Newsletter
Ultime News
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone

Il ‘caso Strache‘, l’inchiesta della Commissione elettorale britannica sui finanziamenti a Nigel Farage, il sospetto dello zampino di Steve Bannon nella campagna elettorale di Marine Le Pen. A sei giorni dal voto, l’annunciata avanzata delle forze sovraniste alle prossime elezioni europee rischia una battuta d’arresto.

Le formazioni di destra e i conservatori euroscettici puntano a una svolta nella composizione del prossimo Parlamento europeo per diventare la terza forza politica a Strasburgo dopo Popolari e Socialisti (che sulla carta da soli non avranno più la maggioranza all’Eurocamera) e strappare così il podio ai liberali, che dovrebbero riunirsi in una nuova formazione che mette insieme il gruppo dell’Alde con gli eletti della Republique En Marche di Emmanuel Macron.

Le ultime proiezioni precedenti allo scandalo austriaco indicano che le forze della destra sovranista potrebbero eleggere complessivamente 173 deputati, contro 154 dell’attuale legislatura. I numeri non consentirebbero in realtà alcun sostanziale cambiamento negli equilibri delle prossime istituzioni Ue, ma l’obiettivo dichiarato è quello di rafforzare il gruppo Europa delle Nazioni e delle Libertà (ENL), formato da Lega, Rassemblement National di Marine Le Pen, Fpo austriaca, partito nazionalista fiammingo Vlaams Belang e i tedeschi dell’Afd.

Ma lo scandalo che ha travolto il leader della destra austriaca e ha fatto esplodere la coalizione di governo a Vienna potrebbe allontanare l’obiettivo. Secondo Matthias Jung, numero uno dell’istituto di sondaggi tedesco Forschungsgruppe Wahlen, “questo scandalo potrebbe ostacolare l’avanzata dei populisti in Europa”.

L’esperto, intervistato dal quotidiano tedesco Tagesspiegel, ritiene che gli elettori europeisti potrebbero anzi essere incoraggiati ad andare a votare per bloccare l’estrema destra. I simpatizzanti dei partiti populisti “ora ci penseranno due volte se vogliono dare la loro voce a queste persone”, ha aggiunto lo scienziato politico tedesco Werner Patzelt, sempre al Tagesspiegel.

Secondo il politologo, lo scandalo austriaco potrebbe avere conseguenze negative anche per l’Afd tedesca, attualmente nel gruppo Efdd con il M5S ma che ha già fatto sapere che da giugno siederà a fianco alla Lega di Matteo Salvini.

Il ‘caso Strache’ non è l’unico elemento che rischia di indebolire le forze della destra euroscettica. In Francia, Marine Le Pen, accusata dai suoi avversari di essere il “cavallo di Troia” di Donald Trump e Vladimir Putin per indebolire l’Europa, ha dovuto pubblicamente smentire che Steve Bannon, ex stratega del presidente Usa, abbia svolto un ruolo nella sua campagna elettorale.

Bannon “non ha alcun ruolo nella mia campagna – ha detto Le Pen a FranceInfo – si trova a Parigi per affari perché sta vendendo una delle sue società a una grande banca francese, quindi non ha nulla a che fare con la mia campagna”. Il Gran Bretagna, anche se il Brexit Party di Nigel Farage resta saldamente in testa ai sondaggi, l’ex numero uno dell’Ukip, che in questa legislatura siede nello stesso gruppo delMovimento Cinque Stelle a Strasburgo, è nel mirino della Commissione elettorale britannica, che ha annunciato di voler indagare sui finanziamento della sua campagna per le elezioni europee.

“Domani andremo nelle sedi del Brexit Party per verificare sui sistemi di finanziamento – ha fatto sapere oggi la Commissione – comprese donazioni superiori a 500 sterline, che devono provenire solo dal Regno Unito”.

In Italia infine, la competizione permanente con gli alleati di governo del M5S, potrebbe portare la Lega ad un risultato inferiore alle previsioni emerse dagli ultimi sondaggi. Secondo Christine Verger, dell’Istituto Jacques Delors, non è certo che lo scandalo austriaco indebolisca l’elettorato populista, anche se “a priori non è una buona notizia per loro”. “Cio’ dimostra in ogni caso che ci sono relazioni di tipo corruttivo all’interno di questi partiti”, ha detto Verger all’agenzia France Presse.