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(AGI) – Roma, 1 mag. – La festa del Primo Maggio “deve risvegliare speranze e impegni condivisi. Avvertiamo come una ferita lacerante nel corpo sociale e nello stesso tessuto democratico la cifra cosi’ alta di nostri concittadini che non trovano occupazione”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della celebrazione della festa del lavoro al Quirinale. “L’unita’ nazionale e’ minacciata se non si ridefinisce quella coesione sociale che la lunga crisi ha posto in sofferenza”, ha aggiunto Mattarella. “Oggi il tasso di disoccupazione giovanile raggiunge livelli allarmanti. Oggi il divario tra nord e sud del Paese in termini di sviluppo e di lavoro si e’ fatto ancora piu’ grande rispetto all’inizio della crisi. Rischia di delinearsi – ha aggiunto Mattarella – una vera e propria societa’ di esclusi, divisa dal resto della comunita’ da una barriera di diritti e di opportunita’ negate. Questo va impedito con tutte le forze e la dignita’ di cui siamo capaci”. Anche se negli ultimi anni si e’ registrata una leggera flessione “le morti sul lavoro restano intollerabili”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso delle celebrazioni per la Festa del lavoro al Quirinale. “Nessun cittadino italiano deve sentirsi abbandonato, nessuno deve gettare la spugna. L’Italia e’ un grande Paese, ha storia, cultura, risorse, intelligenze. E’ capace di solidarieta’ e di relazioni positive, e pure questo costituisce una ricchezza, immateriale, ma preziosissima”, ha aggiunto il presidente della Repubblica. Quindi un appello al dialogo: per uscire dalla crisi “confido in un dialogo proficuo e in un impegno comune anche con le forze sociali e sindacali”. E’ l’auspicio espresso dal presidente della Repubblica. .

Il tecnico dei blucerchiati: «Possiamo rinviare la festa dei bianconeri, che meritano lo scudetto e potranno giustamente festeggiarlo a Torino. La sorpresa della stagione? Siamo noi. Problemi di gol? Contro i bianconeri potrò schierare il bomber migliore della nostra storia: i nostri tifosi»

