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È una Virginia Raggi inedita quella che si è presentata all'Opera di Roma per la Prima della Damnation de Faust di Hector Berlioz. Le immagini della sindaca, sfolgorante in un abito di Gattinoni, hanno spopolato su giornali e social network, abituati a mise ben più informali.

 

 

   Virginia Raggi alla Prima del Teatro dell’Opera di Roma

Secondo l'ex vice di Obama, Joe Biden, il Cremlino starebbe manovrando per favorire Lega e Movimento Cinque Stelle alle prossime elezioni, ricostruzione che i diretti interessati – come ha ribadito Alessandro Di Battista sulle colonne de La Stampa di oggi – bollano come bufala. L'uomo considerato l'anello di congiunzione tra Lega, M5s e Federazione russa, il deputato del partito di governo Russia Unita, Serghei Zheleznyak, non ha dubbi: da Mosca non c'è e non c'è mai stata alcuna interferenza nelle cose interne italiane orchestrata attraverso campagne di disinformazione e fake news. È pur vero, che con Lega e M5s esiste una sostanziale sintonia di vedute. In particolare, con il Carroccio, con il quale è stato firmato un vero e proprio accordo di collaborazione che prevede contatti e scambi di opinioni continui. In un'intervista all'Agi, Zheleznyak tiene a dire che la storia della presunta manipolazione del web da parte del Cremlino per diffondere disinformazione, finalizzata a sostenere l'ascesa in Italia di Lega Nord e Movimento Cinque Stelle, fa parte di una più ampia "guerra ibrida" sferrata non dalla Russia ma dai suoi "oppositori occidentali", in primis "da parte dell'establishment americano", interessati a "impedire il ripristino di relazioni normali tra Mosca e l'Europa".

"Con Salvini contatti regolari"

Quarantasette anni, vice segretario del Consiglio generale di Russia Unita e membro della Commissione Affari internazionali della Duma di Stato, Zheleznyak è stato inserito nelle blacklist di Usa e Ue dei funzionari russi coinvolti nell'annessione della Crimea nel 2014. È anche l'uomo che, a marzo scorso a Mosca, ha firmato con Matteo Salvini l'accordo politico tra il suo partito e il Carroccio. "Con i partner della Lega – racconta – siamo in contatto in modo regolare e ci scambiamo opinioni sulle questioni che preoccupano i nostri concittadini. Organizziamo riunioni, consultazioni e si sono svolti viaggi in Russia. Di recente, colleghi della Lega hanno visitato Kaliningrad, dove hanno incontrato rappresentanti della business community ed espresso l'intenzione di attrarre imprenditori italiani e contribuire allo sviluppo della regione".

Zheleznyak ribadisce la comunanza di vedute con la Lega di Salvini: "Non nascondiamo che condividiamo la linea dei partiti che conducono una politica nazionale responsabile, che sono pronti al dialogo su base paritaria, nel rispetto reciproco degli interessi nazionali". Per questo, Russia Unita continua a essere "aperta" a una collaborazione anche con il Movimento di Beppe Grillo, "con cui abbiamo avuto incontri, uno scambio costruttivo di posizioni sulle questioni piu' importanti di politica internazionale e della cooperazione bilaterale, ma non abbiamo firmato alcun accordo. Rispettiamo l'attività dei Cinque Stelle e siamo pronti a sviluppare le nostre relazioni nella misura in cui vi sarà interesse da entrambe le parti", sottolinea Zheleznyak, ribadendo che ad oggi "non ha senso" parlare delle prospettive di un accordo con i pentastellati, perché "non vi è una decisione in tal senso da parte degli organi direttivi dei rispettivi partiti". 

