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Roma – I Ferrari Spazio Bollicine sono stati premiati come "Airport Wine Bar of the Year" agli Airport Food & Beverage (FAB) Awards 2017. Un traguardo annunciato il 22 giugno a Toronto, durante la quindicesima edizione della Airport Food & Beverage (FAB) Conference, che rappresenta l'appuntamento internazionale piu' importante dedicato al settore della ristorazione aeroportuale.

Si e' imposto sia nella sezione "Regional Europe" che "Global" il Ferrari Spazio Bollicine di Milano Malpensa, nato nel 2014 dalla collaborazione tra la cantina trentina e Areas Italia, uno dei player internazionali piu' importanti del travel retail. I Ferrari Spazio Bollicine sono luoghi in cui sperimentare il Ferrari Trentodoc in abbinamento a piatti espressione della migliore tradizione gastronomica del nostro paese, in un ambiente caratterizzato dall'eleganza e convivialita' tipiche italiane. Gli aeroporti sono apparsi da subito il luogo ideale per far vivere un'esperienza unica a migliaia di passeggeri di profilo internazionale.

Dalla prima apertura nel 2013 al Leonardo da Vinci di Roma Fiumicino all'ultima inaugurazione di Milano Linate nel 2015, i Ferrari Spazio Bollicine sono diventati una meta perfetta dove vivere la tradizione dell'aperitivo italiano e si sono contraddistinti per la capacita' di coniugare l'altissima qualita' dell'offerta di vini e bollicine con una proposta gastronomica semplice ma raffinata, ideata da Alfio Ghezzi, chef di Casa Ferrari, che ha recentemente conquistato le due stelle Michelin con il ristorante Locanda Margon.

"Siamo orgogliosi di aver ricevuto questo premio internazionale" commenta Matteo Lunelli Presidente di Cantine Ferrari. "Viene riconosciuto il lavoro di tutta la squadra e si conferma il grande apprezzamento per quell'Arte di Vivere Italiana di cui Ferrari e' espressione e che questi luoghi vogliono raccontare". Sin dalla loro apertura, i risultati dei Ferrari Spazio Bollicine sono stati estremamente positivi e, grazie alla partnership con Areas Italia, confermano il grande successo di questo format, che oggi viene premiato come "Miglior Wine Bar Aeroportuale" a livello globale.

E' ricoverata in prognosi riservata all'ospedale Cto di Torino la donna di 46 anni che si è data fuoco dinanzi alla sede Inps di corso Giulio Cesare. La donna, che è stata intubata, ha ustioni sul 25% del corpo, soprattutto collo, volto e torace, di cui il 10% di terzo grado.

"Oggi vado all'Inps e li faccio tutti neri o viola? Comunque sia gli cambio i connotati e attributi". Ecco il post pubblicato su Facebook, qualche ora prima di compiere il gesto: è ora ricoverata al Cto in gravi condizioni, con ustioni al volto, braccia e torace, alcune di terzo grado. Fuori dal pronto soccorso parla il fratello: "Per prima cosa voglio ringraziare il ragazzo maghrebino che, mentre tutti fuggivano, ha avuto la prontezza di prendere l'estintore e spegnere le fiamme. Senza il suo intervento oggi mia sorella non ci sarebbe più".

Su Repubblica Torino

E ancora: "Ha lavorato in questa azienda come addetta alla pulizie per più di dieci anni, fino a quando i proprietari hanno deciso di appaltare il servizio a una ditta esterna. Mia sorella si è ritrovata disoccupata, anche se in passato lo era già stata, ma essendo molto sensibile viveva questa situazione con molta angoscia. Aveva chiesto all'ex datore di lavoro se fosse stato possibile rateizzare il tfr, così da avere un po' di soldi per le spese vive; erano disposti a farlo ma solo se avesse ritirato la vertenza". La donna, senza figli ma con un compagno, anch'egli disoccupato, vive da sola a Settimo Torinese, poco lontano dalla casa dei genitori. "Non è sempre facile chiedere aiuto – conclude il fratello – a volte vogliamo farcela da soli con le nostre forze, è una questione di dignità. Quello che conta adesso è che mia sorella guarisca presto". 

