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In diretta streaming la trasmissione di Fox Sports condotta da Fabio Guadagnini con protagonisti il direttore del Corriere dello Sport – Stadio, Paolo De Paola, il direttore di Tuttosport, Vittorio Oreggia e Vittorio Feltri, ex direttore de Il Giornale, Libero e Indipendente

(AGI) – Pesaro, 10 mag. – “Non ricordo una riforma senza uno sciopero dei sindacati”: cosi’ il ministro Maria Elena Boschi, rispondendo oggi a una domanda sulla riforma scolastica e sulle manifestazioni di insegnanti e studenti che la stanno contestando.

La Boschi ha ribadito l’apertura dell’esecutivo: “Ogni riforma non e’ perfetta – ha spiegato – e il governo ha sempre manifestato la disponibilita’ a delle modifiche. Il testo e’ gia’ cambiato in commissione e, probabilmente, cambiera’ ancora nei futuri passaggi al Senato”.

“Quello che non e’ accettabile pero’ – ha sottolineato il ministro – e’ che sia meglio lasciare tutto cosi’: cambiamo insieme la scuola, ma cambiamola”.

Nessuna scissione nel Pd – “Non vedo rischio di una scissione, perche’ sia Bersani che Speranza hanno detto di voler rimanere nel Pd: e’ casa loro, come casa nostra”, ha detto il ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi, durante un dibattito a Pesaro a sostegno di Luca Ceriscioli, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Marche. Rispondendo a una domanda sulla situazione in casa dem, il ministro si e’ anche detta convinta che la fuoriuscita di Civati “resta un caso isolato” e che “non lo seguiranno nei territori”. “A Roma e’ successa la stessa cosa delle Marche, dove un pezzo di partito non ha rispettato il volere della maggioranza”, ha detto la Boschi, facendo un riferimento alla candidatura del presidente regionale uscente, Gian Mario Spacca, che dal centrosinistra e’ passato al centrodestra.
  “Quando in un gruppo e’ impossibile trovare unanimita’ non ci si puo’ fermare – ha aggiunto -, ma si procede a maggioranza”.

“Civati – ha ricordato il ministro per le Riforme -, da quando ha perso le primarie, ha iniziato a votare contro Pd e governo: questa non e’ un’idea di comunita’. Si rispettino la comunita’ e le regole – ha chiesto – e si lavori per il candidato Pd, anche a regionali, e noi, nelle Marche, andiamo avanti con Luca Ceriscioli. Io rispetto il 10% che la pensa diversamente da me – ha aggiunto Boschi – ma forse sono loro che non rispettano il 90% che la pensa diversamente”. Quanto alle riforme, il ministro Boschi ha concluso: “non le faranno ne’ Salvini, ne’ Grillo”, ma “tocca noi”. (AGI) .

(AGI) – Rimini, 10 mag. – In 80.000 a Rimini per il 63° raduno nazionale dei bersaglieri. In 80.000 tra giovani, vecchi, reduci della 2° Guerra mondiale, bambini e fanfare per un festoso raduno dell’Associazione Nazionale Bersaglieri. Era presente anche una rappresentanza di bersaglieri in servizio, una compagnia dell’11° reggimento bersaglieri di Orcenico che ha sfilato con la fanfara e la bandiera di guerra. Presenti il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale Danilo Errico, e il sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi, oltre al presidente dell’Associazione Nazionale Bersaglieri, generale Marcello Cataldi, e i sindaci di Rimini e di Palermo, la citta’ che ospitera’ il raduno nazionale del 2016. Rimini era invasa dai cappelli piumati gia’ da venerdi’ e ieri sera in tutte le piazze della citta’ romagnola si sono tenuti concerti delle fanfare delle tante sezioni dei bersaglieri presenti in tutte le regioni italiane, le stesse fanfare che stamane hanno continuamente accompagnato lo sfilamento delle Fiamme Cremisi per le vie di Rimini. Un plauso unanime e’ andato al Comitato organizzatore dell’evento per lo sforzo che ha permesso il pieno successo della manifestazione. Il presidente dell’ANB, Cataldi, ha ricordato quanto sia importante trasmette valori ai giovani, valori che fanno parte del dna dei bersaglieri, che interpreti principali della storia del Risorgimento italiano sono tutt’oggi impiegati in tutte le missioni internazionali a cui l’Esercito partecipa e che operano anche sul territorio nazionale a fianco delle forze dell’ordine, non ultimi quelli che fanno parte del contingente di 1800 soldati dell’Esercito che assicurano la sicurezza dell’EXPO a Milano. A sua volta il capo di Stato Maggiore dell’Esercito ha sottolineato come i bersaglieri sin dal 1858, anno dell’inondazione di Savona, contribuiscano con il loro intervento a tutte le emergenze del Paese e “continuano ancora oggi a distinguersi per umanita’, audacia, dedizione e spirito di sacrificio, risultando essere tra i soldati dell’Esercito piu’ amati dagli italiani”. I bersaglieri sono un corpo dell’Esercito nato come fanteria celere d’elite fondato il 18 giugno 1836 dal generale Alessandro La Marmora, e da allora hanno partecipato a tutte le operazioni della forza armata sia nelle missioni internazionali (attualmente sono in Afghanistan, Libano, Kosovo, Somalia e Gibuti solo per citare le principali aree operative) sia a tutte le emergenze di protezione civile e di concorso alle forze di polizia in Italia. L’Associazione Nazionale Bersaglieri con i suoi volontari – sono ex militari che hanno militato nei reparti bersaglieri – opera nella Protezione civile nazionale alla quale contribuisce attualmente con 12 squadre pronte ad essere impiegate e per iniziative di solidarieta’ si distingue in tutti i Comuni ove e’ presente una sezione. Al termine della cerimonia di oggi si e’ quindi celebrato il passaggio della cosiddetta ‘stecca’ tra Rimini e Palermo, guadando gia’ al raduno nazionale del 2016. (AGI)