"Mai parlato con Grillo. Nessun aiuto al M5S"

Sui sospetti che dalla Russia arrivi sostegno finanziario al M5S, il deputato chiarisce all'Agi: "Non abbiamo diritto di fornire aiuti finanziari ad altri partiti, ma possiamo condividere esperienze, idee e utilizzare questo nel nostro lavoro, poiché molti problemi hanno natura simile, spesso sono di carattere globale e richiedono sforzi congiunti per essere risolti". Zheleznyak, che a marzo 2016 ha incontrato i grillini Manlio Di Stefano e Alessando Di Battista, sostiene di "non aver mai parlato con Beppe Grillo", ma di "conoscere e capirne le posizioni e opinioni sulle questioni chiave". La visita a Washington, il mese scorso, del candidato premier M5S e vice presidente della Camera, Luigi Di Maio – il quale ha ribadito la "fedeltà" agli Usa e si è distanziato da Mosca – non comporta la perdita d'interesse da parte di Russia Unita verso il Movimento. "Non cerchiamo di costruire alleanze politiche contro qualcuno e riteniamo che 'pensare a blocchi' sia una caratteristica del passato. Il mondo è multilaterale e non può essere costruito sul principio di 'chi non è con noi è contro di noi'. Per questo non c'è nulla di illogico o condannabile nel desiderio dei politici italiani di sostenere relazioni costruttive sia con gli Usa, che con la Russia o con qualsiasi alto paese".

"I mutamenti in Europa dipendono dagli elettori"

Zheleznyak ribadisce, poi, che Mosca "per principio non interferisce negli affari interni di altri Paesi e rispetta qualsiasi cambiamento legittimo nella loro vita politica. I processi elettorali che si svolgono in Italia, la lotta tra i partiti per il voto degli elettori, sono diritti sovrani del popolo italiano. La Russia è interessata a che in Italia e in Europa regnino pace e stabilita'". Allo stesso tempo, Zheleznyak ammette che in Russia "si sta analizzando" la situazione in Europa: "Vediamo che, in diversi Paesi, stanno guadagnando forza quelle formazioni politiche, determinate a difendere gli interessi nazionali e a proteggere i valori tradizionali. Il nostro partito, come anche il nostro Paese, è aperto alla collaborazione con tutte le forze costruttive, che sostengono i valori umani universali, il diritto internazionale e che sono pronte al dialogo su base paritaria e alla collaborazione per risolvere i problemi globali, che riguardano tutti i popoli". Attribuire all'ingerenza russa i "mutamenti in corso in Europa" significa, a suo dire, non capire che questi "sono legati ai cambiamenti degli umori e delle preferenze degli elettori, dovuti alla loro insoddisfazione; i politici europei ragionevoli dovrebbero tenerne conto nella loro attivita'".

Il rapporto dell'Atlantic Council (The Kremlin's Trojan Horses 2.0: Russian Influence in Greece, Italy, and Spain), che denuncia l'esistenza di un network russo, operante nei Paesi mediterranei con il fine di condizionarne il dibattito pubblico, è derubricato da Zheleznyak all'"ennesimo rapporto, pubblicato da strutture finanziate dagli Usa, con l'unico obiettivo di impedire il ripristino di relazioni normali tra la Russia e l'Europa". A suo dire, "l'idea che su internet, infrastruttura ancora tecnologicamente e amministrativamente dipendente dal governo e dai servizi segreti Usa, qualche altra forza possa, indisturbata e su vasta scala, influenzare i processi politici ed elettorali in diverse parti del mondo, appare come un'esacerbazione della schizofrenia anti-russa. Il presupposto stesso che delle elezioni dipendano non dalla volontà di milioni di persone, ma da una manciata di hacker è una mancanza di rispetto nei confronti degli elettori e una stupidità politica", aggiunge.

Il caso di RT e il referendum

L'episodio citato più di tutti come dimostrazione della campagna mediatica russa per delegittimare il governo italiano e destabilizzare il Paese risale al 30 ottobre 2016, quando in piena campagna per il referendum costituzionale voluto dall'allora premier Matteo Renzi, l'emittente finanziata dal Cremlino 'Russia Today' ha presentato le immagini di una manifestazione a Roma per il Sì, come una protesta anti-governativa in sostegno del No. L'Italia, secondo le ricostruzioni stampa, ha sollevato proteste attraverso canali ufficiali. "Sia in Russia, che in Italia – dice Zheleznyak – nessuno per legge ha diritto di intromettersi nelle attività della stampa e influenzarne le politiche editoriali. Russia Today tiene alla sua reputazione e, per quanto ne so, verifica in modo attento il materiale pubblicato. Quel giorno c'erano manifestazioni sia a favore, che contro le politiche di Renzi. Russia Today, nel giro di un'ora e ancora mentre l'evento era in corso, ha corretto la didascalia che accompagnava il video. Purtroppo, una tale correttezza nei confronti dell'informazione sulla Russia da parte di una serie di media occidentali, non c'è e registriamo che in una serie di Paesi i nostri media sono presi di mira; la loro colpa sta solo nel fatto che non rientrano nel coro generale della russofobia, condotto da circoli politici violenti a Washington e Bruxelles".

