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Milestone arriva finalmente su PlayStation 5 con uno dei suoi titoli di punta: MXGP20. Il gioco ufficiale del Campionato europeo di Motocross si è decisamente rifatto il look rispetto alla old gen. Se avete ancora le vecchie console, nessun problema! Il titolo è disponibile anche su PlayStation 4, Xbox One e PC. Avete a disposizione tutti e 19 i tracciati ufficiali e tutti i team partecipanti, come Honda, KTM, Kawasaki, Yamaha, GAS GAS e Husqvarna. I piloti sono in tutto 68, divisi nelle due categorie MXGP e MX2.

MXGP 2020

Mud, sweat and glory

Ridurre MXGP 20 a banale gioco ufficiale del Campionato di motocross sarebbe una vera e propria ingiustizia. Oltre alle gare pure e semplici, infatti, c’è molto di più. Nonostante la modalità Carriera sia al centro di tutto, potrete divertirvi nel Playground ad esplorare liberamente un’ambientazione ispirata ai fiordi norvegesi. É senz’altro il modo migliore per approcciarsi alla fisica della moto e imparare a domare i tanti cavalli erogati bruscamente sullo sterrato. Il nostro consiglio è quello di passare diverso tempo ad esplorare il Playground, in modo tale da diventare padroni del mezzo in maniera graduale e divertente. La difficoltà della AI, seppur scalabile dalle opzioni di gioco, è tutt’altro che abbordabile all’inizio. Se volete raccogliere risultati importanti fin da subito, dovete avere pazienza perché ritrovarsi a navigare nelle retrovie è tutt’altro che un’opzione remota. Il gioco in modalità carriera vi fa partire dalla MX2 (motori a due tempi fino a 125 cc e a quattro tempi fino a 250 cc) e già si suda. Partire dalla MXGP (motori a due tempi fino a 250 cc e a quattro tempi fino a 450 cc) è fuori discussione.

L’interazione con il Dualsense è eccezionale: ogni vibrazione del terreno arriva direttamente tra le mani del giocatore e la gestione della moto è incredibilmente realistica. Ogni volta che il motore va a limitatore, ad esempio, la vibrazione aumenta. Le asperità del terreno si traducono in cambiamenti alla sensibilità dei tasti, generando un feedback continuo che permette di capire quando si sta esagerando nella guida.

MXGP 2020

Sempre all’interno della modalità Playground, Milestone ha messo a disposizione la modalità Waypoint: tutto quello che dovete fare è scegliere un punto di partenza, posizionare i waypoint dove più vi piace e completare il tracciato. Alla fine potrete condividere on line percorso e tempo sul giro. La personalizzazione è decisamente in primo piano in MXGP 20, che vi mette a disposizione anche un Track Editor curato in maniera maniacale: quattro tipi di terreno, gestione delle altimetrie per modellare i salti e i sali scendi e divertimento praticamente infinito. Oltre a condividere i tracciati creati, potete anche scaricare quelli degli altri giocatori.

Non dimenticatevi che MXGP 20 avrà un supporto significativo nel post lancio, con altre tre modalità che arriveranno prossimamente. Oltre alla co-op nel Playground, dove potrete esplorare la mappa e sfidare i vostri amici, ci sarà la Waypoint Sincrono (multiplayer) e la modalità Race Director. Sono tutte e tre incentrate sul multiplayer, dove oltre a correre e sfidare altri giocatori, potrete fare praticamente i direttori di gara, creando sfide e tanto divertimento.

Grafica e Audio

 MXGP 2020

L’immersività offerta dal MXGP20 è praticamente totale, nulla è infatti lasciato al caso. I tracciati sono molto realistici e sono soprattutto dinamici: così come accade nella realtà, giro dopo giro la pista si “segna” al passaggio delle moto e cambia tornata dopo tornata. Sporcature come fango e acqua sono visibili sia sulla visiera del pilota sia sulla tuta. I modelli delle moto sono perfettamente realistici, sia come dettagli che come sponsor, mentre la cornice di pubblico è sempre presente a bordo pista. La versione next gen supporta pienamente il 4K e non ci sono cali vistosi di frame rate. Il gioco regge anche nei momenti più concitati come le bagarre. L’audio è ottimo, sia come colonne sonore sia come effetti. I motori delle moto da cross si somigliano un po’ tutti nella realtà, ma il gioco riesce comunque a far notare le piccole differenze.

