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(AGI) – Roma, 5 giu. – Le infusioni somministrate con il metodo Stamina sono “pericolose o comunque non sicure per la salute umana”. Lo scrive la sesta sezione penale della Cassazione spiegando perche’, il 21 aprile scorso, confermo’ il sequestro preventivo dei materiali depositati presso gli Spedali civili di Brescia. La Suprema Corte rileva che al metodo Stamina “non puo’ annettersi validita’ scientifica”: allo stato, si legge in una delle sentenze depositate oggi, “non vi sono risultati consolidati ne’ sul tipo di cellula da utilizzare, ne’ sulla via di somministrazione ne’ sulla capacita’ di differenziazione e neppure sul reale beneficio clinico determinato da questo tipo di trattamenti”. I giudici di legittimita’ aggiungono che “deve riscontrarsi una serie di gravi violazioni sia delle norme sulla fabbricazione dei medicinali per terapie avanzate, somministrati con il predetto metodo, sia delle norme sulla qualita’, tracciabilita’ e farmacovigilanza dei prodotti”. Tra i rischi segnalati nella sentenza, la “contaminazione batterica”, “ematoma o emorragia”, “infezione”, “insorgenze di patologie legate a una regolazione immunitaria”, legati alle “attivita’ di estrazione e re-inoculazione delle cellule staminali poste in essere senza le dovute precauzioni e al di fuori delle procedure richieste dalla legge, non solo nel periodo immediatamente susseguente all’infusione, per le caratteristiche di non purezza e di inidoneita’ del prodotto, ma anche in periodi successivi e lontani dall’infusione, per la possibilita’ di insorgenza di processi proliferativi difficilmente prevedibili”. Infatti, sottolinea la Corte, “circa il 25% dei pazienti di cui e’ stato possibile consultare le cartelle cliniche e le schede di monitoraggio ha presentato eventi avversi, nel 14% dei casi anche gravi”. (AGI) .

BatumNella ricerca continua di novità e curiosità filateliche, mi sono capitati tra le mani dei francobolli emissione 1994 di buona fattura e belli da vedere, ma emessi da paesi, sì con una loro indipendenza, ma sconosciuti sia geograficamente che di nome, è il caso di un foglietto del Batum (da una ricerca ho estrapolato da Wikipedia e ringrazio che Batumi già Batum o Batoum è una città della Georgia di poco più diApollo 11 121.000 abitanti, tra i maggiori porti sul Mar Nero e capitale dell’Agiaria, una repubblica autonoma nel sud-ovest del paese) dove sono raffigurati, ben colorati, animali del luogo.

Anche il foglietto e il francobollo, in una speciale emissione per celebrare il 25° anniversario dell’uomo sulla luna Apollo 11 in lamina sottile oro e argento dell’Abkhazia (ricercando allo stesso modo si sa che è un territorio caucasico della Georgia di fatto indipendente, proclamato Stato dai fautori della separazione, con alcuni riconoscimenti internazionali) questi francobolli sono belli da vedere e anche da collezionare, ma la difficoltà di trovare notizie su queste emissioni e i paesi che le emettono, perché sarà anche un modo di far cassa per quadrare il bilancio di quel paese ma fanno sì che rimarranno delle emissioni fantasma senza valore ed è un vero peccato perché aiuterebbero molto, come e capitato in questo caso a me, di conoscere oltre la bellezza dei francobolli anche questi paesi quasi sconosciuti.Abkhazia

(AGI) – Roma, 5 giu. – L’astronauta italiana Samantha Cristoforetti rientrera’ sulla terra l’11 giugno. A confermarlo e’ stata quest’oggi l’agenzia spaziale russa Roskosmos.

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L’atterraggio della navicella Soyuz TMA-15M con a bordo la Cristoforetti, ma anche il russo Anton Shkaplerov e lo statunitense Terry Virts, e’ previsto come sempre nella steppa del Kazakistan nei pressi della localita’ di Dzhezkazgan a sud della citta’ di Karaganda.

