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“Per collaborare non abbiamo bisogno di poltrone. E forse ora non c’è neanche il tempo né la possibilità di metterci a fare una lista di ministri, di gabinetti, di deleghe e via discorrendo”. In un’intervista al Corriere della Sera la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni dice chiaro e tondo che “non c’è il bisogno di un governo di unità nazionale”, per contrastare l’emergenza coronavirus.

Quindi aggiunge: “È possibile collaborare se si istituisce un luogo permanente di confronto”, e questo “può essere solo il Parlamento”. Pertanto “si crei una unità di crisi parlamentare, un organismo — che può essere perfino la conferenza dei capigruppo, magari allargata — dove si possa fare il punto, nella quotidianità” dice la leader della destra e di FdI.

Però Meloni avverte anche: “L’emergenza è una cosa, l’ordinario è altro”, tanto più, analizza la leader, che “a ricostruzione e il rilancio del Paese non sarà questione di mesi, ma di qualche anno”. Così Meloni pensa che “superata questa prima fase terribile, non si potrà continuare con la melassa, perché si tornerà alla politica, alle diverse visioni che andranno confrontate e illustrate ai cittadini che poi dovranno scegliere e dare a chi governerà un mandato lungo, stabile, certo, di cinque anni”.

Quindi Meloni auspica un ritorno al voto in tempi congrui, e chiede che il Parlamento continui a rimanere aperto per convocarsi “una volta a settimana praticamente solo per dare comunicazioni”. Poi chiosa: “L’unica cosa che ha concesso davvero e sempre Conte è stata l’informazione, la comunicazione, anche di cose che non aveva ancora fatto, come si è visto sabato notte su Facebook per un decreto che ancora non c’era…”.