(AGI) – Roma, 1 mag. – La Festa del lavoro “deve risvegliare speranze e impegni condivisi. Ma per farlo deve fondarsi su parole sincere. Solo cosi’ contrasteremo la sfiducia”. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, riceve al Quirinale i Cavalieri del lavoro per la celebrazione del Primo Maggio e lancia un appello all’unita’ per il contrasto alla disoccupazione, troppo alta (in particolare tra i giovani) e causa di “una ferita lacerante nel corpo sociale e nello stesso tessuto democratico”. Il Capo dello Stato ricorda l’appello di chi non trova un posto, di coloro che lo hanno perso, dei precari; e invita le istituzioni, le imprese, le forze sociali e i sindacati “a fare di piu’. A innovare, a investire, a progettare affinche’ il lavoro sia per tutti”, e affinche’, scandisce, si arrivi a quella piena occupazione indicata anche dalla Costituzione. “Due parole, piena occupazione, che sembrano quasi archiviate – sottolinea – tanti sono diventati i disoccupati – piu’ di tre milioni – e tanto drammaticamente sono cresciuti negli anni della crisi”. Ecco quindi che per Mattarella il tema del lavoro deve diventare “la prima delle priorita’” e su di esso “bisogna saper indirizzare sforzi convergenti e trovare nel dialogo impegni comuni”. Il Paese si trova “a un crocevia decisivo. Cio’ che accadra’ nei prossimi mesi condizionera’ un ciclo lungo”, avverte prima di criticare “gli egoismi e le difese corporative che frenano le nostre potenzialita’ e aggravano le iniquita’”, e prima di ricordare “i livelli allarmanti” del tasso di disoccupazione giovanile e il divario tra Nord e Sud del Paese. Elementi questi ultimi che minacciano l’unita’ nazionale e che rischiano di delineare “una societa’ di esclusi”. Mattarella ricorda il piano Garanzia Giovani che “non ha dato nei primi dodici mesi i risultati sperati, in Italia e nel resto d’Europa, tuttavia e’ importante che il governo stia lavorando per accrescerne l’efficacia; e che sostenga le misure attuative per le decine di migliaia di giovani presi in carica dai Centri per l’impiego”. Si deve poi intervenire per ridurre la distanza che “sta assumendo gravissime dimensioni” tra Mezzogiorno e resto d’Italia. Davanti al Paese, dice, si pone dunque “una nuova questione meridionale” se si vuole “compiere un salto in avanti verso uno sviluppo piu’ equo e sostenibile”. Affinche’ l’Italia torni a crescere per il Capo dello Stato “e’ assolutamente necessario che il Mezzogiorno riparta” perche’ “ogni esclusione all’interno del Paese e’ insopportabile”. Anche per questo, insiste, va combattuta ogni forma di corruzione e di criminalita’, “piaghe presenti ma non incurabili”. Il Presidente sprona, incoraggia gli italiani: “Nessuno deve sentirsi abbandonato. Nessuno deve gettare la spugna. L’Italia e’ un grande Paese, ha storia, cultura, risorse, intelligenze. E’ capace di solidarieta’ e di relazioni positive, e pure questo costituisce una ricchezza, immateriale ma preziosissima”. Nel suo intervento Mattarella non ha mancato di ricordare l’inaugurazione dell’Expo 2015, che rappresenta “una straordinaria opportunita’”, l’impegno delle donne nel mondo del lavoro, l’ancora intollerabile numero di ‘morti bianche’, la necessita’ di contrastare lo sfruttamento dell’occupazione minorile e degli immigrati e le difficolta’ che incontrano i disabili. Per “metterci alle spalle la crisi”, ribadisce, l’Italia ha bisogno di uno sforzo corale” e “piu’ saremo capaci di coesione e di determinazione, piu’ aiuteremo l’Europa a imboccare politiche orientate alla crescita. Perche’ e’ chiaro a tutti – afferma rimarcando il convinto europeismo dell’Italia – che l’Unione europea deve correggere la propria rotta”. Cambiare registro – sostiene ancora – “e’ una questione vitale. Dobbiamo impegnarci affinche’ il piano Juncker e il relativo Fondo europeo per gli investimenti, risponda positivamente alle domande per le quali e’ stato istituito. A questo obiettivo strategico dobbiamo richiamare tutti i nostri partner: senza investimenti e senza lavoro, rischia di essere vanificata l’intera costruzione europea”. Il Presidente della Repubblica conclude il suo intervento dicendosi convinto che “l’Italia ce la fara’ tenendo alti i valori sui quali si fonda la nostra democrazia. L’innovazione e’ la nostra sfida. Il coraggio dell’impresa e la solidarieta’ di cui e’ capace la nostra comunita’ sono garanzie”. .

Il panorama dei giochi di ruolo, almeno su console, negli ultimi anni ha iniziato a sentire la mancanza di veri e propri esponenti di rilievo. Oramai quasi tutti i titoli appartenente al genere, e le saghe più famose si stanno spostando su una componente action, e, a meno che non si considerano alcuni indie su PC, è difficile trovare veri e propri strategici che non siano creati per una piccola nicchia di appassionati. Nintendo decide quindi di fare un passo avanti e dare inizio ad una nuova IP, in maniera abbastanza inaspettata, presentando un gioco che per gli standard della casa di Mario è abbastanza fuori di testa. Code Name S.T.E.A.M. viene così alla luce, pronto a mettere alla prova su 3DS tutti coloro che sono desiderosi di provare le proprie capacità strategiche.

Code Name S.T.E.A.M. Recensione

Abraham, vai e ammazza qualche mostro.

Code Name S.T.E.A.M. è ambientato in un universo alternativo in cui, nell’America dell’800, tutto è regolato da marchingegni steampunk e macchine a vapore, comprese le armi. Durante il lancio di una nuova nave volante, la Terra si vede improvvisamente presa di mira da un’invasione aliena. I terribili mostri viola e ben pochi raccomandabili iniziano subito a far piazza pulita dell’umanità, alche il presidente Abraham Lincoln manda all’attacco una squadra speciale creata appositamente per far fronte a questa minaccia. Il nostro protagonista, il capitano Henry Fleming, scende a terra e recupera un fucile, pronto a combattere e a riunirsi con altri impavidi eroi che lo affianchino nella sua missione. Conosceremo quindi John Henry, ma anche altre figure che rompono il limite della storia reale e si catapultano nell’immaginario, tra creature leonine e Tom Sawyer. Riuscirà un team dall’eterogenia che va oltre l’impossibile a salvare il mondo?