Multiplayer

MXGP 2020

Milestone ha approntato per MXGP20 server a bassa latenza e banda larga. Questo permette di avere molti più giocatori in una singola gara e, allo stesso tempo, di avere un’affidabilità maggiore. Non è stato possibile provare granché questa modalità per la mancata presenza di giocatori, ma lo sforzo per fare un buon lavoro è innegabile. Avendo molte modalità on line anche successive al lancio del gioco, è stato assolutamente necessario effettuare un lavoro capillare come questo che siamo certi saprà dare i suoi frutti.


MXGP20 è un titolo decisamente ben realizzato. L’unica pecca per qualcuno potrebbe essere la difficoltà, che non è affatto abbordabile anche con la AI settata a livello facile. Pur utilizzando tutti gli aiuti, vincere le corse si rivela complicato, ma d’altra parte il motocross è così: difficile e spietato. La next gen si vede eccome, il motocross così in un videogame non si era mai visto. Le modalità disponibili sono divertenti, altre ne arriveranno e la sensazione è che Milestone abbia davvero alzato l’asticella. Ingranate la prima e date gas, l’holeshot vi aspetta!

L’articolo MXGP 2020: The Official Motocross Videogame – Recensione proviene da GameSource.

AGI – La polizia di Hong Kong ha compiuto una retata all’alba, arrestando 11 persone sospettate di aver aiutato lo scorso agosto un gruppo di attivisti pro-democrazia a tentare, senza successo, di lasciare la città su un motoscafo. Lo ha riferito una fonte delle forze di sicurezza. Tra i fermati c’è un noto avvocato dei diritti umani.

Le undici persone arrestate a Hong Kong hanno età compresa tra i 18 e i 72 anni di età  e, in base alle accuse, rischiano fino a dieci anni di carcere. In base aI primi riscontri, gli undici arrestati oggi non avrebbero commesso violazioni della legge sulla sicurezza nazionale nella città, imposta da Pechino a fine giugno scorso.

Daniel Wong Kwok-tung, l’avvocato arrestato, è noto per avere fornito assistenza legale ai manifestanti pro-democrazia di Hong Kong, arrestati durante le proteste del 2019. Dieci dei dodici fuggitivi che hanno tentato di scappare a Taiwan a bordo di un motoscafo ad agosto scorso sono stati condannati a pene tra i sette mesi e i tre anni di carcere il 30 dicembre scorso da un tribunale di Shenzhen per attraversamento illegale del confine, mentre gli altri due, minorenni, sono stati consegnati alle autorità di Hong Kong. 

AGI – “Il governo diventa grande se pensa in grande. E se mette all’ordine del giorno il futuro e non il passato”. Romano Prodi, intervistato dal ‘Messaggero’, traccia una possibile road map per l’uscita dalla crisi apertasi di fatto nella maggioranza.

Una strada, per il Professore, è preclusa, quella di un esecutivo di unità nazionale: “Non mi sembra una via perseguibile, le tensioni e gli insulti crescono sempre, invece di calare”. 

Cosa, invece, si dovrebbe fare? “Ci vorrebbe un partito che indicasse due o tre punti di larghissimo interesse popolare, aprisse un grande dibattito nazionale su questi e si rimettesse così in sintonia con il Paese”, suggerisce.

“Mi sono sempre stupito – osserva Prodi – che, quasi vi fosse un istinto masochista, venissero messe all’ordine del giorno del Cdm soprattutto le materie più divisive. Ogni partito è rimasto prigioniero del suo passato. Mantenendo lo sguardo rivolto all’indietro, ha reso più difficile il cammino in avanti”.

L’ex presidente del Consiglio non si sottrae a una riflessione sul ritorno in scena di Clemente Mastella, che innescò la fine del Prodi II, come potenziale organizzatore di una ‘scialuppa di salvataggio’ dell’attuale esecutivo: “Forse vorrà riparare al malfatto. Dio, come diceva il Manzoni, perdona tante cose per un’opera di misericordia”.

