nel lungo periodo: “Assicurare la prosecuzione della legislatura e del governo. Se queste forze di centro continuano a non dialogare, si confinano in uno spazio residuale. Non è un accordicchio parlamentare, ma una grande indicazione metodologica; non una fusione a freddo, ma un tentativo di dire che non siamo residuali. Ecco”, conclude Quagliariello.

“Non cercare un confronto fra queste forze vorrebbe dire far morire questa prospettiva”, aggiunge. “D’altronde, siamo stati nel gruppo misto con Leu, non vedo perché non dovremmo confrontarci su un patto di consultazione o una federazione con forze a noi più congeniali, rimanendo in una collocazione di centrodestra”.

Contatti sono in corso fra i nomi di maggior peso delle due forze politiche, ma a un primo ‘screen’ tra gli eletti di Coraggio Italia, i malumori sembrano soverchiare gli entusiasmi.

“La domanda che bisogna farsi è se c’è un progetto politico di centro”, viene spiegato da un deputato: “Matteo Renzi ha tutto da guadagnare: se gli riesce di controllare 60 parlamentari fra Italia Viva e Coraggio Italia puo’ diventare l’arbitro dell’elezione del Capo dello Stato”.

Ma cosa ci guadagnerebbe Coraggio Italia? La risposta sta nella candidatura alle prossime elezioni dei nomi piu’ in vista delle due formazioni, sempre che l’intesa si concretizzi in un progetto politico. Certo, non tutti i partecipanti all’operazione, ma i ‘facilitatori’ dell’intesa avrebbero la strada spianata. Per questa ragione, fonti di Coraggio Italia sostengono che “non tutti seguiranno Gaetano Quagliariello e Paolo Romani sulla barca di Renzi.

Tra i contrari c’è sicuramente il deputato Osvaldo Napoli: “Diciamo con una chiarezza un po’ rude: se qualcuno tenta operazioni di centro a ridosso delle elezioni per il Quirinale, senza altri obiettivi politici, siamo di fronte a operazioni di pirateria parlamentare. E di bucanieri, in questo Parlamento, ce ne sono fin troppi”, spiega. Ma anche Carlo Calenda, che nelle ultime ore ha avuto contatti con le due forze parlamentari, si dice contrario.

“La politica e’ una cosa che si fa sui fatti, sulle azioni concrete. Le alleanze si portano avanti se le persone votano e condividono le stesse cose, non e’ un giochino parlamentare in cui Tizio si mette con Caio contro Sempronio”, spiega il leader di Azione da Napoli dove presenta il manifesto della sua creatura politica.

“Iv ha detto che sta a sinistra, Coraggio Italia ha giurato che sta a destra. Ora – prosegue – si uniscono per contare di piu’ al Quirinale. Non mi sembra un progetto politico, ma un’operazione che ha un orizzonte molto limitato, ma vadano dove vogliono”, aggiunge Calenda.

E se Matteo Salvini fa gli “auguri” per il dialogo avviato da Coraggio Italia con Matteo Renzi, il co-fondatore di CI, Giovanni Toti, si dice sicuro non si tratti di auguri “polemici, ma di un ‘in bocca al lupo’. Poi certamente non è una cosa che va contro gli interessi del centrodestra”, aggiunge Toti.

Il governatore Ligure si mostra cauto sulla riuscita dell’operazione e derubrica i contatti con i renziani a ‘prassi’: “Credo che in questo momento dialogare con tutti sia nell’interesse del sistema Paese, soprattutto quando si devono scegliere le autorità di garanzia, come il Presidente della Repubblica: più sono condivise, più sono frutto di un voto parlamentare largo, più saranno efficaci per tutti noi, compresi i principali leader politici del Paese. Dopodiche’ noi dialoghiamo con tutti: questo non vuol dire che condividiamo con tutti lo stesso percorso, è tutto da vedere”, precisa Toti.