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La stretta sui migranti annunciata dal sindaco di Roma Virginia Raggi sul blog del leader del moVimento 5 stelle ha sollevato immediatamente le reazioni della politica, i commenti e le opinioni della stampa italiana.

La lettera inviata da Raggi al prefetto di Roma Paolo Basilone chiede al Ministero dell’Interno Marco Minniti la sospensione dell’obbligo di accogliere nuovi migranti in città. “Roma è sottoposta ad una forte pressione migratoria. Così non si può andare avanti” e “ non possiamo permettere di creare ulteriori tensioni sociali” e “altre strutture di accoglienza”. Quasi tutti i maggiori quotidiani e siti di informazione concordano che questa è una reazione legata al voto alle recenti elezioni comunali.

"Una mossa legata al risultato delle comunali"

Le olimpiadi del populismo.  “All’indomani della batosta alle comunali Beppe Grillo ha dato ordine ai suoi di aprire il fuoco contro i rom e i migranti". L’ analisi mette in relazione “il tempismo del pugno di ferro pentastellato” con la volontà di “recuperare il terreno perduto nella disastrosa battaglia amministrativa”, ma lo fa “cercando di rubare a Matteo Salvini il vento che gonfia le sue vele”. (Sebastiano Messina, La Repubblica)

Un movimento ‘legge e ordine’. Massimo Franco invita a non pensare che a Roma “il giro di vite contro campi rom e immigrati sia solo frutto della sconfitta elettorale”. Piuttosto c’è “un’opinione pubblica spaventata dalla gestione dell’immigrazione e dalla criminalità” e “il vertice del moVimento crede di captare uno spostamento verso posizioni radicali”. (Massimo Franco, Corriere della Sera)

Depistaggio della Raggi.  Giuseppe Marino su ‘Il Giornale’ parla di una “strategia pianificata a livello più alto” e parla della stretta sui migranti come di un “depistaggio della Raggi” che “apre il caso immigrati per oscurare il flop del moVimento” alle urne. “Una bagarre creata ad hoc dopo gli attacchi sulla sconfitta”.

I veri problemi del fenomeno migratorio

Ma il sistema Italia regge l’urto. Il fenomeno migratorio durerà “almeno finché non sarà cessata la guerra civile in Libia”. Ma Raggi “dovrebbe aiutare la ‘squadra dello Stato’ a risolvere i problemi invece che scansarli”. La lettera solleva 2 problemi:

  • non sui migranti censiti nel circuito Sprar, ma sugli ‘invisibili’ che “Raggi non vorrebbe vedere ma sono già tra noi”
  • la tenuta del piano Minniti per la redistribuzione dei richiedenti asilo. (Francesco Bei, La Stampa)

La scoperta tardiva dei numeri. ‘Il Messaggero’ concorda che l’ ”offensiva sulla sicurezza” è scattata dopo il “flop elettorale”. Ma  l’impressione è che “l’amministrazione, statale o locale, ubbidisca all’impulso del momento”. Quello di Raggi non è un allarme isolato: “La stragrande maggioranza dei Comuni rifiuta nuove accoglienze, indipendentemente dal colore politico.” 

Con quale coscienza. Se lo chiede il quotidiano dei vescovi Avvenire che parla di “guerra ai poveri”. La lettera di Raggi “appare soprattutto una mossa propagandistica e in nessun modo la credibile constatazione di una nuova emergenza.”

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