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(AGI) – Il Cairo, 8 giu. – Il ramo egiziano dell’Isis ha diffuso un video in cui si vedono miliziani jihadisti uccidere un uomo, accusandolo di essere una “spia”. Prima di essere ucciso, l’uomo ‘confessa’, guardando la telecamera, che i servizi segreti lo avevano incaricato di infiltrarsi tra i terroristi del Sinai e raccogliere informazioni su di lore. I jihadisti hanno ucciso decine di poliziotti e soldati nei diversi attacchi nella penisola del Sinai da quando, nel giugno 2013, e’ stato deposto il presidente islamista, Mohamed Morsi. .

(AGI) – Roma, 8 giu. – Toni inflessibili del G7 con Mosca. Al castello di Elmau, in Baviera, nell’appuntamento annuale (il secondo consecutivo con la Russia fuori dal forum), i 7 ‘grandi del mondo’ hanno alzato la voce contro la Russia oltre a prendere un impegno stringente contro il cambiamento climatico.

I leader di Usa, Germania, Regno Unito, Francia, Giappone e Canada oltreche’ Italia, hanno condannato l’intervento di Mosca in Ucraina e annunciato che potrebbero aumentare le sanzioni contro Mosca se la violenza in Ucraina aumentera’.

I toni piu’ forti li ha avuti il presidente, Barack Obama: “Deve prendere una decisione”, ha detto rivolto al capo del Cremlino, Vladimir Putin. “Se continuare a distruggere l’economia del suo Paese e isolare la Russia nel rincorrere il desiderio sbagliato di ricreare le glorie dell’impero sovietico, o riconoscere che la grandezza della Russia non dipende dalla violazione dell’integrita’ territoriale e sovranita’ degli altri Paesi”.

Immediata la reazione da Mosca: il ministero degli Esteri ha fatto sapere che “la Russia si riserva il diritto di attuare i passi necessari per proteggere la propria sicurezza e difendere gli interessi nazionali”. Quanto al mancato invito al capo del Cremlino, il portavoce Dmitry Peskov ha fatto sapere che “il presidente russo e’ interessato alla partecipazioni ad altri formati, al momento molto piu’ efficaci, che riflettono i reali equilibri nello spazio economico globale”. Uno e’ il gruppo dei 20, ha aggiunto Peskov. “E’ ovvio che sette o otto persone non possono discutere efficacemente dei problemi globali”. (AGI)

(AGI) – Roma, 8 giu. – Tutti contro tutti. Mentre sulle coste meridionali continuano gli sbarchi, sale la temperatura dello scontro politico sull’immigrazione.

Ieri la presa di posizione del governatore della Lombardia, Roberto Maroni, deciso a ridurre i fondi ai sindaci della sua regione disposti ad accogliere i profughi; oggi, dalla Germania, sede del G7, la replica del premier. “Facile buttarla in una polemica tra i partiti che non ha senso e che non interessa ai cittadini”, ha tagliato corto Renzi richiamando i governatori del centrodestra a “recuperare il buon senso”: la querelle “e’ comprensibile solo per chi non ricorda cosa e’ successo in questi anni. La decisione di dividere nelle regioni i migranti che arrivano in Italia fu presa dal ministro Maroni. Salvo poi svegliarsi e dire che non funziona”. “Altro che sanzioni – ha continuato il presidente del Consiglio – i comuni che accolgono i migranti andrebbero premiati“. E ancora: “Non siamo in presenza di una situazione da descrivere con toni apocalittici perche’ il sistema sta dimostrando di saper reagire. Chi parla di immigrazione con toni apocalittici lo fa per non guardare ai risultati economici. E’ il business della paura”.

Secca la replica anche del ministro dell’Interno, Angelino Alfano, che stamattina al Viminale ha incontrato il commissario Ue all’immigrazione, Dimitris Avramopoulos (che ha garantito che “l’Italia non sara’ lasciata sola” a fronteggiare l’emergenza). Per il titolare del Viminale, la posizione di Maroni e degli altri governatori e’ “un atteggiamento di odio insopportabile verso il Sud. Riteniamo profondamente ingiusto, nei confronti di quelle regioni che hanno aiutato lo Stato a fronteggiare questa emergenza, che ora si dica con atteggiamento egoista ‘noi no, se la sbrighino da se’. Chiediamo un’equa distribuzione degli immigrati in Italia come la chiediamo in Europa”. E da Alfano un’altra ‘bacchettata’ al predecessore: “credo che tutti debbano appropriarsi della propria biografia, senza sbianchettarne le pagine: chi e’ stato ministro dell’Interno deve conservare il senso della propria missione istituzionale anche se ne riveste un’altra. La Lega? Ha retto il Viminale a lungo e se voleva cancellare prefetture e prefetti aveva piu’ di mille giorni per farlo, ma non l’ha fatto”.

