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(AGI) – Roma, 17 lug. – Mannarino torna live a Roma stasera per il progetto “Corde” che nel 2013, con un sold out dopo l’altro, aveva incantato il pubblico. Con “Corde 2015”, il cantautore romano porta in scena uno spettacolo totalmente rinnovato. A dare un nuovo vestito musicale ai brani piu’ amati del repertorio di Mannarino saranno le corde, protagoniste assolute di questo show. Domenica ricevera’ a Rosolina Mare (Rovigo) il Premio Amnesty International italia 2015 per aver composto il miglior testo sui diritti civili con il brano “Scendi Giu'”.

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“Quello che cerco di fare con questo nuovo tour- racconta Mannarino – e’ soprattutto far risuonare le CORDE profonde degli spettatori, attraverso quei suoni organici e vivi che escono fuori dalle vibrazioni dei legni e di chi li suona. Uno strumento biologico, come una chitarra, un tamburo o un violino, somiglia molto a un corpo umano, teme il freddo e il caldo, parla piano e urla forte, sa cantare a piena voce e sa anche sussurrare. Questi pezzi di legno, pelle, corde si incastrano bene con gli esseri umani e sono strumenti in grado di tradurre meglio di altri l’anima in suono”.

Queste le prossime date di “Corde 2015”: 18 luglio a ROMA (Cavea dell’Auditorium Parco della Musica per Luglio Suona Bene 2015); il 23 luglio a Monteprandone – Ap (Piazza dell’Unita’, nell’ambito di Cose Pop Festival); l’1 agosto a Sassari (sito prenuragico di Monte D’Accoddi in occasione del Festival Abbabula); il 5 agosto a Melpignano – LE (piazzale del Convento degli Agostiniani, in occasione del So What Festival in collaborazione con SudEst Indipendente); il 7 agosto al Parco Archeologico di Vulci – VT (per il Vulci Music Fest 2015); il 9 agosto a Palermo (Teatro della Verdura); il 10 agosto a Tindari – ME (Teatro Greco); l’11 agosto a Marina di Ragusa – RG (all’ Arena del Mediterraneo Music Festival); il 22 agosto a Pignola – PZ (Cava Ricci nell’ambito di PercorsiDiVersi 2015); il 23 agosto ad Avellino (corso Garibaldi, durante la manifestazione C’entro Per Il Centro); il 25 agosto a Macerata (Sferisterio); il 2 settembre a Prato (Piazza Duomo); 13 settembre a Camigliatello Silano (Monte Curcio, all’interno del festival La Sila Suona Bee); il 18 settembre a Terni (piazza Europa, in occasione del Festival TerniOn). (AGI)

(AGI) – Roma, 17 lug. – L’Europa incassa il ‘si’ del Parlamento di Atene sul piano di riforme e sblocca il prestito per il salvataggio della Grecia. L’Eurogruppo infatti, ha dato il suo via libera “di principio” al terzo programma di aiuti internazionali triennali condizionato al completamento delle procedure nazionali. Intesa anche sul prestito ponte da 7 miliardi di euro, che servira’ per rimborsare i creditori. Nel frattempo la Bce, che ha lasciato invariati i tassi di interesse, ha deciso di alzare di 900 milioni per un’altra settimana il tetto dell’Ela per le banche greche, rassicurando mercati e creditori sulla capacita’ di Atene di rimborsare parte del suo debito il 20 luglio. Un debito, dice il numero uno di Francoforte, Mario Draghi, che va “senza dubbio alleggerito”. Anche l’Fmi e’ pronto a partecipare in maniera completa al pacchetto di salvataggio dell’economia greca per rendere il suo debito sostenibile e permettere al paese di tornare a finanziarsi sui mercati. Lo ha detto il direttore generale del Fondo, Christine Lagarde, intervistata da radio Europe 1. Lagarde ha ribadito che serve, tuttavia, un alleggerimento del debito di Atene che non significa necessariamente un taglio ma potrebbe riguardare l’estensione delle scadenze e un allungamento del piano di rimborso. Nella discussione al Bundestag, che dovra’ dare il via libera al terzo pacchetto di aiuti alla Grecia, la Cancelliera Angela Merkel ha ribadito che nell’Eurozona “non e’ possibile un haircut del debito”.

