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(AGI) – Roma, 27 giu. – Un incendio e’ divampato questa mattina nella palazzina del centro di accoglienza della cooperativa Atlante sequestrato dalla procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta Mafia Capitale. Si tratta di un edificio di viale Castrense, nel quartiere San Giovanni, attualmente disabitato. Le fiamme hanno riguardato carte e documenti negli uffici al primo piano della palazzina. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e gli agenti del commissariato San Giovanni. (AGI)

(AGI) – Roma, 27 giu. – Torna Michael Connelly e con lui Harry Bosch, uno degli investigatori piu’ amati dagli appassionati di thriller. In ‘La scatola nera’ (Piemme, 372 pagine, 19 euro) Connelly raconta uno di quei momenti in cui e’ difficile conciliare attivita’ professionale e vita privata. Harry Bosch si trova in uno di questi momenti. Ha una figlia adolescente di cui occuparsi, una ragazzina per cui e’ ormai l’unico punto di riferimento, e ha il lavoro, quello che vive da sempre come una missione, che assorbe quasi totalmente i suoi pensieri. E che si fa sempre piu’ pressante ora che Bosch e’ alle prese con un caso che lo inquieta particolarmente. L’aveva gia’ affrontato vent’anni prima, nel 1992, all’epoca dei disordini scoppiati a Los Angeles dopo il pestaggio di Rodney King da parte della polizia, quando era stato chiamato sulla scena dell’omicidio di una giovane fotografa danese. Poi le indagini erano state assegnate a un altro dipartimento, senza alcun esito. Ed ecco che Harry, passato all’unita’ Casi Irrisolti, viene incaricato di occuparsi proprio di quel delitto. Ma il lavoro di indagine e’ complicato anche dalle continue interferenze del nuovo capo, un impiccione che gli mette i bastoni tra le ruote, non gli autorizza le trasferte e arriva a deferirlo anche alla commissione disciplinare. Bosch, come sempre, va dritto per la sua strada e, intuendo che la morte della giovane non e’ stata causata dalla situazione esplosiva della citta’, ma e’ legata a un intrigo assai piu’ complesso, si inoltra in un labirinto di indizi alla ricerca della “scatola nera”, l’elemento rivelatore che potra’ fornirgli la soluzione del caso. Dovra’ tornare indietro nel tempo, ripercorrere una strada intricata a rischio della sua stessa vita e misurarsi con qualcuno disposto a tutto pur di non perdere un potere acquisito con l’inganno. (AGI) Uba

(AGI) – Roma, 27 giu. – Il 5 gennaio 2015, due giorni prima di venire ucciso nell’attentato al suo giornale insieme a undici suoi colleghi, tra cui alcuni dei piu’ noti vignettisti satirici europei, il direttore di Charlie Hebdo, Charb (Stephane Charbonnier), ha consegnato al suo editore quello che di fatto e’ diventato il suo manifesto, e il suo testamento editoriale. Quel testo e’ stato pubblicato in Italia da Piemme con il titolo ‘Lettera ai truffatori dell’islamofobia’ (96 pagine – 14 euro). Ripercorrendo alcune delle pagine piu’ significative della storia di Charlie Hebdo, con le minacce e le polemiche che le hanno accompagnate, Charb risponde con acutissima e pungente logica alle accuse di islamofobia dei benpensanti che, insieme a fatwe e istigazioni al taglio delle mani, il suo giornale si e’ attirato pubblicando le vignette su Maometto. “In virtu’ di quale contorta teoria lo humour sarebbe meno compatibile con l’islam che con qualunque altra religione? Se si lascia credere che si puo’ ridere di tutto salvo di certi aspetti dell’islam perche’ i musulmani sono molto piu’ suscettibili del resto della popolazione, che cosa si fa, se non della discriminazione?” Arguto, lucido, e tragicamente profetico, in queste pagine postume replica non solo ai suoi assassini, ma anche all’ipocrisia di quella classe politica e intellettuale che negli anni ha pericolosamente isolato il giornale. Ricordandoci che sottomere gli individui e la loro liberta’ alle credenze non puo’ che rappresentare un tragico errore. (AGI) .

