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Aggiornato alle ore 9,00 del 22 settembre 2020.

AGI – Nella prossima legislatura l’Italia avrà 400 deputati e 200 senatori. Il 69,96% degli italiani ha confermato con il sì la riforma costituzionale per il taglio dei parlamentari, fortemente voluta da M5s. Per le regionali i pentastellati rimangono fuori dalla partita: il centrosinistra conferma tre regioni (Toscana, Campania e Puglia), il centrodestra ne conferma due (Veneto e Liguria) e conquista per la prima volta le Marche, sempre governate dal centrosinistra da quando esiste il sistema dell’elezione diretta del Presidente.

Il centrodestra si rafforza anche al Senato, vincendo largamente entrambe le suppletive nei collegi uninominali di Sardegna e Veneto. Uno dei due senatori deceduti era del Movimento 5 Stelle. Brutte notizie per i candidati sostenuti dall’alleanza Pd-M5s: Sansa perde in Liguria, Corda nel collegio uninominale sardo. Nelle Marche un’ipotetica alleanza tra Pd e M5s non sarebbe bastata per fermare Acquaroli.

Questa mattina comincerà lo spoglio per le regionali in Val d’Aosta e per le comunali (18 i capoluoghi di provincia interessati). Il Pd è il primo partito in tutte le regioni, eccetto Veneto e Liguria, dove prevalgono le liste dei Presidenti Zaia e Toti. M5s va in doppia cifra solo in Campania e sfiora il 10% in Puglia. In Veneto la lista Zaia è addirittura al 45%. Seguono Lega al 17% e Pd al 12%. M5s è intorno al 3%.

In Liguria la lista Toti è al 22%. Seguono Pd al 20% e Lega al 17%. M5s è intorno all’8%. Nelle Marche il Pd è al 25%, la Lega al 22% e Fdi al 18%. M5s si aggira intorno al 7%. In Toscana il Pd è al 35%, la Lega al 22%, FdI al 13% e M5s al 7%. In Campania il Pd è al 17%, la lista De Luca al 13%, M5s all’10%, FdI, FI e Lega al 5% ciascuno. In Puglia il Pd è al 17%, FdI al 13%, Lega, FI e M5s al 9%. Male Italia viva che supera il 5% solo in Campania. In Veneto il partito di Renzi con Pri e Psi raccoglie appena lo 0,6%.

Bene FdI che va in doppia cifra nelle Marche, in Toscana, Puglia e Liguria. Male Forza Italia che non supera il 10% in alcuna regione. Va sottolineato che il covid e le misure di sicurezza nei seggi non hanno spaventato gli elettori italiani. Per il referendum ha votato il 53,84% degli aventi diritto. Il dato non comprende gli italiani all’estero. Nel referendum costituzionale del 2016 votò il 68,48% degli aventi diritto. In quello del 2001 il 34,1%.

Per le regionali l’affluenza in Veneto, Liguria, Puglia e Campania è stata del 57,21% contro il 53,15% delle precedenti elezioni. Nelle Marche per le regionali ha votato il 59,74% degli aventi diritto contro il 49,78% delle precedenti elezioni. In Toscana per le regionali ha votato il 62,6% degli aventi diritto contro il 48,28% del 2015. Nelle regionali in Valle d’Aosta ha votato il 70,51% degli aventi diritto contro il 65,13% delle precedenti elezioni. Nelle comunali delle regioni a statuto ordinario ha votato il 66,19% degli aventi diritto contro il 65,18% delle precedenti elezioni. Per palazzo Chigi gli italiani hanno dimostrato “un forte attaccamento alla democrazia”.

AGI – Gli Internazionali d’Italia di tennis potrebbero traslocare da Roma. Nella conferenza di oggi il presidente Angelo Binaghi è stato esplicito: “Siamo preoccupati per la situazione ambientale, che non ci aiuta, non capisce, non ci incontra e talvolta anche mal ci sopporta – ha detto -. Non mi sto riferendo ovviamente alla Sindaca e alla Giunta. Credo che con i tempi giusti, la Federazione per il futuro dovrà fare le proprie valutazioni. Il torneo è della Federazione Italiana Tennis, non è del Comitato Regionale laziale”.

