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AGI – Un Consiglio dei ministri notturno durato sei ore ha approvato il Decreto Semplificazioni ma ‘salvo intese’: nella maggioranza è stato trovato un compromesso su abuso d’ufficio e opere da commissariare. E’ stata stilata una lista di opere prioritarie, ferroviarie e stradali, che potranno essere commissariate con appositi dpcm entro fine anno.

Una settimane di trattativa non è bastata per trovare la quadra finale anche il “salvo intese” riguarderebbe alcuni aspetti “tecnici, non politici”. L’elenco, che dovrebbe includere tra le 40 e le 50 opere, non entra comunque nel testo del decreto e ci sarà tempo fino a fine anno per nominare i commissari. Il decreto interviene, in particolare, in quattro ambiti principali: semplificazioni in materia di contratti pubblici ed edilizia semplificazioni procedimentali e responsabilità misure di semplificazione per il sostegno e la diffusione dell’amministrazione digitale semplificazioni in materia di attività di impresa, ambiente e green economy.

Contratti pubblici ed edilizia

Tra le principali misure in materia di contratti pubblici, al fine di incentivare gli investimenti nel settore delle infrastrutture e dei servizi, si introduce in via transitoria, fino al 31 luglio 2021, una nuova disciplina degli affidamenti di lavori, servizi e forniture. Le nuove norme prevedono:
l’affidamento diretto per prestazioni di importo inferiore a 150.000 euro;
una procedura negoziata, senza bando, previa consultazione di un numero di operatori variabile sulla base dell’importo complessivo, per tutte le prestazioni di importo pari o superiore a 150.000 euro e inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria 

E’ previsto che l’aggiudicazione o l’individuazione definitiva del contraente avvenga entro due mesi, aumentati a quattro in specifici casi. Il mancato rispetto di tali termini, i ritardi nella stipulazione del contratto e quelli nell’avvio dell’esecuzione dello stesso possono essere valutati ai fini della responsabilità del responsabile unico del procedimento per danno erariale e, qualora imputabili all’operatore economico, costituiscono causa di esclusione dello stesso dalla procedura o di risoluzione del contratto. Si introducono, inoltre, disposizioni volte ad accelerare i contratti sopra soglia, prevedendo in particolare che l’aggiudicazione o l’individuazione definitiva del contraente debba avvenire entro il termine di sei mesi dall’avvio del procedimento. Inoltre, si prevede che la pendenza di un ricorso giurisdizionale non costituisca giustificazione adeguata per la mancata stipulazione del contratto nel termine previsto e, per le opere di rilevanza nazionale o sopra le soglie comunitarie, le sospensioni nell’esecuzione potranno essere stabilite dalle parti o dalle autorità giudiziarie solo in casi ben specificati. Sarà poi obbligatorio costituire collegi consultivi tecnici con il compito di risolvere rapidamente le controversie e le dispute tecniche che potrebbero bloccare gli appalti e, per evitare che la mancanza di risorse blocchi i cantieri, viene creato un apposito Fondo, che potrà finanziare temporaneamente le stazioni appaltanti. Infine, si semplificano e si uniformano le procedure di nomina dei Commissari straordinari per le opere di maggiore complessità o piu’ rilevanti per il tessuto economico, sociale e produttivo.

In ambito edilizio, si provvede alla semplificazione degli interventi di demolizione e ricostruzione e delle procedure di modifica dei prospetti degli edifici; all’accelerazione dei termini di svolgimento delle procedure edilizie tramite una conferenza di servizi semplificata per acquisire l’assenso delle altre amministrazioni; al rafforzamento degli incentivi per gli interventi di rigenerazione urbana, con la riduzione del contributo di costruzione da pagare al Comune; alla proroga della validità dei titoli edilizi; alla previsione del rilascio su richiesta dell’interessato circa l’intervenuta formazione del silenzio assenso da parte dello sportello unico edilizia (SUE).