Samantha Cristoforetti quando l’11 giugno rientrera’ sulla terra dalla missione di lunga durata sulla Stazione Spaziale Internazionale avra’ battuto due primati, uno a livello italiano l’altro a livello mondiale. La prima astronauta italiana migliorera’ il record di 175 giorni consecutivi nello spazio che apparteneva a Paolo Nespoli con 175 e, rientrando dopo il 7 giugno, anche quello assoluto femminile internazionale che dal 2007 appartiene, con 195 giorni consecutivi, all’americana Sunita Williams.

La 49enne astronauta dell’Ohio con ben sette missioni spaziali alle spalle, quando ha saputo che stava per perdere il primato da detto che “stare lassu’ e’ davvero tanto difficile per il corpo” e che lei ha impiegato ben sei mesi per riprendersi.(AGI)

(AGI) – Roma, 5 giu. – Per ripristinare l’arena del Colosseo, ricostruendo il calpestio, serviranno cinque anni di lavori e e 20 milioni di euro. Lo hanno spiegato il ministro dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini, e il soprintendente speciale per il Colosseo, Francesco Prosperetti, presentando alla stampa il montacarichi delle belve che e’ stato ricostruito all’intero dell’anfiteatro Flavio. “Mi auguro di bandire l’appalto-concorso internazionale per questo progetto nell’arco del 2016”, ha precisato Prosperetti, spiegando che i 20 milioni necessari per l’intera operazione saranno suddivisi nel modo seguente: 16 milioni provenienti da fondi nazionali “paralleli ai fondi strutturali” e 4 milioni dall’importo messo a disposizione da Diego Della Valle per il restauro del monumento, in particolare per il rafforzamento degli ipogei. Il Colosseo – ha sottolineato Franceschini – nella sua grandiosita’ e’ simbolo non soltanto di Roma ma anche dell’Italia. Questo richiede pertanto uno sforzo in piu’ per renderlo piu’ comprensibile e fruibile”. Torna dopo secoli il montacarichi delle belve all’interno del Colosseo. Ricostruito in occasione della realizzazione di un documentario del regista Gary Glassman, e’ stato inaugurato oggi pomeriggio dal ministro dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini, dal soprintendente speciale per il Colosseo, Francesco Prosperetti, e dalla direttrice del monumento, Rossella Rea. “Sono molto contento di questa giornata – ha detto Franceschini nel corso di una conferenza stampa all’interno del monumento – il Colosseo nella sua grandiosita’ e’ simbolo non soltanto di Roma ma di tutta l’Italia. Questo lavoro straordinario che e’ stato fatto e’ stato possibile grazie all’intervento di un privato e in futuro dovremo integrare sempre di piu’ e meglio l’intervento pubblico con quello privato perche’ abbiamo decenni da recuperare su questo”. Il montacarichi, che pesa 3.300 chili, di cui 500 di gabbia, e’ alto 7,90 metri, lungo 4,80 metri e largo 1,74 metri, mentre la gabbia e’ alta 1 metro e misura 1,80 metri per 1,40 metri. E’ stato costruito nel 2013 per la realizzazione del documentario ‘Colosseum – Roman death trap’ ed e’ stato interamente finanziato dal regista Gary Glassman. La soprintendenza chiese al regista che il dispositivo scenico fosse fedele all’originale e che rimanesse oltre la realizzazione del film. Sotto la direzione di Rossella Rea, il progetto e’ stato realizzato dall’ingegnere Umberto Baruffaldi con la consulenza scientifica dell’ingegnere Heinz Beste, dell’Istituto archeologico germanico di Roma, e dall’architetto Barbara Nazzaro. La progettazione e la costruzione sono durati 15 mesi: un intervento unico al mondo – ha affermato Rossella Rea – che si e’ svolto sotto la vigilanza della soprintendenza. Il manufatto e’ stato posizionato con estrema posizione nella collocazione originale, senza neanche sfiorare le strutture antiche”. Si tratta di uno dei 28 montacarichi in uso da Domiziano e Macrino (fine I secolo dopo Cristo – inizi III dopo Cristo): invisibili agli spettatori, questi dispositivi proiettavano improvvisamente le belve nell’arena per animare gli spettacoli di caccia o per eseguire le condanne a morte. Esattamente lo stesso che si vede nella famosa scena del film ‘Il Gladiatore’ di Ridley Scott quando il generale interpretato da Russel Crowe affronta un gladiatore, che viene improvvisamente aiutato da alcune belve che escono dai montacarichi. .

