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Gli agenti della Squadra mobile di Roma ed i colleghi del commissariato Viminale stanno eseguendo un’ordinanza di applicazione di misura cautelare interdittiva a carico di 4 persone dipendenti di Metro Roma e Atac. Le accuse, a vario titolo, sono quelle di frode nelle pubbliche forniture e lesioni personali colpose aggravate. L’indagine è quella della procura di Roma sul grave incidente che causò il ferimento di numerose persone alla fermata della metro Repubblica il 23 ottobre 2018, nonché sulle cause che determinarono il guasto alla scale mobili della fermata metro Barberini il 21 marzo 2019.

L’indagine dei poliziotti della Polizia, coordinata dalla procura di Roma, è partita dopo l’incidente alla fermata della metro Repubblica avvenuto il 23 ottobre 2018. Quel giorno 24 tifosi Cska di Mosca che, arrivati nella Capitale per la partita di Champions League contro i giallorossi, rimasero feriti a causa del cedimento improvviso delle scale mobili. Ma non e l’unico guasto. Il 21 marzo 2019, infatti, hanno ceduto le scale mobili della stazione metro Barberini. Tanta la paura, ma fortunatamente nessun ferito.

Il governatore della California, Gavin Newsom, ha approvato il disegno di legge questo mese e dovrebbe firmarlo dopo che sarà passato al vaglio dell’Assemblea di Stato, per quella che dovrebbe essere una formalità. In base a quanto previsto dalla misura, che entrerà in vigore il 1° gennaio, i lavoratori devono essere designati come dipendenti anziché come appaltatori se una società esercita il controllo su come svolgono i propri compiti o se il loro lavoro fa parte delle normali attività aziendali. I sindacati premono per una legislazione simile a New York, che già lo scorso anno ha approvato un salario minimo per questo tipo di lavoratori, senza però riuscire a riconoscerli come dipendenti.

In California, la legislazione interesserà almeno un milione di lavoratori che oggi sono appaltatori senza accesso a garanzie di base come un’assicurazione salariale minima o assegni di disoccupazione. Tra questi ci sono autisti, corrieri per la consegna di cibo, bidelli, addetti al salone di bellezza, operai edili e proprietari di franchising che ora verranno tutti riclassificati come impiegati.

Ma il passaggio del disegno di legge, che codifica ed estende una sentenza della Corte Suprema della California del 2018, minaccia le società che rappresentano la gig economy come Uber e Lyft. Le aziende che ‘vendono’ corse in auto – insieme a quelle che offrono consegne di cibo, riparazioni a casa e servizi di dog sitting via app – hanno costruito le loro attività su manodopera economica e indipendente.

Uber e Lyft, che contano centinaia di migliaia di autisti in California, hanno affermato che il lavoro a contratto offre molta flessibilità alle persone, mentre l’inquadramento dei conducenti come dipendenti potrebbe distruggere le loro attività.

“Avrà grande eco in tutto il Paese”, ha affermato David Weil, un alto funzionario del Dipartimento del Lavoro durante l’amministrazione Obama e autore di un libro sulla cosiddetta fessurazione del posto di lavoro. Per Weil il disegno di legge potrebbe stabilire un nuovo limite per il rapporto di lavoro. Per i legislatori della California il disegno di legge darebbe nuovo slancio al futuro del lavoro. “Oggi stiamo determinando il futuro dell’economia della California”, ha affermato la senatrice di Stato, la democratica, Maria Elena Durazo.

Uber non ha voluto rilasciare commenti, mentre Lyft ha dichiarato di essere rimasto deluso. “Oggi, la leadership politica del nostro stato ha perso un’importante opportunità per supportare la stragrande maggioranza dei conducenti di rideshare che desiderano una soluzione ponderata in grado di bilanciare la flessibilità con guadagni e benefici”, ha dichiarato Adrian Durbin, portavoce dell’azienda. Quanto ai conducenti, la maggior parte ha accolto con favore la normativa, ma c’è anche chi si è opposto temendo che sarà difficile difendere la propria flessibilità.