"Tocca ai giornalisti contrastare le fake news"

L'allarme occidentale per le fake news e la disinformazia russa è ribaltato dal parlamentare. "Le fake news – sostiene – sono il prodotto di una guerra ibrida e uno dei metodi di concorrenza sleale, condotta da alcuni paesi contro altri, nello specifico la Russia, attraverso media assoldati e social network". Allo stesso tempo, Zhelesnyak non sembra appoggiare azioni come quella di Facebook che il mese scorso, dopo l'inchiesta della testa americana Buzzfeed​ su un network di siti italiani di notizie dalla forte caratterizzazione "sovranista", capaci di raggiungere un pubblico di circa 25 milioni di persone, ha cancellato buona parte delle fanpage dei siti in questione. "La libertà di parola e il diritto dei cittadini di ricevere informazioni affidabili sono per il nostro Paese tra i valori universali prioritari, che sosterremo sempre. Chi fa ricorso alla pubblicazione di fake news deve innanzitutto essere contrastato dalla comunità giornalistica professionista e dalle istituzioni della società civile, formando criteri per l'affidabilità dell'informazione e il rispetto verso il pubblico".

"Chi parla di hacker non sa nulla di informatica"

Hacker, fabbriche di troll, per il deputato si tratta solo di "accuse infondate e assurde, gonfiate artificialmente e politicizzate. Finora non è mai stata presentata una sola prova dell'interferenza della Russia nelle elezioni di altri Paesi, perché semplicemente queste prove non esistono. Gli articoli del genere 'Le mani del Cremlino' non sono altro che loro stesse fake news". A suo dire, "tutte le dichiarazioni sull'esistenza di fabbriche russe di hacker o troll sono stupidaggini, inventate da persone che non sanno nulla di tecnologia informatica: la particolarità del cyberspazio è che è transfrontaliero e che un criminale può entrare nella rete globale da indirizzi IP che tecnicamente fanno capo a qualunque luogo della terra. Per questo sarebbe stupido aspettarsi dagli hacker l'utilizzo di indirizzi IP del paese dove si trovano effettivamente". Durante la campagna elettorale per le parlamentari dell'autunno di quest'anno, il sito di Russia Unita è stato attaccato da hacker più di 20.000 volte, "ma di questo non accusiamo nessun altro Stato". Abbiamo più volte offerto a Usa e Ue collaborazione nel campo della cyber security, ma per ora i nostri appelli non hanno avuto risposta. Anzi, l'Occidente e in prima fila gli Usa, hanno iniziato a perseguitare la società russa Kaspersky Lab, che sta sviluppando programmi anti-virus moderni, di livello mondiale. Sembra che per i nostri avversari sia importante non trovare i criminali informatici e garantire una reale sicurezza del cyberspazio, ma inventare qualsiasi scusa per infangare la Russia. Non importa quanto la bugia sia assurda".

"I burocrati hanno rovinato le relazioni con la Ue"

E così succede che sia la Russia, oggi, a temere per interferenze nelle sue di elezioni, quelle che a marzo dovrebbero riconfermare Vladimir Putin leader del Cremlino. "Ci aspettiamo un aumento dell'isteria anti-russa e delle pressioni dei nostri rivali geopolitici. Consideriamo controproducente e pericolosa la guerra ibrida avviata dagli oppositori occidentali della Russia. Certamente proteggeremo il nostro paese e i cittadini da qualsiasi tentativo d'interferenza straniera nella nostra politica". Nella lunga intervista all'Agi, Zhelesnyak non ha esitazioni nel dire che Le relazioni tra Russia e Europa oggi "non possono essere considerate efficaci. Questi rapporti sono stati rovinati per colpa dei funzionari di Bruxelles, abituati a soddisfare la volontà dei vecchi partner da Washington. Non importa quanto alto sia il livello di russofobia degli euroburocrati, in Europa è chiaro che la maggioranza dei cittadini è stanca di questa isteria che danneggia l'economia e le persone.