Riguardo agli scenari futuri, Binaghi ha poi spiegato che “potrebbero arrivare altre importanti novità. Incrocio le dita, ma il nostro sogno dell’upgrade del torneo, l’allungamento del format a due settimane con 96 giocatori in tabellone potrebbe avverarsi presto. Dovrebbero essere 12 giorni di torneo più 3 per le qualificazioni”.

“La felicità in questo caso – ha precisato – è unita alla preoccupazione, in quanto è un momento molto difficile per tutti, ed anche per noi. Si tratterebbe di un maggior costo per il torneo di 6 milioni di dollari, per montepremi e giocatori, più le altre spese per mantenere la manifestazione una settimana in più. Nelle prossime settimane daremo una risposta”.

Parlando ancora dei dubbi sul futuro del torneo a Roma, Binaghi ha poi spiegato: “Da una parte abbiamo la Storia, la Capitale e un Site straordinario. Da un’altra parte abbiamo la nostra Federazione che è cresciuta oltremodo con conseguenti problemi logistici. Siamo affezionati a Roma – ha aggiunto il numero 1 della Federtennis – dobbiamo capire se alcuni problemi riscontrati rappresentano un ostacolo all’ulteriore decollo di questa manifestazione del tennis italiano oppure se possono essere superati dalla Storia, dalla bellezza del Site e dal fatto che siamo nella nostra Capitale”.

AGI – Una bambina di 7 mesi è morta soffocata nel Bresciano dopo aver ingoiato il brandello di un palloncino mentre giocava. La tragedia a Palazzolo (Brescia) ieri sera. Ogni tentativo di rianimare la piccola è stato vano. Sul posto i carabinieri intervenuti per ricostruire la dinamica dell’incidente. I genitori di origine indiana quando si sono accorti che la figlioletta era diventata cianotica hanno allertato il 112 che ha inviato l’eliambulanza atterrata poi all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo dove la piccola e’ arrivata senza vita. La procura ha aperto un fascicolo e in mattinata si deciderà se disporre l’autopsia sul corpo della bimba.

AGI – Stephenie Meyer è un genio. E non solo perché ha creato un mondo fantasy stravolgendo con coraggio e bravura uno dei classici dell’horror, la storia di Dracula il vampiro. Inserendo elementi provenienti anch’essi dalla tradizione gotica dell’horror, i lupi mannari. Ha reso quel mondo cupo, maledetto e terrorizzante, molto umano, accessibile a tutti (soprattutto alle teen ager). Addirittura romantico.

Ha inventato l’amore impossibile tra un vampiro (buono) e una ragazzina adolescente che, da ‘Twilight’ del 2006 a ‘Breaking Dawn’ del 2008, passando per ‘New Moon’ ed ‘Eclypse’ del 2007, ha raccontato con bravura e intelligenza nella saga best seller da 160 milioni di copie.

Stephenie Meyer, 47enne americana dell’Arizona, dopo aver continuato a sfruttare le fortune della storia d’amore tra Edward Cullen e (Isa) Bella Swan pubblicando nel 2016 l’edizione speciale ‘Life and Death’, spettacolare riscrittura di ‘Twilight’ in cui si è divertita a invertire il sesso dei protagonisti (il vampiro è una donna, e l’umano è un uomo), torna dal 24 settembre nei negozi italiani con ‘Midnight Sun’, pubblicato da Fazi Editore (lo stesso di tutta la saga di ‘Twilight’). 

Un romanzo di 782 pagine (Collana Lainka, prezzo: 20 euro) che avrà una tiratura iniziale di 100mila copie che, è facile prevederlo, andranno presto esaurite, se si pensa che ad agosto il libro era già numero 1 nella classifica delle vendite di Amazon Italia, con i preordini già aperti al prezzo di 9,99 euro per il formato ebook e 19,99 euro per il formato cartaceo.  Negli Usa, intanto, è già un best seller che ha venduto un milione di copie nella prima settimana.

Perché la Meyer è un genio, dunque? Perché ha ripreso in mano la sua saga da milioni di lettori (e milioni di dollari) e ha deciso di riproporla cambiando solo il soggetto narrante. Stessa storia, quindi, ma diversa prospettiva. Diverse sensazioni, emozioni. Chi ha letto ‘Twilight’, ma anche chi ha visto il bel film di Catherine Hardwicke sceneggiato da Melissa Rosenberg, sa già la storia e sa cosa accadrà. Ma lo sa perché l’ha vissuta attraverso gli occhi di Bella.