Una foto di Roberto Speranza, neo ministro della Salute, di spalle mentre accompagna per mano i due figli a scuola, con tanto di citazione di Jovanotti “E’ per te la campanella a scuola. E’ per te ogni cosa che c’è…”, è sufficiente per scatenare la consueta ridda di commenti “no vax” sulla sua bacheca.

Sotto al post pubblicato dal ministro questa mattina, oltre a svariati commenti di auguri e di apprezzamento, sono diversi gli interventi di altro tenore, conditi dai soliti punti esclamativi e lettere maiuscole: “Sarebbe bellissimo che tutti i genitori potessero provare l’emozione del primo giorno di scuola… purtroppo grazie alle 119/17 i bimbi vengono esclusi senza pensare minimamente ciò che questo provoca…”, scrive Veronica. “Buon anno scolastico ai suoi figli!! MA SI RICORDI CHE TUTTI DEVONO AVERE IL DIRITTO DI ANDARE A SCUOLA!! NESSUNO ESCLUSO!!”, commenta Marika. E ancora, Maria: “E’ un’emozione portare i bimbi a scuola. Scuola aperta a TUTTI! vaccinati, poco vaccinati, non vaccinati, TUTTI!”.

Sara fa un discorso piuù articolato: “Buon fine anno scolastico a tutti bambini che non hanno potuto frequentare la scuola grazie al decreto lorenzin… Perché non segnalare questi bimbi con una stella gialla come si faceva in passato? “Tu non puoi entrare” libertà di scelta sé c’è rischio non ci può essere obbligo… le vaccinazione sono importanti, bisogna fare una campagna informativa…però bisogna essere Liberi di poter scegliere!!!!”. Mentre Lorella va dritta al punto: “La campanella lei forse non lo sa. E’ STATO IN ITALIA IN QUESTI ULTIMI 2 ANNI?…PERCHE’ LA CAMPANELLA NON SUONA X TUTTI..SI ATTIVI ALLORA E VEDA COSA C’E’ SOTTO QUESTA LEGGE…”.

Ulteriore conferma che il tema vaccini, come per il suo predecessore Giulia Grillo, sarà un banco di prova impegnativo per Speranza. Attualmente è rimasta in vigore la legge Lorenzin, che prescrive dieci vaccini obbligatori pena la non iscrizione all’asilo nido e multe per i genitori dei bambini più grandi, mentre è rimasto congelato in commissione Sanità del Senato, dopo l’estate di crisi di governo, il provvedimento che introdurrebbe il cosiddetto “obbligo flessibile”, cioè da modulare in base ai dati epidemiologici, criticato però da numerose realtà del mondo medico-scientifico secondo cui, in poche parole, sarebbe come introdurre l’obbligo di cinture di sicurezza dopo aver fatto l’incidente.

Enermax, nota azienda per alimentatori e dissipatori, ha esteso la linea di dissipatori a liquido ARGB AQUAFUSION con nuove varianti di colore bianco da 120 mm e 240mm.

La pompa è in grado di isolare il calore generato dalla CPU dalla pompa, in tal modo da prolungare la longevità.  I nuovi AIO dell’azienda taiwanese possono dissipare fino a 300W di calore nella versione da 120 mm e fino a 360W di calore in quella da 240 mm, cio è possibile anche grazie alla tecnologia Shunt-Channel (in grado di iniettare il liquido refrigerante nel punto più caldo della CPU).

ARGB AQUAFUSION

Di certo non manca l’illuminazione LED RGB, personalizzabile in due modi diversi. Il primo metodo consiste nel modificare l’illuminazione LED RGB tramite software  (se le schede madri sono corredate di connettori ARGB a 5V); il secondo permette di scegliere fra 10 effetti RGB preimpostati.

ARGB AQUAFUSION è compatibile sui seguenti socket: Intel (LGA2066 / 2011-3 / 2011/1366/1156/1155/1151/1150) e AMD® (AM4 / AM3 + / AM3 / AM2 + / AM2 / FM2 + / FM2 / FM1).

ARGB AQUAFUSION

I nuovi AIO di Enermax saranno disponibili da metà settembre, riguardo il prezzo non vi sono informazioni ufficiali, ma molto probabilmente seguirà le orme della variante nera di ARGB AQUAFUSION.

L’articolo Enermax annuncia ARGB AQUAFUSION versione bianca proviene da GameSource.