Procedimenti e responsabilità degli amministratori

Per quanto riguarda la semplificazioni dei procedimenti si prevede che, per la maggior parte degli adempimenti burocratici, scaduti i termini previsti dalla legge, valga la regola del silenzio-assenso, con inefficacia degli atti tardivamente intervenuti.
Si introduce la conferenza di servizi semplificata, con la compressione dei tempi: tutte le amministrazioni coinvolte dovranno rispondere entro 60 giorni. Inoltre, le amministrazioni dovranno misurare la durata effettiva dei procedimenti di maggiore impatto per cittadini e imprese, confrontarli con i termini previsti dalla legge e pubblicarli. Si introducono semplificazioni per favorire la partecipazione di cittadini e imprese ai procedimenti amministrativi telematici, introducendo il principio generale che le pubbliche amministrazioni devono erogare i propri servizi in digitale e che i cittadini devono poter consultare gli atti in forma digitale.

Si tagliano anche i costi della burocrazia, prevedendo che, sia per le norme primarie che per i decreti attuativi, nel caso si introducano nuovi costi regolamentari, si debbano eliminare altri oneri di pari valore, oppure rendere i nuovi costi introdotti fiscalmente detraibili.
Si introduce per il periodo 2020-2023, l’Agenda della semplificazione amministrativa, definita secondo le linee di indirizzo condivisa fra, Stato, Regioni, Province autonome ed enti locali e si prevede la definizione di una modulistica standard in tutto il Paese per la presentazione di istanze, dichiarazioni e segnalazioni da parte dei cittadini.

Sul fronte della responsabilità degli amministratori pubblici, si prevede, fino al 31 luglio 2021, la limitazione della responsabilità per danno erariale al solo dolo per quanto riguarda le azioni, mentre resta invariata per quanto riguarda le omissioni, in modo che i funzionari siano chiamati a rispondere in misura maggiore per eventuali omissioni o inerzie, piuttosto che nel caso di condotte attive. Inoltre, la fattispecie del dolo viene riferita all’evento dannoso e non alla sola condotta, viene rafforzata il controllo concomitante da parte della Corte dei conti per accelerare le spese di investimento pubblico e viene definito in modo piu’ puntuale il reato di abuso d’ufficio, affinche’ i funzionari pubblici abbiano certezza su quali sono gli specifici comportamenti puniti dalla legge.

Diffusione dell’amministrazione digitale

In merito alla cittadinanza digitale e allo sviluppo dei servizi digitali della PA, si prevede: l’accesso a tutti i servizi digitali della PA tramite SPID, Carta d’identità digitale (CIE) e tramite AppIO su smartphone; il domicilio digitale per i professionisti, anche non iscritti ad albi; la semplificazione e il rafforzamento del domicilio digitale per i cittadini; la presentazione di autocertificazioni, istanze e dichiarazioni direttamente da cellulare tramite AppIO; semplificazioni per il rilascio della CIE; una piattaforma unica di notifica digitale di tutti gli atti della PA e via PEC degli atti giudiziari; la semplificazione della firma elettronica avanzata; il sostegno per l’accesso delle persone con disabilità agli strumenti informatici; regole omogenee per tutte le PA per gli acquisti informatici, la formazione digitale dei dipendenti pubblici e la progettazione dei servizi digitali ai cittadini; la semplificazione e il rafforzamento dell’interoperabilità tra banche dati pubbliche e misure per garantire piena accessibilità e condivisione dei dati tra le PA; la semplificazione e il rafforzamento della Piattaforma digitale nazionale dati, finalizzata a favorire l’utilizzo del patrimonio informativo pubblico. Si introdurre misure per l’innovazione, volte a semplificare e favorire le iniziative innovative e, in particolare misura, le sperimentazioni mediante l’impiego delle tecnologie emergenti.

Semplificazioni in materia di imprese, ambiente e green economy

Per le imprese, si prevedono: la semplificazione e la velocizzazione dei lavori sulle infrastrutture di rete per le comunicazioni elettroniche e la banda larga; l’aumento dell’importo di erogazione in un’unica soluzione della “Nuova Sabatini” (contributi alle imprese per il rimborso di prestiti destinati a investimenti in beni strumentali) e la semplificazione del medesimo incentivo per le imprese del Mezzogiorno; la semplificazione delle procedure per la cancellazione dal registro delle imprese e per lo scioglimento degli enti cooperativi; il rafforzamento del sistema di monitoraggio degli investimenti pubblici, la semplificazione delle attività del CIPE (Comitato interministeriale per la programmazione economica) e quella delle erogazioni dei contributi pubblici nel settore dell’agricoltura; la possibilità per le società per azioni quotate di prevedere aumenti di capitale in deroga rispetto alla disciplina del codice civile.

