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AGI – I primi passi del ‘nuovo corso’ nella gestione della pandemia. Sullo sfondo, le richieste – aprire i ristoranti la sera, per stare alla più nota – che prima arrivavano dall’opposizione e ora diventano confronto, serrato e trasversale, nella maggioranza.

Quella stessa maggioranza che cerca a sua volta un nuovo assetto, almeno per quanto attiene al socio di maggioranza M5s: oggi Giuseppe Conte torna in scena, come docente universitario, ma domenica potrebbe essere un vertice con Beppe Grillo a trovargli una ‘cattedra’ nel restyling del Movimento. Si muovono su questi fronti, Mario Draghi e la sua maggioranza.     

Il presidente del Consiglio chiude oggi il suo primo vertice Ue, dedicato appunto ai temi del contrasto alla pandemia. Ieri ha tracciato una linea chiara e concreta: accelerare sui vaccini, mettere alle strette le aziende che non rispettano i contratti bloccando loro l’export e favorire un approccio comune sui test. “Per rallentare la corsa delle mutazioni occorre aumentare le vaccinazioni. Serve un’azione coordinata a livello europeo, rapida e trasparente”, ha esortato.

Tra le proposte avanzate per spingere la campagna vaccinale vi è anche la “possibilità di dare priorità alle prime dosi alla luce della recente letteratura scientifica”. Ma Draghi è stato netto sul rigore contro le aziende farmaceutiche che vengono meno ai loro obblighi contrattuali: “Le aziende che non rispettano gli impegni non dovrebbero essere scusate”, ha ribadito.    

Fronte interno. Il nuovo dpcm è atteso nelle prossime ore, con ogni probabilità dopo un nuovo incontro della cabina di regia. Draghi dovrebbe incontrare i ministri interessati, e probabilmente i capidelegazione di maggioranza, e poi prendere le decisioni sulle nuove misure anti-Covid. I rumors di Palazzo non escludono una stretta per le scuole nelle zone rosse, lasciando aperti solo gli asili.       

I partiti, si diceva. C’è chi fa i conti con le insoddisfazioni per la partita dei sottosegretari (giureranno lunedì). Nel Pd è ancora aperta la ferita sulla parità di genere per il pachetto dei ministri, ma pesa anche la decisione di non confermare esponenti come Misiani e Mauri. Fibrilla anche M5s, qui nella casella esclusioni eccellenti c’è il nome di Buffagni.

Prosegue intanto la messa a punto della ‘macchina’: il Consiglio dei ministri di oggi si occuperà anche, infatti, di ridisegnare le competenze dei ministeri in base alla configurazione che il governo Draghi si è dato.