"Gli Usa accettino un mondo multipolare"

"Secondo i dati dell'Onu, le perdite dell'Occidente dalla sanzioni antirusse in tre anni sono nell'ordine di 100 miliardi di dollari, il doppio delle perdite subite dalla Russia. In Europa la crescita della consapevolezza della mancanza di alternativa al dialogo con la Russia è confermata dalla trasformazioni di politica interna in diversi paesi del continente, e anche dai numerosi incontri bilaterale e multilaterali e delle consultazioni con i politici del più ampio spettro. Siamo pronti a collaborare e su questo con l'Europa abbiamo molte prospettive. Ma la cooperazione implica regole eque, condizioni paritarie e assenza di restrizioni illegittime", conclude Zhelesnyak, "sono convinto che in una cooperazione paritaria e reciprocamene vantaggiosa della Russia con gli Usa, con l'Italia, sia concentrato maggiore potenziale per la sicurezza e la prosperità dei nostri popoli e di tutto il mondo, che non nel nostro scontro. Ma per realizzarla – conclude il deputato di Russia Unita – le autorità americane devono accettare la realtà di un mondo multipolare e smettere di cercare di mostrare alle altre nazioni come vivere. Spero che questo accada presto, perché la trasformazione su vasta scala della civiltà, a cui stiamo assistendo ha un carattere oggettivo". 

Dopo un'ora di audizione i "non ricordo…" dell'ex presidente di Banca Popolare di Vicenza, sotto inchiesta per aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza, diventano talmente tanti che, su richiesta del deputato del Pd Gianni Dal Moro, l'audizione di Gianni Zonin presso la Commissione d'Inchiesta sul sistema bancario viene secretata. "Sono un po' anziano", si giustifica il banchiere con i cronisti al termine della convocazione. In realtà a costringerlo a tenersi abbottonato è l'imminente udienza preliminare, prevista venerdì, del processo che lo vede imputato a Vicenza insieme ad altri sei ex dirigenti della banca. Nel frattempo continuano ad attendere risposta le migliaia di persone che avevano affidato all'istituto i risparmi di una vita, "sicuri di sottoscrivere obbligazioni blindate ma tenuti all'oscuro dei rischi", sottolinea il Corriere. Con l'azzeramento del patrimonio della Popolare, 120 mila azionisti si sono ritrovati senza più nulla in mano. 

"Zonin ha sempre ripetuto di non essere a conoscenza di quello che accadeva, e che all'interno della Popolare di Vicenza esisteva una cupola che per anni lo ha tenuto all'oscuro delle irregolarità", prosegue il quotidiano, "nella memoria difensiva presentata dai suoi legali si legge che Zonin ha condiviso e condivide la situazione dei risparmiatori e dei soci Bpvi che in due anni si sono visti azzerare il valore delle proprie azioni. "Ho perso anche io", è infatti stata la risposta riservata ai cronisti che, prima dell'inizio dell'audizione, gli chiedevano cosa provasse pensando ai risparmiatori truffati.

"Volevamo compare Banca Etruria ma non ho mai conosciuto i Boschi"

"I rapporti con le istituzioni sono sempre stati improntati alla massima trasparenza, era la filosofia del nostro Cda", ha esordito Zonin, che ha negato pressioni da parte di Bankitalia per una fusione con Veneto Banca: "Nessuna pressione da nessuno. Quello che volevamo era creare un grande istituto. Abbiamo capito però che non c'era la volontà dall'altra parte. Resto convinto che l'idea nostra potesse esser buona. Con Veneto Banca c'erano incontri annuali perché il nostro Cda vedeva con interesse e favore una fusione che avrebbe portato l'istituto ad avere oltre 1.000 sportelli mettendo insieme due peculiarità. Una visione che guardava con interesse anche al Veneto. Avere un grande istituto veneto avrebbe portato ricchezza".