Sono ormai passati svariati anni dall’uscita di Swords & Soldiers, atipico RTS arrivato per praticamente qualunque piattaforma esistente, da Steam a cellulari. Gli sviluppatori, già ben conosciuti per il loro famosissimo Awesomenauts, hanno proposto, stavolta in esclusiva Wii U, il sequel del loro amato titolo che semplifica il genere RTS fino al limite, senza però snaturarlo o farlo diventare troppo semplice. Tutt’altro: Swords & Soldiers ha un fascino tutto suo, che apre il giocatore a tantissime possibilità, e il secondo capitolo è più che altro una grossa espansione che completa il quadro e fa vedere il primo gioco come una sorta di esperimento.

Swords & Soldiers 2 Recensione

Battaglia lineare

Quando si parla di RTS, è molto semplice che la prima cosa che venga in mente sia Starcraft, oppure Warcraft o la serie di Command and Conquer. È assolutamente indubbio che tali siano i capimastri del genere, tuttavia è sbagliato pensare che il “tagliare” via certe parti di gameplay da questa tipologia risulti in un titolo meno profondo, e Swords & Soldiers 2 riesce appieno a dimostrare questo concetto.

Innanzitutto non abbiamo un’ esplorazione a tutto tondo con una visuale dall’alto, ma il gioco si pone con una visuale laterale e un gameplay completamente bidimensionale. Le basi madre delle due fazioni sono poste alle due estremità dell’arena, una a sinistra e una a destra, e l’unica cosa che faranno le nostre unità sarà avanzare inesorabilmente verso la base avversaria, con l’ovvio scopo finale di distruggerla, fin quando non incontreranno avversari oppure ostacoli che provvederanno immediatamente ad attaccare. Il giocatore non ha alcun controllo diretto sul comportamento delle unità: non potremo infatti decidere chi dovranno attaccare né potremo fermarli. Il nostro unico modo di gestire le unità di combattimento (o di supporto) è la scelta di quando crearle e quindi disporle sul campo.

È errato però pensare che il giocatore, a parte ciò, non abbia alcun tipo di decisione in merito a ciò che accadrà: infatti le unità disponibili sono tantissime e tutte molto diverse l’una dall’altra. Se partiamo con semplici guerrieri da mischia che non fanno altro che attaccare in maniera diretta, arriviamo a dover utilizzare poi unità a distanza, o guaritori, o anche demonietti esplosivi che vanno a suicidarsi contro le schiere nemiche. Le scelte poi non si limitano solamente a ciò, ma anche alla costruzione di edifici (che costano oro così come il reclutamento delle unità di combattimento) oppure all’utilizzo di speciali incantesimi che possono sovvertire il corso della battaglia, come fulmini che colpiscono un’area avversaria, oppure uno charme in grado di portare un’unità nemica dalla nostra parte, al costo di Mana. Denaro e Mana sono quindi le due valute di gioco che dovremo conquistare per sostenere la nostra guerra, mandando nelle miniere i nostri schiavetti da raccolta o anche spedendoli in mezzo al campo per raccogliere eventuali drop di denaro dopo aver ucciso dei nemici.

Swords & Soldiers 2 Recensione

Faida multiplayer

Le modalità di Swords & Soldiers 2 sono quelle che più ci lasciano perplessi. Il gioco è senza dubbio ben riuscito, profondo e strategico al punto giusto, e mai frustrante dato che le partite non durano, solitamente, più di una decina di minuti. A questo ci aggiungiamo una story mode, comprensiva addirittura di sfide e livelli bonus, che occuperà l’utente per 6-8 ore, e una modalità skirmish libera che ci metterà contro il computer (con una IA decisamente discreta) o contro un nostro amico in locale. Tutto molto bello se nonchè è completamente assente una modalità di battaglia online, cosa che avrebbe giovato in maniera esponenziale a questo titolo che poteva rivelarsi una vera e propria droga su cui passare ore, e che invece non lascia molto a chi avrà completato la campagna e non ha molti amici interessati con cui battersi.

