Newsletter
Ultime News
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone

La casa sviluppatrice del famosissimo League of Legends, Riot Games, è attualmente accusata e coinvolta in una causa di discriminazione di genere. Alla fine del 2019 il gruppo di ex dipendenti coinvolte ha portato la società in tribunale e, in un primo momento, sembrava che fosse stato accordato un risarcimento di 10 milioni di dollari per le dipendenti. Di recente però queste ultime hanno assunto una nuova squadra di legali nel tentativo di chiedere ulteriori danni. Il nuovo avvocato incaricato avrebbe infatti rifiutato la proposta dei 10 milioni  di dollari, affermando che tale soluzione era solo il risultato di “presunti errori e scorrettezze da parte del precedente avvocato”.

Riot Games

Il nuovo team legale sta cercando di ottenere un compenso maggiore per le ex dipendenti in seguito all’annuncio dei gruppi di lavoro della California incluso il DFEH, ovvero il Dipartimento californiano dell’equo impiego e alloggio, che ha affermato che le dipendenti dovrebbero avere 390 milioni di dollari in più. Ora il totale del risarcimento ammonterebbe dunque a ben 400 milioni di dollari.

In merito a questo recente sviluppo Riot Games ha detto la sua, annunciando in una dichiarazione che l’accordo iniziale di 10 milioni di dollari era “equo e adeguato” date le circostanze. La società mette in discussione le cifre dettate dal DFEH dichiarando che non possiedono “nessuna base in fatti o motivazioni” e che si difenderanno da affermazioni false e ingiuste.

Genie Harrison, avvocato per i diritti delle donne che rappresenta l’ex gruppo di dipendenti di Riot Games, ha dichiarato di essere al lavoro con il suo team per far sì che le querelanti ricevano un equo compenso. Di seguito le sue parole:

Queste donne coraggiose hanno parlato contro la disuguaglianza di genere e il sessismo, e voglio assicurarmi che siano giustamente ricompensate. I nostri statistici qualificati stanno già analizzando i dati salariali. Intendiamo recuperare il risarcimento dovuto alle donne di Riot Games e realizzare riforme istituzionali al fine di livellare il campo di gioco per le donne.

Già nel 2018 erano trapelate alcune drammatiche accuse riguardo la discriminazione di genere e la “bro culture” (alla lettera “cultura del fratello”) all’interno degli studi di Riot Games. La fonte di tali accuse sostenne che i dirigenti stilavano degli elenchi in cui classificavano le donne per bellezza.

La “cultura del fratello” è così reale. E’ terribilmente reale. E’ come lavorare in una grande confraternita.

dichiarò la fonte.

Riot Games

Ricordiamo che Riot Games è di proprietà del colosso cinese Tencent. Il MOBA free-to-play League of Legends, il gioco più famoso della casa sviluppatrice, frutta miliardi di dollari di entrate ogni anno.

L’articolo Riot Games e la discriminazione di genere proviene da GameSource.