Per adesso, pero’, il fronte del no resta compatto: “Faro’ quello che ho detto – ha spiegato Maroni, alludendo al taglio dei trasferimenti ai comuni – io non faccio proclami o annunci”. E le obiezioni dei costituzionalisti sulla legittimita’ dell’iniziativa? “Non si preoccupino”. “Siamo pronti a bloccare le prefetture e a presidiare ogni struttura nella quale si vorrebbero alloggiare nuovi clandestini”, ha promesso Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato, confermando “incondizionato appoggio ai presidenti di Lombardia, Veneto e Liguria. Non possiamo accogliere tutta l’Africa in Italia, basterebbe un po’ di buonsenso per capirlo”.

“Siamo pronti a occupare le prefetture che vogliono requisire spazi per ospitare gli immigrati”, ha rilanciato il leader della Lega, Matteo Salvini. Renzi? “Ha guidato l’Europa per sei mesi e non ha fatto nulla. Non puo’ dire ora che l’Europa non fa… Spero che la parabola del chiacchierone stia velocemente declinando”.

E da Venezia il candidato sindaco Felice Casson dice “Sulla proposta del ministro Alfano il comune di Venezia, ha gia’ dato tanto. Meta’ dei richiedenti asilo e rifugiati della provincia di Venezia e’ domiciliato nel comune stesso. E la provincia di Venezia, con circa un quarto dei permessi di soggiorno per protezione, e’ la provincia con maggiori presenze di rifugiati nel Veneto”. “Non si possono accettare imposizioni ne’ dalla regione ne’ dal ministero dell’Interno – dice Casson -, ogni modifica va discussa e trattata per la parte che ci riguarda con il Comune di Venezia, in quanto non e’ piu’ possibile inserire a caso persone provenienti dall’estero in un territorio urbano delicato e gia’ compromesso”.

Un severo richiamo arriva dalla fondazione Migrantes: “la chiusura di alcune regioni del Nord all’accoglienza di persone salvate nel Mediterraneo rappresenta un segnale negativo ed una negativa indicazione di credibilita’ dell’Italia”. Tutto questo in presenza di uno scandalo come “Mafia capitale” che mette in risalto “la mancata credibilita’ della forma di gestione delle strutture di accoglienza dei rifugiati”. (AGI)

(AGI) – Roma, 8 giu. – “Abbiamo il governo di 17 Regioni su 20, difficile far capire all’estero che si pensa di aver perso…” Cosi’ il premier Matteo Renzi, parlando alla direzione Pd sulle elezioni regionali. “Ora tutto il Sud e’ nelle nostre mani”. “Vogliamo mantenere le primarie o scegliamo un altro meccanismo? Facciamolo, ma dobbiamo deciderlo. Se pero’ scegliamo le primarie poi le dobbiamo rispettare. Nessuna delle sette candidature proveniva dalla mia esperienza, si e’ fatta una scelta libera, la segreteria e’ rimasta estranea, ma il voto delle primarie il giorno dopo si rispetta, quando si fanno le primarie e si perdono non si scappa con il pallone”. Cosi’ il leader Pd Matteo Renzi, aprendo i lavori della direzione Pd. (AGI) .