A parte il comparto longevità, comunque, graficamente il titolo si presenta splendido con artwork e animazioni cartoon davvero divertenti e gradevoli, e la colonna sonora regala qualche traccia meritevole e un buon doppiaggio.

Swords & Soldiers 2 Recensione

Al prezzo a cui è presentato, Swords & Soldiers 2 è senz’altro un gioco meritevole di essere acquistato. Come unico, grande difetto abbiamo notato la sola mancanza del multiplayer online, che avrebbe donato al titolo un boost gigantesco in termini di longevità, tuttavia, anche senza esso, si dimostra essere un RTS solido, ponderato, bilanciato, e dannatamente divertente. Alle armi!

(AGI) – Milano, 5 giu. – Domenica 14 giugno, con l’introduzione dell’orario estivo, il Frecciarossa 1000 entrera’ in servizio commerciale sulla rete Alta Velocita’ italiana: sei convogli della nuova serie dei supertreni di Trenitalia effettueranno otto collegamenti giornalieri no-stop tra Roma e Milano, sette di questi avranno come partenza o destinazione Torino, quattro invece Napoli.

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E’ quanto ha reso noto l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Italiane, Michele Mario Elia, nel suo intervento in occasione del viaggio in anteprima dell’Etr 1000 (Frecciarossa 1000) organizzato per le istituzioni e i media auspicando che a dicembre il ministero dei Trasporti e l’Authority per la Sicurezza Ferroviaria (Ansf) autorizzino il nuovo treno ad aumentare la velocita’ dagli attuali 300 a 350 kmh in modo da ridurre i tempi di percorrenza . “E’ una giornata importante – ha detto il top manager – si chiude un ciclo e se ne apre un altro molto impegnativo. Questo treno e’ una eccellenza italiana nel sistema ferroviario, un’eccellenza del ‘made in Italy’ integrato tra infrastrutture e questo nuovo treno altamente ‘performante’. Siamo qualificati come quelli che in Europa offrono il miglior servizio ad alta velocita’”. Elia ha poi sottolineato che il nuovo treno “e’ in grado di raggiungere una velocita’ massima di 400 km/h ma attualmente non si possono superare i 300 km/h, A dicembre contiamo di poter viaggiare a 350 km/h. Potremo cambiare i tempi di percorrenza – ha spiegato – solo quando avremo un aumento di velocita’ significativo nei termini di 50 km/h”. E con un aumento di velocita’ a 350 km/h, secondo le Fs Italiane, il tempo di percorrenza tra Roma e Milano dovrebbe scendere dalle attuali 2 ore e 55 minuti a 2 ore e 20. I collegamenti Frecciarossa 1000 aumenteranno progressivamente grazie al proseguimento delle consegne da parte delle aziende costruttrici: AnsaldoBreda e Bombardier. “Questo – ha osservato Elia – consentira’ di utilizzare l’attuale Frecciarossa anche su altre rotte”. A oggi sono sei i Frecciarossa 1000 gia’ consegnati dalle aziende costruttrici a Trenitalia, entro dicembre 2015 saliranno a 18-20 nuovi treni completi. La consegna dell’intera commessa si completera’ entro i primi mesi del 2017. Il Frecciarossa 1000, spiega una nota, “ha conseguito l’omologazione a 300 km/h, tecnicamente l’Amis (Autorizzazione di Messa In Servizio) lo scorso 14 aprile, dopo circa due anni di test e prove in linea. Il Frecciarossa 1000 – sottolinea la nota – e’ oggi, in campo ferroviario, l’emblema dell’eccellenza tecnologica e stilistica italiana: ogni sua qualita’ punta al top. Frutto di un investimento di 1,6 miliardi di euro da parte di Trenitalia, il Frecciarossa 1000 e’ veloce, sicuro, confortevole, ecologico, completamente interoperabile, capace quindi di viaggiare su tutte le linee ad alta velocita’ dell’Unione Europea e accorciare sempre piu’ le distanze, in Italia e in Europa. I tempi di viaggio tra tutti i capoluoghi toccati dalla rete ad alta velocita’ potranno, in futuro, ridursi ancora e la qualita’ del viaggio migliorare. Tutto a vantaggio di una maggiore competitivita’ del treno rispetto all’aereo, ai pullman e alle auto”. “Progettato per una velocita’ massima di 400 km/h e una velocita’ commerciale di 360 km/h, il Frecciarossa 1000 e’ attualmente ammesso all’inserimento in servizio per i 300 km/h. Il nuovo treno di Trenitalia si distingue per un’accelerazione di 0,7 m/sec2 da zero a 300 km/h in 4 minuti e per il sistema a trazione distribuita con suoi 16 potenti motori, capace di sfruttare sempre al meglio l’aderenza ai binari. Dotato di speciali carrelli, che gli conferiscono un assetto tale da controbilanciare sempre adeguatamente le forze centrifughe dell’alta velocita’ , il Frecciarossa 1000 vanta un ottimo rapporto massa/potenza, ottenuto grazie alle particolari leghe leggere utilizzate per le casse dei veicoli e per gli arredi. Ogni suo singolo dettaglio, a partire dal profilo della testata, e’ stato studiato e affinato per ridurre la resistenza aerodinamica, garantendo sempre sicurezza e comfort, per i viaggiatori e il personale del treno”. Sul fronte della sicurezza, “il Frecciarossa 1000 – secondo la nota – raggiunge il top anche in fatto di safety, perche’ fornito del piu’ evoluto sistema tecnologico di controllo della marcia del treno, l’Ertms/Etcs, che elimina la possibilita’ di errore umano, monitora istante per istante il viaggio e interviene in automatico, in caso di necessita’. Le sue apparecchiature di segnalamento di bordo integrano i differenti sistemi gestionali nazionali con quelli unificati a livello europeo, assicurando quindi, sempre e in ogni Paese, la massima sicurezza. La sua sicurezza deriva anche dalla massima affidabilita’ conseguita grazie a un sistema di diagnostica predittiva che controlla tutti gli impianti di bordo e trasmette ogni informazione utile al personale sul treno, alle sale operative, ai centri di manutenzione. Cosi’ da rendere tempestiva ed efficace la gestione di eventuali anormalita’. Ed e’ infine sicuro per i materiali adottati, per la distribuzione e conformazione degli spazi interni, per la sua ottima accessibilita’ garantita da 32 porte di entrata/uscita”. Ottima performance anche dal punto di vista ecologico. “Il Frecciarossa 1000 e’ il primo treno AV al mondo ad avere ottenuto la certificazione di impatto ambientale (EPD), perche’ riesce a contenere in 28 grammi l’emissione di Co2 a passeggero chilometro. Un risultato che si spiega grazie alla sua ridottissima resistenza aerodinamica, all’ottimo rapporto massa/potenza e al conseguente risparmio energetico. Prestazioni di eccellenza anche in fatto di abbattimento dei livelli di rumorosita’, riduzione delle vibrazioni, scelta dei materiali: riciclabili per piu’ del 90% e rinnovabili per il 97%”. La nota tiene poi a far presente la comodita’ e l’eleganza del nuovo treno. “Nel Frecciarossa 1000 – si legge nel comunicato – ogni dettaglio e’ stato curato con un riguardo particolare al comfort e alla qualita’ del viaggio: adeguata fruibilita’ di tutti gli spazi, ampiezza dei corridoi, sedili ergonomici, insonorizzazione acustica, luci a led, climatizzazione ambientale, accessibilita’ di persone a ridotta mobilita’, monitor di bordo, prese di corrente per PC, connessione wi-fi. E vibrazioni pressoche’ inesistenti, in virtu’ delle particolari sospensioni di cui sono dotati i carrelli”. (AGI) .

