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Quella del videogioco è un’industria tanto fruttuosa quanto spesso identificata come satura dall’utenza che, in una maniera o nell’altra, viene “viziata” da produzioni a cui spesso manca quel tocco di unicità, quella scintilla che fa accendere l’animo dei videogiocatori. Haimrik, titolo sviluppato dai ragazzi di Below The Game, cerca proprio di portare su schermo un’idea senza dubbio originale e particolare, volta a proporre ai giocatori un concetto e un meccanismo di base davvero molto semplici, resi con una peculiarità che vuole essere il marchio di fabbrica di questa produzione.

Saranno riusciti nel loro intento? Scopriamolo insieme andando a sviscerare Haimrik.

Haimrik

È proprio sviscerare il verbo più adatto da utilizzare parlando di Haimrik, titolo che catapulta il giocatore in un mondo medievale in cui la violenza la fa da padrona. Qui vestiremo proprio i panni dell’omonimo protagonista, che vive insieme alla madre nella bidimensionale città di Sinisa. Haimrik è uno scrittore poco sicuro di sé, che però ha il beneficio di entrare in possesso di un libro “magico” che, previo un pegno in sangue da parte del ragazzo, lo catapulta all’interno delle sue pagine. Qui il timido protagonista si sposterà, sotto il nostro controllo, tra le parole che compongono il testo, arrivando infine a trasferire nel mondo reale gli oggetti ottenuti dal libro, che gli consentiranno di risolvere varie situazioni e guadagnare la stima dei concittadini. Avanzare nel libro però non è sempre così semplice, al suo interno infatti si celano, oltre agli utili oggetti, anche nemici ed enigmi che Haimrik dovrà prontamente risolvere.

È proprio all’interno delle pagine del magico libro che viene messa in mostra la meccanica peculiare del gioco: la capacità di interagire con determinate parole del testo che, attraverso la pressione di un tasto, prenderanno incredibilmente vita di fronte ai nostri occhi. Il concetto è simile a quello di titoli come Scribblenauts, se non fosse che in Haimrik tutto ciò è limitato a determinate parole presenti nel libro: nonostante l’idea di fondo sia comunque abbastanza originale, l’avere le parole già a disposizione limita la varietà di soluzione agli enigmi dei vari livelli, che spesso si traducono in una raccolta di determinati oggetti e loro combinazione, oppure un più semplice e spartano combattimento con i vari nemici.

Haimrik

La trama del gioco narra le vicende mondo di Estria, luogo di conflitti e rivalità tra i quattro regni locali. Questo momento di debolezza viene sfruttato dalle forze nemiche per devastare le terre martoriate dai conflitti. Solo grazie all’intervento di Re Udolf e dei guerrieri della parola il nemico viene sconfitto, attraverso l’uso di un magico potere tenuto nascosto alla popolazione. La storia purtroppo non si sviluppa in maniera interessante e spesso alcune situazioni presentate su schermo risultano forzate e banali, complice il fatto che a metterle in scena sono diversi personaggi dalla caratterizzazione quasi nulla.

La difficoltà non è mai troppo elevata o frustrante, ogni volta che si muore infatti è necessario rigiocare soltanto l’ultima sezione. Le prime zone del gioco fungeranno da tutorial proponendo enigmi molto semplici da risolvere, mentre mano a mano che si procederà gli enigmi si faranno più complessi, richiedendo combinazioni di oggetti in un ordine ben preciso. Le boss fight sono il picco più alto del gameplay e aggiungono ancora più varietà al titolo con alcune trovate davvero interessanti. Peccato che la cura posta per queste fasi non sia stata proposta nelle situazioni in cui Haimrik è nel mondo reale, dove bisognerà semplicemente spostarsi da un luogo all’altro con interazioni limitate al minimo sindacale.

Haimrik

Artisticamente parlando Haimrik fa un’ottima figura, proponendo un mondo dai toni seppia sporcati spesso dal sangue versato dai nemici e dal protagonista stesso, in caso di un qualche nostro errore. I personaggi sono disegnati in una maniera caricaturale che rende davvero bene nello spirito complessivo del gioco; altrettanta cura è stata posta nel mantenere intatta l’atmosfera tetra del mondo medievale di Haimrik, sia nel mondo reale che – soprattutto – nelle pagine del libro.

Tale attenzione artistica non è stata purtroppo riposta nella colonna sonora, spesso ripetitiva e poco diversificata, a maggior ragione in un titolo dove, in caso di errore, ci si ritroverà a dover ricominciare la sezione riascoltando sempre la stessa traccia musicale. Altro piccolo problema sono i controlli del titolo nella fase di shooting manuale con la balestra, situazione dove si passa da un 2D a una sorta di 2.5D, il cui controllo non è reso in modo ottimale ma viene comunque contestualizzato in maniera divertente nella ricerca di soluzione agli enigmi.

Haimrik


Haimrik porta su schermo un’idea originale che contribuisce a diversificare un gameplay anche troppo semplice nelle sue meccaniche fondamentali. Il gioco presenta un comparto artistico riuscito e un’atmosfera di fondo che ben si sposa con la natura del titolo che non manca anche di fornire qualche momento divertente. Purtroppo la cura del team posta in quest’ambito non è altrettanto riscontrabile nella colonna sonora e nella trama, interessante ma non sviluppata a dovere. Questi elementi sarebbero potuti essere quel quid in più, arrivando a dare alla produzione una spinta che alla fine, probabilmente, non c’è stata.

L’articolo Haimrik – Recensione proviene da GameSource.