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Con il grande successo, sia commerciale sia in quanto a voti della critica, degli ultimi capitoli della serie Yakuza, il Ryu ga Gotoku Studiosi è ritagliato una fetta importante di pubblico. Il seguito di questo team è tale che, all’annuncio di una loro nuova IP, hanno attirato gli occhi di tutta l’industria. Ma di cosa tratta questo Judge Eyes? e quanto si differenzia dagli Yakuza?

Abbiamo provato la demo giapponese del titolo per analizzarlo al meglio, e le premesse sono ottime.

Le prime cose che saltano all’occhio, prendendo in mano Judge Eyes, sono le scelte stilistiche. Ryu ga Gotoku Studio non si è voluto allontanare troppo da Yakuza, tanto che si vocifera questo titolo potrebbe esserne uno spin off. La regia delle cutscene è, come sempre, fantastica e presenta le introduzioni dei personaggi con i soliti fermo-immagine che già han caratterizzato le avventure di Kiryu e compagni. Ma il “feeling Yakuza” non si limita a questo: il sistema di combattimento è praticamente identico, sebbene il protagonista si muova in modo molto diverso da Kiryu o Majima, ricordando molto invece Akiyama (personaggio utilizzabile nei meno celebri Yakuza 4 e 5). Il gioco è ambientato a Kamuro-cho, con quindi tanti asset riutilizzati da Yakuza Kiwami 2 e Yakuza 6, e presenterà tanti mini-giochi, sebbene il team di sviluppo abbia affermato che questi saranno gran parte originali per Judge Eyes. Tra questi ci saranno anche sale dedicate al VR.

Le unicità di questo spin-off derivano quindi più da novità che il gioco vuole introdurre nella classica forma Yakuza. Judge Eyes infatti sarà un titolo con sezioni investigative, di pedinamento e di inseguimento. Le prime sono abbastanza semplici, ci verranno dati una serie di indizi e, tramite la prima persona, bisognerà analizzare una persona o un elemento che coincida con tutte le informazioni in nostro possesso. Le sezioni di pedinamento sono a loro volta molto basilare. Si insegue il sospettato, ci si nasconde tra la folla o dietro a degli ostacoli, e poco altro. Più eccitanti le sezioni di inseguimento, che ci hanno ricordato una delle scene migliori i Detroit Become Human, in cui bisogna schivare gli ostacoli e riuscire a eseguire alcuni qte molto rapidi.

Judge Eyes

L’impressione iniziale data dalla demo è buona. Le nuove sezioni di gameplay saranno pur semplici ma, pedinamento a parte, son state divertenti. Inoltre il sistema di combattimento è molto più veloce e acrobatico di quello degli ultimi capitoli di Yakuza, con un protagonista molto spettacolare nel combattere. Sicuramente l’effetto déjà-vu potrebbe infastidire chi dal Ryu ga Gotoku Studio voleva qualcosa di nuovo, specie nel caso si abbia già giocato tutti gli Yakuza conoscendo quindi anche il combat system di Akiyama, ma Judge Eyes può essere una buona rinfrescata al “more of the same” della serie Yakuza. Specie considerando che, pur con una quasi sicura connessione al brand principale, questo titolo può prendersi libertà narrative non da poco in quanto a tematiche e mood della storia.

Tutto sta ora a Ryu ga Gotoku Studio che deve dare alla sua nuova IP un’identità per non farla sprofondare in un vortice di dimenticabili spin-off di una serie di ben più successo.

L’articolo Judge Eyes – Provato proviene da GameSource.