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Sei eventi per spiegare alle aziende italiane l’importanza della trasformazione digitale. È l’obiettivo del tour organizzato da Var Group e che toccherà sei città italiane. Sarà la ventunesima edizione dell’evento promosso dalla società, e racconterà 19 testimonianze di aziende che hanno sviluppato progetti di ‘Digital transformation’ attraverso video e dirette dalle aziende che racconteranno esempi possibili di digitalizzazione. Riguarderanno, fa sapere la società, i “temi di più urgente attualità”, come la sicurezza online delle aziende (Cybersecurity), l’industria 4.0, ma anche le nuove tecnologie in grado di migliorare la produttività delle imprese come ad esempio la collaboration nella realtà virtuale, i chatbot, la realtà aumentata, il riconoscimento facciale e le varie applicazioni che queste tecnologie hanno nel mondo del retail.

"Soluzioni calate nella realtà imprenditoriale italiana"

L’obiettivo, spiega l’azienda, è “presentare soluzioni calate nella realtà del nostro tessuto imprenditoriale”. E quindi XNova, un nuovo approccio metodologico pensato da Var Group per le aziende italiane, che permette di usare l’innovazione come leva per valorizzare i processi e cogliere tutte le opportunità che offre la trasformazione digitale, fornendo gli strumenti necessari e una visione globale per guidare e integrare le soluzioni più evolute a beneficio del business. Una chiave pragmatica per aggirare da un lato la complessità delle nuove tecnologia, dall’altro la conseguente diffidenza da parte delle aziende.

Le tappe del tour

Il tour di Var Group (qui tutte le informazioni) partirà da Firenze il 24 ottobre, per poi toccare Reggio Emilia il 26 ottobre, Milano il 7 novembre, Vicenza l’8 novembre, Roma il 14 novembre e Ancona il 16 novembre. Le aziende che racconteranno le loro esperienze nell’adozione del digitale nella produzione, tra le altre saranno  Crif, MM – Metropolitane Milanesi, ERG, Elica, BricoCenter,Parmalat, Gruppo Gabrielli, Olsa Informatica, Epta, Dime, Fabo, Fosber, IMR, Colorobbia Consulting, Hypertec, Kemon, TechnoAlpin, Frescobaldi, FaceShoes. 

Sarà una lunga notte quella tra sabato 28 e domenica 29 ottobre, quando spostando indietro le lancette dell’orologio dormiremo un’ora in più. Torna così l’ora solare che ci porteremo dietro per i prossimi 4 mesi, fino al 25 marzo 2018. Termina così dopo 7 mesi l'ora legale, la variazione convenzionale dell'orario astronomico che:

  • da un lato consente risparmi energetici
  • dall'altro fa godere ai cittadini di un maggior numero di ore di luce solare.

Tutti gli effetti negativi del cambio ora

Insonnia e inappetenza. Ma anche pessimismo, sensi di colpa e apatia. Sono questi alcuni dei disturbi che alcuni italiani potrebbero riportare a causa del cambio dell’ora. Stando a uno studio di ‘In a Bottle', l'accorciamento delle giornate provoca malumore a ben un italiano su 2 e ansia.

"Queste conseguenze trovano una spiegazione nella cronobiologia di alcuni nostri processi fisici e mentali", ha spiegato Michele Cucchi, direttore sanitario del Centro Medico Sant Agostino di Milano. “Le attività ormonali e cerebrali che regolano il sonno e le malattie dell'umore – ha continuato – hanno una ritmicità giornaliera, mensile e annuale. Molte teorie derivate da evidenze scientifiche suggeriscono che la depressione sia proprio la malattia dei ritmi biologici.

Una loro alterazione precipiterebbe i meccanismi che generano la sindrome depressiva, fatta non solo di mal di vivere, pessimismo, sensi di colpa e apatia, ma anche di sintomi più 'fisici' e più intuitivamente riconducibili ai ritmi circadiani: insonnia, inappetenza, un'oscillazione della gravità della sintomatologia nel corso della giornata”.

Questi effetti sono in buona parte modulati dalla quantità di luce che riusciamo a raccogliere nella giornata. "Nell'esperienza di chi soffre di ansia e depressione, è possibile riscontrare un peggioramento dei sintomi proprio in questo periodo dell'anno, momenti in cui è sempre poco indicato fare cambi di terapia, rimandando tali cambiamenti ai periodi di maggiore stabilizzazione stagionale”.

