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AGI – Nuova tensione nell’ultimo Consiglio dei ministri sul reddito di cittadinanza. Il premier non si è pronunciato rimandando la discussione all’incontro successivo, che probabilmente si terrà martedì, nel quale si esaminerà la legge di bilancio e si dovrà decidere il rifinanziamento della misura, se e come modificarla. 

La possibilità di rivedere i criteri e di modificare la platea dei benificiari del reddito è sul tavolo. Il premier approfondirà il dossier, punterà sulle politiche attive, non ha mai escluso che il reddito possa cambiare ma senza scendere nei dettagli delle possibili modifiche. Si era pronunciato rispondendo ad uno studente che gli aveva inviato la tesi di laurea sulla misura voluta dai 5 stelle e approvata durante il governo giallo-verde. “Il reddito è ispirato a principi di uguaglianza, ma ha dei limiti soprattutto sul fronte delle politiche attive del lavoro”, aveva osservato. Una posizione che resta tutt’ora valida.

Il nodo, insomma, si comincerà a sciogliere dopo i ballottaggi e non è il solo sul tavolo del governo. Anche sul capitolo pensioni – la Lega difende ‘quota cento’ – è un ‘working in progress’. 

Il rilancio della lega sul reddito di cittadinanza

“E’ beffardo usare i soldi di chi ha lavorato duramente per una misura simile”. Questa la protesta del ministro dello Sviluppo, Giancarlo Giorgetti. L’accusa è che per rifinanziare il reddito di cittadinanza fino a fine anno sono state tolte risorse al reddito di emergenza (90 mln), all’accesso anticipato al pensionamento per lavori faticosi e pesanti (30 mln), all’accesso al pensionamento dei lavoratori precoci (40 mln) e ai congedi parentali (30 mln). Assurdo – la sua tesi – sottrarre fondi ai pensionati, alle famiglie, alle categorie in difficoltà.

Il fronte Lega-FI-Iv che chiede lo stop al rifinanziamento del reddito di cittadinanza (“Si tratta di cifre altissime, non possiamo più permetterci di spenderle in questo modo e di disperdere risorse”, dice un altro ministro) non punta all’abolizione della misura ma la necessità sempre più urgente – questo il ‘refrain’ – è di ripensarla.

Le reazioni politiche

 Subito dopo Giorgetti sono intervenuti i ministri Brunetta e Bonetti, a difendere il provvedimento Patuanelli e Orlando. M5s sostiene che i fondi per rifinanziare il reddito di cittadinanza provengono dal capitolo sovrastimati e non spesi. “Lo ha spiegato anche il ministro dell’Economia Franco”, la tesi.

“Noi – l’alt del presidente M5s, Conte – ci rimbocchiamo le maniche per trovare soluzioni. Invito Salvini e Meloni, così come quelli che la pensano come loro al Governo, a fare lo stesso. E a smetterla di assaltare uno strumento di civiltà. Non lo permetteremo”. Fa muro pure il presidente della Camera, Fico: “E’ una misura assolutanmente intoccabile”. 

Ad esprimersi oggi è anche il leader di Confindustria, Bonomi: “Le politiche attive all’interno del reddito di cittadinanza si sono dimostrate un grande fallimento”. Ma – ha aggiunto il numero uno di viale dell’Astronomia – “bene la parte relativa al contrasto della povertà”.

“Quello su cui dovremmo intervenire il prossimo anno è il reddito di cittadinanza. Garantirlo a chi non può lavorare è sacrosanto, ma abusi e furti sono ormai quotidiani”, ha affermato il leader della Lega, Salvini. “Sono 8 miliardi di spesa. Pensate con otto miliardi alle aziende quante assunzioni potrebbero fare”, ha spiegato. “La destra ha confermato l’avversione verso la giustizia sociale”, la risposta del dem Boccia.