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Riflettori accesi sull’Abruzzo, dove oggi si torna alle urne per il rinnovo del Consiglio regionale. Quattro i candidati in una corsa che attira l’attenzione degli osservatori anche per le potenziali ripercussioni del test amministrativo sui rapporti di forza nazionali tra gli azionisti di governo M5s e Lega. E che finisce per dare a questo appuntamento, e a quello analogo, il 24, in Sardegna quasi il valore di una ‘sgambatura’ in vista delle Europee di maggio.

Torna il Centrodestra unito

Curiosità accresciute anche dal fatto che il centrodestra, diviso in Parlamento, torna al format unitario per le elezioni in Abruzzo. Candidato presidente è il senatore FdI, Marco Marsilio (sostenuto da Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Azione Politica). Corre invece da solo M5s, con Sara Marcozzi.

Io ce l’ho messa tutta! Oggi tocca a voi: dalle 7 alle 23, bastano 5 minuti del vostro tempo: una croce sul simbolo LEGA e vinciamo! #primagliitaliani pic.twitter.com/CRf93Rp8uf

— Matteo Salvini (@matteosalvinimi)
10 febbraio 2019

Il centrosinistra candida alla guida della Regione Giovanni Legnini, sostenuto da 8 liste: Progressisti con Legnini-Sinistra Abruzzo-LeU, Avanti Abruzzo-Italia dei Valori, Partito Democratico, Abruzzo in comune, Centristi per l’Europa-Solidali e Popolari per Legnini, Abruzzo Insieme-Abruzzo Futuro, Legnini Presidente, +Abruzzo-Centro Democratico. In corsa anche Stefano Flajani, per CasaPound.

Come si vota

Sulla scheda – seggi aperti dalle 7 alle 23 – l’elettore può esprimere il proprio voto sia per il candidato alla presidenza della Regione sia per una qualunque delle liste circoscrizionali collegata al medesimo candidato presidente. È inoltre possibile esprimere uno o due voti di preferenza, scrivendo il cognome, ovvero il nome e cognome dei candidati presenti nella medesima lista. Non è ammesso il voto disgiunto. Il Consiglio regionale è composto da trentuno membri.