“La tutela dei beni comuni è un valore essenziale, che dobbiamo adoperarci per presidiare a tutti i livelli. Intendiamo approvare in tempi celeri una legge sull’acqua pubblica, completando l’iter legislativo in corso”. E’ quanto ha affermato il premier Giuseppe Conte nel suo discorso sulla fiducia alla Camera parlando di uno dei’cavalli di battaglia’ della prima ora del M5S, della “prima stella” come la definisce Federica Daga la promotrice del provvedimento. In realtà la battaglia per l’acqua pubblica è in fase di stallo, la proposta è ferma, ufficialmente in attesa dei pareri dei ministeri ma di fatto bloccata dalla contrarietà della Lega. Uno di quei casi, hanno denunciato la stessa Daga e altri parlamentari grillini, in cui sono stati proprio i no della Lega a bloccare l’iter di provvedimenti avviati all’approvazione. “La lega ha avallato la richiesta delle opposizioni” di chiedere una relazione tecnica e rallentare l’iter della legge, ha detto Daga in un’intervista lo scorso giugno.

L’acqua pubblica era anche uno dei principali punti (il secondo) del contratto del precedente governo Lega-M5s, rispecchiando, nella gerarchia, la vittoria grillina e le forze in campo alle elezioni del 4 marzo 2018.    

“È necessario investire – era scritto nel contratto Lega-M5s – sul servizio idrico integrato di natura pubblica applicando la volontà popolare espressa nel referendum del 2011, con particolare riferimento alla ristrutturazione della rete idrica, garantendo la qualità dell’acqua, le esigenze e la salute di ogni cittadino, anche attraverso la costituzione di società di servizi a livello locale per la gestione pubblica dell’acqua. La più grande opera utile è restituire ai cittadini una rete di infrastrutture idriche degne di questo nome. È necessario dunque rinnovare la rete idrica dove serve, bonificare le tubazioni dalla presenza di amianto e piombo, portare le perdite al minimo in modo da garantire acqua pulita e di qualità in tutti i comuni italiani”.     

La proposta di legge “Disposizioni in materia di gestione pubblica e partecipativa del ciclo integrale delle acque”, ispirata alla iniziativa popolare formulata nel 2007 dai Movimenti per l’Acqua, su cui furono raccolte oltre 400.000 firme. Da lì scaturì il referendum del 2011 a seguito del quale il 54% degli elettori (27 milioni di italiani) si schierò contro la privatizzazione.

Quelli contrari al provvedimento

Una volta approvato il ddl, l’acqua uscirà nuovamente dalle logiche di mercato, con la decadenza delle attuali concessioni e la fissazione di tariffe da parte del ministero dell’Ambiente. Contro la legge, fortemente sostenuta dal presidente della Camera Roberto Fico, c’è un vasto fronte del no. In primis gli alleati (di allora) della Lega non sono mai stati convintissimi della bontà del provvedimento tanto da presentare 250 emendamenti. Ci sono poi i sindacati preoccupati per “il futuro di 70.000 posti di lavoro” e “un blocco agli investimenti di 2,5 miliardi”, gli amministratori del Nord che rivendicano esperienze positive, fino ai gestori del ciclo idrico integrato che citano stime elaborate da centri di ricerca sui costi che avrebbe la riforma per le casse dello Stato. Fortemente contrari anche gli Ato (Ambiti territoriali ottimali formati dagli enti locali) e la maggior parte dei gestori.

Cosa pervede e quanto costa l’acqua pubblica

Il provvedimento vuole impedire che chi gestisca l’acqua abbia dei profitti, che gestione ed erogazione del servizio non possano essere separate e siano affidate a enti di diritto pubblico. Secondo Daga “per 45 milioni di cittadini la gestione è in mano a enti di diritto privato, ovvero società per azioni” mentre 15 milioni godrebbero di costi più bassi con l’acqua gestita da enti pubblici.