(AGI) – Roma, 27 giu. – “Uno sforzo gepoolitico comune per la pace” e contro il terrorismo. E’ quello che ha chiesto oggi Matteo Renzi, in un discorso all’Expo di Milano in occasione del business forum Kazakhstan-Italia. “Il businness e’ importante, vogliamo fare di piu’, ma il primo argomento di cui abbiamo discusso e’ che noi condividiamo un’idea di lotta al terrorismo e pace universale, di ascolto e inclusione culturale”, ha detto riferendosi ai suoi colloqui con il presidente kazako Nursulta Nazarbayev. “In questo momento c’e’ un grande bisogno che tutti i Paesi dell’area europea e asiatica collaborino contro il terrorismo per difendere il nostro pianeta dalle minacce dell’estremismo religioso e dal fanatismo che ha colpito anche in queste ore e in questi giorni”, ha aggiunto il premier. “L’Europa che ci piace – ha concluso – e’ quella che costruisce ponti e non muri”.(AGI) .

(AGI) – Port el Kantaoui (Tunisia), 27 giu. – Uno degli autori della strage di Sousse era noto ai servizi segreti tunisini perche’ frequentava estremisti salafiti. Il 23enne Seifeddine Rezgui apparteneva inoltre al gruppo universitario della ‘Gioventu’ islamica’. E’ quanto rivelano i media tunisini che hanno ricostruito il profilo dell’attentatore. Secondo ‘Kapitalis’, lo studente 23enne frequentava un master in ingegneria informatica. Rezgui, nato a Gaafour, nel governorato di Siliana, era stato segnalato in alcune moschee salafite gestite da estremisti islamici, ma la sua fedina penale era pulita e non aveva partecipato, come molti jihadisti, a campi di addestramento nella vicina Libia.

RESORT BLINDATI – Intanto l’esercito ha ‘blindato’ resort, alberghi e luoghi turistici in Tunisia. Il premier, Habib Essid, ha annunciato di aver richiamato i riservisti per garantire la sicurezza, ma migliaia di turisti stanno comunque lasciando il Paese: 2.500 britannici e 600 belgi sono stati gia’ partiti. E il tour operator britannico ‘Thomson Holidays’ ha cancellato tutti i viaggi in programma la prossima settimana in Tunisia.

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Le nuove misure anti-terrorismo entreranno in vigore il primo luglio e prevedono lo schieramento di soldati riservisti nei “siti sensibili e nei luoghi che possono essere obiettivo di attacchi terroristici”, ha annunciato il premier, dopo aver ordinato la chiusura di 80 moschee per incitamento all’estremismo islamico. Si tratta di un “piano eccezionale per assicurare una maggiore sicurezza nei luoghi turistici e archeologici”, ha aggiunto Essid.

 

Tra i 38 morti e i 36 feriti dell’attacco terroristico di ieri ci sono molti cittadini britannici

 


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(AGI)