Non sa invece cosa prova Edward, né vede il vampiro dietro le quinte mentre nel primo libro della saga si parla e ci si concentra su Bella. Non sa, il lettore, che Edward lotta con l’animale che è in lui per non uccidere Bella perché il suo sangue ha un profumo irresistibile. Non sa che cosa dicono o pensano i Cullen quando sono a mensa facendo finta di mangiare, osservati con paura e rispetto da tutti gli altri studenti.

Non sa dove si trova Edward quando Bella è in ospedale dopo che lui le ha salvato la vita né sa cosa pensa il licantropo ancora inconsapevole Jacob nella scena finale del libro, al ballo della scuola, quando odorando Bella che ha appena danzato con il vampiro Edward sente un odore cattivissimo di cui non si capacita.

Con ‘Midnight Sun’ Stephenie Meyer vuole riportare i suoi fan nel mondo che catturò una generazione di lettori: “Spero che questo libro dia ai miei lettori la possibilità di vivere per un po’ in un mondo immaginario – ha dichiarato – non posso dire quanto apprezzo la loro pazienza e il loro supporto durante gli anni che mi sono stati necessari per finire ‘Midnight Sun’“. Un libro scritto come sempre molto bene, dove l’aspetto psicologico e il conflitto interiore prevale sulla parte romantica.

Stavolta è Edward, il ragazzo di 80 anni che non puo’ morire, che vive in prima persona questa storia che riteneva (e ritiene) impossibile. Con i suoi tanti dubbi, i conflitti interiori, e le sue paure. Il lettore, anche se conosce la storia, viene rapito dalle circostanze, dai pensieri di Edward e di quelli di chi lo circonda che lui riesce a sentire (tranne quelli di Bella e, in parte, del padre della ragazza). E vive una storia nuova, diversa. Seppure sempre uguale.

E qui – di nuovo – il genio di Stephenie Meyer: ha preso ‘Twilight’ e lo ha riscritto ‘cambiando prospettiva’. Ha fatto un grande lavoro, accurato (iniziato nel 2008 durante il montaggio di ‘New Moon’ e poi interrotto perché le bozze erano state diffuse in rete senza il permesso dell’autrice), sicuramente di successo. E adesso potrebbe avere davanti altri tre capitoli della saga da riscrivere ‘con gli occhi di Edward’ che sarebbero sicuri best seller.

Nessuno prima di lei aveva scritto una saga due volte. Un’operazione commerciale eccezionale, ovviamente, ma nel suo caso c’è dietro anche un grande lavoro artistico perché la sua scrittura è piacevole e avvincente e le sue idee sono tutt’altro che scontate. L’elemento psicologico sembra a volte prevalere su quello narrativo. E la scrittrice fa un grande sforzo nell’immedesimarsi in un uomo, seppure vampiro. Specie quando deve raccontare sensazioni fisiche, addirittura sessuali come il bacio con Bella che ha fatto innamorare milioni di lettrici. Nessuno dei fan di ‘Twilight’, infatti, avrà la sensazione del ‘già letto’ scorrendo le pagine di ‘Midnight Sun’.

E adesso aspetta con ansia il nuovo capitolo della saga, forse una rilettura in chiave vampiresca di ‘New Moon’ anche se la scrittrice nega che questo accadrà: in una recente intervista, infatti, ha detto che vuole creare qualcosa di nuovo e la storia sarà narrata da Renesmee, ragazza dampiro metà umana e metà vampiro figlia di Bella e di Edward. Ma sarà davvero così?

AGI – Potrebbe essere legato al livello degli estrogeni associati alla menopausa un fattore di rischio per lo sviluppo della malattia di Alzheimer. A scoprirlo uno studio realizzato da un gruppo di ricercatrici del Cnr-Ibbc che è stato pubblicato sulla rivista Progress in Neurobiology. Gli estrogeni tendono infatti a sfavorire nelle donne l’utilizzo dell’ippocampo, la struttura cerebrale deputata alla formazione della memoria a lungo termine e all’orientamento spaziale, e proprio il suo minore uso potrebbe essere alla base di una sua maggiore vulnerabilità agli effetti dell’invecchiamento, tra i quali la riduzione di volume e la formazione di placche.