“E’ stato un accordo duro per tutte le parti in causa ed e’ stato l’ultimo tentativo”. Cosi’ la Cancelliera tedesca, Angela Merkel, parlando dell’intesa tra Europa e Grecia sul terzo pacchetto di aiuti. “Non aiutare la Grecia”, ha proseguito Merkel, “sarebbe stato da irresponsabili e ci sarebbe stato il rischio caos”.(AGI)

 

(AGI) – Roma, 17 lug. – L’occhio infuocato di Caronte infiamma l’Italia causando una vera e propria tempesta di caldo e afa che avra’ pochi precedenti nella storia italiana. La redazione web del sito www.iLMeteo.it avvisa che da oggi e fino a giovedi’ 23 luglio arrivera’ “Hot Storm”, una tempesta di caldo e afa provocata dall’occhio infuocato di Caronte che imperversa da molti giorni sull’Italia.

L’aria rovente proveniente direttamente dal deserto algerino portera’ temperature alle stelle con valori che raggiungeranno facilmente i 39/40° sulle pianure del Veneto, Lazio, Campania, Toscana e Puglia. Valori anche di 41/42° sul Foggiano e coste del Materano. E l’afa aumentera’ il disagio causato dal caldo, infatti l’umidita’ elevata fara’ percepire temperature piu’ alte di circa 4/6° rispetto a quelle reali.

Temporali di calore si formeranno sulle Alpi, specie sui confini e zone limitrofe, localmente fin verso le Prealpi, specie occidentali.

Quando finira’ questa super ondata di caldo africano? Antonio Sano’, direttore del portale www.iLMeteo.it comunica che “il tempo iniziera’ gradualmente a cambiare dopo il 23 luglio quando inizieranno ad arrivare infiltrazioni di aria piu’ fresca atlantica che portera’ ad un calo graduale delle temperature, ma anche alla formazione di violenti fenomeni temporaleschi”. (AGI)

(AGI) – Roma, 17 lug. – A maggio l’indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni ha registrato, rispetto al mese precedente una diminuzione dello 0,6%. Nella media del trimestre marzo-maggio l’indice e’ diminuito dell’1% rispetto ai tre mesi precedenti. Lo rende noto l’Istat. L’indice corretto per gli effetti di calendario nel mese di maggio e’ diminuito in termini tendenziali del 2,5% (i giorni lavorativi sono stati 20 contro i 21 di maggio 2014). Nella media dei primi cinque mesi dell’anno l’indice e’ diminuito del 2,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Sempre a maggio l’indice grezzo ha segnato una diminuzione del 5,8% rispetto allo stesso mese del 2014. Nella media dei primi cinque mesi dell’anno l’indice e’ sceso del 2,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. (AGI) .

(AGI) – Roma, 17 lug. – Un uomo di 71 anni e’ stato trovato cadavere la scorsa notte a Roma accanto alla propria auto con il motore acceso. E’ successo in via Ostiense all’altezza del civico 491. Sul posto sono giunti i Carabinieri della stazione di San Paolo e di via In Selci per i rilievi. Ancora da chiarire quanto avvenuto mentre il medico legale, che ha compiuto un primo esame sul corpo, ha escluso segni evidenti di violenza. L’uomo e’ stato trovato con i pantaloni abbassati. (AGI) .

(AGI) – Damasco, 17 lug. – Il presidente siriano, Bashar al-Assad, ha fatto una rara apparizione in pubblico in una moschea di Damasco in occasione dell’inizio di Eid al-Fitr, la festa musulmana che segna la fine del mese di digiuno del Ramadan. Secondo la presidenza siriana, che ha pubblicato fotografie del presidente, al-Assad e’ andato a pregare nella moschea di al-Hamad nel quartiere di Mouhajirine. Il capo dello Stato era accompagnato dal premier, Wael al-Halqi, il presidente del Parlamento, Mohammed al-Laham e dal mufti’ (la massima autorita’ religiosa sunnita) della Repubblica, Ahmad Badredin. Dopo la preghiera, Assad sorridente ha salutato alcuni cittadini riuniti nella moschea. Dall’inizio del conflitto in Siria, nel marzo 2011, per motivi di sicurezza Assad ha diminuito le sue apparizioni pubbliche, che limita a occasioni speciali e li fa coincidere con feste nazionali. .