 In tema di sostegno alla tutela dell’ambiente e alla green economy, il decreto introduce la razionalizzazione delle procedure di valutazione d’impatto ambientale (VIA) associate alle opere pubbliche; l’esclusione dall’obbligo di assoggettabilità alla VIA e al regime dei beni e interessi culturali per interventi urgenti di sicurezza sulle dighe esistenti prescritti dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che non trasformino in maniera significativa gli sbarramenti; la semplificazione delle procedure per interventi e opere nei luoghi oggetto di bonifica nei Siti di Interesse Nazionale (SIN); la velocizzazione dei tempi di assegnazione dei fondi contro il dissesto idrogeologico ai commissari; la razionalizzazione degli interventi nelle Zone Economiche Ambientali; semplificazioni in materia di interventi su progetti o impianti alimentati da fonti di energia rinnovabile, nonche’ per realizzare punti e stazioni di ricarica per veicoli elettrici; una nuova disciplina sui trasferimenti di energia rinnovabili dall’Italia agli altri Paesi europei, con benefici per le casse dello Stato; l’estensione ai piccoli Comuni (fino a 20.000 abitanti) del meccanismo dello “scambio sul posto altrove” per incentivare l’utilizzo di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili; un piano straordinario di manutenzione del territorio forestale e montano per soddisfare le esigenze di miglioramento della qualità delle superfici forestali secondo direttrici incentivanti e di semplificazione; semplificazioni per il rilascio delle garanzie pubbliche da parte di SACE a favore di progetti del green new deal.

AGI – Marmotte, cani della prateria e altri roditori che finiscono preda dei cacciatori: sono questi i veicoli attraverso i quali il batterio della peste continua a mietere vittime nel mondo. Gli ultimi casi di peste bubbonica si sono verificati in Mongolia provocando allarme nel governo cinese. E’ nel mantello di quei piccoli animali che vivono le pulci portatrici dello Yersina Pestis, il batterio responsabile della malattie tanto temuta dall’uomo. Il caso dei due cacciatori della Mongolia che hanno contratto l’infezione, spingendo le autorità cinesi a mettere in stato di allarme sanitario una intera provincia. Non si tratta comunque di una novità. Nel periodo 2010-2015, ad esempio, si contano nel mondo 3.248 casi di contagio e 584 morti, mentre tra il primo agosto e il 17 novembre del 2017 sono stati registrati 2.267 contagi e 195 vittime.

Nel 2019 sono stati riportati diversi episodi isolati in Cina e negli Stati Uniti, probabilmente a seguito di pasti a base di marmotte e cani della prateria. Nel solo mese di novembre dello scorso anno, nella Mongolia Interna sono stati rintracciati ben due casi di peste polmonare e un caso di peste bubbonica, quest’ultimo probabilmente dovuto all’ingerimento di carne cruda di coniglio selvatica infetta. 

“Globalmente – riporta l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) –l’ultima vera e propria epidemia urbana di peste negli Stati Uniti è stata nel 1924-25, a Los Angeles, e da allora la malattia si manifesta soprattutto nelle aree rurali al ritmo di 10-15 casi all’anno, principalmente in due zone: quella del New Mexico, nord Arizona e sud Colorado e tra California, sud dell’Oregon e Nevada occidentale”. Gli ultimi episodi restano pertanto piuttosto locali e non acquistano rilievo epidemico, in parte anche grazie alla tempestività delle cure, che riduce notevolmente il tasso di mortalità associato alla malattia.     