Il ruolo della menopausa

A essere più colpite da questa forma di demenza sono le donne e questo è dovuto all’ingresso in menopausa e al conseguente calo degli estrogeni, evento che determina la maggiore vulnerabilita’ femminile alla malattia, poiche’ questi ormoni svolgono una funzione protettiva contro la morte cellulare (apoptosi) e l’infiammazione che favorisce la formazione di placche di Beta amiloide, il cui accumulo è tra le cause della patologia.

Proprio alla migliore comprensione delle ragioni che determinano la sua maggiore diffusione nel sesso femminile ha lavorato un team formato da Giulia Torromino dell’Istituto di biochimica e biologia cellulare del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibbc) e coordinato da Elvira De Leonibus del Cnr-Ibbc e del Telethon Institute of Genetics and Medicine della Fondazione Telethon, con il contributo di Adriana Maggi dell’università di Milano, all’interno di un progetto di ricerca finanziato dall’Associazione americana per la malattia di Alzheimer.

“Se si chiede alle persone – spiega De Leonibus – di imparare a orientarsi in una città nuova per spostarsi da casa al lavoro, la maggior parte dei maschi tende a costruire una visione dall’alto della città, organizzata in una mappa spaziale, le femmine tendono invece a utilizzare una strategia ‘route-finding’ (ovvero, destra-sinistra, dritto, etc.). L’utilizzo di queste due diverse strategie (la mappa e il route-finding) si basa sull’attivazione di circuiti cerebrali diversi: la creazione di una mappa richiede necessariamente il coinvolgimento dell’ippocampo, struttura del cervello che svolge un ruolo importante nella formazione della memoria a lungo termine e nell’orientamento spaziale, e che costituisce la regione piu’ colpita dalla malattia di Alzheimer; per il ‘route-finding’ si possono usare invece altre regioni cerebrali, ad esempio il circuito fronto-striatale”.

Uso diverso dell’ippocampo tra uomini e donne

Ma perché le donne non utilizzano l’ippocampo per compiti cognitivi che negli uomini sono tipicamente dipendenti proprio da quest’area del cervello? “Dall’analisi della letteratura corrente – aggiunge – abbiamo osservato che la presenza di testosterone (ormone maschile), rispetto agli estrogeni (ormoni femminili), durante lo sviluppo del cervello, favorisce un maggiore sviluppo e una crescita neuronale dell’ippocampo. Inoltre, le evidenze sperimentali dimostrano che le fluttuazioni cicliche dei livelli di estrogeni nelle femmine adulte conferiscono instabilità alla rete ippocampale da cui dipendono i meccanismi della memoria, mentre nei maschi c’è una relativa stabilita’ dei livelli di testosterone”.

Nelle donne, la variazione dei livelli di estrogeni agisce quindi sulla memoria. “Queste mutazioni ormonali, indipendenti dal fatto che ci sia qualcosa da memorizzare, attiva la risposta dei neuroni ippocampali e ne rafforza le connessioni, fenomeno che abbiamo definito ‘engramma da estrogeno’. Ma dal momento che questo processo non è legato a una memoria da formare abbiamo ipotizzato che esso possa produrre una sorta di ‘rumore’ nella rete ippocampale, che disturba la stabilità degli altri ricordi”, precisa De Leonibus.

“Dunque, essendo l’ippocampo più sensibile di altre regioni all’effetto degli estrogeni, viene utilizzato meno dalle donne e proprio questo suo scarso utilizzo potrebbe essere ciò che lo rende nel tempo più esposto agli effetti dell’invecchiamento, secondo un meccanismo ‘use or loose it’ (se non lo usi lo perdi). Non bisogna infatti credere che a invecchiare per lo scarso utilizzo siano solo i muscoli, lo stesso accade anche alla funzionalità cerebrale”.

