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AGI – Il governo marocchino ha respinto e definita “piena di falsità” la risoluzione votata ieri dal Parlamento Europeo che accusa Rabat di utilizzo strumentale dei migranti per fare pressioni sulla Spagna.

Il riferimento è all’improvvisa apertura del confine con l’exclave spagnola di Ceuta, il mese scorso, che riversò nel territorio di Madrid migliaia di migranti, una mossa che fu interpretata come una rappresaglia per l’accoglienza concessa dalla Spagna a Brahim Ghali, il capo dei separatisti del Sahara Occidentale, malato di Covid-19.

Ghali, ricercato dall’Interpol per una serie di gravi crimini tra qui il terrorismo, era stato fatto entrare in Spagna con un documento falso in accordo con l’Algeria, che sostiene i separatisti saharawi.

La risoluzione di Strasburgo stigmatizzava “l’utilizzo da parte del Marocco del controllo delle frontiere e della migrazione, in particolare dei minori non accompagnati, per fare pressione politica sulla Spagna”. Il testo, inoltre, deplorava “la partecipazione di minori e famiglie che hanno messo le loro vite e la loro sicurezza in evidente pericolo”. 

Il ministro degli Esteri marocchino, Naser Burita, ha replicato che la risoluzione è “controproducente e pregiudiziale per qualsiasi uscita dalla crisi” ma ha cercato di non coinvolgere l’Ue nella crisi diplomatica con Madrid. Burita si è infatti detto “soddisfatto” della sua relazione con l’Unione Europea e ha affermato che lo scontro ha “avuto origine dall’attitudine e dalle azioni ostili” della Spagna a proposito di “una causa sacra per il Marocco e i marocchini“, ovvero la sovranità del Sahara occidentale. La crisi, ha sottolineato il ministro “continua a essere con la Spagna perché i problemi che l’hanno provocata non sono stati risolti”.

Burita ha comunque lamentato che l’Europa, con la risoluzione, sia sembrata “scordarsi” dei successi di Rabat nella lotta all’immigrazione clandestina.

Il presidente della Camera marocchina, Habib el Malki, da parte sua ha ribadito che Ceuta è una “città marocchina occupata” a proposito della frase della risoluzione che definisce l’exclave una “frontiera esterna” della Ue.