“Al momento – precisa l’Iss – non è disponibile un vaccino contro la peste, per cui non è possibile effettuare un trattamento preventivo di questa malattia. Diventa quindi essenziale riconoscerne i sintomi rapidamente e intervenire nelle prime ore dalla loro comparsa. La peste polmonare si manifesta con febbri, mal di testa, debolezza, e un rapido sviluppo di polmonite, con i suoi segnali caratteristici: respiro corto, dolori toracici, tosse. Se il trattamento non è rapido, il paziente può morire nel giro di pochi giorni. Per ridurre le probabilità di morte è essenziale trattare con antibiotici entro le prime 24 ore dalla comparsa dei sintomi”.     

Sul sito ufficiale dei Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie americani è stata pubblicata una raccolta di raccomandazioni per la prevenzione della peste. Tra queste, la disinfezione delle superfici potenzialmente contaminate, il trattamento con antibiotici per sette giorni anche alle persone che potenzialmente entrate a contatto con il malato, la cura per l’igiene degli animali domestici e la consultazione di specialisti in caso di manifestazioni di sintomi associati alla malattia, come febbre, bubboni, piaghe, dolori polmonari o anche in caso di contatti con persone infette. 

AGI – Alex Zanardi è stato sottoposto ad un nuovo intervento chirurgico, eseguito dai professionisti del maxillo-facciale e della neurochirurgia, volto alla ricostruzione cranio-facciale e alla stabilizzazione delle zone interessate dal trauma riportato in seguito all’incidente del 19 giugno scorso. Lo rende noto la direzione sanitaria dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese.

L’operazione effettuata – si legge in una nota – fa parte degli interventi programmati dall’équipe multidisciplinare che ha in cura l’atleta per permettere ogni prosecuzione del percorso terapeutico. “Le fratture erano complesse”, spiega il professor Paolo Gennaro, direttore della UOC Chirurgia Maxillo-Facciale dell’Aou Senese, aggiungendo come “questo abbia richiesto un’accurata programmazione che si è avvalsa di tecnologie computerizzate, digitali e tridimensionali, fatte a misura del paziente. La complessità del caso era piuttosto singolare, anche se – conclude il professor Gennaro – si tratta di una tipologia di frattura che nel nostro centro affrontiamo in maniera routinaria”.

Dopo l’intervento, durato circa 5 ore, Alex Zanardi è stato nuovamente ricoverato nel reparto di Terapia intensiva dove resta sedato e ventilato meccanicamente: le sue condizioni rimangono stabili dal punto di vista cardio-respiratorio e metabolico, gravi dal punto di vista neurologico, la prognosi rimane riservata.

Il paziente viene valutato quotidianamente dai professionisti che lo hanno in cura e sulla base di questo, anche in accordo con la famiglia Zanardi, l’Aou Senese comunica che il prossimo bollettino verrà diramato non appena ci saranno significative variazioni del quadro clinico dell’atleta. 

AGI – Il mondo della musica e quello del cinema piangono il più amato compositore di musiche per il cinema, Ennio Morricone. In settant’anni di carriera ha composto 500 colonne sonore, venduto 70 milioni di dischi e vinto due Oscar (uno alla carriera e l’altro per ‘The Hateful Eight’ di Quentin Tarantino nel 2016), tre Grammy, quattro Golden Globe, un Leone d’Oro alla carriera, cinque Bafta tra il 1979 e il 1992, 10 David di Donatello, 11 Nastro d’Argento, due European Film Awards e un Polar Music Prize.

Una carriera, quella del compositore romano, sempre all’insegna del continuo perfezionamento: “Non credo di essere un narcisista e ritengo che il successo sia un evento provvisorio ed è duro, molto duro, confermarlo nel tempo”, aveva spiegato in un’intervista. “Ogni volta che penso di aver fatto il massimo, so che si puo’ ancora fare meglio”. Sempre generoso, Morricone scrisse le colonne sonore delle pellicole d’esordio di una decina di registi destinati a diventare protagonisti del cinema italiano (e non solo): da Lina Wertmuller (‘I basilischi’, 1968) a Marco Bellocchio (‘I pugni in tasca’, 1965), da Silvano Agosti (‘Il giardino delle delizia’, 1967) a Liliana Cavani (‘Galileo’, suo primo film per il cinema del 1968), da Salvatore Samperi (‘Grazie zia’, 1968) a Roberto Faenza (‘Escalation’, 1968), da Alberto Bevilacqua (‘La califfa’, 1970) a Dario Argento (‘L’uccello dalle piume di cristallo, 1970) fino a Carlo Verdone (‘Un sacco bello’, 1980). Senza contare che sono sue le musiche delle opere seconde di registi come Bernardo Bertolucci (‘Prima della rivoluzionè, 1964), Sergio Leone (‘Per un pugno di dollari’, 1964) o Terrence Malick (‘I giorni del cielo’, con cui vinse l’Oscar per la miglior regia nel 1978).