A soffrire di più sono le ‘allodole’

Per fortuna con qualche piccolo accorgimento è possibile affrontare il cambio ora con il minor disagio possibile. "Innanzitutto, bisogna verificare il proprio profilo personale che può essere quello del gufo o dell'allodola", ha detto ancora Cucchi. "L'ora solare ad esempio, crea più problemi alla seconda categoria", ha aggiunto, spiegando che le allodole sono le persone che tendono ad andare a letto presto e a essere mattinieri. “Gli effetti ormonali di questi cambiamenti – ha continuato  – vengono attenuati dall'attività fisica, in modo particolare quella aerobica. Ma bisogna prendere delle precauzioni a riguardo: infatti è consigliabile solo a chi non soffre di disturbi cardiovascolari”.

Molti disturbi si combattono a tavola

“Mantenere un buono stato di vita e un'alimentazione corretta potranno servire per prevenire o contrastare i disagi legati al cambio d’orario”, spiega la nutrizionista Carmen Campana. A soffrire di disturbi connessi alla reintroduzione dell'ora solare non sono soltanto gli adulti, ma anche i bambini: “uno spuntino pre nanna con un bicchiere di latte caldo agirà contro l’insonnia".

I sette consigli dell’esperta:

  1. E' bene non esagerare con le porzioni e mantenersi leggeri per evitare di appesantire ulteriormente il fisico. Privilegiare, quindi, metodi di cottura semplici: al vapore, alla griglia, al forno e al cartoccio.
  2. A colazione è consigliabile bere una tisana con un cucchiaino di miele (al posto dello zucchero) che combatte la stanchezza e restituisce il buon umore. Si possono consumare spuntini di frutta fresca associati al consumo di frutta secca, come una manciata di noci o mandorle.
  3. Nelle ore serali evitare di assumere alimenti che richiedono tempi di digestione molto lunghi come cibi ricchi di grassi oppure cibi in scatola o superalcolici e tutti gli alimenti eccitanti.
  4. Pane, pasta, orzo, riso: contengono l'amminoacido triptofano, che favorisce la produzione di serotonina garantendo il benessere cerebrale. In particolare il riso indicato per combattere stanchezza e problemi digestivi, anch'essi tra le conseguenze negative del cambio dell'ora.
  5. Tra la verdura fresca (condita con olio di riso e di girasole), via libera agli spinaci che contengono magnesio, calcio, vitamina B6 e acido folico, sostanze che favoriscono il rilassamento muscolare.
  6. Per contrastare la stanchezza assumere la vitamina b1 (tiamina). Questa presiede alla trasformazione dei carboidrati in energia ed è fondamentale per la salute delle cellule nervose. E' contenuta nei cereali integrali, semi, legumi.
  7. Vietata l'assunzione degli ‘acidi grassi trans’, associata a maggior aggressività ed irritabilità. Motivo in più per limitare il consumo di margarine e cibi pronti in questo periodo dell'anno.

 

 

Il Corriere scrive che il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco allontana l’idea di lasciare Palazzo Koch. Repubblica parla del piano di Gentiloni per riconfermare il governatore, con l’appoggio del presidente della Bce Mario Draghi. Secondo La Stampa, però, il mandato sarebbe condizionato. Resta forte anche la pista della successione interna con l’attuale direttore generale Salvatore Rossi.

Bankitalia sapeva

Dai documenti che Visco consegnerà alla commissione parlamentare d’inchiesta emergerebbe che Bankitalia sapeva della deriva di Etruria e delle banche venete dal 2013 (Corriere). 

Gli esponenti del Pd e quelli del governo continuano a litigare sulla mozione che chiedeva discontinuità per Bankitalia (Repubblica). Il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda definisce la mozione “un incidente”. Il presidente del Pd Matteo Orfini risponde: “No, è democrazia“. Quella che Ezio Mauro su Repubblica definisce "la falsa ribellione"

La cocaina è una delle droghe più diffuse e consumate nel pianeta. Generalmente è considerata una droga per ricchi, anche se negli ultimi anni la tendenza si è decisamente invertita. Ad esempio, è aumentato il consumo tra i giovani e le università sembrano decisamente tra i luoghi dove se ne consuma di più.

