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La frenetica pazzia dei flipper, con costanti luci, suoni e aumento di punteggio è una realtà quasi inesistente al giorno d’oggi a causa principalmente dell’evoluzione del videogioco in sé, che lo ha portato fuori dalle sale giochi in favore di un uso domestico. Mentre i generi riservati ai cabinati hanno visto evoluzioni e trasformazioni che han trovato una nuova rilevanza, il gioco elettronico del flipper è stato relegato a mini gioco interno a titoli come Yakuza o Final Fantasy XV, oppure a spin off minore come nel caso di Senran Kagura.

Tuttavia nella sua semplicità, il flipper offre molto divertimento, ed è per questo che l’idea di Creature in the well di integrare le meccaniche del flipper in un Hack n’ Slash ci ha fin da subito catturati. Sviluppato da Flight School Studios, il gioco si presenta come un’indie assolutamente valido, ma con diverse limitazioni, di diversa natura, che ne limitano il potenziale a cui in certi momenti riesce ad attingere.

Creature in the well

Creature in the Well è un titolo che a livello narrativo arriva in ritardo di ormai diversi anni. Come tanti altri giochi, indie e non, prima di lui, sfrutta lo stile narrativo reso famoso da Dark Souls nel quale esploreremo una fabbrica distrutta e dimenticata, capendo gli eventi che han portato al nostro viaggio solo tramite descrizioni trovate dopo le boss fight e qualche dialogo con i pochissimi NPC presenti in gioco.

Per quanto il valore della narrazione non pesi tanto sul giudizio di Creature in the Well, data la sua natura principalmente gameplay oriented, avere nuovamente un titolo che sfrutta la narrativa silenziosa con pochissima inventiva nei contenuti ci ha fatto dispiacere; un’approccio differente avrebbe garantito al gioco di lasciare un ricordo migliore dell’esperienza. Fortunatamente, la narrazione è l’unico comparto totalmente bocciato del gioco.

Creature in the well

Il gameplay di Creature in the Well è piuttosto semplice, avremo a disposizione due armi, una che permetterà di bloccare le palline e caricarle di energia, e una che permetterà di respingerle. Non sarà possibile danneggiare nulla con queste armi, che però permetteranno di manipolare le sfere magnetiche con il quale si dovrà intraprendere qualsiasi azione di attacco o difesa. Nel corso dell’avventura il gioco propone molte sfide nelle quali dovremo colpire degli ostacoli e caricarli di energia, accumulando punteggio da usare per accedere alla stanza successiva, come se fosse appunto, un mini-flipper.

Grazie ad alcuni accorgimenti e ostacoli, come torrette in grado di sparare dei proiettili di diverso tipo, arene elettrificate ed altro, le sfide non si limitano ad essere una semplice partita a flipper nella quale non si può perdere, ma diventano una prova di riflessi o cervello. Abbiamo trovato questa formula semplice, ma molto efficiente. La mappa propone sia sfide obbligatorie che sfide opzionali, dall’alta difficoltà, che però ricompensano con nuovo equipaggiamento, dando quindi valore anche al completismo di ogni area. 

Creature in the well

Dove il gameplay traballa tuttavia è nella varietà. Molte stanze sono semplicemente copia-incolla di altre già affrontate, e la frequenza di queste copie, specie nel caso di stanze prive di pericoli, è troppo alta. Siamo arrivati a trovare ben 4 copie della stessa stanza in 20 minuti di gioco, durante l’esplorazione di una zona avanzata di gioco. Altro problema risiede in un particolare tipo di ostacolo, il quale se colpito crea un’enorme esplosione, la quale alle volte può ricoprire quasi la totalità della stanza affrontata, togliendo grandi quantità di vita. Questi ostacoli non sono progettati per essere evitati, dato che in alcuni casi è anche comodo colpirli, ma la loro hitbox è esageratamente grande, e sembra più una dimenticanza degli sviluppatori che una sfida da superare.

In generale tuttavia, il gameplay di Creature in the Well rimane molto interessante, catturando alla perfezione il divertimento dei flipper, pur integrandolo in qualcosa di profondamente diverso. 

Creature in the well

Sono presenti anche delle boss fight, tutte abbastanza varie e piuttosto divertenti. Sotto il punto di vista grafico, Creature in the Well propone uno stile minimalista che non possiamo far a meno che adorare. Per quanto la varietà di ambientazione sia minima, si tratta degli stessi luoghi con palette cromatiche differenti per un buon 80% del gioco, il gioco ha una propria estetica e abbiamo molto apprezzato la scelta dello stile.

Anche l’integrazione dei modelli 3D all’interno di un’ambiente principalmente bidimensionale è meritevole di lode. Il tutto si integra molto bene, senza creare effetti grafici tremendi ancora molto comuni in titoli che usano entrambi gli stili. Breve menzione anche per la colonna sonora, con tracce synthwave che accompagnano bene l’atmosfera del titolo.

Creature in the well


Creature in the Well è un’indie allo stato puro; nato da un’idea non convenzionale ma ben realizzata, ma molto approssimativo nella cura di alcuni suoi elementi. Non riesce a fare il passo in più che poteva renderlo ottimo, a differenza di alcuni suoi “colleghi” quali Celeste o Hollow Knight, ma rimane un’esperienza assolutamente valida. Se il concept vi incuriosisce, Creature in the Well difficilmente vi deluderà.

L’articolo Creature in the Well – Recensione proviene da GameSource.