(AGI) – Washington, 5 giu. – Un selfie ‘assassino’ che ha permesso alle forze militari Usa di individuare una base dell’Isis in 22 ore dalla rilevazione geografica grazie all’immagine scattata da un jihadista e incautamente pubblicata sui social media del loro quartier generale. Protagonista l’intelligence Usa in Florida in un particolare che ormai rivela come i servizi lavorino ormai sul web per sgominare la minaccia jihadista. I dettagli dell’operazione sono stati raccontati dal generale dell’aeronautica Hebert Carlise, detto il ‘Falco’, capo del comando aereo di combattimento dell’esercito Usa con base a Langley, in Virginia. Intanto si stringe sempre di piu’ la morsa dello Stato Islamico su al-Hasakah, capoluogo dell’omonima provincia nella Siria nord-orientale, estremo lembo a est del Paese arabo. Secondo fonti jihadiste, dopo aver conquistato due avamposti lealisti a sud della citta’, costituiti da un carcere in costruzione e da una centrale elettrica, i miliziani sarebbero ormai ad appena un chilometro dal perimetro urbano, e soltanto una postazione governativa residua li separerebbe dall’ingresso meridionale. Una rivendicazione smentita peraltro dal regime, secondo cui la situazione sul terreno sarebbe anzi “eccellente”. E’ un fatto tuttavia che l’Aviazione governativa e’ dovuta intervenire per fornire copertura alle truppe di terra e alle formazioni degli ‘shabbiyah’, gli irregolari loro alleati, impegnati in combattimenti sempre piu’ cruenti con l’Isis: lo ha riferito l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, organizzazione in esilio dell’opposizione non radicale con sede a Londra, che puo’ contare su una rete capillare di informatori locali. Lo stesso Osservatorio ha confermato anche l’estrema intensita’ degli scontri, che vanno avanti dall’inizio della settimana e che, pur esigendo un pesante tributo di perdite da ambedue le parti, hanno visto finora lo Stato Islamico prevalere nettamente sugli avversari. I tentacoli dell’Isis intanto colpiscono anche la Turchia dove la polizia di frontiera ha arrestato una studentessa russa di 19 anni mentre tentava di passare in Siria, presumibilmente con l’obiettivo di unirsi ai combattenti dello Stato Islamico. In Libia invece l’Isis ha rapito 86 rifugiati eritrei, probabilmente cristiani. Lo ha reso noto Meron Estefanos, attivista per i diritti umani e co-fondatore della Commissione internazionale per i rifugiati eritrei a Stoccolma, al sito internet britannico “IBTimes”. .

(AGI) – Roma, 5 giu. – Giornata di interrogatori nel carcere romano di Regina Coeli per i primi esponenti politici finiti in manette nell’ambito della seconda tranche dell’inchiesta su ‘Mafia Capitale’. Il primo ad affrontare il giudice Flavia Costantini e’ stato Mirko Coratti, ex presidente dell’assemblea capitolina, che ha respinto l’accusa di corruzione.

Mattarela, “Contrasto a corruzione deve essere severo”

Ros: gli indagati e i perquisiti di ieri

“Mai avuto rapporti, illeciti o di natura economica, con Salvatore Buzzi. Basta leggersi le carte dell’inchiesta: non c’e’ una sola conversazione con lui, intercettata, che mi riguardi”., ha detto Coratti, difeso dall’avvocato Filippo Dinacci. Stando a quanto si e’ appreso, Coratti, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, ha detto al giudice che non ha mai beneficiato di somme di denaro di provenienza illecita e che mai gli sono stati promessi dei soldi da Buzzi o da soggetti vicini al presidente della cooperativa ’29 giugno’ per mettersi al servizio dell’organizzazione criminosa, come ipotizzato dalla procura. Coratti avrebbe detto, tra l’altro, di non sapere nulla dei 10mila euro versati da Buzzi all’associazione ‘Rigenera’ (“non sapevo nulla di questi soldi”), peraltro regolarmente iscritti al bilancio, e ha ribadito al gip: “Buzzi di certo non parlava con me”.