(AGI) – Pechino, 17 lug. – E’ di 1.300 miliardi di yuan, circa 209 miliardi di dollari, l’ammontare dell’aiuto statale cinese passato attraverso le grandi banche nazionali per fermare la crisi dei mercati delle scorse settimane, colpiti da una bolla speculativa che ha portato al crollo della Borsa di Shanghai con la perdita di un terzo della capitalizzazione di Borsa. E’ il risultato di un’inchiesta condotta dal magazine economico-finanzario cinese Caijing. Beneficiaria dei prestiti per tamponare le emorragie dei mercati e sostenere il prezzo delle azioni e’ l’agenzia statale che regola il margin financing, la China Securities Finance Corporation (Csf), creata nel 2011 per regolare i prestiti alle agenzia di intermediazione finanziaria che operano in Borsa. La Csf avrebbe prestato parte dei fondi ai broker cinesi per ricomprare le azioni e avrebbe usato un’altra parte dei fondi per intervenire direttamente sui mercati. L’aiuto statale ha funzionato, come mostravano gli indici azionari nei giorni scorsi: dopo il crollo che ha vaporizzato circa tremila miliardi di dollari, la Borsa di Shanghai era tornata guadagnare il 15% dal tonfo in tre sole sedute. Il singolo prestito piu’ alto sarebbe arrivato dalla sesta banca cinese per capitalizzazione, China Merchants Bank (186 miliardi di yuan, circa trenta miliardi di dollari) mentre altri cento miliardi di yuan ciascuna (16 miliardi di dollari) sarebbero arrivati dalle altre cinque grandi banche statali: Industrial & Commercial Bank of China, Bank of China, Agricultural Bank of China, China Construction Bank e Bank of Communication. In totale, al 13 luglio scorso, sarebbero 17 gli istituti di credito cinesi che sarebbero intervenuti sui mercati tramite prestiti interbancari. Per scongiurare il crollo degli indici azionari, la banca centrale cinese, People’s Bank of China, aveva promesso il proprio sostegno alla Csf attraverso il prestito interbancario, l’emissione di bond e altri veicoli finanziari. Secondo quanto spiega al Financial Times Larry Hu economista di Macquarie Securities, la banca centrale cinese vuole minimizzare il proprio ruolo nei prestiti alla Csf, che di recente ha immesso bond per 800 miliardi di yuan nel mercato interbancario, e avrebbe fornito fondi extra alle banche per sostenere la Csf. A rendere appetibili i prestiti alla Csf, per le banche cinesi, sono stati soprattutto due fattori: il basso tasso di rischio, essendo la Csf statale, e i ritorni sui prestiti giudicati “piuttosto buoni” dal magazine cinese. Le rivelazioni di Caijing arrivano all’indomani della pubblicazione sui media cinesi dei giudizi delle agenzie di rating americane Moody’s e Fitch, che nei giorni scorsi minimizzavano i fattori di rischio per l’economia reale del Paese e parlavano di bassa esposizione delle banche al crollo degli indici azionari. (AGI) .

Cast of the Seven Godsends è un titolo indie sviluppato dagli italianissimi Raven Travel Studios, in attività dal 2011 e caratterizzati dalla passione per l’industria videoludica anni ’80, edito da Merge Games e proposto a 6.99€ tramite piattaforma Steam. Tutto ciò che è stato realizzato per questo titolo punta a coinvolgere sia il giocatore di vecchia data nel passato sia le nuove generazioni attraverso una tipologia di titolo arcade assolutamente sulla cresta dell’onda tra anni Ottanta e Novanta: quei run ‘n’ gun-platform che devono la loro fama a giochi come Ghost’n Goblins, Megaman, Turrican e così via.

Incipit

La trama alla base di Cast of the Seven Godsend è piuttosto semplice, come da tradizione, e vede re Kandar, sovrano del paese di Dareca, impegnato nel tentativo di salvare l’erede al trono dalle grinfie dell’imperatore del male Zaraaima, riuscito a evadere dal sigillo che lo teneva imprigionato da ben sette secoli, posto dalle sette divinità del paese. Per riuscire nella sua impresa Kandar dovrà contare sul nuovo intervento delle divinità di Dareca per arrivare, così, alla fine della sua corsa attraverso i sei “mondi” del suo regno e salvare suo figlio.