A fare il punto sul consumo di cocaina nel mondo ci ha pensato l'ufficio delle Nazioni Unite sulle droghe e sul crimine (United Nations Office On Drugs and Crime, ndr). Ha analizzato il consumo degli uomoni e delle donne dai 16 anni in poi e ne è uscita una mappa interattiva (la potete navigare qui) con una media di quante persone, ogni 100, fa abituale uso di cocaina. La sopresa è chi guida la top 10: l'Albania, con una media di 2.5 persone. L'Italia non rientra nella classifica delle prime dieci, ma la media è di una persona ogni 100. Come in buona parte dei paesi mappati. 

Ecco le prime dieci nazioni per consumo di cocaina

1. Albania – 2.50

2. Stati Uniti – 2.30

3. Regno Unito – 2.25

4. Spagna – 2.20

5. Australia – 2.10

6. Uruguay – 1.80

7. Cile – 1.73

8. Paesi Bassi – 1.60

9. Irlanda – 1.50

10. Canada – 1.46

Un gruppo di archeologi tedeschi hanno scoperto un alcuni denti fossilizzati di 9,7 milioni di anni e ritengono possano riscrivere la storia umana. Lo riporta il quotidiano inglese The Independent. Questi resti sono stati ritrovati dagli scienziati in quello che fu un letto del fiume Reno, vicino alla città di Eppelsheim, a sud di Francoforte.
 
Pare che questi denti siamo molto simili a quelli di "Lucy", lo scheletro di 3,2 milioni di anni ritrovato in Etiopia e considerato l'anello di congiunzione nell'evoluzione della scimmia in uomo. Eppure non assomigliano a quelli di altre specie che si trovano in Europa o in Asia, riaccendendo l'ipotesi non africane delle origini umane.
 

"Una scoperta che potrebbe cambiare tutto"

 
Questa scoperta ha scompaginato talmente tanto le ipotesi degli scienziati che hanno deciso di non pubblicarla per almeno un anno. Il putno chiave è che si tratterebbe di uno stato evolutivo molto simile a quello del fossile etiope, ma cinque milioni di anni più 'vecchi'. Il direttore del Museo di storia naturale di Mainz, Herbert Lutz, ha parlato di "Un grandissimo colpo di fortuna, ma anche di un grandissimo mistero". 
 
In una conferenza stampa dove ha annunciato la scoperta, il sindaco di Mainz ha ipotizzato, su suggerimento degli scienziati, che la ricerca potrebbe costringere gli scienziati a "Rivedere la storia degli uomini primitivi. Non voglio drammatizzare troppo la scoperta, ma non è esagerato ipotizzare che dovremmo iniziare a riscrivere la storia dopo la scoperta annunciata oggi". 
 

Il video dell'Independent

Axel von Berg, un archeologo locale, ha detto che i nuovi risultati hanno "stupito gli esperti". Con la prima pubblicazione della ricerca comincia il lavoro vero. Capirne scientificamente la portata. Adesso infatti sono diverse le prove fossili che vedrebbero le "grandi scimmie" girovagare per l'Europa già milioni di anni fa, anche se al momento non ci sono conferme della presenza di ominidi nel continente in quel peoriodo. Al momento la scienza dice infatti che gli umani moderni si sono evoluti in Africa orientale tra i 400.000 e 200.000 anni fa, e poi, circa 70mila anni fa, hanno cominciato la loro 'diaspora' nel resto del mondo. 

Quando si parla di miliardi e tecnologia, in questo periodo spunta spesso un nome: Softbank. Nata come società di Tlc, ha varato una nuova strategia che punta a trasformare il gruppo nel maggiore investitore globale nel settore tecnologico: una strategia che sta accelerando, con acquisizioni e investimenti in componentistica, guida autonoma, realtà virtuale, robotica. Ecco come funziona il Vision Fund e quali sono i più importanti investimenti di SoftBank nell'ultimo anno.

Come funziona Vision Fund

Lo strumento attraverso il quale compiere questo disegno si chiama Vision Fund, un fondo d'investimento da 100 miliardi di dollari (93 dei quali già in dotazione). Come funziona? E chi sono i suoi finanziatori? Softbank ha optato per una formula ibrida che utilizza due canali, in proporzioni comuni a tutti i partecipanti:

  • debito (per il 62%)
  • ed equity (per il restante 48%).

