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AGI – Ha bellissimi artigli azzurri ma è la “bestia nera” dei pescatori albanesi: a causa dei cambiamenti climatici e al traffico marittimo, il granchio blu sta proliferando nelle acque del piccolo Paese dei Balcani, distruggendo pesci e reti. Il crostaceo originario dell’Atlantico occidentale ha iniziato a essere rilevato sempre più spesso sulla costa adriatica dell’Albania sin dal 2006 ed è considerato dagli scienziati una specie invasiva dannosa sia per la biodiversità marina nativa sia per l’attività socio-economica.

A sud di Tirana, nel Parco Nazionale della Laguna di Karavasta, un sito spettacolare con paludi, lagune, mare, estuari e canali, Besmir Hoxha, un pescatore di 44 anni, lamenta la presenza di questo “colonizzatore” che deve il suo nome alle sue pinze celesti e la cui bellezza è accompagnata solo dall’aggressività. “I pesci stanno diventando ogni giorno piu’ rari. Questi granchi si prendono il nostro pane quotidiano”, si rammarica il pescatore, che deve sostenere una famiglia di cinque persone.

Il suo collega Stilian Kisha, 40 anni, mostra le sue dita striate dai tagli, dalle cicatrici delle formidabili pinze che distruggono anche le reti e le attrezzature. “Sono molto aggressivi e intelligenti, una vera maledizione”, dice l’uomo, asciugandosi il sudore sulla fronte. “Quest’anno vediamo questo granchio è ovunque, sulla costa, al largo, ma anche nelle acque interne, nei fiumi, nelle lagune. Il danno e’ enorme”. Le triglie rosse sono in ritirata, le anguille sono scomparse, spiegano i pescatori.

I pescatori hanno ragione a preoccuparsi della nascita di una specie nella quale ogni femmina depone milioni di uova, conferma all’Afp Sajmir Beqiraj, professore di idrobiologia all’Università di Tirana. Il “Callinectes sapidus”, presente al largo degli Stati Uniti, nel Golfo del Messico e fino all’Argentina, si e’ diffuso in altre regioni del mondo attraverso l’acqua di zavorra delle navi.

“Il riscaldamento globale sta creando le condizioni per la presenza di specie esotiche in luoghi nei quali le temperature ancora alcuni anni fa non le erano favorevoli”, continua il docente. Oggi, il granchio blu è una delle 100 specie considerate le più invasive del Mediterraneo e dell’Adriatico. “Ha già disturbato gli equilibri naturali delle popolazioni ittiche autoctone, portando a un declino o addirittura all’estinzione di alcune specie, in particolare i granchi locali”, aggiunge l’accademico.

Il granchio blu danneggia i letti di alghe che servono da vivai per i pesci locali, divora le cozze e le lumache che costituiscono il loro cibo e ingoia i giovani piu’ facili da catturare. Attaccano persino gli uccelli, dice Besmir Hoxha. I due pescatori spiegano che in determinati giorni raccolgono fino a 300 chilogrammi di granchi contro solo da cinque a sei chilogrammi di pesce. Tuttavia, se la carne di questi crostacei è apprezzata da alcuni buongustai per la sua finezza, il loro consumo non e’ molto diffuso in Albania. Un chilo di granchio vale 40 centesimi di euro contro 14 euro per la triglia.

“Non abbiamo un mercato per i granchi”, si rammarica Besmir. Mancano anche punti vendita, perché è vietata l’esportazione di prodotti non congelati nell’Unione europea. Quindi Besmir e Stilian contemplano impotenti lo spettacolo di montagne di granchi catturati nelle loro reti. “E’ la nostra sfida quotidiana con il granchio, per scoprire chi sarà il primo a catturare il pesce. Ma anche stamattina i granchi hanno vinto”, ribadisce Stilian.

In attesa di una qualche iniziativa da parte delle autorità, i pescatori usano il sole come arma, trasportando i granchi blu sulla terra ferma per lasciarli morire. “Affinche’ i granchi non vadano a deporre le loro uova in mare, le gettiamo via. Questo e’ tutto cio’ che ci resta, lasciarle decomporre al sole”, ha detto Adrian Kola, un pescatore di 27 anni. “Dobbiamo agire rapidamente per trovare soluzioni altrimenti domani, sarà difficile tenere sotto controllo quest’invasione”.