Zonin ha confermato che l'istituto aveva studiato la possibilità di acquisire Banca Etruria ma la risposta della banca toscana fu negativa:"Su Etruria c'era la possibilità di acquisirla – ha aggiunto – c'era il vantaggio che saremmo diventati il secondo istituto in Toscana. Siamo arrivati a predisporre un'opa che valutava le azioni dell'istituto da 0,9 a 1 euro, superiore del 15% prezzi correnti. Ma la risposta fu negativa e abbiamo accantonato". Il banchiere ha poi negato di aver mai conosciuto il sottosegretario Maria Elena Boschi o il padre Pier Luigi, ex vice presidente di Banca Etruria. Né avrebbe mai invitato nella sua tenuta nel Chianti il dg di Bankitalia Salvatore Rossi: "Non mi sarei mai permesso".

"Mai saputo nulla dei prestiti baciati"

Il banchiere ha poi affermato di non sapere nulla dei cosiddetti "prestiti baciati", ovvero finanziamenti concessi a condizioni più favorevoli in cambio di sottoscrizioni di azioni della banca, che hanno rovinato tanti risparmiatori: "Ci furono due fatti, uno nel 2014 e uno del 2015, arrivò una lettera di un dipendente che diceva che c'era la possibilità di finanziamenti baciati. Ci fu un'analisi degli organi di controllo ma non venne fuori niente. Nella primavera del 2014 in assemblea un socio si rivolse al collegio sindacale per dire che c'erano finanziamenti baciati ma anche in questo caso dopo verifiche non è risultato nulla. "L'ho saputo il 7 maggio 2015 dal capo ispettore Bce che mi ha convocato d'urgenza a Milano. Ne ho subito chiesto conto telefonicamente al direttore generale".

L'audizione prosegue con domande sulle assunzioni di ex funzionari di Bankitalia, Gdf ed ex magistrati ("non era mio compito") e sugli incontri con il governatore Ignazio Visco e il presidente della Bce Mario Draghi. Zonin afferma di non ricordare i motivi e il contenuto dei colloqui. I "non mi ricordo" diventano troppi. L'audizione, da questo punto, viene secretata.

 

Sono morti almeno 6.700 Rohingya in un mese, dal 25 agosto al 24 settembre scorso, a causa della violenza in Myanmar, nello Stato di Rakhine. Tra le vittime 730 bambini al di sotto dei 5 anni e praticamente altrettanti arsi vivi. È quanto emerge da un’indagine condotta dall’organizzazione medico umanitaria Medici Senza Frontiere (MSF) tra i rifugiati dell'etnia minoritaria islamica in Bangladesh, che parla di stime "prudenti".

Secondo MSF, in un solo mese 6.700 Rohingya hanno perso la vita colpiti da armi da fuoco (69% dei casi negli adulti; 59% nei bambini), bruciati vivi nelle loro case (9% negli adulti; 15% nei bambini), per percosse (5% negli adulti; 7% nei bambini) e a causa dell’esplosione di mine (2% nei bambini). MSF ricorda che, nell'ultimo mese, più di 647.000 Rohingya sono fuggiti dal Myanmar per trovare rifugio in Bangladesh, dove oggi vivono in campi sovraffollati e in scarse condizioni igieniche.

Fuga dall'orrore

“Abbiamo incontrato e parlato con i sopravvissuti delle violenze in Myanmar e ciò che abbiamo scoperto è sconcertante. È davvero alto il numero di persone che ha riferito di aver perso un componente della famiglia a causa della violenza, a volte nei modi più atroci. Il picco di morti coincide con il lancio delle operazioni da parte delle forze di sicurezza del Myanmar nell'ultima settimana di agosto”, racconta Sidney Wong, direttore medico di MSF. Finora il bilancio delle vittime, secondo il governo del Myanmar, era di 400 vittime. I dati raccolti da MSF sono il risultato di sei analisi retrospettive sulla mortalità condotte nei primi giorni di novembre in diverse aree dei campi profughi Rohingya a Cox's Bazar in Bangladesh, poco oltre il confine con il Myanmar.