(AGI) – Roma, 8 giu. – “Abbiamo cacciato tutti i cattivi e continueremo a farlo. Li metteremo in prigione”. Lo ha affermato il sindaco di Roma, Ignazio Marino, arrivando alla sede del Partito Democratico per partecipare alla direzione. “Stiamo facendo pulizia in questa citta’ – ha aggiunto conversando con i cronisti – dove anche alcuni di voi per tanti anni hanno un po’ sonnecchiato e non si sono accorti di nulla”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 8 giu. – Toni inflessibili del G7 con Mosca. Al castello di Elmau, in Baviera, nell’appuntamento annuale (il secondo consecutivo con la Russia fuori dal forum), i 7 ‘grandi del mondo’ hanno alzato la voce contro la Russia oltre a prendere un impegno stringente contro il cambiamento climatico. I leader di Usa, Germania, Regno Unito, Francia, Giappone e Canada oltreche’ Italia, hanno condannato l’intervento di Mosca in Ucraina e annunciato che potrebbero aumentare le sanzioni contro MOsca se la violenza in Ucraina aumentera’. I toni piu’ forti li ha avuti il presidente, Barack Obama: “Deve prendere una decisione”, ha detto rivolto al capo del Cremlino, Vladimir Putin. “Se continuare a distruggere l’economia del suo Paese e isolare la Russia nel rincorrere il desiderio sbagliato di ricreare le glorie dell’impero sovietico, o riconoscere che la grandezza della Russia non dipende dalla violazione dell’integrita’ territoriale e sovranita’ degli altri Paesi”. Immediata la reazione da Mosca: il ministero degli Esteri ha fatto sapere che “la Russia si riserva il diritto di attuare i passi necessari per proteggere la propria sicurezza e difendere gli interessi nazionali”. Quanto al mancato invito al capo del Cremlino, il portavoce Dmitry Peskov ha fatto sapere che “il presidente russo e’ interessato alla partecipazioni ad altri formati, al momento molto piu’ efficaci, che riflettono i reali equilibri nello spazio economico globale”. Uno e’ il gruppo dei 20, ha aggiunto Peskov. “E’ ovvio che sette o otto persone non possono discutere efficacemente dei problemi globali”. La dichiarazione finale, molto lunga (19 pagine), ha dedicato poi ampio spazio alla lotto contro il surriscaldamento climatico, in vista del Vertice sul Clima che si terra’ a Parigi a dicembre e che deve trovare un sostituto globale e vincolante dal protocollo di Kyoto, a partire dal 2020. I sette Paesi piu’ industrializzati del pianeta si sono impegnati a misure che impediscano che il surriscaldamento globale superi i due gradi centigradi rispetto ai valori preindustriali, il che li obblighera’ a ridurre sensibilmente nei prossimi decenni le loro emissioni di gas a effetto serra. Su questo punto, come era da attendersi, Giappone, Canada e, in misura minore, gli Stati Uniti, hanno opposto qualche resistenza. Ma alla fine, nonostante il negoziato difficile, tutti hanno appoggiato la meta fissata dalle Nazioni Unite per ridurre le emissioni tra il 40 e il 70% entro il 2050 (base di riferimento i dati del 2010) e si sono impegnati a collocarsi nella fascia alta di questa ‘forchetta’, anche se non sono stati specificati obiettivi concreti a livello nazionale. I ‘grandi’ si sono anche impegnati a raggiungere, entro la fine del secolo, un’economia globale che faccia a meno del carbone per produrre l’energia elettrica. Sullo sfondo c’e’ la conferenza di dicembre a Parigi, che e’ gia’ in preparazione: Merkel ha spiegato che i membri del G7 vogliono “regole vincolanti” per l’accordo sul cambiamento climatico che dovra’ essere chiuso al vertice. Inoltre i sette Paesi piu’ industrializzati hanno dato la disponibilita’ ad aumentare i contributi al Fondo verde del Clima, uno strumento varato nel 2009 per aiutare finanziariamente i Paesi in via sviluppo piu’ colpiti dagli effetti del surriscaldamento globale e che ha gia’ raccolto piu’ di 100 miliardi di dollari. A giudizio della Merkel, gli impegni del G7 spingeranno molti Paesi emergenti ad attuare i propri impegni nazionali di riduzione delle emissioni di CO2 da presentare al Vertice sul Clima di Parigi. I sette Paesi piu’ industrializzati del pianeta contano circa il 10 per cento della popolazione mondiale, ma emettono un quarto delle emissioni globali. Al G7 non siedono ne’ la Cina, che e’ il Paese che inquina di piu’ al mondo, ne’ le altre grandi economie emergenti, India, Russia e Brasi Carbone vincendo le resistenze di Canada e Giappone. (AGI) .

