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"Facebook ancora una volta manipola il consenso e lo fa in vista del voto del 4 marzo, impedendo a un nuovo gruppo politico di concorrere alla pari con gli altri e far conoscere agli elettori il proprio programma". Andrea Dusi, leader nazionale di "10 volte meglio" che si presenta da solo in 10 regioni, attacca il social network di Zuckerberg in Italia per "la selezione che si èarrogato il diritto di operare tra i partiti presenti sulle schede il 4 marzo. Una gravissima entrata a gamba tesa nella libertà di scelta degli elettori, proprio in virtù della sua potenza di fuoco".

Dusi osserva che sono "trenta milioni gli italiani che navigano su Facebook e oltre la metà di loro lo utilizza come unico strumento di comunicazione. A tutti, Facebook sta diffondendo attraverso la funzione 'Punti di vista' un newsfeed sui partiti, una finestra di informazione sulle formazioni politiche in corsa. Iniziativa presentata come contributo alla scelta tra 'punti di vista' diversi. Peccato – continua Dusi – che noi della lista '10 volte meglio' siamo stati esclusi a priori, in modo discriminatorio, nonostante le migliaia e migliaia di firme raccolte in pochi giorni per essere presenti sulla scheda elettorale in 10 regioni e in collegi che interessano almeno un quarto degli elettori. Le nostre idee, il nostro programma e i nostri candidati sono l'unica vera novità di queste elezioni ed evidentemente non piace che se ne parli. Denunciamo questa manipolazione, che oltretutto tradisce lo spirito della par condicio, non solo perché molti di noi operano nel digitale, ma perché ci opponiamo al predominio del pensiero unico della Silicon Valley tanto caro a Facebook. I social sono uno strumento, le persone per noi restano al centro della crescita sociale, economica e culturale dell'Italia. Una crescita democratica e inclusiva alla quale sarebbe importante che contribuisse anche Facebook". 

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