“Il numero totale dei decessi è probabilmente sottostimato perché MSF non ha condotto indagini in tutti i campi profughi in Bangladesh, oltre a non essere riuscita a intervistare i Rohingya ancora in Myanmar”, spiega ancora Sidney Wong. “Abbiamo sentito parlare di intere famiglie morte nelle loro case a cui era stato dato fuoco”. “Ancora oggi molte persone stanno fuggendo dal Myanmar verso il Bangladesh. Chi riesce ad attraversare il confine racconta di essere stato vittima di violenza nelle ultime settimane”, aggiunge il Dr. Wong. “Sono inoltre davvero pochi gli organismi di aiuto indipendenti in grado di accedere nel distretto di Maungdaw, nello Stato di Rakhine, e per questo temiamo per il destino dei Rohingya che sono ancora lì”.

Cresce il mercato dell'auto in Europa, secondo i dati Acea, soprattutto grazie al fatto che a novembre è stato registrato un giorno lavorativo in più. A novembre le immatricolazioni sono salite del 5,8%. I principali paesi che hanno registrato un aumento sono la Spagna col 12,4%, la Francia con il 10,3%, la Germania con il 9,4% e l'Italia con il +6,8%. In ribasso il Regno Unito, -11,2%, principalmente a causa della Brexit. Analizzando i dati nei primi 11 mesi dell'anno, l'italia registra la migliore performance con il +8,7%, seguita dalla Spagna (+7,8%), dalla Francia (+5,3%) e dalla Germania (+3%). È il gruppo Volkswagen, in crescita del 5,5%, ad avere la fetta più grossa del mercato europeo (24,6% delle immatricolazioni). Il secondo gruppo, PSA, raggiunge il 16,2% del mercato con un aumento delle immatricolazioni del 17,6%. Tra gli altri costruttori, la giapponese Toyota e la coreana Kia registrano i risultati migliori, in aumento rispettivamente del 12,3%. A marcare il segno meno Fca, con il -1,3%, meglio comunque di Nissan (-4,8%), Volvo (-2,4%) e Honda (-3%). 

Square Enix ha da poco pubblicato sul suo canale YouTube giapponese un nuovo trailer di Dissidia Final Fantasy NT per presentare Zidane Tribal.

Nel video vediamo il protagonista di Final Fantasy IX interagire con Terra, per poi vederlo in azione in battaglia nell’arena di Alexandria, mentre è possibile sentire in sottofondo il brano Rose of May in versione riarrangiata.

Ricordiamo che la data di uscita di Dissidia Final Fantasy NT è prevista per il prossimo 30 gennaio in esclusiva per Playstation 4. Nell’attesa potete leggere la nostra anteprima.

 

La festa del Milan per l'approdo ai quarti di finale di Coppa Italia dopo il 3-0 al Verona è stata rovinata dal caso Donnarumma che ormai vede i tifosi schierati contro il portiere diciottenne e la società in guerra aperta contro il suo procuratore, Mino Raiola. 

Prima e durante la partita, la Curva Sud del tifo rossonero ha fischiato e rivolto insulti a Donnarumma. "Violenza morale 6 milioni all'anno e l'ingaggio di un fratello parassita? Ora vattene la pazienza è finita!", recitava uno striscione, in chiara allusione alle indiscrezione secondo cui Mino Raiola ha chiesto di annullare il rinnovo con il Milan. Donnarumma al rientro negli spogliatoi è scoppiato in lacrime ed è stato consolato da Bonucci.

Dopo la partita ha parlato il ds del Milan, Massimiliano Mirabelli, che si è detto dispiaciuto per i fischi ("capiamo i tifosi ma non dobbiamo fischiare i nostri giocatori") e poi ha attaccato a testa bassa Raiola, definendolo "uno showman": "Non tutte le colpe sono di Gigio Donnarumma", ha detto, "purtroppo sappiamo da dove viene il male, speriamo nei prossimi mesi di risolvere il problema". "Gigio non ha mai espresso la volontà di andare via, sennò non avrebbe rinnovato fino al 2021", ha osservato, "certamente c'è qualche signore che vuole organizzare qualcosa ad arte. Ma noi tuteleremo il Milan in ogni sede, senza problemi. Non abbiamo bisogno di vendere nessuno. Se Gigio vuole andare via deve venire a supplicarci. Semmai dovesse succedere, poi detteremo noi le condizioni. Non ci facciamo prendere per il collo da nessuno". 