Code Name S.T.E.A.M. Recensione

Il vapore vale più dell’oro

Alzi la mano chi ha giocato Valkyria Chronicles. Code Name S.T.E.A.M. si rifà, nel suo gameplay, esattamente a questo titolo. Durante ogni stage, che può avere i più svariati obiettivi – dal raggiungere un punto della mappa, allo sterminare tutti i nemici – ci ritroveremo con la visuale alle spalle del personaggio controllato a esplorare, mirare e sparare come se fosse uno sparatutto. Tuttavia l’azione in questo titolo non la fa da padrona, ma sono solo strategia e cervello a determinare vittoria e sconfitta. Il gioco si svolge a turni tra alleati e nemici, durante i quali ogni personaggio avrà a disposizione una certa quantità di vapore utilizzabile per muoversi (entro un determinato raggio, dunque) o attaccare. Consumare vapore significa però restare del tutto indifesi, ed è quindi parte della strategia sapere quando conservarne un po’ a fine turno così da utilizzare, a costo rialzato, degli attacchi preventivi da sferrare in turno di difesa quando un nemico arriva a portata di occhiata. Non si può infatti mai sapere quando arriverà un alieno ad attaccarci: non essendoci una mappa a svelarci le posizioni, potrebbe spuntare chiunque e in qualunque momento da dietro un muro o da dietro alcune casse; tutto ciò non fa altro che rendere ancora più importante un buon posizionamento delle unità, così da sfruttare la visuale e la conformazione del terreno.

Ogni personaggio dispone di un’arma caratteristica e di un attacco speciale che può ribaltare completamente le sorti della missione, quindi la scelta del gruppo in ogni singolo livello è vitale. Tuttavia, nonostante la grafica cerchi di essere molto allegra e portante al cartoon, i nemici e l’intelligenza artificiale non sono intenzionati in alcun modo a considerare tutto questo un semplice gioco. Ci verrà dato filo da torcere in ogni momento, e ben presto ci ritroveremo a fallire le nostre missioni per un semplice sbaglio o errore di calcolo, cosa che porterà il tutto ad un trial and error per niente frustrante, ma che ci darà quella carica da “ancora una volta”. La soddisfazione nel veder trionfare la nostra strategia non ha pari, soprattutto in situazioni dove all’apparenza non abbiamo alcuna speranza di vittoria, e invece un colpo di genio, oppure di coraggio nello sfruttare una piccola situazione, si dimostra ciò che capovolge un destino ormai apparentemente segnato.

Code Name S.T.E.A.M. Recensione

Il gioco si dimostra essere impegnativo e anche molto variabile, mettendo l’utente in condizioni spesso molto differenti l’una dall’altra, partendo da un semplice campo di battaglia fino ad arrivare a una guerra all’interno di una biblioteca, dove sfruttare i ripiani alti, o addirittura al pilotare un gigantesco Mech a forma di Abraham Lincoln. La storia è interessante e godibile, ma i personaggi sono così ben caratterizzati da narrare una storia  con i loro stessi background. Oltre a ciò, anche gli extra sono ampi così da rendere la longevità appagante e soddisfacente: in ogni stage sono nascosti collezionabili, armi secondarie, ed equipaggiamenti che possono potenziare a dismisura i personaggi (o renderli capaci di azioni diverse dal solito). Oltre a ciò, una modalità online rende possibile all’utente sfidare altri team in tutto il mondo, usando i personaggi sbloccati fino a quel momento nella propria partita, oppure usando i personaggi di Fire Emblem con l’utilizzo degli Amiibo a loro dedicati.

Code Name S.T.E.A.M. Recensione

Come in un fumetto

Lo stile grafico di Code Name S.T.E.A.M. è molto particolare. Cerca di mostrare al giocatore un fumetto che prende vita, con cutscene all’interno di vignette dinamiche, dialoghi in balloon, e suoni mostrati da onomatopee; il risultato finale è buono ed è convincente, grazie a colori molto sgargianti, e a un ottimo utilizzo di queste tecniche narrative. Il comparto tecnico tuttavia lascia un po’ a desiderare, con una grafica che poteva senz’altro essere molto più curata in termini di modelli poligonali e texture. Sapere di cosa è capace il 3DS e doversi accontentare di questo risultato lascia un po’ di amaro in bocca. Fortunatamente il comparto audio porta musiche orecchiabili e un buon doppiaggio, uniti a un’ottima longevità tra campagna e modalità online.