Secondo uno studio realizzato da Oxera, per sostenere il servizio idrico in assenza di tariffa, si dovrà far leva sulla fiscalità generale e si potrebbe arrivare, almeno nel primo anno, a un costo di 22,5 miliardi (15 miliardi iniziali una tantum e 6-7 miliardi all’anno). Per il centro studi Ref Ricerche la nuova riforma farebbe sborsare allo Stato, solo come costi una tantum, 10,6 miliardi per il rimborso dei finanziamenti dei gestori e 4-5 miliardi per l’indennizzo ai gestori estromessi. Da sottolineare che queste cifre sono contestate dal Forum dell’Acqua secondo cui, al contrario, eliminando gli utili e i “costi non quantificati correttamente”, la tariffa idrica potrebbe coprire tutti i costi della gestione e degli investimenti e portare a una riduzione delle tariffe, vale a dire del costo della bolletta, del 25-30%.

CONTE APRE LA PARTITA CON L’EUROPA: A BRUXELLES PER TRATTARE CON VON DER LEYEN
Dopo aver incassato la doppia fiducia alle Camere, il premier avvia la trattativa con la presidente della Commissione Ue: sul tavolo legge di Bilancio e migranti. Vedrà anche Juncker, Tusk e Sassoli.

MAGGIORANZA GIALLOROSSA AL LAVORO SU VICEMINISTRI E SOTTOSEGRETARI
Attesa la lista per completare la squadra di governo.

LO SPREAD APRE IN LIEVE CALO, BORSE IN RIALZO
Differenziale Btp-Bund a 155 punti, tasso del decennale a 1,003%. Milano +0,57% in apertura. I mercati attendono le decisioni di domani della Bce.

TEST ELETTORALE A FAVORE DI TRUMP: AI REPUBBLICANI DUE SEGGI IN CAROLINA DEL NORD
Il presidente esulta: “Grande notte, complimenti a tutti”. All’interno del Congresso non cambiano gli equilibri: la maggioranza resta ai dem.

RUSSIA: L’USCITA DI BOLTON NON MIGLIORA LE RELAZIONI CON GLI USA
Iran all’attacco: la sua uscita dimostra il fallimento della strategia Usa. L’ex consigliere per la Sicurezza pubblica la lettera di dimissioni per dimostrare che non è stato mandato via dal presidente ma ha deciso autonomamente di lasciare.

DAZI: SEGNALI DISTENSIVI DALLA CINA, ESCLUSI 16 PRODOTTI USA
Fuori dall’elenco farmaci antitumorali e pesticidi.

ISRAELE COLPISCE 15 OBIETTIVI HAMAS A GAZA
La decisione dopo che ieri sera il lancio di due razzi aveva costretto il premier Netanyahu a scappare da un comizio.

BREXIT: GLI STUDENTI STRANIERI POTRANNO RESTARE DUE ANNI DOPO LA LAUREA
Modificata la norma del governo May che concedeva solo quattro mesi.

IRAN: ARRESTATI TRE CITTADINI AUSTRALIANI
Si tratta di una blogger con il fidanzato e di una docente universitaria.

COPPIA DI PINGUINI GAY ALLEVERÀ IL PRIMO PULCINO SENZA IDENTITÀ DI GENERE
L’esperimento nell’acquario di Londra Sea Side.

Continua ad aumentare la tassa rifiuti per cittadini e imprese: nel 2018 è arrivata complessivamente a 9,5 miliardi di euro con un incremento, dal 2010, del 76% (+4,1 miliardi di euro). Il dato emerge dal secondo monitoraggio dell’Osservatorio tasse locali di Confcommercio, secondo cui lo scostamento dai fabbisogni standard è una delle principali cause dell’aumento dei costi di gestione dei rifiuti: in Piemonte, Basilicata e Calabria gli scostamenti maggiori, mentre Toscana e Abruzzo sono le regioni più virtuose.

Per quanto riguarda la Tari pro-capite la più elevata si registra nel Lazio (261 euro), mentre la la più bassa è in Molise (130 euro). A fronte di costi sempre più alti, denuncia ancora Confcommercio, calano livello e quantità dei servizi offerti dalle amministrazioni locali: solo 5 Regioni (Emilia Romagna, Lombardia, Marche, Piemonte e Veneto) si collocano sopra il livello di sufficienza. Nonostante ciò, a quasi tutte le categorie merceologiche si continuano ad applicare coefficienti tariffari in crescita.

