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E’ atteso per oggi l’annuncio dei democratici sull’impeachment del presidente Donald Trump con la formalizzazione dei capi d’accusa. Gli articoli per l’impeachment dovrebbero essere almeno due: abuso di potere e intralcio delle indagini del Congresso, secondo le anticipazioni del Washington Post.

L’annuncio, se confermato, spianerebbe la strada al voto alla Camera sulla messa in stato di accusa del presidente entro la settimana. In discussione, secondo quanto apprende l’AGI, vi sarebbe anche un possibile terzo articolo: intralcio alla Giustizia.
“Non vi è alcuna prova di illeciti da parte del presidente”, ha commentato in una nota la Casa Bianca, replicando alle accuse dei democratici. “L’impeachment è un’ingiustizia – si insiste nel comunicato dell’amministrazione – una farsa senza precedenti”.

L’impeachment riguarda la richiesta di Trump all’Ucraina di aprire inchieste su questioni che lo avrebbero favorito politicamente, come quella sullo sfidante dem per presidenza Joe Biden e sul figlio Hunter. L’eventuale articolo sull’intralcio alla giustizia dovrebbe invece riguardare l’indagine dello speciale procuratore Robert Mueller sulle interferenze di Mosca nelle presidenziali americane del 2016 ma su questo non vi sarebbe consenso unanime in seno al partito dell’Asinello. Mueller ha segnalato diversi contatti tra collaboratori di Trump e il Cremlino ma non collusioni.

“I fatti sono chiari. Il pericolo per la nostra democrazia è chiaro e il nostro dovere è sgomberare il campo”, ha dichiarato il presidente della commissione Giustizia della Camera, il democratico Jerry Nadler, nella sua dichiarazione conclusiva dopo 9 ore di audizione sull’impeachment. Gli articoli per la messa in stato di accusa di Trump devono prima venire votati dal panel guidato da Nadler e poi sottoposti al vaglio dell’intera Aula. Nel caso dell’impeachment di Bill Clinton, per il dibattito e il voto in commissione (processo denominato ‘markup’) ci vollero 3 giorni, nel caso di Richard Nixon 6, secondo il Congressional Research Services.

Dopo il via libera della Camera, la parola passerà al Senato, controllato dei repubblicani, dove si svolgerà il processo per decidere se rimuovere Trump dall’incarico. Uno scenario improbabile. Il Grand Old Party (Gop) accusa i dem di essersi imbarcati in una missione politica ‘impossibile’ per togliere Trump dalla Casa Bianca senza vincere le elezioni.

I repubblicani escludono che Trump abbia fatto pressioni improprie sull’Ucraina e anche che abbia usato il congelamento degli aiuti militari Usa a Kiev per 400 milioni di dollari come leva. “Non c’è alcun crimine – ha osservato il deputato Gop Dough Collins, della commissione Giustizia – è tutta una questione di tempistica e calendario perché (i dem) non riescono ad accettare che Trump sia presidente degli Stati Uniti e perché loro non hanno un candidato”.