Code Name S.T.E.A.M. Recensione

Code Name S.T.E.A.M. è un titolo rivelato all’improvviso, inaspettato, e decisamente fuori dai canoni Nintendo. Tuttavia in un periodo dove i giochi di strategia di un certo calibro sembrano essere quasi scomparsi, ci pensa questo a riaccendere la fiamma. Nonostante una difficoltà piuttosto spietata, riesce a non risultare mai frustrante e a regalare invece all’utente una dose di carica in più, così da spronarlo a provare e riprovare fino a superare in intelligenza le truppe nemiche con le proprie strategie. Decisamente un gioco da provare.

Mortal Kombat è da anni un’autentica icona videoludica, uno dei franchise da tempo entrato a gamba tesa nell’immaginario popolare di generazioni di videogiocatori, anche dei meno assidui. Dopo la generazione di titoli su PS2, la serie è rimasta per lo più inerte (eccezion fatta per l’infelice Mortal Kombat Vs. DC Universe) soprattutto a causa dei guai finanziari di Midway, che la portarono alla bancarotta nel 2009. Riportati a galla da Warner Bros. e rinati come NetherRealm Studios, il team di sviluppatori capitanati da Ed Boon ci ha deliziato nel 2011 con un nuovo capitolo che è riuscito efficacemente a far rinascere la serie grazie a un ottimo connubio di elementi classici e nuovi, un rinnovamento e un omaggio al passato allo stesso tempo.

Dopo circa quattro anni, ci arriva oggi Mortal Kombat X, seguito diretto che continua sulla strada della nuova formula; si perfeziona, e si propone di compiere quel passo verso la vera ristrutturazione della serie che il precedente capitolo aveva iniziato ma non completato.

Mortal Kombat X Recensione

Nuova generazione

Le vicende di Mortal Kombat X ci portano a più di venti anni dopo gli avvenimenti del passato capitolo (che, ricordiamolo, riscrisse la storia degli eventi dei primi Mortal Kombat), portandoci in una situazione finalmente diversa rispetto ai capitoli passati.

Dopo la morte di Shao Kahn, nell’Outworld Mileena guida la ribellione contro il nuovo imperatore Kotal Kahn. Quan Chi intanto vuol tentare di liberare dalla prigionia il malvagio dio anziano Shinnok, facendosi aiutare dai defunti guerrieri del Mortal Kombat che ha opportunamente riportato in vita sotto forma di morti viventi. A contrastarlo ci sono vecchie conoscenze dell’Earthrealm, ma anche esponenti della nuova generazione di combattenti, come Cassie Cage (figlia di Johnny Cage e Sonya Blade), Jacqui Briggs (figlia di Jax), Takeda (figlio di Kenshi) e Kung Jin (cugino di Kung Lao).

Come per il suo predecessore, anche in questo caso la modalità Storia ricoprirà un ruolo centrale. Anche questa volta non ci sarà un percorso diverso e personalizzato per ogni personaggio, ma una storia unica a cui tutti sono legati. La storyline è divisa in dodici capitoli e ci metterà nei panni di diversi combattenti con i quali affronteremo un certo numero di scontri, facendoci guidare dagli eventi fino allo scontro finale. La trama si differenzia dallo stile del passato, che girava solitamente attorno alla formula del Torneo, e ricalca più lo stile del tipico action-movie americano, con i protagonisti delle Forze Speciali al centro dell’attenzione, senza ovviamente rinunciare all’anima volutamente “trash” che permea la serie sin dalle origini.