Tutt’altro discorso per Fausto Bertinotti: “Perdonabile? No, perchè auto-eliminandosi ha reso inutile perfino il perdono”. 
   

AGI – La crisi di governo può sbarrare la strada alla macchina degli aiuti anti-Covid compromettendo il percorso dei nuovi ristori per le attività colpite dall’emergenza pandemica e con essi i fondi per i vaccini.

Per finanziare i nuovi aiuti la road map prevede infatti la richiesta di un nuovo scostamento di bilancio da circa 24-25 miliardi che dovrà essere approvato dalle Camere e successivamente il varo del quinto decreto Ristori che nelle intenzioni dell’esecutivo dovrebbe configurarsi come l’ennesimo provvedimento anti-Covid destinato a finanziare il prolungamento della cassa integrazione, l’acquisto dei vaccini, il rafforzamento della sanità con una dote di oltre 3 miliardi, e a destinare nuovi fondi per la scuola e per i Comuni.

Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha messo in guardia sottolineando che una nuova richiesta di deficit richiede un esecutivo nella pienezza dei suoi poteri e che è un atto “incompatibile” con una crisi di governo.

L’ex premier Matteo Renzi ha annunciato il ritiro di Italia Viva dal governo aprendo di fatto la crisi politica ma lasciando aperta la porta e ha assicurato che Iv voterà a favore del nuovo scostamento di bilancio cosi’ come dei ristori. Il Parlamento si prepara a votarlo il 20 gennaio. Immediatamente dopo il via libera delle Camere dovrebbe tenersi un Consiglio dei ministri per varare il nuovo decreto Ristori.

Gli scenari che si aprono ora sono molteplici: dopo lo strappo di Renzi il presidente del Consiglio potrebbe decidere di considerare conclusa l’esperienza di governo e quindi, nel caso di un esecutivo dimissionario che resta in carica solo per gli affari correnti, non si potrebbe procedere con una richiesta di scostamento di bilancio e con i nuovi aiuti.

Senza, invece, un’apertura “formale” della crisi e le dimissioni di Conte, con un rimpasto più o meno ampio di governo, o un eventuale appoggio esterno all’esecutivo di Iv, o ancora con la formazione di una nuova maggioranza si potrebbe proseguire con il piano da 24-25 miliardi che avrebbe comunque il sostegno di Italia Viva in Parlamento. Poichè il governo Conte, al momento, è ancora nel pieno dei suoi poteri, il Cdm dovrebbe dare il via libera allo scostamento di bilancio che sarà poi votato dalle Camere la prossima settimana.

Di fatto, però, il percorso della crisi politica, qualunque esso sia, mette a rischio i tempi degli interventi. Non solo dei nuovi indennizzi che nello schema dovrebbero superare il criterio dei codici Ateco per estendere più possibile gli aiuti ai settori in difficoltà, anche a quelli che non hanno dovuto chiudere ma che hanno registrato perdite. Ma anche della proroga della cassa integrazione, che scadrebbe a fine marzo, ed è cruciale per scongiurare gli effetti dello sblocco dei licenziamenti previsto il 31 marzo.

Con il nuovo decreto dovrebbero essere finanziate 18 nuove settimane di cig ma solo per i settori più colpiti dalla crisi. Inoltre rischia di avere ripercussioni anche sul piano vaccinale. Alla sanità dovrebbero essere destinati più di tre miliardi, di cui 1,5 per i vaccini. Dovrebbero arrivare inoltre fondi per la scuola e per i Comuni. I 5 Stelle chiedono poi di inserire una nuova rottamazione per le cartelle fiscali già inviate ai contribuenti. 

