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“Come sempre riusciremo a superare le divisioni e a prendere le decisioni necessarie alla nostra sicurezza”. A quattro giorni dal vertice Nato di Londra, il segretario generale dell’Alleanza, Jens Stoltenberg, in una intervista a La Repubblica, è ottimista sull’esito del summit nonostante Macron abbia parlato di “morte cerebrale” dell’istituzione che presiede e la Turchia minacci di bloccare le conclusioni dei leader e il via libera alle operazioni nei Paesi baltici se i partner non definiranno terroristi i curdi del Ypg.

Stoltenberg comunque chiede unità ai governi transatlantici e mette in guardia l’Unione europea: “Non può sostituire la Nato, da sola non può difendere l’Europa”. L’Ue “non può sostituire quella transatlantica, specialmente dopo la Brexit. L’80% delle spese per la difesa della Nato arriva da Paesi esterni all’Unione, geograficamente Norvegia, Turchia, Regno Unito, Canada e Usa sono importanti per la difesa del territorio europeo. Ogni tentativo di allontanare l’Europa dal Nord America non solo indebolirà la Nato, ma dividerà l’Europa. Semplicemente, la Ue non può difendere l’Europa da sola. Concordo con Angela Merkel: la difesa europea non è un’alternativa alla Nato, ma serve a rinforzare il pilastro europeo in seno alla Nato”.

Sul tema Turchia e il rischio di paralisi politica dell’Alleanza: “La Nato sta facendo più adesso che negli ultimi decenni. Ovviamente ci sono differenze che non sottovaluto. Sul Nord della Siria e sui gruppi attivi in quella regione ci sono opinioni diverse tra alleati. Si tratta di una realtà innegabile che però non ci impedià’ di fare molto. Anzi, mi aspetto che a Londra i leader comunque prenderanno decisioni importanti, come l’aggiornamento del piano d’azione contro il terrorismo”.

Rispondendo alla domanda se la Cina rappresenta una minaccia per la Nato al pari della Russia, e sul rischio che l’adesione dell’Italia alla Nuova Via della Seta rompa l’unità transatlantica verso Pechino, Stoltenberg non vede una minaccia imminente verso un nostro alleato, “parlerei invece di sfide strategiche con una situazione più imprevedibile e incerta. Il fatto che la Cina stia crescendo apre opportunità e sfide che dobbiamo affrontare insieme visto che con Pechino la taglia dell’interlocutore conta molto”.

Sul contributo operativo e finanziario dell’Italia, Stoltenberg rileva: “L’Italia dà un grandissimo supporto alle nostre missioni in Afghanistan, Iraq, Kosovo, contributi con assetti navali e polizia aerea in Islanda. Ma è chiaro che mi aspetto un aumento degli investimenti italiani nella difesa. Ne abbiamo bisogno per affrontare le sfide del presente e sono lieto che per il periodo 2016-2024 gli alleati avranno alzato di 400 miliardi le loro spese militari”.