Nato a Roma il 10 novembre 1928, originario di Arpino, in provincia di Frosinone, Morricone ha vissuto da protagonista le grandi stagioni della cinematografia e della discografia italiana, passando con disinvoltura e sapienza dai set di Cinecittà agli studi di Rca, dagli ‘spaghetti western’ che tanto devono alle sue musiche agli arrangiamenti di oltre 500 canzoni, lavorando con artisti del calibro di Paul Anka, Chet Baker e Mina (sue le note di ‘Se telefonando’ di Costanzo).

Compositore, musicista e direttore d’orchestra con una formazione e diploma da trombettista, a partire dal 1946 ha composto oltre 100 brani classici e ha scritto le musiche di più di 500 tra film e serie tv, oltre che opere di musica contemporanea. La sua carriera come arrangiatore per il cinema inizia nel 1955 e cinque anni dopo, nel 1961, firma la sua prima colonna sonora per il film ‘Il federale’ di Luciano Salce.

La fama internazionale arriva con gli ‘spaghetti western’ di Sergio Leone (‘Per un pugno di dollari’ del 1964, ‘Per qualche dollaro in più’ del 1965 e ‘Il buono, il brutto e il cattivo’ del 1966) che gli darà grande fama. Con Sergio Leone firmerà anche ‘C’era una volta il West’ e ‘C’era una volta in Americà. Ma è tutto il western all’italiana ad essergli debitore, tra cui Duccio Tessari e Sergio Corbucci, con titoli come ‘Una pistola per Ringo’, ‘La resa dei conti’, ‘Il grande silenzio’, ‘Il mercenario’, ‘Giù la testà, ‘Il mio nome è Nessuno’.

E’ autore di colonne sonore, tra i tantissimi, per Bernardo Bertolucci (‘Prima della rivoluzione’ del 1964 e ‘Partner’ del 1968), Marco Bellocchio (‘I pugni in tasca’ del 1965 e ‘La Cina è vicina’ del 1967), Vittorio De Seta (‘Un uomo a metà’ del 1966), Giuseppe Patroni Griffi (‘Un tranquillo posto di campagna’ del 1968 e ‘Metti una sera a cena’ del 1969), Pier Paolo Pasolini (‘Uccellacci e uccellini’ del 1966 e ‘Teorema’ del 1968), Gillo Pontecorvo (‘La battaglia di Algeri’ del 1966 e ‘Queimada’ del 1969), Carlo Lizzani (‘Mussolini ultimo atto’ del 1974) e Dario Argento (‘L’uccello dalle piume di cristallo’ del 1970, ‘Il gatto a nove code’ del 1971 e ‘Quattro mosche di velluto grigio’ del 1972 ). Ha scritto musiche anche per tantissimi registi internazionali, da John Carpenter a Brian De Palma, da Barry Levinson a Mike Nichols, da Terrence Malick a Roman Polanski, da Oliver Stone a Quentin Tarantino.

Ha scritto colonne sonore per oltre 60 pellicole che hanno vinto premi tra cui molte premiate all’Academy Award come ‘I giorni del cielo’, ‘Mission’, ‘The Untouchables – Gli intoccabili’, ‘Nuovo Cinema Paradiso’, ‘C’era una volta in America’, ‘The Hateful Eight’. Negli anni Settanta la sua fama è tale che viene chiamato a scrivere il tema ufficiale dei mondiali di calcio d’Argentina del 1978. L’anno successivo arriva la prima candidatura all’Oscar con ‘I giorni del cielo’ di Terrence Malick. Prima delusione a cui faranno seguito altre cinque: ‘Mission’ di Roland Joffè nel 1987 (il più doloroso per lui che commento’: “A quelle musiche tenevo particolarmente. Invece l’Oscar lo prese Herbie Hancock per ‘Round Midnight’. Per carità: non discuto l’artista, ma non erano neanche tutte composizioni originali”), ‘Gli intoccabili’ di Brian De Palma l’anno successivo, ‘Bugsy’ di Barry Levinson nel 1992, ‘Malena’ di Giuseppe Tornatore nel 2001.