(AGI) – Tehran, 8 giu. – Le autorita’ iraniane hanno arrestato oggi l’ex vicepresidente Hamed Baqaei, in servizio durante la presidenza di Mahmoud Ahmadinejad. Lo riferisce l’agenzia di stampa iraniana “Irna”, citando il portavoce dell’autorita’ giudiziaria Gholam Mohseni Ejei. Al momento non sono ancora chiare le ragioni dell’arresto. L’arresto di Baqaei giunge dopo la condanna a cinque anni di carcere e 300 mila dollari di multa inflitta lo scorso gennaio contro l’altro ex vicepresidente dell’era Ahmadinejad, Mohammad Reza Rahimi, processato sulla base di una serie di denunce di corruzione e atti illeciti da parte di ex funzionari e politici. Secondo gli analisti, gli arresti e le condanne contro i politici del governo dell’ex presidente, rientrano in una campagna contro la corruzione lanciata, non ufficialmente, dall’attuale capo dello stato Hassan Rohani, che in piu’ di un’occasione ha condannato la volonta’ di estirpare tale pratica dalla politica iraniana. .

(AGI) – Roma, 8 giu. – L’ipotesi che si possa commissariare il Comune di Roma per questioni legate a Mafia Capitale e’ “complicata”. Lo ha detto Raffaele Cantone, presidente dell’Autorita’ nazionale anticorruzione, ospite questa sera del programma ‘Otto e mezzo’ su La7. “Conosco bene la normativa sullo scioglimento dei Consigli comunali e posso dire che dal punto di vista giuridico non bastano i reati – ha spiegato il magistrato -, bisogna dimostrare anche che le infiltrazioni abbiano inquinato la macchina amministrativa, che a Roma e’ enorme. Penso che il Prefetto di Roma abbia quindi un compito difficile”. “

Poco meno di un’ora fa ho notificato l’apertura del procedimento per l’iter di commissariamento dell’appalto da 100 milioni alle cooperative coinvolte in Mafia Capitale per la gestione di alcuni servizi al Cara di Mineo“. Lo ha riferito il presidente dell’Autorita’ nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone.“L’appalto del Cara di Mineo ci e’ parso, anche prima dell’inchiesta e di leggere le intercettazioni, che non fosse regolare”, ha detto inoltre Cantone.

“Mafia Capitale? Rispetto la Cassazione che ritiene legittimo e configurabile il reato di associazione mafiosa nel caso dell’inchiesta di Roma. C’e’ da dire che da tempo le mafie usano la corruzione come strumento di pressione piuttosto che l’intimidazione”, ha aggiunto il presidente dell’Authority anticorruzione. (AGI)

(AGI) – San Francisco, 8 giu. – Si chiamera’ ‘El Capitan’ la
nuova versione del sistema operativo per i dispositivi
Macintosh che sara’ in vendita in autunno. Lo ha annunciato
l’ad di Apple, Tim Cook, alla conferenza degli sviluppatori
della casa di Cupertino che, ha sottolineato il manager, “e’ la
piu’ globale di sempre, con partecipanti da 70 paesi”. Cook ha
poi reso noto che il sistema di pagamenti ‘Apple Pay’, dal mese
prossimo disponibile anche nel Regno Unito, a luglio avra’
superato le 2.500 banche e il milione di esercizi che lo
accettano.
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(AGI) – Mosca, 8 giu. – Il presidente russo, Vladimir Putin, preferisce lavorare in format internazionali piu’ efficienti che il Gruppo del G7: parola del suo portavoce, Dmitry Peskov. Il capo ufficio stampa del Cremlino ha reagito cosi’ parlando dell’assenza di Putin al vertice dei ‘grandi della terra’ in Baviera, in Germania. “Quanto alle speculazioni sul fatto se Putin sia stato invitato o meno, o se in futuro sara’ invitato o meno, mi piacerebbe dire ancora una volta -ha osservato- che il presidente russo e’ interessato alla partecipazioni ad altri formati, al momento molto piu’ efficaci, che riflettono i reali equilibri nello spazio economico globale”. Uno di questi formati e’ il gruppo dei 20, ha aggiunto Peskov. “E’ ovvio che sette o otto persone non possono discutere efficacemente dei problemi globali al giorno d’oggi”. .