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Come al solito il lavoro sporco viene fatto da alcuni sgherri del cattivone di turno, saranno presto puniti.

Sappiamo bene che la trama non è il punto di forza di questo genere, ma è comunque apprezzabile l’idea di inserire le sette divinità in aiuto del protagonista in modo da variare nettamente la tipologia di armamentari e mosse speciali.

Un reverenziale tuffo nel passato

Fin dai primi istanti di Cast of the Seven Godsends si respirerà un’aria ben nota, per chi è nato negli anni 80 o prima, in quanto alcune chicche nascoste nei livelli e un gran numero di citazioni e omaggi ai titoli del passato, sia nel level design che in alcune situazioni, sono una piacevole componente del lavoro dei Raven Travel Studios. Un esempio? Nei primi istanti di gioco, saltare su un cumulo di ossa alle nostre spalle farà spuntare un’armatura e ci troveremo ad affrontare degli scheletri. Questi dettagli vi ricordano per caso un titolo Capcom?

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Una cripta e la nostra prima armatura speciale, potremo evocare i poteri di una delle sette divinità di Dareca.

L’elemento più importante che rimanda al passato è naturalmente il gameplay che, nonostante l’impronta nostalgica, presenta comunque alcuni elementi interessanti e più freschi, come la possibilità di ottenere, tramite un’armatura, i poteri di una delle sette divinità. Questa feature viene attivata al ritrovamento di un oggetto speciale (ottenibile se già in possesso di un’armatura tradizionale, come avveniva appunto in Ghost’n Goblins) e la comparsa a schermo della selezione della divinità prescelta per l’occasione, tramite la pressione del tasto di sparo: quindi attenzione al giusto tempismo perché in certe zone saranno più utili certi poteri in particolare.

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Tenendo premuto il tasto “sparo” potremo caricare un attacco speciale, utile contro i boss ma anche in schermate zeppe di nemici.

Apprezzabile è inoltre la varietà di nemici, armi e bonus magici utilizzabili dal nostro eroe oltre, naturalmente, alle diverse ambientazioni che differiscono notevolmente le une dalle altre, non solo esteticamente ma anche per gli ostacoli che si frapporranno tra Kandar e il classico boss di fine livello. Per quanto riguarda i vari stage avremo i classici checkpoint (solitamente due-tre per livello) che ci permetteranno di riprendere, in caso di morte, da un punto avanzato. Nota dolente, sicuramente per le nuove generazioni, sarà la mancanza di un sistema di salvataggio che ci costringerà a dover fare una tirata unica per terminare il gioco, compito che non sarà così semplice da portare a termine per via dell’esiguo numero di vite (aumentabili grazie alla raccolta di bonus e all’uccisione dei nemici) e dei crediti da utilizzare nel peggiore delle ipotesi. Questa scelta è naturalmente dettata dalla volontà di porre Cast of the Seven Godsends in quell’ottica arcade da cabinato dove l’abilità del giocatore decretava la riuscita di una partita, anche a costo di dover ripetere interi stage varie volte. Se questa difficoltà generale da un lato aumenta notevolmente la sfida di questo titolo, dall’altro potrebbe appunto scoraggiare i nuovi giocatori non avvezzi a questa tipologia di gioco o gli utilizzatori di emulatori, abituati a salvare in qualsiasi istante. I quattro diversi finali, le chicche per nostalgici e gli easter-egg sparsi per le location, oltre agli achievments e alla art galery da sbloccare, decretano per Cast of the Seven Godsends un’ottima rigiocabilità e assicurano longevità complessiva. Ad aumentare il livello di sfida ci penseranno i bossi, due per livello, abbastanza impegnativi e dotati di attacchi spettacolari e particolari che richiederanno una buona dose di strategia per riuscire a superarli.

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Scheletri e castelli, il primo mondo strizza l’occhio a Ghost’n Goblins in modo deciso.