C’è da dire però che questa volta è possibile notare un considerevole lavoro sulla sceneggiatura. Possiamo apprezzare qualche accenno (comunque non invasivo) di relazioni personali tra alcuni personaggi, e persino dei flashback che ne approfondiscono il background, rendendoli un po’ più tridimensionali. Il tutto montato da una discreta regia che cerca di portare la narrazione su uno standard più cinematografico, inserendo una buona quantità di scene non interattive, arricchite da occasionali Quick Time Event (seppure decisamente troppo semplici). Il risultato è una piccola avventura che, seppur breve (vi basteranno dalle due alle quattro ore per completarla), allaccia bene storia e personaggi in un intreccio dinamico e avvincente, pur senza la pretesa di assurgere a livelli eccelsi. Insomma il miglioramento rispetto al passato si nota eccome. C’è da dire però che, in quanto a design e carisma, non tutti i nuovi personaggi riescono a lasciare il segno. Vero è anche che non è facile per questi trovarsi a confronto con personaggi iconici della serie a cui tutti siamo ormai affezionati.

Mortal Kombat X Recensione

FIGHT!

Come già accennato, l’impostazione del gioco riparte direttamente dalla formula vista nel predecessore, implementandola ulteriormente. Tornano le graditissime tecniche X-Ray, che raggiungono ulteriori vette di violenza (tanto da chiedervi com’è possibile continuare il combattimento dopo danni di quel tipo, ma alla fine anche questo è il bello di Mortal Kombat). Va da sé che il vero apice di violenza si raggiunge in occasione delle celeberrime Fatality, a cui si aggiungono le Brutality, che permettono di terminare uno scontro in modo repentino e violento se si soddisfano determinate condizioni nello scontro.

Direttamente da Injustice viene introdotta l’interazione con l’ambiente, che a seconda dei casi si esprime con azioni che vanno dall’afferrare oggetti o persone dello sfondo per lanciarli verso l’avversario, fino a usare i rialzi come trampolino per spostarsi da una parte all’altra dell’arena. A differenza del titolo con gli eroi DC, però, tali azioni sono uguali per tutti i combattenti, per evitare squilibri. In aggiunta agli scatti in avanti e indietro, è stata re-introdotta la possibilità di correre verso l’avversario. Per bilanciare queste new entry di comandi è stata aggiunta la nuova barra della stamina; solo se questa barra sarà sufficientemente piena potremo infatti correre o sfruttare gli elementi dello sfondo. La barra si ricarica da sé gradualmente, ma tanto basta per evitare l’abuso delle nuove mosse e spingere il giocatore a usare un minimo di senso tattico.

Ma la novità migliore del gioco è decisamente la possibilità di scegliere lo stile di combattimento. Ogni personaggio avrà infatti tre varianti di stile che modificheranno il suo set di mosse speciali, rendendolo più versatile a fronteggiare diversi avversari. Quella degli stili multipli è un’idea già vista nei capitoli da Deadly Alliance in poi, ma questa volta non si potrà switcharli durante il combattimento, e i cambiamenti non saranno così radicali. Si tratta però di un’aggiunta decisamente intelligente per cercare di arginare la tendenza del counterpick (cioè lo scegliere un personaggio che, per le sue caratteristiche, consente di avere un vantaggio naturale su quello avversario), oltre che a dare maggiore profondità a ogni personaggio.

Tutti questi elementi compongono un gameplay frenetico e appassionante, condito come sempre dall’irresistibile dose di spettacolarità e violenza tipiche di Mortal Kombat; una violenza che come sempre simula serietà ma che lascia intuire la propria auto-caricatura. Come per il capitolo precedente, la prima impressione che si percepisce dai controlli è di scattosità e rigidità nei movimenti, diversamente dalla maggior parte dei più fluidi picchiaduro di stampo giapponese. Si tratta comunque di un primo impatto superabile, se ci si dà l’occasione di prendere confidenza con i movimenti dei personaggi.

Mortal Kombat X Recensione

Un grande risultato che NetherRealm è riuscita a ottenere è quello di aver creato un titolo alla portata di un vastissimo range di giocatori. Mortal Kombat X infatti può essere goduto sia dai giocatori che prediligono i picchiaduro tecnici e impegnativi, sia da giocatori meno esperti o in cerca di un passatempo meno impegnato. I veterani infatti troveranno pane per i loro denti nell’ingegnare e padroneggiare le funzioni più avanzate: combo, juggle, counter ecc. Chi invece non è interessato a spremere al midollo tutte le potenzialità del gioco troverà comunque un’ottima varietà di mosse e possibilità con cui divertirsi. Magari non sarà un massimo esponente di picchiaduro tecnico, ma questa sua elastica dualità lo rende davvero molto appetibile e comunque estremamente divertente da giocare.