Nel 2007 l’Academy gli dà l’Oscar alla carriera che gli viene consegnato da Clint Eastwood. Il 26 febbraio 2016 il nome di Ennio Morricone viene scritto sulla stella numero 2574 nella celebre Hollywood Walk of Fame. E’ il preambolo al successo tanto ambito e inseguito (e meritato) che arriva, annunciato, il 29 febbraio 2016: nella notte degli Oscar di Los Angeles trionfa al sesto tentativo nella categoria miglior colonna sonora per le musiche ‘Hateful Eight’ di Quentin Tarantino (che ha creato per lui anche un preludio di dieci minuti su schermo rosso).

Ennio Morricone era Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana dal 27 dicembre 2017, nonchè accademico effettivo dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia e socio dell’associazione Nuova Consonanza impegnata in Italia nella diffusione e produzione di musica contemporanea. Un artista internazionale che non ha mai sentito il fascino di emigrare all’estero malgrado le molte ‘sirene’. Una sua dichiarazione di qualche anno fa spiega bene il personaggio: “Una volta il produttore Dino De Laurentiis mi offri’ una villa bellissima a Los Angeles – racconto’ – ma rifiutai. Non avrei mai potuto abbandonare Roma. E’ la città dove sono nato, dove sono cresciuto, a cui si legano moltissimi ricordi. Credo che non potrei vivere in nessun’altra città del mondo”. 

E’ morto nella notte al Campus biomedico a Roma il maestro Ennio Morricone, uno dei più grandi compositori al mondo. Aveva 92 anni. Nei giorni scorsi era caduto e aveva riportato una frattura al femore. 

“All’alba del 6 luglio si è spento con il conforto della fede, Ennio Morricone”. Lo comunica su incarico della famiglia, il suo legale ed amico avvocato Giorgio Assumma. “Il maestro ha conservato sino all’ultimo – aggiunge il legale – piena lucidità e grande dignità. Ha salutato l’amata moglie Maria che lo ha accompagnato con dedizione in ogni istante della sua vita umana e professionale e gli è stata accanto fino all’estremo respiro. Ha ringraziato i figli e i nipoti per l’amore e la cura che gli hanno donato. Ha dedicato un commosso ricordo al suo pubblico dal cui affettuoso sostegno ha sempre tratto la forza e la propria creatività. Il funerale si svolgerà in forma privata nel rispetto del sentimento di umiltà che ha sempre ispirato gli atti della sua esistenza”.

“Ricorderemo sempre, con infinita riconoscenza, il genio artistico del Maestro Ennio Morricone. Ci ha fatto sognare, emozionare, riflettere, scrivendo note memorabili che rimarranno indelebili nella storia della musica e del cinema”. Lo scrive il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, su Twitter, in ricordo del compositore scomparso.

Nella guida qui di seguito confrontiamo le munizioni 7.62×39mm di Escape From Tarkov, titolo sviluppato da Pavel Dyatlov e disponibile per ora solo in versione beta su PC.

Questo calibro viene utilizzato dai fucili AK-103, AK-104, AKM, AKMN, AKMS, AKMSN, Vepr KM/VPO-136, OP-SKS, SKS.

Escape From Tarkov

  • 7.62×39mm BP. Infliggono un danno pari a 58 e hanno una potenza di penetrazione dell’armatura pari a 47.
  • 7.62×39mm PS. Infliggono un danno pari a 54 e hanno una potenza di penetrazione pari a 37.
  • 7.62×39mm T45M. Infliggono un danno pari a 62 e hanno una potenza di penetrazione pari a 31.