Chi partecipa, in sostanza, investe in due modi: acquista una quota della società e presta capitali che verranno ripagati con un tasso del 7% annuo durante il ciclo di vita del fondo (12 anni). Una combinazione, definita "rara" dal Financial Times, che dovrebbe ridurre il rischio senza rinunciare all'obiettivo di ritorni cospicui. 

Chi sono i soci, dagli arabi agli Us

Buona parte delle risorse (45 miliardi) arrivano dal Saudi Arabian Public Investment Fund, il fondo sovrano saudita: 28 miliardi in debito e 17 in equity. Un altro fondo sovrano (di Abu Dhabi) ha messo sul piatto 15 miliardi (9,3 in debito e 5,7 in equity). Un gruppo di società tecnologiche formato da Apple, Qualcomm, Foxconn e Sharp ha investito complessivamente altri 5 miliardi. In questa gigantesca torta, Sofbank non ha la fetta più grande (che spetta al fondo saudita).

Ma è l'unico socio a investire solo in equity: con 28 miliardi detiene quindi la maggioranza assoluta del capitale. In altre parole: ha il potere di guidare il fondo, dettando la strategia e indicando gli obiettivi. Il ceo di Sofbank, Masayoshi Son, ha affermato di volersi dedicare proprio a questo obiettivo, delegando la gestione operativa del gruppo e lasciando ampia autonomia alle società acquisite o partecipate.

Quali sono le società che ha comprato finora

Lo sforzo di Sofbank è già visibile scorrendo gli investimenti compiuti negli ultimi 12 mesi, che dovrebbero in gran parte rientrare sotto l'ombrello di Vision Fund. Il fondo dovrebbe infatti detenere il 25% di Arm Holdings (produttrice di microprocessori acquisita lo scorso luglio per 32 miliardi di dollari) e un quarto dei 4 miliardi investiti da Softbank in Nvidia (società statunitense specializzata in schede grafiche). Il gruppo ha sborsato 5 miliardi di dollari per Didi Chuxing (la Uber cinese) nel più grande round della storia.

Ed è in trattative per investire circa 2 miliardi anche in Uber. Ha puntato 1,4 miliardi in Paymt (compagnia indiana di e-commerce e e-payment) e un miliardo su OneWeb (società di telecomunicazioni che punta a produrre satelliti dal 2018). E ancora: ha partecipato a un round che ha portato 502 milioni nelle casse di Improbable (startup specializzata in realtà virtuale) e a uno da 360 milioni in favore di Guardant Health (società che sviluppa sistemi per la diagnosi precoce del cancro). Ha investito 300 milioni in WeWork (piattaforma per la condivisione di servizi e spazi di lavoro), 100 in 99 (la Uber brasiliana) e acquisito Fortress Investment Group per 3,3 miliardi. Il 9 giugno altre due acquisizioni, entrambe nella robotica: Softbank ha rilevato da Alphabet (per una cifra riservata) Boston Dynamics e Schaft, creando così un polo del settore che annovera già Aldebaran Robotics (sviluppatrice del robot Pepper). A luglio ha partecipato al round che valorizza Deliveroo 2 miliardi. 

Oltre 40 siti culturali a rischio, da nord a sud. La mappa dell'Italia "pericolante", proprio in quella che è la sua maggiore ricchezza ossia il patrimonio storico e artistico, è stilata da Italia Nostra, e torna drammaticamente d'attualità dopo il crollo di un capitello nella Basilica di Santa Croce, a Firenze, costato la vita a un turista spagnolo. I dati sono contenuti nella seconda edizione della "Lista Rossa", un censimento del patrimonio culturale italiano in pericolo, redatto alla fine del 2016 da Italia Nostra.

Attraverso le 200 sezioni presenti da Nord a Sud del Paese, l'associazione ha avviato una mappatura, per monitorare lo stato in cui versano beni artistici e architettonici, beni comuni o paesaggi in abbandono o bisognosi di tutela, siti archeologici meno conosciuti, centri storici, borghi, castelli, palazzi, chiese, singoli monumenti in pericolo. Tra i 40 siti individuati (qui la lista completa in una mappa navigabile) cinque sono quelli condiderati "a grande rischio".

