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AGI – Aspri combattimenti nella regione autonoma del Nagorno Karabakh tra l’esercito dell’Azerbaigian e le forze indipendentiste armene, che hanno rivendicato l’abbattimento di due elicotteri militari azeri, dopo che Baku ha bombardato l’enclave. Il ministero della Difesa azero ha annunciato l’inizio di una “controffensiva”.

L’Azerbaigian ha iniziato a “bombardare” la linea di confine e obiettivi civili, inclusa la città principale della regione, Stepanakert, ha comunicato la presidenza del Karabakh. Sia Baku sia le autorità della regione separatista, che si accusano vicenda di aver iniziato le ostilità, hanno denunciato vittime anche tra i civili.

La Russia chiede il cessate il fuoco

Il ministero degli Esteri russo ha chiesto alle due parti in conflitto nella regione autonoma azera del Nagorno Karabakh un “cessate il fuoco immediato”. Mosca ha chiesto anche l’avvio di “colloqui per stabilizzare la situazione”.

I separatisti armeni nella regione del Nagorno-Karabakh hanno riferito di aver inflitto “perdite” all’esercito azero. Il ministero della Difesa azero ha confermato che un suo elicottero è stato abbattuto, aggiungendo che l’equipaggio è riuscito a mettersi in salvo e ha rivendicato di aver distrutto 12 batterie antiaeree.

“Stamattina presto, la parte azera ha lanciato bombardamenti lungo tutta la linea di contatto. Stanno anche bombardando Stepanakert (la capitale), chiediamo alla popolazione di mettersi al riparo”, si legge sulla pagina Facebook della presidenza separatista. “Le forze armate del Karabakh hanno finora sventato i piani (dell’Azerbaigian), infliggendo pesanti perdite” all’avversario, ha comunicato il ministero della Difesa della regione.

Legge marziale

Il presidente del Nagorno Karabakh, Araik Harutyunyan, in una riunione d’emergenza del Parlamento della regione separatista azera sostenuta dall’Armenia, ha proclamato la legge marziale e annunciato una mobilitazione militare totale. Stessi provvedimenti sono stati adottati dall’Armenia. Il primo ministro armeno, Nikol Pashinian, ha esortato il suo popolo a “essere pronto a difendere la patria sacra”. “Sosteniamo con forza il nostro Stato, il nostro esercito (…) e vinceremo. Lunga vita al glorioso esercito armeno!”, ha scritto su Facebook.

L’enclave contesa

Il Nagorno Karabakh è una regione secessionista dell’Azerbaigian, popolata principalmente da armeni e sostenuta dall’Armenia. Dal 1992 è stato teatro di una guerra che ha causato 30.000 morti. I colloqui di pace sono bloccati da molti anni. Nel 2016, gravi scontri sono quasi degenerati in una guerra nella regione, e nel luglio 2020 ci sono stati anche combattimenti tra armeni e azeri al confine settentrionale.

Il presidente dell’Azerbaigian, Ilham Aliev, ha minacciato l’Armenia di rappresaglie per il suo “comportamento aggressivo”, riferendosi agli scontri di luglio, e ha accusato Erevan di aver deliberatamente causato il fallimento dei negoziati di pace. Il ministero ha anche avvertito che l’Armenia sta preparando “decine di migliaia di uomini con un unico obiettivo, attaccare l’Azerbaigian”.