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AGI – Il ministro degli Esteri francese Jean-Yves Le Drian mette in guardia che il rilancio dell’accordo sul nucleare con l’Iran non sarà sufficiente e che è necessario fronteggiare Teheran anche sul programma missilistico e sulle sue attività minacciose nella regione.

In un’intervista al Journal du Dimanche, Le Drian ha espresso le sue preoccupazioni per le attività nucleari della Repubblica islamica, chiedendo una reazione immediata: l’Iran è in procinto di acquisire l’arma nucleare ed “è urgente dirgli basta”. 

Il ministro ha invocato un ritorno all’accordo sul nucleare del 2015 dal quale il presidente uscente Usa, Donald Trump, volle uscire, ma -ha detto- il solo accordo su nucleare non sarà sufficiente. “L’ Iran – lo dico chiaramente – sta per acquisire capacità nucleare”, ha avvertito. 

Poi ha sottolineato: “Ci sono anche le elezioni presidenziali in Iran a metà giugno. è quindi urgente dire agli iraniani che questo è abbastanza e fare in modo che Iran e Stati Uniti tornino all’Accordo di Vienna“.

Secondo Le Drian, “uscendo da questo accordo, l’amministrazione Trump ha scelto la strategia che ha definito di massima pressione sull’Iran. Il risultato è stato che questa strategia ha solo aumentato il rischio e la minaccia. Dobbiamo quindi fermare questo meccanismo”.

Ma “questo non sarà sufficiente: ci vorranno difficili negoziati sulla proliferazione balistica e sulla destabilizzazione dell’Iran sui suoi vicini nella regione. Sono tenuto al segreto quanto ai tempi di calendario di questo dossier, ma è urgente“.

L’accordo del 2015 prevede una revoca parziale delle sanzioni internazionali contro l’Iran, in cambio di misure per garantire che il regime non acquisisca armi atomiche. Ma Donald Trump è uscito unilateralmente dall’intesa nel 2018.

Nel frattempo, nelle ultime settimane hanno destato preoccupazione gli ultimi passi compiuti dall’Iran: a pochi giorni dal cambio di amministrazione negli Usa, le Guardie della rivoluzione hanno testato missili balistici a lungo raggio su due obiettivi nell’Oceano Indiano, a conclusione di un’esercitazione di due giorni in cui è stato simulato un attacco contro unità navali ostili.

Di più: nelle scorse settimane, il regime ha cominciato a produrre uranio arricchito al 20% nel sito sotterraneo di Fordow, a Est di Qom, una purezza che aveva raggiunto prima della firma del accordo di Vienna.

L’avvio della produzione di uranio arricchito (ancora sotto la soglia d’allarme, perche’ per l’arma nucleare serve uranio al 90%, ma comunque una violazione degli obblighi previsti dal cosiddetto Jcpoa che prevede una soglia del 3,7%) è stata la piu’ grave violazione del patto compiuto dall’Iran, che dal 2019 aveva superato il limite del 3,67%, ma solo del 4,5%.