(AGI) – Milano, 27 giu. – “Cio’ che ci colpisce di piu’ oggi e’ il degrado morale che sembra infilarsi capillarmente nella nostra societa’. La crescita che produce la societa’ sana viene divorata da un’idra a mille teste che ha gangli ovunque”. E’ quanto ha sostenuto Giorgio Squinzi. “E’ il segno malato che i germi della ricchezza facile ci sono stati a tutti i livelli – ha proseguito il presidente di Confindustria, parlando ad un convegno della Federazione nazionale cavalieri del lavoro -. La vita e l’economia reale avranno il sopravvento sulla sfiducia in cui corruzione, malaffare e speculazione sguazzano con piacere, solo come una forte scossa. Non bastano le riforme”. “Lo scarto necessario a vincere i fattori frenanti e inquinanti della vita civile ed economica – ha spiegato Squinzi, rivolto alla platea – e’ prima di tutto culturale e richiama anche noi qui, anche oggi, alle nostre responsabilita’ perche’ con noi si e’ formata la cultura della produzione materiale del lavoro, trasparente e corretto, segnato da un simbolo che portiamo orgogliosamente e che significa lavoro, onesta’, voglia di partecipare”. “Da voi, da noi – ha esortato ancora – deve partire uno stimolo e un richiamo morale forte contro l’apparente e facile moltiplicazione del denaro senza sforzo, contro l’arricchirsi senza scrupoli e senza lavoro”. “Proprio l’Italia dovrebbe essere il Paese piu’ consapevole del fatto che le riforme, anche quando ispirate da ottimi principi, e non sempre e’ cosi’, almeno osservandole con cultura imprenditoriale, senza politiche e applicazione continua, sono poco o nulla”. E’ il netto richiamo di Giorgio Squinzi. “Abbiamo bisogno di riforme esattamente quanto di una stagione lunga di applicazione sistematica di strumenti di intervento per le imprese che siano durevoli, semplici e trasparenti”, ha proseguito il presidente di Confindustria intervenendo a Milano ad un convegno della Federazione nazionale cavalieri del lavoro. “Solo la ripresa della produzione reale, solo la ‘fabbrica’ in tutte le sue declinazioni, puo’ darci crescita duratura e lavoro e agganciarci ad una ripresa che, peraltro e’ in corso un po’ ovunque – ha sostenuto -. Per avere risultati stabili ci vuole una visione di politica industriale, delle regole moderne che favoriscono gli investimenti e politiche con strumenti affidabili e di cui si possano misurare i risultati nel tempo, correggendo gli errori”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 26 giu. – Furto la notte scorsa all’interno del commissariato Viminale di via Farini, nei pressi della basilica di Santa Maria Maggiore. Qualcuno e’ riuscito a entrare all’interno della palazzina, sede del commissariato, attraverso un chiostro interno scardinando una finestra del secondo piano. Si tratta di un chiostro non coperto dall telecamere di videosorveglianza. Secondo quanto si e’ appreso i ladri hanno forzato il cassetto di una scrivania portando via due pistole in dotazione agli operatori del commissariato. La stanza e’ stata sigillata successivamente dagli agenti della polizia scientifica che hanno compiuto un sopralluogo finalizzato a trovare tracc dei responsabili. Le indagini sono affidate agli agenti della squadra mobile di Roma. (AGI) .

(AGI) – Roma, 27 giu. – Il Jobs Act ha incrementato il lavoro a tempo indeterminato ma nella gran parte dei casi si tratta di stabilizzazione di contratti precari e non di un incremento dell’occupazione.

Il dato emerge dal sondaggio “Il Jobs Act a 4 mesi dall’entrata in vigore” della Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro realizzato in occasione della sesta edizione del Festival del lavoro secondo cui solo il 40% degli intervistati pensa che il Jobs Act abbia ricadute economicamente e socialmente significative sul proprio territorio. E alla richiesta di assegnare un voto il risultato e’ un risicato 5.

Oltre il 70% del campione ritiene che non siano aumentate le assunzioni ma si tratti di trasformazone di contratti gia’ in essere. Appena il 10% dei datori di lavoro si ritiene pienamente soddisfatto dei contenuti del Jobs Act, tanto da definirlo uno strumento essenziale per lo sviluppo dell’impresa. Un terzo afferma invece che avrebbe preferito un’altra tipologia di intervento o addirittura lo trova inutile.

La preoccupazione maggiore degli intervistati riguarda cosa accadra’ alla scadenza degli incentivi previsti dalla legge di stabilita’ 2015 e che consente ai datori di lavoro di non pagare i contributi Inps per tre anni fino a poco piu’ di 8 mila euro. Il 71% del campione ritiene che alla fine del periodo si tornera’ ai livelli, anche perche’ ben il 73% degli intervistati non vede alcun segnale di ripresa economica.

Il 29% del campione stima invece che nel prossimo futuro potranno aumentare le assunzioni, ma, nella quasi totalita’, chi ha una percezione positiva del futuro (miglioramento economico generale e quindi aumento dell’occupazione) appartiene alle aree del centro-Nord. Il 75% del campione infine non ha notato particolari cambiamenti nello svolgimento delle proprie attivita’ professionali dal momento dell’entrata in vigore del provvedimento. (AGI) .