Allenare il cervello per combattere l’invecchiamento

Per aiutare l’ippocampo a “restare in forma” è fondamentale svolgere programmi di esercizio fisico e di allenamento cognitivo, strategie alle quali le donne rispondono meglio degli uomini. Proprio per questo De Leonibus e il suo team, per prevenire l’Alzheimer nelle donne, propongono il ricorso, oltre che alla terapia sostitutiva a base di estrogeni, a trattamenti comportamentali specificamente progettati. “Tra gli sport che potrebbero aiutare le donne ad allenare la rete ippocampale sin dalla giovane età, c’è l’orienteering – conclude la ricercatrice – uno sport ancora poco noto in Italia: consiste nell’effettuare un percorso a tappe in un ambiente naturale, generalmente un bosco, con il solo aiuto di una bussola e di una cartina geografica dettagliata in scala. Come detto, l’ippocampo è una regione altamente specializzata per l’orientamento spaziale, per cui questo tipo di allenamento coinvolge questa struttura cerebrale più di altre. È importante comunque sottolineare che le differenze di genere nell’utilizzo delle diverse strategie cognitive possono essere modulate da fattori ambientali legati all’educazione e che non tutte le donne mostrano il profilo di ‘non ippocampo-user”‘.

Questi risultati rafforzano ulteriormente l’importanza degli studi che mirano a identificare le differenze di genere e a verificare se queste si associano a un profilo a più alto rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer. 

AGI – Dopo il numero record di sbarchi di ieri – ben 26 in 24 ore – è stata un’altra notte difficile per Lampedusa. Sono dodici gli approdi registrati durante la notte per un totale di 263 migranti, la maggior parte dei quali tunisini. Nell’ordine, sono approdati prima, all’1,30, in 85, rintracciati dai carabinieri direttamente sulla terraferma a Cala Pisana. Due ore più tardi sono stati soccorsi tre barchini al Molo Favarolo. In particolare sono arrivati 11 tunisini, 39 libici e 20 tunisini.

Contemporaneamente, al molo Madonnina, è arrivato un barchino con 14 tunisini a bordo. E poi ancora, attorno alle 5, un gruppo di 10 tunisini, nei pressi del molo Madonnina, è stato soccorso da una motovedetta della Guardia di Finanza. Infine altri quattro barchini con a bordo, rispettivamente, 7, 21, 16 e 17 tunisini, sono stati soccorsi dalle Fiamme Gialle. Tutti i migranti sono stati portati all’hotspot dell’isola dove sono oltre 1.200 i migranti presenti a fronte di una capienza massima di 192 posti.

Approdi anche in altre parti della provincia agrigentina: circa trenta migranti sono arrivati indisturbati a riva, presso la spiaggia di Fungiteddri, a Torre Salsa. Lo rende noto l’associazione Mareamico. Appena arrivati, si sono diretti, attraverso i sentieri della riserva naturale, nell’entroterra, per raggiungere la strada statale 115. 

Durante il recente Nintendo Direct Mini: Partner Showcase, Capcom ha annunciato Monster Hunter Rise per Nintendo Switch. Il gioco uscirà in tutto il mondo il 26 marzo 2021 e, assieme a quel lancio ci sono diverse figure amiibo che raffigurano il nuovo compagno di combattimento Palico, la nuova cavalcatura di nome Palamute, e il mostro Magnamalo.

L’amiibo sarà disponibile per il pre-ordine il prossimo anno su Gamestop negli Stati Uniti, EB Games in Canada e My Nintendo Store in Europa:

Secondo quanto pubblicato su Twitter da Amiibo Alerts, i prezzi per gli amiibo di Palamute e Palico saranno di 19,99 dollari mentre l’amiibo di Magnamalo sarà di 24,99 dollari. I prezzi più alti potrebbero indicare che sono più grandi degli amiibo di dimensioni normali:

Monster Hunter Rise è stato annunciato per la prima volta ad agosto, anche se molto probabilmente non si contava di annunciare Monster Hunter Stories 2 durante lo stesso Nintendo Direct.

Il titolo più recente nel franchise di Monster Hunter è stata Monster Hunter World: Iceborne. Il suo ultimo diario degli sviluppatori (l’executive / art director Kaname Fujioka e il regista Ichihara Daisuke), ha coperto una serie di argomenti e aggiornamenti per il titolo in questione. Include Rajang, Layered Armor, una nuova regione vulcanica per le Guiding Lands e altro ancora. I giocatori hanno anche ricevuto due nuove patch (update 11.00 e 11.01), che includevano correzioni di bug e aggiustamenti del bilanciamento tra gli altri miglioramenti del gameplay.