Tra le attività che pagano di più, ortofrutta, fiorai e pescherie (24,3 euro al mq.); i maggiori aumenti per discoteche, ristoranti, negozi di abbigliamento, librerie. Alla luce di questi risultati, Confcommercio “auspica che la nuova Arera, Autorità dell’energia elettrica e del gas che ha assorbito le competenze di regolazione e controllo sul ciclo dei rifiuti urbani, possa intraprendere un dialogo costruttivo con gli operatori e le associazioni imprenditoriali per avviare una riforma complessiva della fiscalità locale legata alla gestione dei rifiuti”.

Jack Ma ha lasciato ufficialmente la guida di Alibaba, nel giorno del ventesimo compleanno del gruppo da lui fondato nel 1999, e diventato un colosso dell’e-commerce da 462 miliardi di dollari di valore di mercato, con oltre centomila dipendenti e ramificazioni nei servizi finanziari, nel cloud computing e nell’intelligenza artificiale.

Il timone del gruppo passa al Ceo, Daniel Zhang Yong, designato alla successione dallo stesso Ma, quando annunciò il ritiro. “La sua mente analitica è senza paragoni” disse di lui lo scorso anno, “tiene a cuore la nostra missione e visione, affronta le responsabilitàcon passione, e ha il fegato di innovare e mettere alla prova modelli creativi di business”.

WATCH: Alibaba Group CEO Daniel Zhang, who is taking over as the executive chairman, encourages and thanks company staff at the Alibaba 20th anniversary party. pic.twitter.com/IujzUaQPQI

— Alibaba Group (@AlibabaGroup)
September 10, 2019

Il nome di Jack Ma – 55 anni oggi – non scomparirà completamente dalla galassia Alibaba: il fondatore rimarrà, almeno fino al 2020, nel board of directors, mentre manterrà senza scadenza il suo posto tra i 38 membri della Alibaba Partnership, l’altro organo di governo del gruppo da lui fondato.

“Alibaba è solo uno dei miei molti sogni”, ha dichiarato Jack Ma alla festa per i venti anni dell’azienda, citato dal South China Morning Post, oggi di proprietà del gruppo. “Mi sento ancora giovane, ci sono molti posti che voglio visitare, sfide da affrontare. Dopo stanotte comincerò un nuovo capitolo della mia vita”.

WATCH: Snippets of Jack Ma’s speech at Alibaba’s 20th Anniversary Party. pic.twitter.com/AjLdpjA0ZK

— Alibaba Group (@AlibabaGroup)
September 10, 2019

Un capitolo dedicato, come da lui stesso preannunciato, a progetti filantropici, in particolare nell’educazione e della povertà nelle aree rurali, due campi in cui, forse non a caso, e’ impegnato anche il governo cinese. Quello che si celebra oggi, ha detto di fronte ai 60 mila invitati all’Olympic and International Expo Centre di Hangzhou, nella Cina orientale, “non riguarda la scelta di una persona, ma il successo di un sistema”. 

FIDUCIA A CONTE: DI MAIO “CON I FATTI OTTERREMO QUELLA DEGLI ITALIANI”, DUELLO IN AULA CON SALVINI
Via libera anche dal Senato con 169 si’ e 133 no, 5 gli astenuti. Il premier contestato dai leghisti: “Traditore, Bibbiano”. Il leader del Carroccio: “Inchiodato alla poltrona come le vecchie mummie della Prima Repubblica”. La replica: “Arroganza da chi chiedeva i pieni poteri”

GENTILONI AGLI AFFARI ECONOMICI UE: “SERVONO POLITICHE DI BILANCIO ESPANSIVE”
Ursula von der Leyen svela la squadra della Commissione, per la prima volta un italiano avrà il delicato incarico. L’ex premier: “L’Italia non stia a borbottare contro l’Europa ma abbia un ruolo di primo piano”. Il Mef smentisce le voci su presunti obiettivi di deficit: non hanno alcun riscontro.

IL PAPA: NON HO PAURA DI UNO SCISMA NELLA CHIESA
Francesco torna sulle critiche al suo Pontificato: pillole di arsenico che ti pugnalano da dietro. E sulla xenofobia: e’ una malattia umana, chi costruisce muri rimane da solo.