Sul versante estetico il lavoro dei ragazzi di Raven Travel Studios è, nel complesso, ben curato, con mappe coloratissime e variegate, armi normali e speciali spesso geniali, e ampio spettro di nemici, come precedentemente accennato. La colonna sonora e l’audio in generale non risultano memorabili, ma comunque seguono un buon ritmo e sono, in definitiva, adeguati al titolo. Il menù di gioco, piuttosto semplice prevede: Nuova Partita, come giocare (un semplice screen che fa da riepilogo ai comandi), le classiche Opzioni, ed Esci. Nei settings potremo dunque customizzare i comandi, scegliere se giocare in Fullscreen o a finestra, attivare l’anti-aliasing e scegliere il blocco a 60 Fps, decidere la difficoltà (Facile, Normale, Difficile, Retrogamer) e impostare audio e lingua. Come prevedibile, data l’origine degli sviluppatori, il titolo presenta l’italiano ed è un multi cinque (inglese, italiano, francese, tedesco e spagnolo).

In conclusione Cast of the Seven Godsends è un amarcord indie che però fa bene al panorama videoludico odierno, soprattutto nostrano, con i Raven Travel Studios che gettano le basi per la riscoperta di un genere all’apparenza semplice ma davvero impegnativo. Il nostro consiglio è di provarlo, grazie anche alla presenza di una demo, e dargli una possibilità: sarà piacevole non solo per gli appassionati di retrogame ma anche per coloro che amano le sfide e i giochi arcade.

Tokusatsu. In pochi conoscono questa parola, che significa “effetti speciali” in giapponese, e tale termine indica un filone di cinema e serie TV piuttosto famoso, anche se nell’ombra. Stiamo parlando di serie come i Super Sentai (quelli che in America vengono rovinati con il nome di Power Rangers) o dei Kamen Rider, dei Metal Hero e tutto ciò che vi è di simile, tutte serie che potete anche seguire sottotitolate in italiano su www.subranger.it dagli Italian Sentai Subranger.
Tuttavia, ciò che ha dato realmente inizio a questo filone, è l’intramontabile lucertolone di cui tutti quanti conoscono come minimo il nome: Godzilla. Apparso per la prima volta al cinema nel 1954, che ha portato a ben trenta film ufficiali, un remake americano del 1998 e infine il recente film di Legendary Pictures e Warner Bros, del 2014, ricevendo consensi e fan non solo in Giappone, ma in tutto il mondo. Con il suo nome originale Gojira (da Gorilla e da Kujira: Balena), ha ora ricevuto anche un adattamento videoludico per PlayStation 3 e PlayStation 4, uscito in Giappone a fine 2014 e in arrivo oggi da noi in Europa. Vediamo di cosa si tratta.

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Mostri affamati

Questo gioco non cerca certo di renderci increduli con una storia arzigogolata o con chissà quali colpi di scena. Godzilla apparve decine di anni fa e venne scacciato, ma quest’oggi è riapparso e sembra essere più determinato che mai a papparsi tutta l’energia del mondo, dato che ora l’umanità gestisce la propria elettricità e ogni suo sistema proprio con il tipo di energia da cui è formato il lucertolone. Dunque, impersonando Godzilla, il nostro scopo sarà andare a distruggere i generatori di energia di tutto il Giappone così da riempirci il pancino, mentre nel frattempo carri-armati e aerei ci infastidiranno come fossero piccole zanzare. Peccato che a volte comparirà un kaiju gigante come noi deciso a metterci i bastoni tra le ruote.

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Battaglia tra kaiju

Kaiju è una parola che indica i mostri giganti provenienti dal panorama giapponese. Parola che è ormai entrata a far parte della collettività, grazie a film famosi come Pacific Rim che hanno iniziato a portare la massa alla conoscenza di questo genere di film e serie TV. Questa è la parola chiave di questo titolo, poichè parlando in maniera realistica, chi mai nel mondo, in un film di Godzilla, ha tifato per l’esercito terrestre anziché per il lucertolone? Da qui è apparso il bisogno di presentare, di pellicola in pellicola, nuovi kaiju che potessero risultare degni avversari del protagonista della serie. Tra dinosauri, falene giganti, mostri di smog e chi più ne ha più ne metta, il Giappone si è ritrovato teatro di epici combattimenti tra esseri enormi, dove gli esseri umani finivano a essere una terza parte il cui unico ruolo era osservare le proprie città mentre cadevano in preda alla distruzione.