AGI Le scorie radioattive, se arrivassero in Sardegna, ne minaccerebbero alcuni dei tesori che l’hanno resa famosa nel mondo, dai nuraghi ai cavallini della Giara. Ne sono convinti gli oltre 300 sindaci (su un totale di 377), che stamane a Cagliari hanno partecipato all’assemblea convocata dall’Anci regionale alla Fiera per ribadire un “no non negoziabile” all’ipotesi di ospitare nell’isola il deposito nazionale unico dei rifiuti radioattivi. Il territorio candidato a ospitare il deposito unico nazionale si trova a pochissimi chilometri da un inestimabile patrimonio archeologico e naturalistico. Il sindaco di Mandas (Sud Sardegna) Umberto Oppus, direttore generale dell’assessorato regionale agli Enti locali, ha elencato alcune delle ‘perle’ archeologiche e naturalistiche a rischio. L’area indicata dalla Carta nazionale come idonea a ospitare il deposito si trova a pochi chilometri dalla celebre reggia nuragica di Barumini, patrimonio dell’Unesco, visitata ogni anno da turisti provenienti da ogni parte del mondo.

Sempre in zona c’è il parco della Giara, coi boschi di sughero e lecci ma soprattutto casa degli omonimi cavallini. Famosi come ‘fossili viventi’, I cavallini della Giara, sono gli ultimi esemplari in Europa a vivere allo stato brado. Un patrimonio di biodiversità incompatibile con il deposito nucleare.

“La Sardegna ha dato tanto, non possiamo permettere che diventi la pattumiera d’Italia e d’Europa”  Michele Pais, presidente del Consiglio regionale 

Il presidente del Consiglio regionale, il leghista Michele Pais, ha ricordato l’impegno del presidente della Giunta, Christian Solinas, per la costituzione di un comitato tecnico-scientifico per elaborare le osservazioni tecniche da opporre al deposito nazionale delle scorie nucleari. La delibera è stata approvata lo scorso 8 gennaio, ma non è ancora disponibile sul sito della Regione. “Oggi ho indossato simbolicamente la cravatta dei 150 anni dell’Unità d’Italia”, ha detto Pais ai sindaci in fascia tricolore, “perché questa battaglia non è contro la solidarietà nazionale. Anzi. La Sardegna ha dato tantissimo e non possiamo permettere che diventi la pattumiera d’ Italia e d’Europa.

Una battaglia impari

 Ma non solo i territori direttamente interessanti si sentono minacciati dalle scorie. “In Sardegna abbiamo la Costa Smeralda, ma se ne ricordano solo quando fa comodo a loro”, ha evidenziato il presidente dell’Anci Emiliano Deiana. “Dobbiamo vincere questa battaglia con la mobilitazione popolare e con dettagliate osservazioni tecniche. La nostra isola ha sopporta le servitù militari, alcuni dei siti più inquinati d’Italia. Se guardiamo alle altre sei regioni candidate, ci accorgiamo che hanno più abitanti e più forza politica ed economica. Ma dobbiamo mobilitarci”.  L’assemblea delle fasce tricolori ha approvato all’unanimità un ordine del giorno di diniego identico a quello votato la scorsa settimana dal Consiglio regionale e trasmesso al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il 21 gennaio prossimo lo stesso documento sarà votato dai singoli consigli comunali.

“Saremo un’unica voce per confermare il responso del popolo sardo scaturito dal referendum del 2011“, ha dichiarato l’assessore regionale all’Ambiente, Gianni Lampis, con riferimento all’esito plebiscitario della consultazione di nove anni fa sulle scorie nucleari in Sardegna. “Il governo avrebbe dovuto trovare una sede istituzionale adeguata per confrontarsi con le Regioni su questo tema, come la Conferenza unificata, alla quale partecipano anche i Comuni e le Province. Vorrebbero farci credere che si tratta di un parco tecnologico di 150 ettari, ma in realtà è una struttura con novanta costruzioni di cemento armato sottoterra in grado di ospitare circa 80.000 metri cubi di rifiuti radioattivi. La Regione Sardegna ha spiegato più volte i motivi per cui non possiamo ospitare il deposito e voglio aggiungere un ulteriore elemento: il miglior modo per garantire la salvaguardia ambientale nel trattamento dei rifiuti è quello di limitarne lo spostamento, attuando il principio di prossimità, che sarebbe completamente assente nell’ipotesi del deposito in Sardegna”.