Nella lista sono appena state mostrate le caratteristiche principali e più importanti delle munizioni in questione. Per dettagli molto più specifici fate pure riferimento alla seguente immagine.

tarkov 7.62x39mm

Le migliori sono in assoluto le 7.62×39mm BP, che riescono ad abbattere anche un eventuale bersaglio corazzato con pochi colpi ben assestati.

Escape From Tarkov è attualmente disponibile per PC, è ancora in beta ed è possibile acquistarlo solo sul sito ufficiale. Lo sviluppatore Pavel Dyatlov ha affermato che sarà disponibile su Steam solo dopo il rilascio completo, con l’idea di portarlo successivamente anche su PlayStation 4 e Xbox One.

L’articolo Escape From Tarkov: Guida alle munizioni 7.62×39mm proviene da GameSource.

AGI – Chi si commuove ascoltando le note che Ennio Morricone scrisse per ‘Mission’, magari non sa di aver ballato su quelle arrangiate dal grande maestro per alcuni brani pop cosi’ famosi da essere entrati nella storia del costume italiano. E’ il caso di ‘Guarda come dondolo’ e ‘Abbronzatissima’, parte del felice sodalizio con Edoardo Vianello. Perchè, colonne sonore a parte, non è minore l’attività di Morricone sul fronte del pop italiano, in qualità di compositore e arrangiatore. La prima collaborazione risale al 1958 quando arrangia “Buon Natale a tutto il mondo” di Domenico Modugno. Nel 1961, lo stesso anno in cui le sue colonne sonore debuttano al cinema accompagnando le sequenze de “Il federale” di Luciano Salce, compone “Faccio finta di dormire” e “Cicciona Cha Cha” per Vianello.

L’anno dopo, è quindi il 1962, prosegue l’attività con Salce nei film “La voglia matta”, “La cuccagna”, e anche con Vianello per il quale arrangia il 45 giri “Pinne fucile ed occhiali/Guarda come dondolo” e “Abbronzatissima”; per quanto riguarda la composizione pop è invece la volta di altri due giganti del cantautorato italiano: Luigi Tenco, per il quale arrangia le musiche di “Quello che conta” e Gianni Morandi per il quale compone “Go-Kart Twist”. Nel 1963, parallelamente al lavoro con Lina Wertumuller per “I basilischi”, compone “Pel di carota” per Rita Pavone e “Nel corso” di Gino Paoli, per il quale arrangerà anche “Sapore di sale” l’anno dopo, cui testo è proprio della Wertumuller in un crossover di artisti del panorama culturale italiano del massimo livello.

Il 1964 al cinema è l’anno della consacrazione: escono ben nove musicati da Morricone e tra questi “I maniaci” di Lucio Fulci, “I marziani hanno 12 mani” della coppia Castellano e Pipolo, “Prima della rivoluzione” di Bernardo Bertolucci ma, soprattutto, “Per un pugno di dollari” di Sergio Leone, tra l’altro suo compagno alle elementari, grazie al quale si aggiudicherà il primo Nastro D’Argento. In radio quell’anno pero’ viene suonata “Domani prendo il mio treno” di Paul Anka.

Per quanto riguarda la musica leggera italiana è il 1966 l’anno in cui regala due perle destinate a rimanere per sempre nella storia del genere. Come successo per “Nel corso” di Paoli, si parla di due corto circuiti stimolati dall’incontro di piu’ artisti di primo piano. Nel primo caso si tratta di “Se telefonando”, canzone composta come sigla della terza stagione della trasmissione “Studio Uno”. A cantarla è Mina; il testo è di Maurizio Costanzo e del drammaturgo e critico letterario Ghigo De Chiara; ma i fiati del brano sono un’idea di Morricone che, racconterà, si era lasciato ispirare dalle sirene della polizia di Marsiglia.

Ma il 1966 è l’anno di un altro incontro artistico che resterà storico: “Uccellacci uccellini”, brano composto per i titoli di testa dell’omonimo film diretto da Pier Paolo Pasolini (autore delle parole del brano), film che tra l’altro vanta l’ultima interpretazione da protagonista di Toto’. A cantarla è Domenico Modugno, che nella storia della nostra musica in qualche modo segnerà il passaggio dalla canzonetta al pop per come lo conosciamo oggi.