Il gioco di Godzilla riprende tutto questo: nella modalità Dio della Distruzione impersoneremo Godzilla, scegliendo uno a uno gli stage da affrontare attraverso una selezione ad albero, e procedendo così all’annientamento di ogni cosa si trovi sul nostro cammino. I comandi, estremamente particolari, richiedono la pressione di L1 ed R1 per voltarci, mentre il movimento con la levetta sinistra è dedicato agli spostamenti in avanti, indietro, o laterali. Con a disposizione attacchi deboli e forti, e l’immancabile “raggio laser” lanciabile quando la barra è piena, il nostro scopo sarà distruggere i generatori di energia presenti in ogni stage. Nel frattempo avremo anche altri obiettivi secondari, tra cui distruggere edifici e artiglieria umana così da assorbire energia e diventare sempre più potenti, sconfiggere i kaiju nemici che occasionalmente potrebbero venire a sfidarci, o andare in punti prestabiliti della mappa da cui gli umani potranno raccogliere dati su di noi così da escogitare nuove strategie e sbloccare nuove sezioni di gioco.
Ogni volta che raggiungeremo la fine dei livelli a disposizione (scegliendo ogni volta la difficoltà della missione seguente, rappresentata dall’accrescimento più lento o più veloce della barra  “Disastro“, la quale determina quanto siano pericolose le risorse degli umani) ci ritroveremo poi a ricominciare daccapo, in uno stile molto arcade, tornando alle dimensioni originali. I progressi veri e propri che faremo in ogni nostra partita sono essenzialmente l’acquisizione delle cellule dei kaiju sconfitti, che ci permetteranno di sbloccarli come creature giocabili, e allo stesso tempo di potenziare le nostre mosse e impararne di nuove nella Modalità Evoluzione.
Nella Modalità Dio della Distruzione, oltre a sfidare gli umani con il classico Godzilla, potremo anche selezionare la modalità Invasione, che ci metterà nei panni di un altro kaiju sbloccato, oppure la modalità Difesa, nella quale useremo uno dei kaiju difensori della Terra per proteggere l’umanità.

Altre modalità presenti nel gioco, a parte la già citata Evoluzione per potenziare i nostri personaggi, sono la modalità Re dei Kaiju (un semplice Survival dove sfideremo 6 mostri nemici uno dopo l’altro), la modalità Enciclopedia (dove sbloccheremo di volta in volta informazioni relativi a tutti i kaiju dell’universo di Godzilla), la modalità online per battersi contro gli amici in battaglie fino a tre giocatori, e infine la modalità Diorama. In quest’ultima potremo collocare i modellini sbloccati di ogni mostro in una qualsiasi ambientazione di cui avevamo precedentemente distrutto il 100% degli edifici. Un modo simpatico per creare la nostra scenetta personalizzata e scattare divertenti foto da condividere in rete.

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Guarda che scaglie sexy

Riguardo il lato tecnico, Godzilla non fa esattamente gridare al miracolo. I kaiju sono ben fatti e modellati, ed è una gioia per gli occhi vedere Godzilla su schermo in questa maniera, tuttavia le ambientazioni sono poco curate e le esplosioni degli edifici sono qualcosa che potevamo comprendere ai tempi della PlayStation 2. Tuttavia c’è da dire che è molto alta la possibilità che tale mediocrità sia stata fatta appositamente per mostrare il lato molto “artigianale” delle opere in questione, come se ci trovassimo effettivamente su un campo di edifici in miniatura fatti di cartone. Il comparto audio presenta poche musiche, sebbene caratteristiche, che vengono presto a noia, e il doppiaggio può essere scelto tra l’inglese e il giapponese, cosa comunque relativa ai soli discorsi tra esseri umani nella modalità storia. Per completare il tutto bastano poche ore, tuttavia queste schizzano oltre la sessantina nel caso si voglia sbloccare tutto il possibile in un farming che però potrebbe presto venire a noia, soprattutto a causa di un sistema di combattimento poco preciso tra kaiju lenti e incapaci di pararsi. Non capiterà di rado una certa frustrazione a causa di inspiegabili colpi mancati, oppure a causa di due nemici insieme che con i loro attacchi combinati non ci faranno nemmeno muovere. Tuttavia, i fan del lucertolone troveranno comunque il tutto piuttosto godibile.