Roma – Gli italiani mangiano piu' pollo e tacchino, quindi e' centrale un piano d'azione per accrescere il valore del settore avicolo e dare risposte concrete ed efficaci su alcuni temi, quali il benessere degli animali, la qualita' e la sicurezza dei prodotti alimentari, la sostenibilita' dei processi produttivi. E' quanto emerso dalla quinta Assemblea Generale di Unitalia, tenuta oggi a Roma.

Dalla drastica riduzione dell'uso dei farmaci negli allevamenti italiani (quantita' dimezzata in soli cinque anni), alla promozione di un Protocollo d'intesa di tutte le componenti della filiera al vaglio dei Ministeri delle Politiche Agricole e della Salute, fino alla premiazione delle giovani eccellenze italiane attraverso il premio "Avicoltore dell'Anno".

Unaitalia, l'associazione del settore avicolo, ha illustrato una nuova strategia per rilanciare un comparto di primissimo piano del settore zootecnico nazionale (unico nel panorama italiano delle carni completamente autosufficiente, con una percentuale di approvvigionamento pari al 106%) e rafforzare il valore di uno dei prodotti, il pollo e le carni bianche, piu' amati e consumati nel nostro paese.

Gli italiani, infatti, scelgono sempre di piu' pollo e tacchino. Nel 2016 il consumo pro-capite di carne bianca in Italia e' salito a 21,01 kg, +2,7% rispetto all'anno precedente. E malgrado il calo dei prezzi di circa il 9-9.5% abbia di fatto condizionato la marginalita' delle aziende, nell'ultimo anno la produzione di carni avicole e' cresciuta del 5,1%, attestandosi su un valore pari a 1.389.000 tonnellate. I primi dati 2017 indicano una diminuzione delle produzioni di circa l'1,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. "Il settore avicolo italiano – ha spiegato il presidente di Unaitalia Aldo Muraro – si trova di fronte nuove sfide produttive e di comunicazione che impongono scelte strategiche volte ad intercettare i cambiamenti. Gia' da tempo abbiamo favorito un approccio aperto al confronto, che pone al centro della propria attenzione il consumatore, la sicurezza e la qualita' dei prodotti che a questo vengono offerti, con lo scopo di valorizzare gli sforzi, gli investimenti e gli aspetti di grande positivita' di un settore strategico per la zootecnia nazionale e l'economia del Paese". Nel 2016 l'uso di farmaci antibiotici negli allevamenti avicoli e' stato ridotto del 23,7% rispetto al 2015. Un risultato che si aggiunge alla cospicua riduzione pari al 40% rispetto al dato del 2011 registrata nel triennio 2013-2015. In soli cinque anni il settore avicolo italiano, a cui tuttavia gia' si attribuiva meno di un quarto del totale degli antibiotici venduti nel settore zootecnico, ha dimezzato l'uso dei farmaci negli allevamenti.

Il 'pasticciaccio' brutto di piazza Municipio. Gli appelli dei big del Pd, della Chiesa diocesana, delle categorie produttive, dei sindacati e anche del cinque volte sindaco di Palermo Leoluca Orlando, non sono serviti a trascinare l'affluenza a Trapani. Al candidato Pd Piero Savona, l'unico rimasto sul terreno, in una sfida contro se stesso e l'insidioso quorum, serviva una mobilitazione alle urne di almeno il 50 per cento degli aventi diritto più uno. E, invece, complici l'afa, il disinteresse crescente e l'invito alla 'diserzione' di Beppe Grillo e del Psi, si è dovuto accontentare di una modesta partecipazione: appena il 26,46 per cento a fronte del 58,94% di due settimane fa. Un esito che apre la porte al commissariamento e al voto non prima di diciotto mesi, in base a una legge regionale di venticinque anni fa e che mai aveva trovato applicazione finora. 
 