I 5 'grandi rischi' tra i 40 siti culturali pericolanti in Italia

 

  1. A partire dall'area archeologica della città antica di Teano, dove la mancanza di fondi da parte del Polo Museale Regionale della Campania e le mancate rimesse del Governo "ne stanno determinando il tragico declino". Nessuna manutenzione ordinaria al monumento, tanto da obbligarne la chiusura al pubblico. Il complesso, secondo l'associazione, necessita di un progetto di restauro e consolidamento delle cime murarie fuori terra, ripristino dei percorsi di visita e potenziamento della comunicazione sia sotto l'aspetto didattico sia per la conoscenza del monumento in ambito regionale, nazionale e internazionale.
     
  2. Segue la Fabbrica Alta a Schio (Vicenza): progettata dall'architetto belga Auguste Vivroux ed eseguita sullo stile di quelle belghe e inglesi", si sviluppa all'interno dell'area Lanerossi. Da un lato della costruzione si eleva l'elegante ciminiera a sezione quadrata, con iscrizione "1862? sulla sommità. Svuotato e inutilizzato, il complesso versa in uno stato di degrado, e l'accessibilità è limitata all'autorizzazione del Comune.
     
  3. Altro caso, forse ancora più eclatante, è quello delle Scuderie Reali di Villa Ada a Roma, l'antica Villa Savoia. Il complesso delle Scuderie Reali dentro la villa comunale, doveva ospitare parte della grande collezione di giocattoli che l'amministrazione comprò con la giunta Veltroni. Con la giunta Alemanno, il museo, che si doveva sviluppare su tre piani con aree per eventi, bar, ristoranti, non si fece più, in quanto venne considerato un costo eccessivo. Oggi, in mancanza di altri progetti di utilizzo, l'edificio, molto amato all'epoca da Re Vittorio Emanuele II, è in completo stato di abbandono.
     
  4. Ci spostiamo in Sardegna con le torri costiere Sinis Cabras: elementi di grande valore storico- architettonico, sostruite tra '500 e '600, gran parte delle torri difensive versano in condizioni molto precarie e sono necessari interventi di consolidamento senza i quali rischiano di crollare.
     
  5. Infine, Italia Nostra segnala il caso del Borgo di Fogliano, a Latina: situato sulla riva del lago omonimo (il maggiore dei laghi costieri dell'Agro Pontino), Il Borgo di Fogliano è riportato nelle antiche carte come villaggio di pescatori, ma vi furono ritrovamenti archeologici risalenti, secondo alcuni studiosi, al II sec. a. C. Il bellissimo sito è frequentatissimo dai cittadini di Latina, ma la Villa e il Giardino sono in degrado totale e il Casino Inglese, dopo un restauro iniziato nel 2003 e mai terminato, è inutilizzato. Ad oggi non risulta chiara l'utilizzazione di questo splendido sito, nè chi debba emanare un bando per la sua gestione. 

Questi i fatti: un giornalista francese gira un video per raccontare ai lettori del suo periodico, Auto Moto Magazine, le caratteristiche della nuova Skoda Karoq. A un certo punto partono in sottofondo le inconfondibili note di Nino Rota che hanno reso celebri "Il padrino" di Francis Ford Coppola. Poi lui parte: "Benvenuti a Corleone, la città del padrino". Prova l'auto in giro per Palermo e dintorni, poi si ferma in una piazzetta e inizia a descrivere l’abitacolo. Apre con un telecomando il portabagagli dell'auto e si vede un uomo incaprettato. "In Sicilia si usa fare così". Il video è stato poi rimosso dalla testata, ma non è difficile trovare in rete.

Sui social parte la polemica. Montata nella giornata di ieri fino ad interessare direttamente il ministro degli Esteri Angelino Alfano, che ha incaricato l'Ambasciata italiana in Francia di mandare una lettera di protesta alla testata e al giornalista che ha realizzato il servizio. "Un video inqualificabile" scrive su Facebook. "La Sicilia non è assolutamente quella rappresentata dal giornalista francese che, nel maldestro tentativo di pubblicizzare un'auto, offende la regione e gli italiani". 