ZINGARETTI: OCEAN VIKING DEVE SBARCARE SENZA SE E SENZA MA
A bordo della nave 84 sopravvissuti. Il segretario Pd torna sul programma economico del governo: ridiamo una scossa abbassando le tasse sui salari medio bassi, flat tax e’ una follia, non metteremo la patrimoniale.

TRUMP LICENZIA IL ‘FALCO’ BOLTON, “FORTE DISACCORDO”
Il consigliere per la Sicurezza nazionale, falco della politica estera Usa: “Sono stato io a lasciare”. Il presidente pronto a incontrare l’iraniano “senza precondizioni”.

BREXIT, VON DER LEYEN APRE A UN’ALTRA PROROGA
Nuovo no della Camera dei Comuni a elezioni-lampo. BoJo: un oltraggio al popolo.

FUKUSHIMA: “L’ACQUA RADIOATTIVA SARÀ SCARICATA NEL PACIFICO”
L’annuncio del ministro dell’ambiente giapponese. La rabbia di residenti e pescatori della zona.

MOODY’S CONFERMA IL RATING DELL’ITALIA E PLAUDE AL CONTE-BIS: “PORTA STABILITÀ”
L’agenzia mantiene il Baa3: “Pesa l’alto debito”. 

ALITALIA: VERSO UNA NUOVA PROROGA SU PIANO INDUSTRIALE E GOVERNANCE
Il termine del 15 settembre slittera’ a fine mese o meta’ ottobre.

APPLE SVELA I NUOVI PRODOTTI: IPHONE ECONOMICO E TV IN STREAMING
Il gruppo di Cupertino rinnova lo ‘store’: presentazione spettacolare di Cook. Si amplia la sezione ‘gaming’ con Arcade

È MORTO STEFANO DELLE CHIAIE, L’IDEOLOGO NEOFASCISTA CHE FONDÒ AVANGUARDIA NAZIONALE
Aveva 83 anni. Dopo 17 anni di latitanza, fu processato e assolto per le stragi di Bologna e di Piazza Fontana. 

Google mette al bando le pubblicità di cure mediche “non approvate o sperimentali”, comprese la maggior parte delle terapie geniche o con cellule staminali. “Alcuni contenuti relativi all’assistenza sanitaria non potranno essere visualizzati negli annunci in alcun modo, mentre altri potranno essere promossi solo se l’inserzionista ha la certificazione Google pertinente e indirizza i propri annunci solo verso i Paesi ammessi”, spiega Google nella sua nuova linea guida pubblicata.

La società – prosegue la controllata di Alphabet – è regolata da norme pubblicitarie in materia di assistenza sanitaria e medicinali, pertanto garantisce che le pubblicità che compaiono sul suo sito Web “debbano essere conformi alla legge e agli standard di settore corrispondenti”. “Prendiamo molto sul serio le violazioni di questa politica (ad esempio, attività criminali o pubblicità ingannevoli) e le consideriamo gravi, poiché rappresentano un rischio per la sicurezza dei nostri utenti o delle loro proprietà”, avverte. Per determinare se un inserzionista o un sito web di destinazione viola questa politica, Google potrà esaminare le informazioni provenienti da varie fonti, tra cui annunci, siti, account e altre fonti di terze parti. 

Il gigante di Internet ha preso questa decisione dopo aver notato – spiegano dall’azienda – “un aumento degli attori malintenzionati” cercando di trarre vantaggio dai pazienti offrendo “trattamenti ingannevoli e non dimostrati”. “Questi trattamenti possono portare a esiti pericolosi per la salute e non possono avere spazio sulle nostre piattaforme. Proibiremo la pubblicità di trattamenti che non hanno una base biomedica o scientifica consolidata”.

In alcune pubblicità, le cliniche che usano cellule staminali hanno detto ai pazienti che i loro trattamenti possono aiutarli con malattie come la degenerazione maculare, la sclerosi laterale amiotrofica (Sla), la sclerosi multipla e le malattie polmonari degenerative. Scienziati e associazioni mediche hanno criticato il fatto che queste compagnie intendono approfittare delle speranze di pazienti gravemente malati.