Leggi anche l'articolo dell'HuffPost
 
Di "emergenza democratica" aveva parlato alla vigilia il Pd e la missione quasi impossibile di Piero Savona doveva essere la chiave per risolverla. Una sorta di reduce di una 'guerra' che ha visto cadere i 'nemici' dei campi avversi, uno dopo l'altro. Savona si era piazzato dietro Girolamo Fazio (31,79%), il cui abbandono improvviso ha prodotto il cortocircuito trapanese. Travolto dall'inchiesta "Mare nostrum" con la pesante accusa di corruzione, Fazio forse disperava di piazzarsi in posizione utile e persino davanti a tutti: cosiì, con sulla testa il ricorso della Procura contro la revoca dei suoi arresti domiciliari, prima ha invitato i cittadini a non votarlo, non ritirandosi formalmente per non agevolare il terzo rimasto escluso, l'acerrimo rivale senatore di Forza Italia Antonino D'Alì; poi ha deciso di non presentare entro il termine delle ore 14 di sabato 17 la lista di assessori, cosa che lo ha escluso automaticamente dalla sfida elettorale.  
 
Leggi anche l'articolo del Fatto Quotidiano
 
I guai giudiziari, è un fatto, hanno segnato pesantemente il voto da queste parti, la corsa non solo di Fazio, ma anche di D'Alì, su cui pende la richiesta di obbligo di soggiorno per "pericolosità sociale" della Dda di Palermo: il giudice dovrà decidere nella seconda decade di luglio. Il cerino in mano della "questione democratica", molto corto per la verità, se lo è trovato così Savona che non ha potuto fare altro che scottarsi dolorosamente. E alla città resta la sola strada della gestione commissariale, a fronte di sfide importanti come gli investimenti del Patto per il Sud.

Roma – Il grano di questa annata è di qualità. E' la valutazione dei cerealicoltori bolognesi alla crisi di mercato che attanaglia il settore cerealicolo da più di un anno e alle avversità metereologiche che hanno reso davvero difficile la campagna 2017. 

"Dalle prime analisi – spiega il presidente di Confagricoltura Bologna Guglielmo Garagnani – si preannuncia una qualità straordinaria dei frumenti teneri e duri bolognesi sia per contenuto proteico che per peso specifico; ineccepibile anche dal punto di vista della sicurezza alimentare. Merito della capacità professionale degli agricoltori, dell'utilizzo di nuove varietà e di tecniche agronomiche all'avanguardia". La scelta delle migliori varietà, adatte ai nostri areali, e delle tecniche agronomiche più aggiornate soprattutto per quanto riguarda concimazioni e difesa della spiga, hanno portato ad avere un raccolto 2017 assolutamente sano, cioè privo di micotossine, e con caratteristiche qualitative mai viste prima. Ossia: "Peso specifico nettamente superiore a 84; contenuto proteico sopra ai 13,5 punti percentuali nei teneri e stabilmente sopra i 14,5, con punte fino a 16, nei frumenti duri; siamo in attesa dei primi riscontri sugli altri standard qualitativi, quali quantità di glutine/forza o indice W ed elasticità d'impasto o P/L che auspichiamo essere eccellenti". 

"Pastai, mugnai, stoccatori sono avvertiti, adesso ci aspettiamo che il mercato premi il grande impegno e la professionalità dei produttori, riconoscendo una giusta remunerazione del prodotto anche a fronte dell'aumento dei costi dovuti agli investimenti in tecniche agronomiche e specifiche cure colturali. Quest'anno non è più giustificato un così marcato differenziale di prezzo tra grani di qualità italiani ed esteri, in particolare canadesi e austriaci. Vedremo – e per questo Confagricoltura vigilerà sin da subito – se dalle prossime quotazioni del mercato sui tavoli della Borsa Merci di Bologna, in uscita giovedì, il grano bolognese sar valorizzato alla stregua dei migliori grani esteri di qualità", conclude il presidente di Confagricoltura Bologna.

Roma – E' stata indetta una selezione nazionale per il finanziamento di progetti innovativi finalizzati alla limitazione degli sprechi e all'impiego delle eccedenze alimentari. Lo rende noto il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali che precisa che il bando, previsto dalla legge contro gli sprechi alimentari, prevede lo stanziamento di 500 mila euro. Per ciascun progetto è previsto un finanziamento massimo di 50 mila euro. I progetti potranno essere presentati entro il 21 luglio 2017.

