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Remothered: Tormented Fathers è stato un prodotto di origine nostrana pubblicato nel 2018 che aveva già attirato l’attenzione di molte persone al punto da vincere diversi premi: oggi vi portiamo la recensione del suo seguito intitolato Remothered: Broken Porcelain. Si tratta di un videogioco in stile horror avente meccaniche d’azione in terza persona, sviluppato da Stormind Games e pubblicato da Modus Games.

La domanda che bisogna porsi però è: “il gioco sarà all’altezza del suo predecessore?” In questa recensione scopriremo assieme quale è la risposta a tale quesito.

Remothered: Broken Porcelain

Il giocatore interpreta Jennifer, una ragazza di 15 anni che – dopo essere stata cacciata da un collegio a causa della sua tendenza a creare guai – si ritrova a lavorare come inserviente nell’hotel Ashmann. Tuttavia l’assunzione della signorina non è affatto una coincidenza, perché in seguito si scoprirà il motivo preciso per cui lei è stata portata in quel luogo maledetto e più Jennifer si troverà vicina al compimento del suo obiettivo, e più si accorgerà di essere ancora al punto di partenza.

Remothered: Broken Porcelain fonda la sua storia su una medicina chiamata Phenoxyl, creata per sintesi. Il farmaco in questione permette di isolare qualsiasi tipo di evento traumatico, ma con una grave conseguenza: si crea una memoria fragilissima, definita come “di porcellana”. Emulando il comportamento della falena, il Phenoxyl può creare un’ipnosi collettiva in cui alcuni individui sono obbligati a obbedire a un certo leader.

Remothered: Broken Porcelain

Particolare è la narrazione non lineare, che viaggia dal passato al presente parecchie volte seguendo il punto di vista di tre narratori differenti: Rosemary, Jennifer da giovane e sempre quest’ultima ma in età anziana. Per tale motivo la spiegazione dei fatti potrebbe apparire all’inizio poco chiara e confusa, ma è così solo per poter esplodere energicamente verso gli ultimi momenti di gioco in un finale iper drammatico e commovente.

I personaggi principali sono abbastanza caratterizzati, ognuno di loro con un proprio background che a che fare direttamente con l’oscuro passato dell’Ashmann Inn. Speciale è il rapporto tra la protagonista e Linn, le quali condividendo dei momenti assieme riescono entrambe a fuggire dallo schifo di vita passata all’interno dell’hotel, rifugiandosi così per brevi istanti in un mondo idilliaco dove due adolescenti possono sentirsi tranquille.

Remothered: Broken Porcelain

Il gameplay del titolo è un misto tra action e stealth, intermezzato da cutscene che tagliano nettamente e brutalmente le inquadrature attraverso un caricamento. Per essere più precisi, il giocatore dovrà farsi strada tra i nemici usando l’astuzia o la forza bruta. Quando si è seguiti e in prossimità di uno degli stalker, lo schermo lampeggerà di rosso al fine di avvertire l’utente e allo stesso tempo per fargli provare più tensione.

Peccato però che il gameplay sia irritantissimo e per niente divertente a causa dell’enorme quantitativo di bug presenti e soprattutto per l’intelligenza artificiale insensata. Infatti alcune volte gli stalker sembreranno comicamente così inetti da non riuscire ad aprire una semplice porta, mentre altre volte inseguiranno il giocatore e lo tamponeranno fastidiosamente come dei veri carri armati. Per combattere i nemici quando non si incastrano nell’ambiente circostante è possibile utilizzare armi solo in determinati momenti, oppure altri oggetti come diversivo. Se abbattuti i cattivi rimarranno a terra per un certo tempo, permettendo di passare alcuni istanti di tranquillità.

Remothered: Broken Porcelain

Nulla da dire sulle ottime musiche di sottofondo, molto empatiche e adatte alla scena. Stessa cosa per il comparto grafico realizzato con Unreal Engine, composto da texture molto dettagliate e giochi di luce notevoli. Invece sono da segnalare le animazioni che ogni tanto non funzionano proprio perfettamente condite da un lip-sync spesso sbagliato o inesistente, al punto tale da poter descrivere i personaggi come dei Muppet. Per fortuna il problema gravissimo è un pochino compensato dalle bellissime voce dei doppiatori, che hanno svolto un lavoro niente male.

Un tema ricorrente in Remothered: Broken Porcelain è la violenza, che viene espressa soprattutto con elementi visivi: ne sono esempio il sangue e i lividi che appariranno sul corpo di Jennifer quando riceverà parecchie botte, oppure le scene di morte brutali.


Chi vi scrive è la stessa persona che tempo fa si è occupata dell’anteprima, e che si era illuso del suo potenziale poi rivelatosi per niente sfruttato come si deve al rilascio del prodotto completo. Seppur si passino dei bei momenti mentre si gioca a Remothered: Broken Porcelain, si può affermare che quest’ultimo su molti fronti non sia un titolo ben realizzato. L’intelligenza artificiale mal realizzata rende il gameplay frustrante e alcune volte privo di logica. La trama estremamente drammatica poteva essere il trampolino di lancio per un capolavoro, ma ci sono troppi errori che impediscono anche solo di avvicinarsi a tale appellativo.

L’articolo Remothered: Broken Porcelain – Recensione proviene da GameSource.