Mortal Kombat X Recensione

Kontenuti

Anche questa volta NetherRealm ha guarnito la sua opera con una serie invidiabile di contenuti e modalità, dimostrando di sapersi spendere per cercare di rendere l’esperienza dei giocatori il più varia e durevole possibile.

Oltre alla modalità Storia, per il single player il gioco offre una serie di Torri, in cui troveremo a ogni piano un avversario diverso. La più basilare è la “Klassica”, che sostituisce fondamentalmente la modalità Arcade dell’originale Torneo, con un finale personalizzato per ogni personaggio. Ci sono poi “Prova la tua fortuna” in cui in ogni scontro interverranno dei modificatori casuali (che possono essere bonus o malus); “Senza fine” che costituisce la classica modalità Survival, dove dovremo affrontare un numero infinito di avversari cercando di stabilire e superare un proprio record di vittorie; in “Sopravvissuto” invece la nostra sopravvivenza sarà messa ancora più a dura prova dal fatto che la barra di energia non si riempirà dopo ogni scontro, ma rimarrà allo stesso livello. Ci sono poi le Torri Viventi, che genereranno delle condizioni di combattimento sempre diverse generate casualmente ogni tot periodo di tempo.

Per quanto riguarda il multiplayer è ovviamente disponibile la modalità Due Giocatori con il classico PvP, a cui volendo potremo aggiungere i modificatori affidandoci al caso o personalizzandoli manualmente. Questa volta manca all’appello la funzionalità Tag Team (cioè 2 contro 2). Per le partite online è possibile organizzarne di private tramite stanze apposite, o cercare un avversario tramite matchmaking. Torna inoltre la modalità “Re della Collina” che organizzerà gli scontri con la vecchia regola del “chi vince resta”. C’è da dire che, durante le partite online, la stabilità del netcode non è sicuramente priva di problemi, e potrà capitare di incorrere in lag e desincronizzazioni che possono anche farci perdere immeritatamente qualche partita. Speriamo che NetherRealm risolva questi problemi nel futuro prossimo.

Un’interessante novità è costituita dal nuovo sistema di Fazioni. Durante il primo accesso al gioco, al giocatore verrà chiesto di scegliere una fazione a cui appartenere tra Lin Kuei, Special Forces, White Lotus, Brotherhood of Shadows e Black Dragon. Tramite le partite online otterremo punti esperienza Fazione (FXP), e potremo imbarcarci in specifiche sfide, completando le quali otterremo ancora più punti. Questo servirà a contribuire alla scalata della nostra fazione tra i giocatori di Mortal Kombat X di tutto il mondo. Grazie a questo sistema il giocatore sarà spronato a fare del suo meglio per far vincere la propria fazione (viene decretato un vincitore ogni settimana), e a impegnarsi ogni volta che sarà possibile per completare le sfide online. Anche perché accumulando FXP sarà possibile sbloccare varie ricompense, e ci saranno ovviamente dei premi per la fazione vincente.

Torna anche in questo titolo la Kripta, un’area che contiene tutti i contenuti sbloccabili del gioco, che possono andare da semplici collezionabili – brani musicali, artwork, ecc. – a nuove Fatality o Brutality per un personaggio. La cosa interessante è che stavolta la Kripta sarà esplorabile in prima persona dal giocatore, con uno stile visivo molto simile ai classici dungeon crawler del passato, con tanto di oggetti da recuperare per proseguire in nuove zone e scontri da risolvere velocemente per ottenere ulteriori crediti. In questa nuova veste, la Kripta diventa una sorta di mini-avventura decisamente più godibile e d’atmosfera rispetto al passato.

Insomma i contenuti presenti sono senza dubbio abbondanti. Eppure c’è il forte sospetto che NetherRealm abbia intenzione di sfornarne di nuovi da diffondere tramite DLC. Oltre ai già annunciati Pack di personaggi aggiuntivi, è facile notare che nella modalità Storia sono presenti dei personaggi che mancano nel roster (di un totale di ventiquattro combattenti, più Goro per chi ha effettuato il pre-order del gioco); è ragionevole quindi immaginare che verranno aggiunti in futuro. Speriamo inoltre che venga aggiunta qualche nuova arena, perché per ora non sono molto numerose.