"La legge contro gli sprechi alimentari approvata lo scorso anno – ha commentato il ministro Maurizio Martina – ha reso più semplici le donazioni permettendoci di recuperare sempre più cibo a favore degli indigenti. L'Italia ha lavorato tanto in questa direzione introducendo novità importanti come ad esempio il tavolo antisprechi che riunisce operativamente istituzioni, imprese e enti caritativi. Ma c'è ancora molto da fare e questo bando pubblico è uno strumento fondamentale per trovare soluzioni innovative e sostenere la diffusione di buone pratiche. Ci aspettiamo un contributo importante di idee soprattutto dai giovani".

LE CARATTERISTICHE DEI PROGETTI:i progetti dovranno riguardare:
– la prevenzione o la diminuzione delle eccedenze attraverso il miglioramento del processo produttivo, di raccolta dei prodotti agricoli, o di distribuzione; progetti di ricerca e di sviluppo tecnologico sull'aumento della durata dei prodotti agroalimentari attraverso l'uso di prassi, prodotti, macchinari, tecnologie o l'uso di imballaggi innovativi per aumentare la shelf life degli alimenti; software per l'uso intelligente del magazzino industriale, per la limitazione degli sprechi e il recupero delle eccedenze nella ristorazione o a livello domestico; il recupero e il riutilizzo di prodotti agroalimentari di seconda scelta che attualmente non hanno mercato o hanno mercati residuali; il recupero e il riutilizzo di sottoprodotti o di residui derivanti dalla raccolta, dalla lavorazione principale o dalla preparazione degli alimenti; il recupero degli alimenti invenduti e destinati a mercati rivolti alle fasce meno abbienti; il recupero degli alimenti da destinare agli indigenti anche attraverso l'utilizzo del servizio civile nazionale.

CHI PUO' PRESENTARE I PROGETTI:
– enti pubblici, università, organismi di diritto pubblico e soggetti a prevalente partecipazione pubblica; associazioni, fondazioni, consorzi, società, anche in forma cooperativa e imprese individuali; soggetti iscritti all'Albo nazionale ed agli Albi delle Regioni e delle Province autonome dell'Ufficio Nazionale per il Servizio Civile.

Chi sperava che l'elezione di Donald Trump avrebbe portato a una distensione dei rapporti tra Usa e Russia, in particolare sullo scacchiere mediorientale, è finora rimasto deluso. In particolare dopo l'attacco missilistico americano contro una base aerea dell'esercito siriano avvenuto lo scorso 7 aprile. Un'azione unilaterale che fruttò, per una volta, a Trump i plausi dei partner europei ma suscitò le ire del Cremlino, che ha nel presidente Bashar al-Assad uno dei suoi principali alleati. Il casus belli era stato il lancio di armi chimiche contro la popolazione civile avvenuto a Idlib, le cui responsabilità, tra scambi d'accuse reciproci, non sono mai state chiarite. Colpa dei ribelli, secondo i russi. Colpa di Assad, secondo la Casa Bianca. Che ora sostiene di aver "identificato potenziali preparativi per un nuovo attacco con armi chimiche" da parte del governo di Damasco, "che comporterebbe una strage di civili, compresi innocenti bambini, come è avvenuto lo scorso 4 aprile". Un attacco che Assad pagherebbe "a caro prezzo", tuona Washington. "Se vi saranno altri attacchi contro il popolo siriano sarà accusato Assad ma anche la Russia e l'Iran che lo sostengono nell'uccidere la propria gente", ha rincarato la dose l'ambasciatrice americana all'Onu, Nikki Haley.

La replica del Cremlino: "Minacce inaccettabili"

"Non abbiamo nessuna informazione in tal senso", ha replicato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, definendo "inaccettabili minacce di questo genere alle autorità legittime della Repubblica araba siriana". E a Mosca c'è già chi allude a una manovra degli Usa per giustificare un nuovo attacco contro le truppe di Assad. Come il primo vicepresidente della Commissione difesa e sicurezza del Consiglio federale, il Senato russo, Frants Klintsevich. "Gli Stati Uniti stanno preparando un nuovo attacco alle posizioni dell'esercito siriano, è chiaro", ha dichiarato Klintstevich all'agenzia statale Ria Novosti, "si sta preparando una nuova provocazione cinica e senza precedenti". A detta di Klintsevich, sarà proprio questa provocazione che "passerà come attacco chimico" e potrebbe essere seguito da un raid statunitense "contro chi è sull'orlo di una soluzione costruttiva della situazione".

