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Condividevano una passione al limite del fanatismo per il folklore e le armi medievali le tre persone trovate morte sabato scorso, trafitte da frecce di balestra, in un alberghetto di Passau, in Baviera. Un elemento di mistero nel giallo che sta scuotendo la Germania: da una parte, nella città bavarese, un uomo e una donna – lui 53 anni, lei 33 – sdraiati sul letto, mano nella mano, e accanto il corpo di un’altra donna, 30enne, riversa per terra in un lago di sangue, per quello che li inquirenti per ora classificano come un probabile omicidio-suicidio.

Dall’altra parte, a oltre 650 chilometri di distanza, a Wittingen in Bassa Sassonia, altre due donne trovate morte nell’appartamento della 30enne che a Passau – questa l’ipotesi – prima ha ucciso la coppia, e poi ha rivolto la balestra contro se stessa. Le prime ricostruzioni degli inquirenti non fanno che ingrandire il giallo.

Nella camera d’hotel a Passau la polizia ha trovato anche il testamento di due delle vittime, nessun segno di lotta e neanche indizi sul coinvolgimento di una quarta persona. Per quello che riguarda i due cadaveri scoperti in Bassa Sassonia, si tratta di una 19enne di Wittingen e di una 35enne legata sentimentalmente all’omicida-suicida di Passau. Qui non sono state trovate balestre, e i risultati dell’autopsia disposta dall’autorità giudiziaria non sono ancora stati resi noti.

Le vittime erano accomunate dalla passione per il Medioevo, ha rivelato la Bild Zeitung: per la precisione Torsten W. – il 53enne – nella cittadina di Hachenburg, vicino a Coblenza, era titolare di un negozio di materiali finto-medievali, il “Milites conductius”, dove sono in vendita, tra l’altro, asce e spade, vessilli di templari, coltelli e gadget magici. L’uomo, sempre secondo il tabloid, aveva le braccia tatuate con simboli degli alchimisti, e la sua bottega di sera ospitava lezioni di scherma, mentre la vetrina era impreziosita da un manichino femminile imbrattato di vernice rossa sangue con indosso bretelle, corde e catene e la testa fasciata.

A quanto scrive invece il Merkur di Monaco di Baviera, Farina C. era impiegata come contabile in panetteria e anche lei aveva una passione “per il Medioevo, il trambusto dei mercati medievali con giocolieri e tornei di cavalieri”.

Nella camera d’albergo di Passau sono stati trovati anche il testamento di Torsten e di Kerstin E., la 33enne trovata morta al suo fianco. Per ambedue, che mostravano ferite da freccia anche alle teste, il colpo fatale di balestra è stato quello al cuore. Farina C., la trentenne, l’hanno invece trovata per terra: la freccia aveva squarciato la sua gola. I tre erano arrivati venerdì sera all’hotel Zur Triftsperre, che si trova vicino al confine con l’Austria. Farina avrebbe pagato in anticipo 300 euro per tre notti, senza colazione. Poi i tre sono scomparsi nella loro camera. Al loro ingresso certo non erano passati inosservati: le due donne, Kerstin e Farina, erano completamente vestite di nero e non avevano bagaglio. A parte le borse contenenti le balestre, che successivamente sono andati a prendere nell’auto parcheggiata davanti all’albergo.

Quando la polizia è entrata nella camera, hanno trovato tre balestre, una delle quali ancora nella sua custodia. Nell’appartamento a Wittingen, invece, non sono state trovate né balestre, né frecce. “Non è confrontabile il modus operandi tra i due episodi”, ha detto un portavoce della polizia. Non e’ chiaro quale fosse il rapporto tra la 19enne di Wittingen e la compagna di Farina.

Nel villaggio vicino a Hachenburg, Renania Palatinato, da lunedì due agenti di polizia stanno di guardia davanti al grande edificio di tre piani in cui abitava Torsten W. “Il paese è sotto shock”, racconta un vicino di casa ai giornalisti. “Questa è una zona sonnolenta, qui non succede mai nulla, al massimo inciampa una mucca, cose così. Chissà cosa gli girava per la testa, a Torsten?”. Troppe domande senza risposte.