Sega ha annunciato che l’uscita del titolo basato sulla saga di Kenshiro, Hokuto Ga Gotoku, subirà un ritardo di circa due settimane.

Il gioco, in esclusiva per PlayStation 4, è un action basato sul gameplay della fortunata serie Yakuza, e doveva in origine uscire il prossimo 22 febbraio in Giappone, ma la data di lancio è stata spostata all’8 di marzo per poter migliorare la qualità generale del gioco e andare così incontro alle esigenze dei numerosissimi fans della saga.

Una nuova versione dell’ultimo video trailer è stata aggiornata con la corretta data di uscita.

Al momento non è prevista una versione occidentale di Hokuto Ga Gotoku, ma Sega ha fatto sapere che comunque valuterà se pubblicare il gioco anche in Occidente.

Warner Bros. Interactive Entertainment ha annunciato di aver rilasciato l’ultimo aggiornamento gratuito dei contenuti per La Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra, in cui viene introdotta la Difficoltà Senzamorte (prima chiamata Brutale): un nuovo livello di difficoltà ancora più impegnativo del Nemesi, senza ultime possibilità.

La Terra di Mezzo: L'Ombra della Guerra trailer lancio

È stata inoltre pubblicata la nuova espansione Nemesi Tribù dei Fuorilegge, che porta a Mordor la ribelle e sprezzante Tribù con armi e stili di combattimento unici, missioni aggiuntive, feroci battaglie, una nuova fortezza e altro. QUesti i contenuti del DLC:

  • Rese dei Conti Fuorilegge – Nuove missioni in cui i giocatori affrontano i capitani della Tribù dei Fuorilegge, dove ogni scontro presenta sfide uniche da completare.
  • Truppe di Guerra Fuorilegge – Aiuta il tuo alleato e sconfiggi la tua nemesi nelle nuove missioni delle Truppe di Guerra Tribali mentre i capitani della Tribù dei Fuorilegge scendono in battaglia con i propri eserciti.
  • Nuovo tema della Fortezza – Ora le fortezze, compresi i monumenti a tema, gli avamposti e la sala del trono del reggente, possono essere comandate dalla sprezzante Tribù dei Fuorilegge e incarnarne le caratteristiche.
  • Equipaggiamento leggendario – Sconfiggi gli Orchi leggendari della Tribù dei Fuorilegge per ottenere un nuovo set di equipaggiamento leggendario, con sfide aggiuntive per i potenziamenti, tra cui la nuova bola che gli Orchi Fuorilegge possono usare per intrappolare i nemici.
  • Epurazione – I capitani della Tribù dei Fuorilegge si preparano nell’oscurità di Mordor a lanciare delle letali imboscate, cercando di ripulire la loro terra dalla presenza di forestieri. Difenditi da questi attacchi e tieni gli Orchi Fuorilegge sotto controllo.

Vi ricordiamo che La Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra è disponibile per Playstation 4, Xbox One e PC. Potete leggere la nostra recensione a questo link.

Nuovo sanguinoso attentato in Somalia: un kamikaze si è fatto saltare in aria nella principale accademia di polizia nella capitale somala, Mogadiscio. Sono morte, secondo l'agenzia Reuters, almeno tredici persone.

Testimoni hanno raccontato che gli agenti si stavano radunando per la parata del primo mattino ed erano raccolti in un ampio spiazzo quando l'attentatore ha attaccato. "Un uomo con indosso un giubbotto esplosivo è entrato nel campo travestito da poliziotto e si è fatto saltare in aria", ha raccontato un agente di polizia, Mohamed Abdulle. "Ci sono vittime e molte feriti". "I soccorritori stanno ancora lavorando per evacuare le vittime", ha aggiunto Abdulle.

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