Mattis rassicura: "Restiamo fuori dalla guerra civile"

Le mosse di Trump in politica estera rimangono molto difficili da interpretare. C'è chi ha visto nel muso duro mostrato contro Mosca in Siria la volontà del presidente, nella bufera per il cosiddetto 'Russiagate', mostrare ai suoi avversari che non esiste alcuna prossimità tra lui e Putin. In campagna elettorale il tycoon aveva definito la rimozione di Assad come una questione non più prioritaria. E anche dopo il blitz di aprile ha continuato a sostenere che le truppe statunitensi si trovano in Siria solo per combattere l'Isis. A rassicurare in merito ai pericoli di un'escalation che avrebbe esiti imprevedibili è ancora una volta il ministro della Difesa James Mattis, volto pragmatico dell'amministrazione Trump. 'Mad Dog' ha ribadito che gli Stati Uniti intendono stare alla larga dal conflitto tra fazioni in corso in Siria: "Non vogliamo, invece, essere coinvolti nella guerra civile", rispetto alla quale "siamo impegnati soltanto per favorire la fine attraverso la diplomazia". "Rispondiamo al fuoco soltanto se siamo attaccati, nel quadro della legittima difesa facciamo quanto necessario", ha proseguito Mattis a proposito del recente abbattimento di un jet di Damasco e di due droni di fabbricazione iraniana. Il momento della verità sarà l'offensiva su Raqqa, ultimo bastione di Daesh in Siria, sotto il fuoco incrociato dei curdi e della coalizione a guida Usa da una parte e dei soldati fedeli ad Assad, sostenuti dall'aviazione russa, dall'altra. "Bisogna muoversi con molta cautela, più siamo vicini e più le cose sono delicate", ammette Mattis. Nell'auspicio che la "linea rossa" aperta tra Washington e Mosca per evitare incidenti in Siria continui a funzionare. 

Roma – E' un "feeling speciale" quello che lega Roma a Taste, l'appuntamento annuale con i migliori ristoranti della capitale che quest'anno si terrà dal 21 al 24 settembre all'Auditorium Parco della Musica. "Il successo del 2016 ha confermato che il pubblico, sempre più attento, consapevole e numeroso, attende ogni anno con maggiore curiosità l'evento che avvicina e racconta i migliori ristoranti della capitale", ha sottolineato Mauro Dorigo, general manager di Brand Events Italy, alla presentazione romana dell'appuntamento.

"Roma e' una città in pieno fermento culinario, nuove aperture, nuove tendenze e i molti premi che i ristoranti ricevono sono a testimonianza di una ristorazione che investe sempre più sulla qualità dell'offerta". Per il 2017, ha proseguito, l'obiettivo è "rendere il festival ancora più coinvolgente e travolgente per i visitatori e i protagonisti della cucina perché Taste of Roma è l'unica grande Festa degli Chef". E dopo il tutto esaurito registrato l'anno scorso nel sabato sera, ora si punta a "superare gli oltre 28mila visitatori del 2016 arricchendosi di ulteriori chef, ristoranti, partner e attività". Quindici gli chef che animeranno la quattro giorni romana: Alessandro Narducci di Acquolina, Kotaro Noda di Bistrot 64, Cristina Bowerman di Glass Hostaria, Angelo Troiani de Il Convivio Troiani, Daniele Usai de Il Tino, Francesco Apreda dell'Imago all'Hassler, Heinz Beck de La Pergola, Fabio Ciervo de La Terrazza dell'Eden, Alba Esteve Ruiz di Marzapane, Roy Caceres di Metamorfosi, Stefano Marzetti del Mirabelle Hotel Splendid Royal, Giulio Terrironi di Ler me, Luigi Nastri di Stazione di Posta, Massimo Vigiletti di Enoteca al Parlamento e Adriano Baldassarre del Tordomatto.