“Nei giorni scorsi, in occasione della videoconferenza col ministro Patuanelli”, ha ricordato l’assessore all’Ambiente, “ho ribadito che

perché non si tratta di un normale procedimento amministrativo, che in Sardegna non ha alcun senso una fase di consultazione pubblica, perché ci siamo già espressi col referendum, e che il governo deve relazionare nella Conferenza unificata per spiegare motivazioni, criteri ed esigenze che hanno determinato le sue scelte, perché appare evidente che alcuni criteri enunciati non siano stati rispettati”.

AGI – La ‘ndrangheta è l’organizzazione più potente e ramificata del mondo. Non esiste continente immune dal contagio delle famiglie mafiose originarie della Calabria. La sua è una storia secolare, tuttavia solo di recente al centro di studi, analisi, inchieste, che hanno rivelato la vera essenza della mafia calabrese.

C’è un impasto di codici arcaici e liturgie ipermoderne che la rende adattabile a ogni contesto economico, finanziario e politico. In Calabria come nell’Ontario, dalla Germania fino all’Australia, la ‘ndrangheta è una multinazionale del crimine, specializzata nel narcotraffico, nella gestione dei grandi appalti, nella fornitura di servizi alle imprese e alla politica, dallo smaltimento di rifiuti alle provviste di pacchetti di voti per le elezioni.

L’Atlante illustrato della ‘ndrangheta (Rizzoli, 208 pagine, 29,90 euro), dopo aver raffigurato le “regole sacre” con i riti, i codici e le simbologie, parte per un viaggio dall’epicentro di Reggio Calabria verso Crotone, Kroton, Lamezia, Catanzaro, Cosenza per arrivare al mondo: Canada, New York, Sud America, Australia. Il capitolo dedicato ai paesi contaminati dell’Europa, si intitola “Europa nostra”. L’ultimo capitolo percorre le rotte del narcotraffico: la cocaina, il principio di tutto.

L’autore è Giovanni Tizian, giornalista del ‘Domani’, ha collaborato con “La Repubblica”. Suo padre, Peppe, un funzionario di banca che non si era piegato al malaffare mafioso, è stato ucciso a colpi di lupara la notte del 23 ottobre 1989, a Locri. Un delitto rimasto impunito su cui Giovanni ha in seguito indagato.

La famiglia Tizian ha lasciato allora la Calabria per trasferirsi in Emilia. Laureato in Criminologia presso l’Università di Bologna, Tizian ha pubblicato prima sulla “Gazzetta di Modena” vincendo nel 2012 il premio Enzo Biagi, poi sul mensile “Narcomafie” e sul portale Stop’ndrangheta.it. Al giornalismo ha affiancato l’impegno civile e sociale, collaborando con “daSud”, l’associazione antimafia con sede a Roma costituita nel 2005 da giovani emigranti meridionali che non hanno intenzione di lasciare le loro terre in mano alle cosche. È autore del saggio-inchiesta Gotica. ‘Ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea (2011). Nel 2013 con La nostra guerra non è mai finita. Viaggio nelle viscere della ‘ndrangheta e nella memoria collettiva (Mondadori) vince il premio Gian Piero Orsello – Città di Civitavecchia. Del 2014 è Il clan degli invisibili, sempre per Mondadori. Dal 2011 vive sotto scorta. Nel 2018 il suo libro Rinnega tuo padre (Laterza) ha vinto il premio Siani. Nel 2019 firma con Stefano Vergine, Il libro nero della Lega (Laterza). Nel 2019 per Rizzoli ha pubblicato Atlante illustrato di Cosa nostra.

AGI – La società biotecnologica tedesca che insieme a Pfizer ha realizzato il vaccino contro Covid-19 ha ora annunciato lo sviluppo di un’altra procedura immunizzante, questa volta utile a prevenire la sclerosi multipla (SM).

Pubblicati sulla rivista Science, i primi risultati ottenuti dall’azienda avrebbero portato al trattamento della SM in alcuni roditori. Stando a quanto affermato dagli esperti di BioNTech, questa procedura è simile a quella sviluppata in collaborazione con il gigante farmaceutico statunitense Pfizer per il vaccino contro Covid-19.

