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Alla fine è stato l’incontro dell’”intesa perfetta”, come lo ha definito Le Monde facendo sue per parole usate dagli italiani. E sì che 48 ore fa era stato cancellato, secondo gli auspici di Matteo Salvini. Giuseppe Conte ed Emmanuel Macron pare abbiano tutta l’intenzione di continuare a cercarsi, a capirsi, a coordinarsi.

Ecco il primo risultato del viaggio del Presidente del Consiglio a Parigi: una sponda in più, magari anche ad uso interno. Lo dimostra il fatto che, mentre i due parlavano fitto fitto all’Eliseo, il ministro dell’interno italiano sparava bordate da lontano contro la Francia. Quasi a voler rovinare l’atmosfera.

Salvini attacca “i cinici” e assicura: la Chiesa è con me

Il ministro dell’interno fa partire il primo attacco da Ventimiglia, dove più forte è la pressione dei migranti che cercano di raggiungere la Francia. "A Ventimiglia i cinici e gli irresponsabili sono oltre confine", dice.

Poi esclude che nella Chiesa di Papa Francesco la sua posizione sia isolata. Al contrario: "Qualcuno, non dirò i nomi neanche sotto tortura, mi ha contattato per chiedermi di andare avanti sulla strada cominciata. Questo, al di là del fatto che si sia credenti o non credenti, mi fa piacere perché il diritto a emigrare, va contemperato col diritto di non emigrare"

Più tardi, passato in Piemonte, riprende a lanciare strali su Macron. "Ci fanno lezioni i francesi”, esclama, “Lezioni dal governo francese non ne prendo, in quanto a solidarietà gli italiani non hanno niente da imparare da nessuno. Cercheremo di riportare dignità a questo Paese".

Cirano all’Eliseo

Se quelle di Salvini sono sciabolate, da Parigi Macron risponde con il fioretto, ma giunto al fin della licenza, tocca. Come un personaggio di Edmond Rostand.

Un asse tra i ministri dell'Interno di Italia, Austria e Germania è una "formula che  nella Storia non ha mai portato fortuna", motteggia placido ricordando che "ad ogni modo ci sono le Costituzioni e ci sono i capi di Governo di Italia, Germania e Austria che prendono le decisioni. Questo dicono le nostre Costituzioni".

Come dire: ho la Merkel, ho un nuovo amico al mio fianco.

Precedenti storici, diplomazie moderne

Proveniente dall’Ena, il capo di stato francese ha una qualche erudizione di storia diplomatica, e quando cita l’asse Roma-Berlino-Vienna fa un duplice riferimento: all’Asse di una volta, sciagurata alleanza di estremismi di destra, ed alla Triplice Alleanza, quella che unì le tre capitali dal 1893 al 1915. Ma si sfaldò, e qualcuno uscì molto male dalla Grande Guerra.

E se poi quella di oggi è una “entente parfait”, ai tempi della Triplice Alleanza i francesi prediligevano l’”entente cordiale” con la Gran Bretagna, cui si accodò l’Italia. Anche oggi è un invito?

Diplomatica la risposta di Giuseppe Conte: la cosa migliore è puntare su "un asse dei volenterosi che abbracci l'intero arco dei paesi europei".

Hotspot e regolamenti

Concordano, Macron e Conte, su una serie di punti fondamentali. Il primo è la riforma del regolamento di Dublino che inchioda di fatto gli immigrati al Paese europeo dove toccano per la prima volta il suolo del Continente (ci sarà una proposta italiana ma ancora, spiegano fonti governative, non è pronta).

Secondo punto l’istituzione di hot spot nei paesi africani d'origine come la Libia ma anche il Niger per interrompere la rotta verso il Mediterraneo. L’invio di una missione italiana in Niger è stato uno dei punti che l’Italia non è riuscita a realizzare con il governo Gentiloni. Quanto alla Libia, ancora oggi Matteo Salvini ha ribadito di volerci andare quanto prima.

Cambio di passo

Adesso, ha spiegato il premier italiano, si impone "un cambio di paradigma: rafforzare a livello europeo il rapporto con i paesi di origine e di transito dei migranti. Dobbiamo evitare viaggi della morte creando centri europei nei paesi di partenza e transito per velocizzare l'identificazione dei migranti. Il concetto di Stato di primo ingresso va rivisto: chi mette piede in Italia, mette piede in Europa". Anche a Dublino.

Adesso a Berlino, da Angela e Horst

Conclusione  di Conte: "La posta in gioco è un'Europa più forte e più equa. Sul tema dell'immigrazione è arrivato il momento di voltare pagina e su questo c'è pieno accordo con l'amico Emmanuel". Quindi, il monito del premier italiano: "Nessuno può rimanere estraneo e lavarsi le mani rispetto al problema" dei migranti.

Il prossimo bilaterale di Conte, lunedì pomeriggio a Berlino con la cancelleria tedesca Angela Merkel. Che, anche lei, ha un ministro dell’interno che scalpita sulla questione migranti. Horst Seehofer, in questi giorni, ha portato la Grande coalizione tedesca sull’orlo delle elezioni anticipate.