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Con una enorme quantità di kaiju giocabili (tra i quali SpaceGodzilla, Mecha-King Ghidorah, Rodan, Anguirus, Mechagodzilla 1974, Godzilla 1964 e Battra sono esclusive PS4), questo si conferma essere il tributo definitivo a Godzilla. Creato palesemente da appassionati per appassionati, Godzilla riunisce in sé enciclopedie su tutto l’universo del lucertolone e svariate modalità per mantenere viva l’attenzione. Il gameplay è piuttosto lento e macchinoso, con situazioni a volte anche inspiegabili e che faranno crescere spesso una sorta di frustrazione per un mancato tecnicismo ed impossibilità di pararsi, tuttavia, con il passare delle ore di gioco, si inizierà a trovare anche in ciò un certo divertimento a causa della costrizione a utilizzare diverse strategie, volendo anche vigliacche. Non ci sentiamo di consigliarlo a chiunque, tuttavia se amate Godzilla, o se comunque pensate di volerlo iniziare a conoscere assieme al mondo degli altri tokusatsu, provatelo. Non riuscirete a capire molto bene quand’è che avete iniziato a divertirvi abbandonando il senso di perplessità.

(AGI) – Roma, 17 lug. – Mannarino torna live a Roma stasera per il progetto “Corde” che nel 2013, con un sold out dopo l’altro, aveva incantato il pubblico. Con “Corde 2015”, il cantautore romano porta in scena uno spettacolo totalmente rinnovato. A dare un nuovo vestito musicale ai brani piu’ amati del repertorio di Mannarino saranno le corde, protagoniste assolute di questo show. Domenica ricevera’ a Rosolina Mare (Rovigo) il Premio Amnesty International italia 2015 per aver composto il miglior testo sui diritti civili con il brano “Scendi Giu'”.

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“Quello che cerco di fare con questo nuovo tour- racconta Mannarino – e’ soprattutto far risuonare le CORDE profonde degli spettatori, attraverso quei suoni organici e vivi che escono fuori dalle vibrazioni dei legni e di chi li suona. Uno strumento biologico, come una chitarra, un tamburo o un violino, somiglia molto a un corpo umano, teme il freddo e il caldo, parla piano e urla forte, sa cantare a piena voce e sa anche sussurrare. Questi pezzi di legno, pelle, corde si incastrano bene con gli esseri umani e sono strumenti in grado di tradurre meglio di altri l’anima in suono”.

Queste le prossime date di “Corde 2015”: oggi 18 luglio a ROMA (Cavea dell’Auditorium Parco della Musica per Luglio Suona Bene 2015); il 23 luglio a Monteprandone – Ap (Piazza dell’Unita’, nell’ambito di Cose Pop Festival); l’1 agosto a Sassari (sito prenuragico di Monte D’Accoddi in occasione del Festival Abbabula); il 5 agosto a Melpignano – LE (piazzale del Convento degli Agostiniani, in occasione del So What Festival in collaborazione con SudEst Indipendente); il 7 agosto al Parco Archeologico di Vulci – VT (per il Vulci Music Fest 2015); il 9 agosto a Palermo (Teatro della Verdura); il 10 agosto a Tindari – ME (Teatro Greco); l’11 agosto a Marina di Ragusa – RG (all’ Arena del Mediterraneo Music Festival); il 22 agosto a Pignola – PZ (Cava Ricci nell’ambito di PercorsiDiVersi 2015); il 23 agosto ad Avellino (corso Garibaldi, durante la manifestazione C’entro Per Il Centro); il 25 agosto a Macerata (Sferisterio); il 2 settembre a Prato (Piazza Duomo); 13 settembre a Camigliatello Silano (Monte Curcio, all’interno del festival La Sila Suona Bee); il 18 settembre a Terni (piazza Europa, in occasione del Festival TerniOn). (AGI)

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