L'appuntamento romano segue la tappa milanese di maggio e preannuncia la novità invernale a Courmayeur, in programma dal 19 al 21 gennaio 2018. Taste of Roma sara anche l'occasione per festeggiare i 15 anni dell'Auditorium al quale gli chef "hanno deciso di fare un regalo", ha annunciato Jose R. Dosal, ad della Fondazione Musica per Roma: "la tradizionale formula che consente a tutti di assaggiare tre prelibatezze dei grandi chef si arricchirà di un quarto piatto dedicato al nostro Auditorium e ispirato al connubio tra cucina e musica". 

Dopo Facebook, multata per 110 milioni di euro dopo aver mentito sulla futura integrazione dei profili utenti con la controllata Whatsapp, e Apple, che dovrà restituire all'Irlanda 13 miliardi di agevolazioni fiscali illegittime, il martello della giustizia del Commissario Ue alla concorrenza, Margrethe Vestager, si abbatte su Google. Era infatti di colpevolezza il verdetto emesso, il 20 aprile 2016, al termine dell'inchiesta aperta dall'antitrust di Bruxelles nei confronti del gigante di Mountain View. La sanzione arriva però solo oggi: 2,4 miliardi di euro, più del doppio degli 1,06 miliardi chiesti a Intel nel 2009. Era da allora che la Commissione Europea non infliggeva una multa così salata per abuso di posizione dominante. Google ha già annunciato appello ma in fondo non è andata manco così male. L'azienda rischiava una multa pari al 10% del fatturato annuo, ovvero 7 miliardi di dollari. L'ammontare della sanzione lascia però intendere che Bruxelles e la società non siano riuscite a giungere a un accordo dopo la chiusura dell'inchiesta. Facebook, mostrandosi collaborativa, aveva infatti ottenuto una multa relativamente leggera.

Perché Mountain View è sotto accusa

Il caso aperto da Bruxelles parte però dal servizio di confronto fra prezzi di Google, lanciato nel 2004 col nome di Froogle e poi diventato nel 2008 Google Product Search e nel 2013 Google Shopping. Dato che il vecchio Froogle, si legge nelle carte dell'inchiesta, "semplicemente non funzionava", dal 2008 la società americana aveva deciso di sostenerlo attraverso lo stesso motore di ricerca. Da allora, chi cerca un prodotto attraverso Google si trova indotto a utilizzare Google Shopping, magari senza saperlo.

Alphabet, casa madre di Google, è poi accusata di chiedere ai produttori di smartphone e tablet che vogliono usare il suo sistema operativo Android di preinstallare l’app di ricerca Google Search e il browser, sempre di Google, Chrome. In particolare, secondo la Commissione, questi diventano servizio di default come precondizione per installare il negozio digitale Google Play. Altre app di ricerca non possono quindi essere installate come servizio default. Non solo, Google chiede ai produttori di smart phone di firmare un accordo che lo obbliga a non vendere prodotti che montano le copie Open Source dei servizi Android create dagli sviluppatori. Alcuni produttori di smart phone, inoltre, avrebbero ricevuto "significativi incentivi" per preinstallare Google Search sui propri dispositivi.

Margrethe si prepara al secondo round

"Quello che Google ha fatto è illegale per quanto riguarda le regole Ue: ha impedito alle altre società di fare concorrenza sulla base dei loro meriti e di innovare. E soprattutto, ha impedito ai consumatori europei di beneficiare di una scelta reale di servizi e dell'innovazione", ha dichiarato Vestager. Ed è solo l'inizio. Nei confronti di Google l'antitrust Ue ha infatti aperto altri filoni d'inchiesta relativi al sistema operativo Android e il servizio AdSense. "La nostra conclusione preliminare è che c'è una violazione delle regole anti-trust dell'Ue", ha spiegato la commissaria, sottolineando che la decisione non e' stata ancora presa, "la decisione di oggi è il punto di partenza per l'analisi sugli altri settori di attività di Google, ma è presto per i risultati finali". 

Roma – L'euro risale ancora nei confronti della divisa americana, dopo le parole incoraggianti di Mario Draghi per quanto riguarda la crescita economica dell'Eurozona. Il governatore della Bce ha sottolineato anche la "prudenza" e la gradualità nel definire i parametri della politica monetaria. Ora la moneta europea viene scambiata a 1,1275 sul dollaro e 126,11 yen.

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