 

L’Istat ha analizzato i dati che raccontano come è cambiata l’Italia negli ultimi 60 anni, da quando cioè è entrata in Europa. Un “lavorone” come lo definisce oggi il Corriere della Sera che sintetizza i risultati dell’indagine.

I dati si riferiscono soprattutto agli effetti economici dell’Europa sul nostro tessuto produttivo e sulla nostra economia. Una prima fotografia riguarda il passato meno recente. Quando videro vita alla Cee firmando il trattato di Roma “Italia, Francia, Germania Ovest, Belgio, Olanda e Lussemburgo erano più o meno nella stessa barca”. Da allora la struttura produttiva, scrive Milena Gabanelli sul quotidiano di via Solferino, “è cambiata profondamente, ma almeno fino al 2008, le economie di questi Paesi sono andate convergendo”.

L’export ci sta salvando

Poi arriva la crisi. Proprio nel 2008. E cambiano le carte in tavola. “Ha trascinato al crollo della domanda interna, al blocco degli stipendi e all’arresto de consumi, a cui si aggiunge, nel 2011, il «rischio Paese»”. Qualcosa comincia a cambiare nel 2012, le imprese più dinamiche, dalla manifatturiera alla meccatronica, si sono orientate verso i mercati esteri, “e dal 2012 l’export ci sta salvando”. 

60 anni dopo, i problemi sono sempre gli stessi

Eppure, spiega Gabanelli, i problemi dell’Italia sembrano gli stessi. Oggi come 60 anni fa:

  • “Eravamo in coda negli investimenti in ricerca e sviluppo negli anni 60, e lo siamo ancora oggi: 1,3% del pil contro il 2,3%”
  • “Il tasso di disoccupazione a 2 cifre ce lo trasciniamo dalla metà degli anni 80. C’è stato un bel recupero con il passaggio all’euro, ma dal 2012 siamo tornati a numeri preoccupanti”.

Cosa è migliorato

“Le donne italiane guadagnano il 5% meno degli uomini" spiega il Corriere, anche se la distanza rispetto all’Ue è minore. Un dato curioso è che siamo diventati il Paese con il più alto numero di automobili: 61 ogni 100 abitanti, contro i 54 dell’Europa a 6. E ancora, “l’Istat registra che le donne italiane si laureano di più rispetto al resto d’Europa, però il dato complessivo dei laureati ci vede all’ultimo posto con un 26,2%”

Un dato allarmante, spiega Gabanelli, è che "tutti gli europei sono poco prolifici, però noi siamo a livelli molto bassi a partire dalla metà degli anni 60. Il dato allarmante è che negli ultimi 2 anni la popolazione italiana sta diminuendo”. Questo comporta che "stiamo diventando un Paese di anziani; noi che alla fine degli anni 50 eravamo tra i Paesi più giovani, con metà della popolazione poco più che trentenne, oggi supera i 45”.

 

“Io e Berlusconi? Due buffoni, uno contro l'altro. Bisogna vedere qual è quello vero e quale quello falso”. Così Beppe Grillo mentre entrava nel suo albergo a Trento prima dello spettacolo previsto questa sera all'auditorium Santa Chiara per il nuovo tour Fake. Grillo ha risposto così a  chi gli aveva chiesto un giudizio su Berlusconi, suo avversario in politica.

E a proposito del suo spettacolo spiega che “Sarà uno spettacolo di politica, nel senso che guarderà allo sviluppo della società dei prossimi 5-10 anni e questo è politico”. Precisa però che “Non si occuperà delle cose quotidiane, con un orizzonte che si esaurisce in un giorno o anche in poche ore. Io ci sarò e mi godrò un evento in cui Grillo, come artista, ci permetterà di respirare delle idee positive per il futuro”.

Intanto, secondo quanto riporta oggi Repubblica, tutto lo stato maggiore del movimento è atteso oggi in Sicilia per sostenere Giancarlo Cancelleri. Compreso lo stesso Grillo. Il quotidiano racconta di un candidato “preoccupato dal rischio di brogli”. Ma anche del candidato del centrodestra Nello Musumeci, sostenuto da Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia, che rimane in vantaggio nei sondaggi di qualche punto percentuale, staccando Micari del Pd di una ventina di punti, candidato oramai ad ottenere il secondo posto.

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