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A Hong Kong migliaia di manifestanti si sono radunati a Victoria Park, teatro della nuova manifestazione pro-democrazia indetta dal Civil Human Rights Front, gruppo contrario a ogni violenza e tra i promotori dei cortei anti-governativi da due milioni di persone, di giugno e luglio scorsi. Nel parco c’è un mare di ombrelli aperti, il simbolo della protesta anti-cinese che in questo caso serve anche a ripararsi dalla pioggia battente. 

Civil Human Rights Front aveva chiesto l’autorizzazione per un corteo da Causeway Bay fino al quartiere di Central, il cuore di Hong Kong. La polizia, però, ha autorizzato solo il raduno nel parco e non la marcia, spiegando che non avrebbe potuto garantire l’ordine pubblico, vista la violenza che ha caratterizzato le recenti proteste. Nonostante i divieti, gruppi di manifestanti hanno lasciato il parco riversandosi nelle strade. Lo riporta il South China Morning Post, riferendo che le autorità hanno fatto fatto uscire due veicoli della polizia anti-sommossa, dotati di cannoni ad acqua.

Una nuova grande manifestazione anti-governativa è dunque cominciata a Hong Kong, dopo che i cortei di ieri si sono svolti senza le scene di scontri, lacrimogeni e arresti, che hanno invece caratterizzato queste 10 settimane di proteste nella ex colonia britannica. Le manifestazioni hanno perso parte della loro intensità dopo quella che è stata definita la “battaglia dell’aeroporto”, vale a dire l’occupazione dello scalo internazionale di Hong Kong, che ha causato due giorni di caos nel traffico aereo.

La manifestazione di oggi a Victoria Park è osservata con attenzione perché dovrebbe dimostrare quanto ampio sia ancora il sostegno al movimento. Intanto, i media di Stato hanno diffuso le immagini della terza esercitazione della polizia anti-sommossa, in questo mese, nella vicina città di Shenzen, dove la Cina ha inviato l’esercito. Come riporta il South China Morning Post, i video mostrano gli agenti armati usare lacrimogeni e cannoni ad acqua contro un gruppo di “contestatori”, vestiti di nero proprio come i manifestanti di Hong Kong. All’inizio di un video, un poliziotto urla alla folla in cantonese (la lingua parlata a Hong Kong): “Fermatevi e pentitevi”.