“In pratica– spiega Uğur Şahin, immunologo e docente di Oncologia presso l’Università di Magonza, nonché amministratore delegato di BioNTech – viene inoculata una sezione di RNA messaggero, materiale genetico che porta le cellule del corpo a produrre una proteina che conferisce l’immunità. Nel caso del vaccino contro Covid-19, il sistema immunitario riconosce il virus in caso di reinfezione, producendo gli anticorpi specifici e combattendo l’infezione prima che possa diffondersi, mentre per la SM la tecnologia impedisce al sistema di attaccare i neuroni nel cervello e nel midollo spinale, prevenendo l’eventuale perdita della funzione corporea”.

Gli studi clinici condotti sui topi, riportano gli autori, hanno portato all’arresto della progressione della malattia e al ripristino di alcune capacità motorie. “Il vaccino BioNtech per il coronavirus – dichiara l’esperto – ha un’efficacia del 95 per cento ed è stato il primo vaccino a RNA messaggero a ricevere l’approvazione per uso umano al di fuori di studi clinici. Oggi viene somministrato a migliaia di persone ogni giorno”.

La sclerosi multipla, aggiunge lo scienziato, insorge quando il sistema immunitario deteriora lo strato protettivo che circonda i neuroni, la guaina mielinica, che consente il passaggio di impulsi elettrici attraverso le cellule. Come risultato di questa interruzione, quindi, il paziente perde progressivamente delle funzionalità del corpo, fino all’arresto della respirazione.

“I trattamenti attuali – continua Şahin – prevedono lo smorzamento del sistema immunitario, per ritardare il degrado della guaina mielinica, ma questo rende la persona vulnerabile alle infezioni poiché non è in grado di combattere virus o batteri. Un vaccino contro la SM potrebbe introdurre informazioni genetiche in grado di educare il sistema immunitario a non attaccare la guaina mielinica”.

Il gruppo di ricerca ha somministrato il vaccino per la sclerosi multipla in alcuni topi affetti da encefalomielite autoimmune, l’equivalente animale della SM umana. “La nostra soluzione si è dimostrata in grado di bloccare tutti i segni clinici della malattia – dichiara l’amministratore delegato di BioNTech – mentre gli esemplari di controllo hanno mostrato tutti i sintomi della problematica. In alcuni roditori erano già state osservate manifestazioni evidenti e avanzate, come la paralisi della coda, prima della somministrazione del vaccino”. “In questi casi l’inoculazione ha portato a un’inversione della paralisi, ripristinando le funzioni motorie – conclude Şahin – saranno necessari ulteriori approfondimenti prima di avviare studi clinici su partecipanti umani, ma speriamo che questi risultati rappresentino il primo passo verso un vaccino efficace contro la sclerosi multipla”.

AGI – Fondazione Cortina 2021 ha definito la decisione del Cts di far svolgere i Mondiali di Cortina un “importante segnale di fiducia nel lavoro fin qui svolto” anche se in assenza di pubblico (Cerimonia di Apertura il 7 febbraio, alle ore 18 in diretta su Rai2). Attraverso la collaborazione con Infront Sports&Media e altri fornitori specializzati il progetto dei Mondiali sarà fruibile a tutti.

Tribune virtuali, virtual media centre, streaming e contenuti esclusivi sull’App di Cortina 2021 e nuovi progetti con le tv, sono solo alcuni degli strumenti attraverso i quali sarà possibile godere dell’evento iridato. Oltre all’intenso lavoro sul fronte sicurezza e digitale, grazie alle recenti e abbondanti nevicate, Fondazione Cortina 2021 ha potuto iniziare anche i lavori sulle piste con qualche giorno di anticipo rispetto ai tempi prefissati.

È in corso la preparazione del manto nevoso, l’allestimento delle torrette sulle quali verranno installate le telecamere, la sistemazione dei fari e dei relativi collegamenti che consentiranno di lavorare in pista anche durante la notte. La macchina è pienamente operativa, e lo sarà ancora di più dal 18 gennaio, quando si entrerà nel pieno dei preparativi: allestimento delle reti di protezione, bagnatura delle piste, posa dei cavi necessari per la produzione televisiva. 