(AGI) – Milano, 27 giu. – “Cio’ che ci colpisce di piu’ oggi e’ il degrado morale che sembra infilarsi capillarmente nella nostra societa’. La crescita che produce la societa’ sana viene divorata da un’idra a mille teste che ha gangli ovunque”. E’ quanto ha sostenuto Giorgio Squinzi. “E’ il segno malato che i germi della ricchezza facile ci sono stati a tutti i livelli – ha proseguito il presidente di Confindustria, parlando ad un convegno della Federazione nazionale cavalieri del lavoro -. La vita e l’economia reale avranno il sopravvento sulla sfiducia in cui corruzione, malaffare e speculazione sguazzano con piacere, solo come una forte scossa. Non bastano le riforme”. “Lo scarto necessario a vincere i fattori frenanti e inquinanti della vita civile ed economica – ha spiegato Squinzi, rivolto alla platea – e’ prima di tutto culturale e richiama anche noi qui, anche oggi, alle nostre responsabilita’ perche’ con noi si e’ formata la cultura della produzione materiale del lavoro, trasparente e corretto, segnato da un simbolo che portiamo orgogliosamente e che significa lavoro, onesta’, voglia di partecipare”. “Da voi, da noi – ha esortato ancora – deve partire uno stimolo e un richiamo morale forte contro l’apparente e facile moltiplicazione del denaro senza sforzo, contro l’arricchirsi senza scrupoli e senza lavoro”. Secondo il leader degli Industriali “proprio l’Italia dovrebbe essere il Paese piu’ consapevole del fatto che le riforme, anche quando ispirate da ottimi principi, e non sempre e’ cosi’, almeno osservandole con cultura imprenditoriale, senza politiche e applicazione continua, sono poco o nulla”. “Abbiamo bisogno di riforme esattamente quanto di una stagione lunga di applicazione sistematica di strumenti di intervento per le imprese che siano durevoli, semplici e trasparenti”, ha proseguito il presidente di Confindustria intervenendo a Milano ad un convegno della Federazione nazionale cavalieri del lavoro. “Solo la ripresa della produzione reale, solo la ‘fabbrica’ in tutte le sue declinazioni, puo’ darci crescita duratura e lavoro e agganciarci ad una ripresa che, peraltro e’ in corso un po’ ovunque – ha sostenuto -. Per avere risultati stabili ci vuole una visione di politica industriale, delle regole moderne che favoriscono gli investimenti e politiche con strumenti affidabili e di cui si possano misurare i risultati nel tempo, correggendo gli errori”. “Non si raggiunge alcun tipo di risultato sparando un sol colpo e sperando nella fortuna: vale in impresa, nella vita personale e, ovviamente, in politica”, ha avvertito Squinzi. “Abbiamo commentato positivamente le prime scelte del governo, a cominciare dal jobs act, che hanno dato qualche primo, buon risultato concreto e soprattutto segnato un po’ di discontinuita’ con le rigidita’ sindacali di un tempo”, ha ricordato il presidente di Confindustria, intervenendo a Milano al convegno della Federazione nazionale cavalieri del lavoro. “Ovviamente – ha proseguito – non e’ che l’inizio, ma in Italia non fai in tempo a pensare che le antiche diffidenza contro l’impresa e l’imprenditore siano sconfitte, che ti trovi a dovere combattere contro la class action piu’ punitiva del pianeta, gli imbullonati o la Tasi sugli immobili dismessi”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 27 giu. – Ancora tutti da chiarire i motivi che hanno spinto un uomo di 84 anni, custode di una scuola media, a scagliarsi con violenza contro una donna, vicepreside dell’istituto, armato di un forcone, ferendola gravemente alla gola e al torace. L’episodio e’ successo ieri sera intorno alle ore 19 in via Tor de’ Schiavi, nella zona del Prenestino a Roma. Alla base della violenta lite, molto probabilmente, vecchi dissapori, ma non si esclude il raptus improvviso. Quando gli agenti del Commissariato di zona e quelli del reparto volanti, allertati da una richiesta di aiuto al 113, sono giunti sul posto, hanno trovato l’uomo ancora in lite con altri professori della scuola che, notata la scena, erano intervenuti in difesa della vicepreside. Bloccato definitivamente dai poliziotti – nei confronti dei quali ha reagito con forza prima di essere arrestato, l’uomo non ha voluto rispondere alle domande degli agenti sui motivi del gesto. La donna, e’ stata soccorsa con urgenza in ospedale ed e’ stata sottoposta ad un intervento chirurgico: per ora non e’ in grado di parlare. (AGI) .