Da ricordare, sempre nel ’66, il contributo come arrangiatore al 45 giri “C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones/Se perdo anche te” che consacrerà Gianni Morandi. Negli anni successivi saranno diversi gli impegni nel pop di Morricone, ma è nel biennio 1968/69, mentre prosegue naturalmente un’intensissima attività per il cinema con registi del calibro di Corbucci, Comencini, Petri e ancora Bertolucci, Pasolini e Leone, che il maestro collabora a tre brani con Sergio Endrigo: “Canzone per la libertà”, “Filastrocca vietnamita” e “Una breve stagione”, i cui testi sono firmati da intellettuali come Luciano Lucignani, Sergio Bardotti e Leoncarlo Settimelli.

Negli anni ’70 il nome di Ennio Morricone è già di livello internazionale, non è un caso infatti che il decennio, che culminerà nel ’79 con la sua prima candidatura agli Oscar per “I giorni del cielo”, si apra con una collaborazione d’eccellenza con la cantautrice statunitense Joan Baez per la quale scrive la musica di “Here’s to You”, inserita nella colonna sonora del film ‘Sacco e Vanzetti’ e che in italiano verrà cantata da Gianni Morandi col titolo “Ho visto un film”. L’attività pop di Ennio Morricone si concluderà nel 1989 con un altro grande della nostra musica, Zucchero, per il quale compone la musica di “Libera l’amore”, il brano che chiude “Oro Incenso & Birra”. 

“Apprezzo moltissimo il lavoro di Conte, come ha guidato il governo in uno dei passaggi più difficili della storia della Repubblica e come cerca sempre il punto di equilibrio in una coalizione inevitabilmente complicata, perché nata tra avversari alle elezioni”. Quindi, “mai pensato” a sostituirlo in corsa. E’ quanto dichiara il ministro per i Beni culturali e capo delegazione dem al governo Dario Franceschini in un’intervista a la Repubblica.

Secondo il ministro del Collegio Romano, pertanto, per i dem allo stato attuale e “in questa legislatura non esistono né un altro premier né un’altra maggioranza” e quindi “ogni nostra parola, anche quando appare critica, è per migliorare l’azione del governo, non per indebolirla”. Tanto che anche il segretario Nicola Zingaretti, secondo Franceschini, ha detto “con chiarezza che intende rafforzare l’azione di governo nel suo ruolo di segretario e di presidente di Regione”.

Il punto per il capodelegazione Pd a Palazzo Chigi è semmai un altro: “Il controsenso politico – dice Franceschini – è che una squadra che sta governando l’Italia poi si presenti divisa alle elezioni regionali. Chi puo’ capire il perche’?”, si chiede.

“Non insieme contro la destra ma gli uni contro gli altri”, quindi divisi. “Politica e semplice buonsenso dicono che è un errore gravissimo e – secondo Franceschini – in questa direzione vanno le parole di Zingaretti e Conte su cui sarebbe utile un supplemento di riflessione di 5 Stelle e Italia viva” è l’invito del ministro per l’unita’ politica ed elettorale.

Google supporta l’utilizzo dell’app Immuni. Sulla home page del motore di ricerca è spuntato da stamattina un link che rimanda alla pagina di download dell’app di contact tracing scelta dal governo italiano.

Stessa cosa su YouTube, società controllata da Mountain View, dove sulla home è spuntato un video di 15 secondi caricato dall’account ufficiale di Google che invita a scaricare l’app “per aiutare il Paese, proteggendo la tua privacy”. 

Con 697.358 casi di Covid-19 confermati, l’India ha superato la Russia ed ora è il terzo Paese nella triste classifica del contagio. Il governo di New Delhi ha reso noto che ci sono stati 24 mila casi solo nelle ultime 24 ore.

L’India ha registrato 19.963 morti per la pandemia, un tasso nettamente inferiore a quello verificato nella maggior parte degli altri Paesi gravemente colpiti, Stati Uniti e Brasile, quelli con il maggior numero di casi confermati.