AGI – Il ministro della Salute Roberto Speranza ha comunicato alla Camera la proroga al 30 aprile dello stato di emergenza. “Si tratta di un passaggio ampiamente giustificato da tutte le argomentazioni epidemiologiche – ha spiegato – che consente all’architettura istituzionale dell’emergenza di continuare ad esercitare le sue funzioni e il suo fondamentale lavoro”.

“Lunedi – ha aggiunto il ministro – abbiamo avviato un lavoro per la stesura del nuovo dpcm che sostituirà quello del 15 gennaio, e in cui prevediamo la conferma delle misure fondamentali già vigenti e il modello per fasce differenziate”.

“Questa settimana – ha ricordato Speranza – c’è un peggioramento generale della situazione epidemiologica in Italia, aumentano le terapie intensive, l’indice Rt e focolai sconosciuti. Non facciamoci fuorviare. L’epidemia è di nuovo in una fase espansiva”

Le nuove misure e l’area bianca

“È intenzione del governo confermare il divieto di spostamento tra regioni anche in zona gialla, e ridurre gli assembramenti negli spazi antistanti i locali pubblici. Verrà stabilita anche una quarta area, bianca, che potrà scattare solo con livelli epidemiologici molto bassi“.  In area gialla, invece, “si riapriranno i musei come luogo simbolico della cultura del Paese”.

Primi in Ue nella campagna vaccinale

“Finalmente vediamo la luce in fondo al tunnel ma non abbiamo ancora vinto. La nottata non è ancora passata. L’ultimo miglio è ancora lungo e irto di ostacoli da superare. C’è una rinnovata fiducia ma non dobbiamo abbassare la guardia”, ha aggiunto il ministro. “A ieri (12 gennaio, ndr) abbiamo somministrato circa 800mila dosi di vaccino. Un buon risultato. Attualmente siamo la nazione d’Europa che ha somministrato il maggior numero di vaccinazioni. Non rincorriamo classifiche ma siamo soddisfatti di essere i primi in Ue”.

“Siamo a un passaggio delicato e decisivo per vincere questa battaglia contro questo terribile nemico invisibile. Sarebbe imperdonabile distrarci a pochi passi dal traguardo”, ha aggiunto.

Le tensioni politiche

“Preoccupa la tensione di questi giorni. Non dobbiamo dimenticare che sin dall’inizio di questa pandemia senza lo sforzo unitario delle istituzioni repubblicane e di ogni cittadino non avremmo avuto le condizioni per combattere questo nemico incredibilmente forte come il virus. Per poi ribadire: “Teniamo fuori dalla battaglia politica la salute degli italiani” e invocare: “Unità unità unità. Lasciamo fuori da polemiche politiche la campagna di vaccinazione che è troppo importante per macchiarla con polemiche che sono inutili”.

Produzione industriale in calo a novembre. L’indice destagionalizzato calcolato dall’Istat segna una contrazione dell’1,4% rispetto a ottobre, mentre quello complessivo, corretto per gli effetti del calendario, registra una riduzione del 4,2% in termini tendenziali (i giorni lavorativi di calendario sono stati 21 contro i 20 di novembre 2019). Nella media del trimestre settembre-novembre il livello della produzione cresce del 2,1% rispetto al trimestre precedente. Nel confronto con febbraio 2020, mese antecedente all’esplosione della crisi pandemica, l’indice destagionalizzato è inferiore del 3,5%.

L’indice destagionalizzato mensile cresce su base congiunturale solo per i beni intermedi (+0,2%). Diminuiscono, invece, i beni di consumo (-4,0%), l’energia (-3,6%) e i beni strumentali (-0,6%).    Flessioni tendenziali caratterizzano tutti i comparti. La riduzione è meno pronunciata per i beni intermedi (-0,2%) e i beni strumentali (-2,8%), mentre risulta più rilevante per i beni di consumo (-9,8%) e l’energia (-5,6%).

I settori di attività economica che registrano i maggiori incrementi tendenziali sono la fabbricazione di apparecchiature elettriche (+5,9%), la fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche (+2,9%) e la fabbricazione di mezzi di trasporto (+2,3%). Le flessioni più ampie si registrano nelle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-26,7%), nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-18,3%) e nella fabbricazione di prodotti farmaceutici di base e preparati (-8,2%).