(AGI) – Pesaro, 10 mag. – “La scuola in mano ai sindacati funziona? Io credo di no”. Cosi’ il ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi, parlando della scuola e delle proteste che si sono svolte in tutta Italia la scorsa settimana. “Tra coloro che protestano per la scuola c’e’ l’idea di lasciare tutto cosi’ – ha sottolineato – io, invece, sono per cambiare insieme”.

“Non ricordo una riforma senza uno sciopero dei sindacati” ha osservato Boschi che ha ribadito l’apertura dell’esecutivo: “Ogni riforma non e’ perfetta – ha spiegato – e il governo ha sempre manifestato la disponibilita’ a delle modifiche. Il testo e’ gia’ cambiato in commissione e, probabilmente, cambiera’ ancora nei futuri passaggi al Senato”. “Quello che non e’ accettabile pero’ – ha concluso il ministro – e’ che sia meglio lasciare tutto cosi’: cambiamo insieme la scuola, ma cambiamola”.

Secondo il ministro, ospite a Pesaro di un dibattito elettorale a sostegno della candidatura a presidente delle Marche del democrat Luca Ceriscioli,le riforme “non le faranno ne’ Salvini, ne’ Grillo”, ma “tocca noi”.Molto dura la reazione del del capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta. “Povera Boschi… Troppo potere per chi ha letto e studiato poco come lei, che e’ stata tra l’altro eletta in Parlamento grazie a quei 130 seggi in piu’ al Pd, dichiarati poi incostituzionali”.

Cosi’ Brunetta ha risposto alle parole del ministro per le Riforme Istituzionali Maria Elena Boschi su Silvio Berlusconi che, nella battuta del ministro, avrebbe esperienze in dittatura. “Ricordo al ministro Boschi, che Berlusconi ha vinto le lezioni con il 48%. Non parlo solo io della deriva autoritaria di Renzi – ha aggiunto Brunetta – sono solo questi ragazzotti di provincia del giglio magico che si ostinano a insultare gli avversari. Vogliono rottamare anche l’opposizione. Chi fa cosi’ normalmente? Le dittature, che fanno prima fuori i propri membri e poi fanno fuori le opposizioni. Noi – ha concluso Brunetta – ci battiamo attraverso la lotta democratica”. (AGI)

(AGI) – Roma, 10 mag. – Un uomo di 30 anni si trova negli uffici della Questura di Roma, sospettato di essere l’autore della violenza sessuale e della rapina avvenuta venerdi’ mattina ai danni di una tassista di 43 anni in via Pescina Gagliarda. Il trentenne, un romano, e’ stato portato negli uffici della Squadra mobile della Capitale diretta da Luigi Silipo. A suoi carico, al momento, si sottolinea in ambienti investigativi, non ci sono provvedimenti di fermo o di arresto ma ci sarebbero forti indizi sulla sua responsabilita’. Ieri gli investigatori avevano diffuso un ident�kit dell’uomo, ricercato in base al racconto fatto dalla vittima dello stupro, che si trovava alla guida del suo taxi ed aveva accompagnato un cliente fatto salire davanti ad un albergo di via Aurelia. (AGI)