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E' un manualetto nemmeno tanto esiguo – 75 pagine – che nelle intenzioni della presidente della regione Friuli dovrebbe tirare d'impaccio sindaci e sindachesse non troppo avvezzi al bon-ton, ma che ha finito per attirarle l'ironia di mezzo mondo politico. Ma cosa dice il vedemecum del buon primo cittadino che Debora Serracchiani ha mandato in giro per la regione, così come lo riporta il Corriere?

  • Il risotto si mangia con la forchetta.
  • La minestra non si 'tira su'.
  • A tavola, prima di bere, ci si pulisce la bocca
  • Non si parla mentre si mastica.
  • E' utile un buon uso quotidiano di acqua e sapone
  • Usare il profumo in modo moderato
  • Curare il proprio aspetto, compresi capelli, barba e baffi
  • La gonna deve arrivare al ginocchio, non più su
  • Sandali vietati anche se d’estate.
  • Nel guardaroba femminile meglio il pastello. Tailleur nero per le cerimonie
  • Cravatta e pochette non devono mai avere la stessa fantasia.
  • Sì ai completi sia grigi e blu e al gessato (ma a riga stretta). Vietato il nero.
  • Le camicie devono essere azzurre in tinta unita, o con una righina, per il giorno, mentre la camicia bianca è prerogativa della sera o dell’abito da cerimonia.
  • Niente calzini corti.

Poi si trovano i capitoli riservati all’immagine, all’accoglienza, al cibo, passando per bandiere, fascia tricolore, giuramento, lettere, messaggistica istituzionale, simboli, uffici.

I precedenti illustri: da Donna Letizia a Silvio Berlusconi

Donna Letizia, regina del bon ton dell'Italia del boom, andrebbe in brodo di giuggiole e non avrebbe saputo dire meglio più di mezzo secolo fa, scrive  L'iniziativa non manca di significati semiologici dal punto di vista politico come l'immediato ricordo del vademecum del candidato di Forza Italia distribuito agli aspiranti deputati agli esordi dei fasti berlusconiani, come ricoda Repubblica. Il kit con i diktat silvieschi su come vestirsi e comportarsi era naturalmente più ricco e conteneva armi come cravatte regimental e spray per l'alito. 

La protesta dei sindaci

Ma dai municipi, c'è chi non tarda a levare una sdegnata protesta. #siamoallosbando, scrive in un tweet Pierluigi Molinaro, sindaco di Forgaria e dei suoi 1.800 abitanti scarsi, tutt'altro che disposto a farsi dettare "come ci si deve vestire e come ci si deve lavare". Colpa dei capitoletti dedicati alla I di immagine e alla M di mangiare: un paio di paginette appena, sulle 75 del volume, infarcite di consigli pratici su questioni che attengono all'abbigliamento, alla cura del corpo e al comportamento a tavola. Quello che, in altra sede, si definirebbe galateo e che Giovanni Battista Borgiani, autore del libro intitolato "Signor/a Sindaco. Come fare quando…" (edizioni Ancep) ed esperto in Cerimoniale e Protocollo nazionale e internazionale, ha ritenuto di inserire. "Ci sono passaggi che avrebbero potuto essere evitati, rimandando alla buona educazione propria di ogni amministratore" dice Serracchiani a Repubblica "Ma per il resto lo trovo un lavoro molto divertente. Io stessa, quando iniziai il mio mandato, digiuna di cerimoniale, affrontai con un sorriso le 450 pagine del manuale Sgrelli, il vademecum per eccellenza per chi deve imparare a rapportarsi con capi di Stato e autorità religiose. Ricordava anche di non mettere i gomiti sul tavolo".

Come è nata l'idea

L'idea di acquistare i libri (300, per una spesa complessiva di 6 mila euro) è stata suggerita dal capo di Gabinetto in dicembre, dopo l'incontro organizzato dall'Anci Veneto per la sua presentazione. "Capitava spesso di rispondere a sindaci che chiedevano all'ufficio del Cerimoniale della Regione indicazioni su come comportarsi, anche sulle cose più semplici" continua Serracchiani.

La pensa come lei anche Francesco Martines, sindaco di Palmanova: "Un volume prezioso dice e in cui il bon ton occupa una minima parte". Per il consigliere regionale della Lega, Barbara Zilli, invece, se ne riparlerà in aula, con un'interrogazione.

Poi è stata la stessa Serracchiani, su Facebook, a illustrare la genesi dell'idea.

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