Monster Hunter

Recentemente il produttore di Monster Hunter, Ryozo Tsujimoto, ha discusso del futuro del franchise. “Indipendentemente dal successo di Monster Hunter: World, abbiamo sempre adottato l’approccio di concentrarci su due cose: azione e comunicazione”, afferma Tsujimoto. “Indipendentemente da ciò su cui lavoreremo in futuro, credo che sia una base che probabilmente non cambieremo. Comprendiamo anche che abbiamo una base di giocatori più ampia, eppure ci sono ancora molte persone che non conoscono il franchise “.

Monster Hunter

Complessivamente Monster Hunter World ha venduto oltre 14 milioni di copie, comprese le vendite del recente pacchetto di espansione Iceborne. A livello generale, per quanto riguarda gli spin off interni al gioco, Resident Evil 2 è arrivato su Iceborne a novembre insieme ad alcuni costumi esilaranti di Claire Redfield e Leon Kennedy. Ovviamente la serie è sempre stata piuttosto sfacciata su queste cose, quindi fa sicuramente parte del suo strano senso dell’umorismo.

Monster Hunter World è ora disponibile su PlayStation 4, Xbox One e PC. L’espansione Iceborne è ora disponibile su console.

L’articolo Monster Hunter: nuovo capitolo e Amiibo in arrivo proviene da GameSource.

AGI – Negli ultimi 10 anni, i prestiti delle banche italiane alle imprese sono crollati di oltre 186 miliardi di euro. Il calo, che in media è pari a quasi 20 miliardi l’anno, e’ stato del 21,79%, dagli 856 miliardi di luglio 2010 ai 669 miliardi di luglio 2020. E’ quanto emerge dal rapporto sul credito realizzato dal Centro studi di Unimpresa, secondo il quale sono scesi bruscamente i finanziamenti alle imprese a breve termine, con una riduzione di 135 miliardi e sono diminuiti di 79 miliardi quelli di lungo periodo: variazioni negative solo in parte compensate dai crediti a cinque anni, saliti di 28 miliardi.

Le famiglie sempre più indebitate

Risultano, invece, sempre più indebitate le famiglie: i finanziamenti ai privati sono infatti saliti di 55 miliardi (+9,5%) da 579 miliardi a 634 miliardi, grazie a 41 miliardi in più di mutui per abitazioni e 45 miliardi in piu’ sul fronte del credito al consumo, che hanno bilanciato la diminuzione dei prestiti personali per 32 miliardi.

Scendono le sofferenze, di quasi 5 miliardi

 I prestiti non rimborsati (sofferenze) da parte di famiglie e imprese – prosegue lo studio – sono scesi di quasi il 7%, grazie a una diminuzione di quasi 5 miliardi da 70 miliardi a 65 miliardi. “I rubinetti delle banche sono chiusi da un decennio. Adesso, siamo fortemente preoccupati per l’effetto negativo sui prestiti alle piccole e medie imprese, derivante dalle nuove regole europee sulla svalutazione dei crediti deteriorati e degli incagli. Mentre gli istituti sono riempiti di liquidità, dall’altro vengono vessati con regole di vigilanza che si riveleranno controproducenti per la ripresa” dichiara il segretario generale di Unimpresa, Raffaele Lauro. “Assistiamo a due politiche in conflitto fra loro: in era Covid e’ assurdo imporre alle banche la svalutazione di tutti i crediti incagliati, poiché il settore verrebbe messo alle corde; per le banche questa ulteriore stretta si tradurrebbe nel conteggio di nuove perdite, sofferenze azzerate e rubinetti del credito serrati” conclude Lauro.

