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Sono le parole di chi è stanco e non ne può più di questo logorante tira&molla dei 5 Stelle – alleati si fa per dire – quella rilasciata a La Stampa di Torino dal sottosegretario Giancarlo Giorgetti, plenipotenziario degli uffici di Palazzo Chigi e uomo forte della Lega.

Già dal titolo e dall’occhiello, che ne riassumono taglio e tenore: “Conte non è più sopra le parti e i 5 Stelle ci fanno opposizione” tanto che “Il governo è fermo da 20 giorni”. E così “nell’esecutivo non riusciamo più a fare un ordine del giorno” dice a poche ore dall’avvio di un Consiglio dei ministri sul disegno di legge Sicurezza bis e sulla Famiglia incerto quanto in forse nella sua efficacia. La politica oggi? “Va dove la porta Salvini, solo lui ha scritto qualcosa in questa fase storica”.

La Lega è dunque sotto assedio? “Salvini è stato visto come un pericolo e le bombe arrivano da tutte le parti. Se sfidi il potere costituito in Italia e in Europa diventi un pericolo che in qualche modo deve essere sterilizzato” dichiara il sottosegretario in avvio di intervista, ma accade a tutti quelli “che emergono con forza” non è né il primo né l’ultimo a cui accade, “è capitato anche ad altri” anche se il sottosegretario non dice a chi. Ma è il rischio che si corre, “fa parte del mestiere di governare” ed è una reazione proporzionale al “grado di sfida che lanci”. E quelle lanciate da Salvini sono bombe ad alto potenziale, sembra dire Giorgetti: “Se sfidi l’Europa per cambiare le regole è normale che ti si rivoltino contro. Pensi che a livello nazionale, in funzione anti-Salvini, hanno fatto diventare ragionevole e utile anche il cinquestelle Di Maio”. Un attacco frontale al leader degli alleati, vicepremier al pari di Salvini e ministro anche lui come il capo della Lega.

Tra due fuochi, quello esterno dell’Europa, quello “amico” e interno al Palazzo, dunque. “Contro di noi vengono affrontati temi un po’ retrò come l’antifascismo” seguita il sottosegretario a Palazzo Chigi, ma “sui temi reali invece zero, delle cose da fare non si parla. Così più che a rischio, per il momento il governo “in queste ultime tre settimane è in stallo”. Per la campagna elettorale certo, che però “doveva essere una campagna sula cose da fare in Italia e in Europa”… E invece? “E invece siamo rimasti alle varie ed eventuali. Al caos” dice chiaro Giorgetti, e “ha paralizzato il governo”, “siamo in surplace come nel ciclismo” dice riferendosi al consiglio dei ministri fissato per oggi sul decreto sicurezza bis”.

Motivo dello stallo? Semplice e lineare, sembra dire il sottosegretario: “Perché è nato all’ultimo momento il decreto famiglia e lo hanno messo come contrappeso o come ricatto contro Salvini. Questi sono bracci di ferro in chiave elettorale però c’è bisogno di affrontare i temi che servono agli italiani. La campagna elettorale a tanti non interessa” chiosa Giorgetti. Il Movimento usa il contratto di governo come scudo?, chiede il giornalista. “Il contratto di governo ha unito due forze politiche molto diverse ed è il punto di partenza, ma se ci sono problemi va aggiornato”.

Un esempio di questi problemi? Giorgetti porta quello del Venezuela e la presa di posizione del vicepremier Di Maio “né con Maduro né con Guaidò”: “Nel contratto di governo non ci può essere ma se poi sbagli atteggiamento non è una cosa da niente” dichiara Giorgetti al quotidiano torinese. “Se fai mosse false sembra che non incidano sui rapporti internazionali, su quanto accade in Libia, ma è tutto legato. In momenti come questo l’incomunicabilità prende il sopravvento e vengono meno anche i rapporti personali: governare diventa impossibile”. Un errore, quello sul Venezuela, da matita rossa.

Quindi un passaggio, su Salvini e su Conte. Il primo “si comporta con lealtà, anche di fronte al fuoco di fila dei Cinquestelle, una lealtà che va contro ogni ragionevolezza. Ma lui lo considera un valore”. Poi un monito: “La situazione non può durare in eterno, si misura nel tempo e la lealtà viene messa a dura prova”. E Conte? “Conte ha cercato e cerca di interpretare un ruolo di mediazione che non può essere solo quello dei buoni sentimenti. La sensibilità politica lui non ce l’ha e quando lo scontro si fa duro ed è chiamato a scendere in campo fa riferimento alla posizione politica di chi lo ha espresso. Non ha i pregiudizi ideologici del mondo grillino. Ma lui non è una persona di garanzia. È espressione dei Cinque Stelle ed è chiamato alla coerenza di appartenenza”.

Ma Giorgetti, in chiusura di intervista, non si lascia sfuggire l’ultimo giudizio su Salvini: “unico politico in circolazione” e “rispetto al nulla pneumatico non c’è alternativa”. “Puoi essere pro o contro Salvini” ma “solo lui ha scritto qualcosa in questa fase storica, altrimenti eravamo nel nulla cosmico”. Punto.