Audio: “La mucca va munta”

Oltre a quello di Coratti oggi sono previsti gli interrogatori di dell’ex assessore della giunta Marino, Daniele Ozzimo, dell’ex responsabile del dipartimento affari sociali del Comune, Angelo Scozzafava e del vicepresidente della cooperativa La Cascina, Francesco Ferrara. “I provvedimenti cautelari che hanno interessato alcuni propri dirigenti non riguardano in alcun modo reati di ‘mafia’. Nessuno dei soggetti coinvolti e’ accusato di aver tenuto comportamenti ‘mafiosi'”, e’ la precisazione del presidente del Cda della coop “La Cascina”, Giorgio Federici.

“Il fulcro degli addebiti mossi nei confronti de ‘La Cascina’ – ricorda Federici – riguarda il Centro di accoglienza dei richiedenti asilo-Cara di Mineo, sito nei pressi di Catania. A tal riguardo e’ ferma convinzione della cooperativa che le procedure di affidamento si siano svolte nel pieno rispetto della normativa vigente e conformemente ai criteri di evidenza pubblica”.

E mentre il Campidoglio stamane e’ blindato ai cronisti, dalle carte dell’inchiesta risulta che tra i 21 indagati a piede libero figurano, tra gli altri, Maurizio Venafro, gia’ capo di gabinetto del Governatore Nicola Zingaretti e Marco Visconti, l’ex assessore all’Ambiente della giunta capitolina guidata da Alemanno. (AGI)

(AGI) – Roma, 5 giu. – E’ di 21 feriti lievi il bilancio di un tamponamento tra due convogli della linea B della metro di Roma, all’altezza della fermata Eur Palasport, direzione Laurentina. L’incidente si e’ verificato mentre un treno fermo alla banchina stava per ripartire con semaforo verde. Il treno successivo e’ sopraggiunto tamponando il mezzo era ancora fermo. Sul posto sono giunte le ambulanze del 118 e gli agenti del commissariato Esposizione.

Metro B: bloccata linea per almeno 4, 5 ore – VIDEO

Secondo il 118, i feriti hanno subito traumi minori: in tutto i pazienti trasportati in ospedale, tutti codici verdi e gialli, in seguito al tamponamento di due convogli della metro B. A stilare il bilancio, “ad emergenza finita”, e’ il 118 secondo cui le situazioni piu’ gravi riguardano un passeggero con la clavicola fratturata ed uno con sospetta frattura del bacino. I pazienti sono stati trasportati in diversi ospedali (San Giovanni, sant’Eugenio, San Camillo, Isola Tiberina, Casilino, Tor Vergata, Aurelia hospital) per evitare il sovraffollamento dei pronto soccorso piu’ vicini al luogo dell’evento. Ares 118 e’ intervenuta con 14 ambulanze e tre auto mediche di coordinamento.

Servizio interrotto fra Magliana e Laurentina

Testimoni, “Pensavamo a una bomba” – VIDEO

Il servizio della metro B e’ interrotto nel tratto Eur Magliana-Laurentina. Atac “ha immediatamente inviato i tecnici sul posto e allertato Vigili del Fuoco e 118. Nel frattempo l’azienda ha attivato un servizio sostitutivo di autobus che serve il tratto interrotto. L’incidente, le cui cause sono ancora da accertare, si e’ verificato in galleria all’ingresso di Eur Palasport. Secondo le prime rilevazioni ci sarebbero alcuni passeggeri contusi”.

(AGI) .

(AGI) – Rho, 5 giu. – “Dobbiamo recuperare, pur nel confronto a volte acceso, il senso del bene comune. E dobbiamo sapere che si fonda sulla legalita’ e sulla trasparenza. Il contrasto alla corruzione deve essere severo, nel nome del diritto e della liberta’ che la corruzione sottrae a ciascuno di noi”. E’ uno dei passaggi dell’intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella ad Expo. (AGI)

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