Il totale dei prestiti al settore privato calato di 131,5 mliliardi

Secondo il rapporto del Centro studi di Unimpresa, che ha elaborato dati della Banca d’Italia, il totale dei prestiti al settore privato, negli ultimi 10 anni, è diminuito di 131,5 miliardi (-9,16%) passando da 1.435,6 miliardi di luglio 2010 a 1.304,1 miliardi di luglio 2020. In particolare, lo stock dei finanziamenti alle aziende è crollato di 186,5 miliardi (-21,79%) da 856,1 miliardi a 669,6 miliardi. Nel dettaglio, sono calati di 135,7 miliardi (-42,98%) i prestiti a breve termine (fino a 1 anno) passando da 315,9 miliardi a 180,1 miliardi; i crediti a medio periodo (fino a 5 anni) sono invece saliti di 28,4 miliardi (+19,70%) passando da 144,2 miliardi a 172,6 miliardi; le erogazioni di lungo periodo (oltre 5 anni) sono scese di 79,1 miliardi (-19,99%) passando da 395,9 miliardi a 316,8 miliardi.

Aumenta il credito al consumo, e anche i mutui per la casa

Per quanto riguarda le famiglie, si è registrata una variazione positiva: i privati sono dunque più indebitati per 55,02 miliardi (+9,50%) con lo stock di crediti passato da 579,4 miliardi a 634,5 miliardi in 10 anni. Nel dettaglio, e’ salito di 45,9 miliardi (+72,93%) il credito al consumo (prestiti per acquisti di autoveicoli, elettrodomestici, smartphone, abbigliamento e viaggi) passando da 63,07 miliardi a 109,06 miliardi; anche i mutui per abitazioni sono aumentati e l’aumento è stato pari a 41,8 miliardi (+12,12%) da 345,6 miliardi a 387,5 miliardi; in controtendenza, i prestiti personali, scesi di 32,8 miliardi (-19,24%) da 170,7 miliardi a 137,9 miliardi.

Calano le sofferenze, anche gli “arretrati” delle famiglie

Sul fronte delle rate dei prestiti non pagate da famiglie e imprese, si registra, in totale, un calo delle sofferenze lorde di 4,8 miliardi (-6,92%) da 70,06 miliardi a 65,2 miliardi: nel dettaglio, sono calati di 1,7 miliardi (-3,82%), i non performing loan (npl) delle aziende, passando da 45,7 miliardi a 43,9 miliardi; gli “arretrati” riconducibili alle famiglie, invece, sono scesi di 2,8 miliardi (-18,11%) da 15,7 miliardi a 12,9 miliardi; le rate non saldate dalle imprese familiari sono scese di 1,7 miliardi (-23,78%) da 7,4 miliardi a 5,7 miliardi;

In crescita di 1,5 miliardi (+140,27%), invece, il resto delle sofferenze (riconducibili a onlus, pubblica amministrazione, assicurazioni, fondi pensione) passato da 1,09 miliardi a 2,6 miliardi. Complessivamente, le sofferenze nette (quelle non coperte da garanzie reali) sono scese di 15,9 miliardi (-39,39%), calando da 40,5 miliardi a 24,6 miliardi. Il rapporto tra sofferenze lorde e prestiti era al 4,88% a luglio 2010 e si e’ attestato al 5,00% a luglio scorso; mentre il rapporto tra sofferenze nette e prestiti e’ passato, in 10 anni, dal 2,83% all’1,89%.

AGI –  Le più grandi banche del mondo “hanno permesso ai criminali di riciclare denaro sporco”: un fiume di denaro sporco, somme astronomiche di soldi passate per anni attraverso le più grandi istituzioni bancarie internazionali. E’ quanto emerge da una ricerca realizzata dall’International Consortium of Investigative Journalists (Icij) che denuncia la mancanza di normative nel settore. In realtà è stato BuzzFeed News, un agguerrito sito di notizie statunitense, a ottenere il materiale che poi ha condiviso che il consorzio di giornalisti investigativi, reporter di 108 diversi testate che hanno lavorato in 88 Paesi.     

In base ai documenti fatti filtrare a Buzzfeed News, risultano oltre 2.100 segnalazioni di attività sospette per un totale di oltre 2 trilioni di dollari. Questo materiale, e più di 17.600 altri documenti ottenuti dall’Icij, fanno capire che presumibilmente i vertici bancari fossero al corrente che i truffatori spostassero denaro tra i conti e sapevano che quei fondi erano stati generati o utilizzati in modo criminale. Anche alcuni oligarchi russi pare abbiano usato le banche per evitare le sanzioni che invece avrebbero dovuto impedir loro di portare i soldi in Occidente. 

