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Il primo Dying Light fu un gioco di incredibile successo per il team polacco Techland, uno di quei titoli che riuscì a proporre un’interessante variante dei giochi a tema zombie grazie non solo all’introduzione della componente parkour, ma anche al focus derivato dal combattimento corpo a corpo e del ciclo giorno/notte che impattava in maniera significativa sul modo di giocare. Ed è proprio continuando a focalizzarsi su questi tre pilastri che i ragazzi di Techland ci presentano Dying Light 2, che potrebbe rivelarsi molto più che un “mero” sequel: Techland ha deciso infatti di espandere il proprio team di sviluppo, sopratutto sul comparto narrativo che adesso avrà il supporto e la firma di Chris Avellone, che tutti noi ricordiamo per storie come quelle di Planescape Torment, Fallout 2, Prey e tanti altri.

Dying Light 2

L’arrivo di Chris ha sconvolto in sensibilmente il mondo di Dying Light come lo conosciamo noi: eccoci catapultati a quindici anni dopo gli eventi del primo capitolo. Siamo in una città completamente nuova e, da quanto possiamo capire, il virus che genera zombie e mostri di ogni tipo si è diffuso in tutto il globo, l’umanità si trova ad affrontare quella che gli sviluppatori hanno definito un’ “era scura moderna”, una civlità senza governi e senza leader, guidata semplicemente dall’istinto di sopravvivenza. Ci troviamo in una città non ben definita, una delle poche roccaforti rimaste che possano garantire un minimo di sicurezza dalle terrificanti creature che infestano il globo e che di notte rappresentano la morte certa per chiunque si trovi nei paraggi.

La mappa di gioco sarà quattro volte più grande rispetto a quelle viste nel capitolo precedente e annessa espansione messe assieme, il tutto per garantire un “sandbox narrativo” senza precedenti. Con “sandbox narrativo”, Techland intende la totale libertà di esplorare il gioco come più ci aggrada e di vivere le storie che ci verranno proposte nel modo che preferiamo, a patto di accettare le conseguenze di ogni nostra azione. Perchè sì, la più grande novità di questo Dying Light 2 è l’introduzione di dialoghi a scelta multipla, che non solo determineranno gli eventi della storia, ma che andranno anche ad impattare in maniera significativa e concreta sul mondo che ci circonda.

Dying Light 2

Ce lo aveva già mostrato lo stesso Chris Avellone durante la conferenza Microsoft, illustrandoci una porzione di gameplay che ci metteva di fronte ad un bivio in cui era possibile scegliere se patteggiare o meno con dei criminali per l’approvvigionamento dell’acqua: nel caso si decidesse di assecondarli, qualche settimana dopo la città si troverebbe in uno stato di decadenza, con gente povera e disidratata che non può permettersi di acquistare la propria dose quotidiana di linfa vitale, ma al contempo potremmo godere dei guadagni derivati dalla vendita dell’acqua. Se avessimo scelto diversamente, però, avremmo preso le parti dei Peacekeeper, un gruppo organizzato di persone che mira a mantenere l’ordine con il pugno di ferro, punendo i criminali nel peggior modo possibile. Aiutando i Peacekeeper, la città dopo qualche settimana presenterà delle infrastrutture che agevolano gli spostamenti, avremo libero accesso all’acqua (che ripristina energia) e, soprattutto, ci saranno sempre uomini sparsi per le strade che si occuperanno dei malviventi e delle creature che tenteranno di avvicinarsi. Il problema però è che in loro presenza non potremo sgarrare, quindi niente arruffamenti di oggetti, niente passeggiate dopo il coprifuoco e così via. Ignorare le regole significa metterseli contro, l’obbedienza deve essere assoluta.

Questo modo di vivere Dying Light significa che ogni giocatore avrà città diverse derivate da scelte diverse, ed è per questo motivo che la cooperativa, a differenza del primo capitolo, sarà leggermente diversa. Non si potrà più affrontare l’intera modalità storia in cooperativa, ma si potrà solamente invitare, o essere invitati, nel mondo degli altri giocatori o nel nostro. Durante la sessione in cooperativa i progressi e gli oggetti acquisiti verranno poi mantenuti nella propria partita in modo da incentivare quanto più possibile l’esperienza multiplayer senza vanificarla.

A livello di gameplay, la più grande novità è rappresentata dalla barra della stamina che, in questo caso, non influenzerà più solo gli attacchi corpo a corpo e la corsa, ma anche il tempo di resistenza per rimanere appesi, il quale farà la differenza durante le scalate e le arrampicate. Sono stati introdotti alcuni puzzle di parkour in cui prima di effettuare una scalata sarà bene valutare e decidere con cura il percorso da effettuare per assicurarsi di raggiungere l’obiettivo senza consumare tutta la stamina, pena la caduta e tutti gli svantaggi che questa potrà comportare. Ovviamente, lo stesso parkour ha subito delle evoluzioni, risultando molto più fluido e dinamico il flusso delle corse combinate alle arrampicate. Il feeling non è poi così distante da quello proposto da giochi come Mirror’s Edge. E’ stato pure introdotta la possibilità di attutire le cadute da luoghi elevati piantando un coltello in presenza di bandiere o tessuti posti lungo le mura dei vari edifici o, addirittura, appendersi all’ultimo ai rami degli alberi per farli cedere e smorzare l’atterraggio al suolo.

Per quanto riguarda il combattimento, invece, non ci sono molte novità, se non l’interazione con alcuni elementi dello scenario per lanciarli contro i nemici e stordirli per qualche secondo. In tal senso, soprattutto i nemici umani si sono fatti ancora più ostici rendendo importante il gioco di attese, parate e contrattacchi per avere la meglio su determinati tipi di avversari. Anche qui il parkour è stato integrato per dare un’ulteriore possibilità di far fuori i nemici, come quella di appendersi a delle sbarre e spazzarli via con lo slancio.


Dying Light 2 ha ancora tanto da dire e tanto da rivelare, dobbiamo ancora scoprire per esempio la presenza (o assenza) di veicoli, il sistema di progressione e le nuove creature. Nonostante tutto, quello che abbiamo visto ci ha già convinto al 100% e siamo certi che Dying Light 2 sia già uno di quei titoli must have che vedremo nel corso del 2019. Il gioco, ricordiamo, è previsto per PC, Xbox One e PlayStation 4.

L’articolo E3 2018: Dying Light 2 – Anteprima proviene da GameSource.

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