Mortal Kombat X Recensione

Bloody good

Anche nel comparto visivo si nota la cura dedicata dagli sviluppatori, sia nella qualità tecnica che nella direzione artistica. I modelli poligonali dei combattenti sono ben fatti e resi con ottime texture e antialiasing. Anche le animazioni svolgono più che discretamente il loro dovere, anche se la qualità delle espressioni facciali lascia ancora qualcosa a desiderare. Il tutto è condito da effetti speciali e illuminazioni dinamiche decisamente convincenti e d’atmosfera, che danno il loro meglio negli spettacolari ambienti di combattimento ricchi di dettagli ed elementi sottoposti ad animazioni atmosferiche davvero ben fatte.

La versione PlayStation 4 del gioco tiene molto bene i 60fps, con solo qualche lieve rallentamento nelle situazioni più complesse. Negli scontri è reso bene il senso di velocità e degli impatti dei colpi, ora più verosimili rispetto al passato, ma comunque entro i limiti volutamente assurdi della serie.

Anche per quanto riguarda il sonoro la qualità si mantiene buona, grazie a una colonna sonora incalzante dai toni epici, e un repertorio di effetti sonori convincenti. Buone notizie sul fronte doppiaggio italiano che, rispetto all’atrocità ascoltata per il suo predecessore, fa un notevole passo qualitativo in avanti, anche se la recitazione di alcuni personaggi risulta ancora mediocre.

Mortal Kombat X Recensione

Con il suo ultimo lavoro NetherRealm Studios riesce decisamente a migliorare a tutto tondo la formula originale, dimostrando di aver preso nota dei feedback del precedente capitolo e di Injustice. Il gameplay ne è uscito perfezionato nei suoi punti di forza, ri-bilanciato (grazie soprattutto alle varianti di stili) e notevolmente arricchito su più livelli. Un ulteriore passo verso la modernizzazione, ma senza strafare e sempre coerentemente con le origini a cui siamo affezionati. È bene tener presente comunque che non siamo di fronte alla rivoluzione new-gen che qualcuno potrebbe aspettarsi. Nonostante i notevoli miglioramenti stiamo parlando comunque di un gioco che inevitabilmente rimane ancorato alla sua natura cross-gen. Tra spettacolari batoste e la sana violenza caricaturale tipica della serie, Mortal Kombat X saprà regalarvi ore di puro divertimento, sia in single player che contro altri giocatori. Questo vale sia per giocatori occasionali che per quelli più esperti. Gli unici che sentiamo di mettere in guardia sono coloro che proprio non sono riusciti a mandare giù la “legnosità” dei movimenti del titolo precedente e di Injustice; anche se ci riserviamo comunque di consigliare loro di dargli una seconda opportunità per abituarsi. A parte questo, consigliamo Mortal Kombat X sicuramente agli amanti della saga, ma in generale a chiunque sia in cerca di un picchiaduro solido e divertente.

Al prezzo di 14,99€

Le edizioni PlayStation 4, PlayStation 3 e Xbox 360 di Dragon Age: Inquisition a breve si andranno ad arricchire del DLC “Jaws of Hakkon”, uscito in precedenza per Xbox One e PC. Lo conferma BioWare stessa.

dragon age inquisition jaws of hakkon ps4 ps3 xbox 360

Alla scoperta della nuova area “Frostback Basin”, controllata da un gruppo di “cacciatori indipendenti”, dovremo indagare su ciò che è “accaduto all’ultimo inquisitore e al drago che ha seguito” e “trovare una antica fortezza Tevinter che cela un pericoloso segreto.”

Disponibile a partire dal prossimo 26 maggio, Jaws of Hakkon sarà possibile scaricarlo su PlayStation 4, PlayStation 3, e Xbox 360 al costo di 14,99€.

Fonte: EGMNow

(AGI) – Milano, 1 mag. – “Le tensioni sull’Italicum si risolveranno tutte lunedi’”. Lo ha affermato il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, a proposito della nuova legge elettorale. “Con il voto finale – ha sottolineato, arrivando al sito Expo per l’inaugurazione – si risolvera’ ogni tensione, perche’ quando ci sara’ questa legge tutti avranno ben chiaro qual e’ la regola del gioco e in base a quella tutti organizzeranno il futuro della propria formazione politica”. .