I documenti indicano transazioni per due trilioni di dollari tra il 1999 e il 2017; e l’indagine punta l’indice in particolare su cinque grandi banche (JPMorgan Chase, HSBC, Standard Chartered, Deutsche Bank e Bank of New York Mellon) accusate di transazioni di beni di presunti criminali, anche dopo perseguiti o condannati per reati finanziari.  L’indagine si basa su migliaia di “segnalazioni di attività sospette” inviate dalle banche di tutto il mondo alla FinCen, la polizia finanziaria del dipartimento al tesoro degli Stati Uniti. 

Si tratta dei segreti più gelosamente custoditi del sistema bancario internazionale: le banche li utilizzano per segnalare comportamenti sospetti ma non sono la prova di illeciti o crimini. Proprio questi documenti, compilati dalle banche e “condivisi con il governo ma tenuti fuori dallo sguardo dell’opinione pubblica, mettono in luce la debolezza delle tutele bancarie e la facilità con cui i criminali li utilizzano“, ha scritto Buzzfeed News, presentando il rapporto. Ma non solo: “Le reti attraverso le quali il denaro sporco circola nel mondo sono diventate arterie vitali per l’economia globale”.     

Deutsche Bank ha già reagito segnalando che le rivelazioni “sono ben note” agli organismi di regolamentazione e sostiene di aver stanziato “risorse significative per rafforzare i propri controlli” e per ottemperare “alle proprie responsabilità e obblighi. L’indagine comunque evidenzia la mancanza di potere delle autorità statunitensi nel regolare le operazioni finanziarie sporche. Prima della pubblicazione del rapporto, la polizia finanziaria del Tesoro ha avvertito che diffondere rapporti di transazioni sospette senza autorizzazione è un “crimine che può avere un impatto sulla sicurezza nazionale degli Stati Uniti”.

AGI – La combinazione di una molecola, Abemaciclib, in combinazione con la terapia endocrina adiuvante standard, riduce del 25,3% il rischio di recidiva del cancro al seno rispetto alla sola terapia adiuvante, in pazienti con carcinoma mammario in fase iniziale ad alto rischio di recidiva, positivo al recettore ormonale (HR +) e negativo per il recettore del fattore di crescita epidermico umano (HER2-).

È quanto dimostrato dallo studio di fase III monarchE, condotto su 5.637 pazienti con carcinoma mammario in fase iniziale HR +, HER2- ad alto rischio in più di 600 centri di 38 Paesi. I dati sono stati presentati oggi al Presidential Symposium del Congresso virtuale 2020 della European Society for Medical Oncology (ESMO) e contemporaneamente pubblicati sul Journal of Clinical Oncology.

La terapia ha comportato anche una riduzione clinicamente significativa del 28,3% del rischio di ricadute di malattia a distanza, ovvero dello sviluppo di malattia metastatica. Il farmaco  sviluppato e prodotto da Eli Lilly. “Questi dati costituiscono una novità decisiva per le persone con un carcinoma mammario in fase iniziale HR +, HER2- ad alto rischio, pari a circa il 20-30% dei 53.500 casi di tumore al seno che si registrano ogni anno in Italia: potenzialmente si tratta di uno dei più importanti progressi nel trattamento di questa popolazione di pazienti negli ultimi due decenni”, osserva Valentina Guarneri, professore associato di Oncologia Medica presso L’Università di Padova-Istituto oncologico veneto. “In questi pazienti con un rischio di recidiva elevato Abemaciclib, aggiunto alla terapia endocrina adiuvante, ha migliorato significativamente la sopravvivenza libera da ripresa di malattia. L’effetto è infatti molto evidente non solo sulle recidive locali, ma soprattutto su quelle a distanza che sono poi responsabili di malattia metastatica: evitarle implica perciò non soltanto allungare la sopravvivenza, ma soprattutto aumentare la probabilità di guarigione. Questo tipo di analisi sono pianificate fin dall’avvio delle sperimentazioni per monitorarne l’andamento in momenti predefiniti, dopo un certo periodo di tempo o quando si è verificato, come in questo caso, un numero sufficiente di eventi per consentire l’analisi: i dati raccolti sono molto positivi e incoraggiano senz’altro a proseguire”.